Messaggio del 10 febbraio 1982:Pregate, pregate, pregate! Credete fermamente, confessatevi con regolarita' e comunicatevi. E questa l'unica via di salvezza. Medjugorje oggi: Chi… cosa… quando…
Con
l’arrivo della primavera e del tempo quaresimale è come
se Medjugorje si fosse risvegliata dal sonno invernale. Questo
mutamento è visibile non solo nella natura, con testimoniano i
primi bucaneve, i ciclamini e i narcisi che spuntano dalla terra, o
come ci ricorda il garrito delle prime rondini che ritornano a loro
nidi… Il risveglio di Medjugorje più che altro si
avverte nella vivacità, nel numero e nella varietà dei
pellegrini che fanno del Santuario della Regina della Pace il centro
mondiale della spiritualità cattolica.
Il programma
in parrocchia
Durante il programma di preghiera serale
organizzato nella parrocchia di S. Giacomo, la chiesa è
gremita di fedeli provenienti dalle nazioni più lontane, tanto
che spesso è impossibile trovare posto. Tali disagi, così
come la non conoscenza delle lingue e le differenze culturali, si
superano molto velocemente grazie alla presenza di Maria,
particolarmente forte e percettibile. In poco tempo si instaura un
clima di comunione e di unità tale che tutti si sentono
fratelli e sorelle, figli di un’unica Madre, appartenenti alla
stessa famiglia: la Chiesa. Il programma di preghiera è molto
ben organizzato. Oltre alla recita dei misteri gaudiosi e dolorosi
del Santo Rosario prima della Messa, si pregano i 7 Padrenostro,
Avemaria, Gloria al Padre, insieme alla terza parte del Rosario, cioè
ai misteri gloriosi. Ogni mercoledì, giovedì e sabato,
dopo la celebrazione eucaristica, i pellegrini possono partecipare
all’adorazione al Santissimo Sacramento dell’altare, così
come ogni venerdì, all’adorazione alla Croce. Tutti
questi punti di preghiera sono accompagnati dalle riflessioni e dalle
preghiere dei sacerdoti francescani, che vengono ben tradotte
simultaneamente in 5 lingue.
Le Comunità
Nella
parrocchia, a secondo del tempo liturgico, si danno vita a molte
originali iniziative. Una di queste è l’animazione
dell’adorazione serale da parte del coro, che è
principalmente composto dai membri delle Comunità nate a
Medjugorje e che qui prestano servizio. Come frutto di questa
partecipazione comunitaria alle attività della parrocchia, lo
scorso anno è nata l’idea di far animare alle Comunità
il programma delle festività natalizie. Detto fatto! La
liturgia è risultata davvero splendida, grazie anche
all’intervento del consistente coro polifonico accompagnato dal
suono di violini, di flauti e di altri strumenti. In quell’occasione
le Comunità, oltre al loro impegno a vivere il proprio carisma
personale, hanno ritrovato nuovi stimoli per il loro servizio comune.
Da qui è nata l’esigenza di una maggiore coesione,
favorita da più frequenti momenti di preghiera e di scambio
reciproco. Uno di questi si è avuto in occasione festa della
Presentazione di Gesù al tempio, che la Chiesa particolarmente
festeggia come "Giorno dei consacrati". Quasi tutti i
membri delle Comunità presenti a Medjugorje si sono ritrovati
nella Casa di preghiera della Comunità "Kraljice Mira".
Dopo la preghiera corale, un rappresentante per ogni comunità
ha presentato agli altri la propria famiglia spirituale: la storia,
le attività, il carisma. Poi, durante il rinfresco, si è
avuta l’opportunità di conoscersi personalmente e di
festeggiare con canti e danze questo bel momento di comunione, che ha
lasciato in tutti la gioia e il desiderio di proseguire il cammino
intercomunitario.
I volontari
A quanto pare a
Medjugorje sta nascendo ancora un’altra realtà:
l’associazione dei volontari. Con la loro venuta a Medjugorje
molti pellegrini, dopo essersi convertiti, hanno avvertito l’esigenza
di mettersi in un certo qual modo a disposizione, per donare se
stessi a Maria. Qualcuno, dopo questo tipo di esperienza, ha
intrapreso la strada del sacerdozio o della vita religiosa. Altri,
dopo aver fatto ritorno nella propria parrocchia, sono divenuti
promotori di incontri o guide di gruppi di preghiera. Altri invece,
quelli che maggiormente ci interessano in questo contesto, sono
rimasti a Medjugorje, non a motivo di indecisione o di non
accettazione della vita, e neppure per un tentativo di fuga dalla
realtà, bensì come laici che hanno trovato il proprio
posto in parrocchia come volontari. Molte persone, infatti, nutrono
segretamente il desiderio di rimanere un paio di mesi nel Santuario e
ringraziare così la Vergine per le grazie ricevute. Ci
auguriamo che l’associazione dei volontari possa presto trovare
una precisa collocazione all’interno della parrocchia di S.
Giacomo e aiutare in questo modo quelle persone che vorrebbero
mettere a disposizione del Santuario le proprie conoscenze e
capacità, a maggior gloria della Regina della Pace. Quello che
abbiamo appena esposto esprime solo alcuni aspetti del bene che gli
uomini operano in modo concreto a Medjugorje Una cosa però è
certa: al Santuario Regina della Pace la Chiesa e il mondo rinascono!
Nenad Palic