Messaggio del 2 giugno 1984:Figli cari! Dovreste rinnovare le vostre preghiere allo Spirito Santo. Partecipate alla messa! E, dopo la messa, fareste bene a pregare in chiesa il Credo e i sette Pater Ave Gloria come si fa per Pentecoste.
"Il Papa è con la Madonna di Medjugorje"
Mentre una moltitudine immensa, a Roma, fa ore di fila per poter
pregare un istante davanti al corpo di Karol Wojtyla il Grande, una
notizia sensazionale rimbalza dai telefonini ai siti internet, dagli
Stati Uniti a Medjugorje a Roma. Dopo averne verificato - da più
fonti, dirette e serie – l’attendibilità, siamo in
grado di riferirla sebbene non sia ufficiale.
Il Papa era
morto da circa quattro ore, sabato notte, quando Ivan Dragicevic, uno
dei sei "ragazzi di Medjugorje" ha avuto la sua apparizione
quotidiana a Boston, la città dove adesso vive. Là
oltreoceano erano le 18.40 (ed era ancora il 2 aprile). Mentre Ivan
pregava, come di consueto, guardando la Madonna, la giovane donna
bellissima che gli appare ogni giorno dal 24 giugno 1981, alla
sinistra di lei è apparso il Papa. Una delle mie fonti
ricostruisce tutto nel dettaglio: "il Papa era sorridente,
appariva giovane ed era molto felice. Era vestito di bianco con un
mantello dorato. La Madonna si è voltata verso di lui e i due,
guardandosi, hanno entrambi sorriso, un sorriso straordinario,
meraviglioso. Il Papa continuava estasiato a guardare la Giovane
Donna e lei si è rivolta verso Ivan dicendogli: ‘il mio
caro figlio è con me’. Non ha detto nient’altro,
ma il suo volto era raggiante come quello del papa che ha continuato
a guardare il volto di lei".
Questa notizia, come si può
capire, ha fatto molta impressione raggiungendo anche alcune persone
che stanno pregando a San Pietro sulle povere spoglie mortali di
Karol Wojtyla. I cristiani ripetono ogni domenica nel Credo: "credo
nella vita eterna". Ma ovviamente la notizia di questa
apparizione è veramente una cosa eccezionale, come eccezionale
è il fatto che esista una vita vera dopo la morte, come
eccezionale è stata l’esistenza terrena di questo papa e
come eccezionale è il "caso Medjugorje".
Molti
storcono il naso per una pregiudiziale ostilità all’irrompere
del soprannaturale. Personalmente – per veder chiaro nei fatti
di Medjugorje (se sono veri o falsi) – ho fatto una mia
inchiesta giornalistica che ho raccolto nel libro "Mistero
Medjugorje" dove – fra l’altro – ho
ricostruito i resoconti delle varie commissione medico-scientifiche
che (tutte) si sono dette incapaci di spiegare i fatti eccezionali
che là si verificano, innanzitutto sui sei ragazzi, nel
momento delle apparizioni. Così come medicalmente inspiegabili
restano le guarigioni prodigiose che là sono state
documentate.
Fra l’altro la Madonna di Medjugorje è
stata, fin dall’inizio, molto decisa nel voler ricordare alla
nostra generazione la realtà della vita eterna, della vita
definitiva che è la vita vera. Infatti già al secondo
giorno delle apparizioni (il 25 giugno 1981) ha tranquillizzato una
delle ragazze, Ivanka, ancora angosciata dalla recente morte della
madre e poi gliel’ha mostrata, vicina a sé. Inoltre
alcuni dei veggenti testimoniano di essere stati portati a "vedere"
l’inferno, il purgatorio e il paradiso, come ai bambini di
Fatima fu mostrato l’inferno.
Uno studio approfondito
di questi eventi è stato fatto da padre Livio Fanzaga nei suoi
libri su Medjugorje, preziosi anche per decifrare certi dettagli
"teologici" come la giovinezza di Maria (e del Papa), segno
dell’eterna giovinezza di Dio. Una splendida meditazione
teologica su Medjugorje di don Divo Barsotti, uscita su Avvenire,
spiegava: "con Maria appare il mondo nuovo… E’ come
se d’improvviso si facesse visibile un mondo sempre presente,
ma che abitualmente rimane nascosto; come se gli occhi dell’uomo
acquistassero un nuovo potere visivo… Dalle apparizioni
abbiamo la certezza di un mondo di luce, di purezza e di amore…
nella Madonna è la creazione intera che si è rinnovata.
E’ lei stessa la nuova creazione, non contaminata dal male e
vittoriosa… L’apparizione fa presente il mondo redento…
L’apparizione non è dunque un’azione di Dio
sull’immaginazione dell’uomo. Credo che non si possa
negare la sua oggettiva realtà. Veramente è la Vergine
Santa che appare, veramente gli uomini entrano in rapporto con lei e
con il suo Figlio divino… La Vergine non può
abbandonare i suoi figli prima della manifestazione pubblica e
solenne della sua vittoria sul male. Madre di tutti, essa non
potrebbe separarsi da noi che viviamo nella pena, sottoposti ad ogni
tentazione, incapaci di sottrarci alla morte".
A chi è
ignaro di storia cristiana tutto questo potrà sembrare
incredibile, ma – come ha dimostrato lo storico Giorgio
Fedalto, dell’Università di Padova, nel libro Le porte
del Cielo (San Paolo editore) – i secoli cristiani, anche
recenti, sono letteralmente pieni di grazie mistiche fatte a santi o
normali cristiani che confermano la realtà dell’Aldilà.
E’ insomma la Chiesa che – a uno sguardo attento –
appare da secoli letteralmente immersa nel soprannaturale. Per quanto
riguarda Medjugorje poi, è una sfida tuttora presente: prima
di prendere posizione bisogna lealmente andare a vedere, indagare,
studiare i fatti (come le varie equipe di studiosi) con obiettività.
Altrimenti si esprimono solo pregiudizi infondati e si mostra solo la
paura (oscurantista) di imbattersi in un fenomeno che sconvolge tutte
le proprie idee.
Ma torniamo alla "canonizzazione"
del papa che ha fatto la Vergine stessa. C’è un
precedente che ebbe protagonista padre Pio. Lo ha rivelato proprio di
recente il Diario (appena pubblicato) del suo Direttore spirituale,
padre Agostino da S. Marco in Lamis. In data 18 novembre 1958 scrive:
"L’amato padre Pio vive la sua vita di preghiera e di
intima unione col Signore sempre, può dirsi in tutti i momenti
della giornata e del riposo notturno. Anche nelle conversazioni che
può avere con i confratelli e con gli altri, egli conserva
l’interna unione con Dio. Ha sofferto alcuni giorni fa un’otite
dolorosa, per cui ha lasciato due giorni di confessare le donne. Ha
sentito tutto il dolore della sua anima per la morte del Papa Pio XII
(deceduto a Castelgandolfo alle ore 3,52 del 9 ottobre , ndr). Ma poi
il Signore glielo ha fatto vedere nella gloria del Paradiso".
Come padre Pio, i mistici incontrano sempre grandi difficoltà
ad essere accettati. Diceva il grande filosofo Bergson (che si
convertì al cattolicesimo): "Il grande ostacolo che
incontreranno è quello che ha impedito la creazione di
un’umanità divina". Giovanni Paolo II – che è
stato un grande contemplativo – era invece profondamente aperto
al soprannaturale. Come dimostra la sua venerazione per
Helena-Faustina Kowalska (una delle più grandi mistiche del
Novecento) che lui stesso ha contribuito a far accettare (anche al S.
Uffizio, negli anni Sessanta), che lui ha canonizzato e per cui ha
istituito la festa della Divina Misericordia che – nelle
intenzioni del Papa – doveva essere la chiave di lettura del
Novecento e della storia intera (come ha sottolineato anche
nell’ultimo libro, Memoria e identità).
Che la
morte del Papa sia avvenuta proprio in questa festa (che inizia ai
Vespri del sabato) è straordinariamente significativo. Anche
perché era un "primo sabato" del mese, giorno in cui
- secondo la pia pratica istituita dalla Vergine di Fatima –
lei stessa chiama chi si affida a lei. L’ "implicazione"
di papa Wojtyla con Fatima del resto è ormai notissima. Meno
nota è la sua apertura a Medjugorje (ancora non riconosciute
dalla Chiesa), ma sono tantissime e univoche le testimonianze. Cito
due casi. I vescovi dell’Oceano Indiano ricevuti dal Papa il 23
novembre 1993, a un certo punto – parlando di Medjugorje - si
sentirono dire da lui: "Questi messaggi sono la chiave per
comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà
nel mondo". E a monsignor Krieger, già vescovo di
Florianopolis, in partenza per il villaggio della Bosnia, il 24
febbraio 1990, il Santo Padre disse: "Medjugorje è il
centro spirituale del mondo".
Non a caso le apparizioni
iniziarono all’indomani dell’attentato al papa, come per
accompagnare e sostenere questa seconda fase del suo pontificato. Fin
dall’inizio i veggenti hanno riferito che la Madonna definiva
Giovanni Paolo II come il papa che lei stessa aveva scelto e donato
all’umanità per questo tempo drammatico. La Madonna ha
chiesto continuamente di accompagnarlo nella preghiera, un giorno ha
baciato un quadro con la sua immagine e il 13 maggio 1982, un anno
dopo l’attentato, ha detto ai ragazzi che i nemici volevano
ucciderlo, ma lei lo ha protetto perché lui è il padre
di tutti gli uomini.
Il "caso" (se si può
chiamarlo caso) ha voluto che un anno fa fosse fissato per la
domenica 3 aprile 2005, a Milano, al Mazdapalace, un grande raduno di
preghiera dei medjugorjani. Nessuno avrebbe potuto immaginare che
proprio quella notte il papa sarebbe morto. Così domenica
scorsa, davanti a diecimila persone in preghiera per il Pontefice,
padre Jozo Zovko, che era il parroco di Medjugorje all’inizio
delle apparizioni, ha sottolineato questa misteriosa e significativa
circostanza e ha voluto ricordare i suoi incontri con il papa e la
sua benevolenza e la sua protezione.
Sotto questo pontificato
in effetti Medjugorje è diventato davvero uno dei centri del
mondo cristiano. Sono milioni le persone che lì hanno
ritrovato la fede e se stessi. In Italia è un mondo sommerso,
ignorato dai media, ma bastava il colpo d’occhio, domenica, al
Mazdapalace, o il grande numero di persone che ascoltano ogni giorno
Radio Maria, per rendersi conto di quanto la Regina della Pace abbia
ingrandito il suo regno sotto il pontificato di papa Wojtyla. Nella
giornata di sabato 2 aprile, prima della morte del papa, apparendo a
un’altra dei sei veggenti, Mirjana, a Medjugorje, la Madonna –
secondo le cronache - ha rivolto questo significativo invito: "In
questo momento vi chiedo di rinnovare la Chiesa". La ragazza ha
osservato che era un compito troppo difficile, troppo grande. E la
Madonna, secondo i resoconti medjugorjani, ha risposto: "Figli
miei, io sarò con voi ! Apostoli miei, io sarò con voi
e vi aiuterò ! Rinnovate prima voi stessi e le vostre
famiglie, e vi sarà più facile". Mirjana le ha
ancora detto: "Stai con noi, Madre !".
Mentre tanti
guardano al Conclave con criteri politici, bisogna chiedersi se
dentro la Chiesa non sia all’opera una forza misteriosa che la
guida, la protegge e che si manifesta per soccorrere l’umanità
in grave pericolo. Karol Wojtyla non aveva dubbi in proposito e per
ventisette anni ne ha ripetuto il nome all’umanità,
affidando a lei tutto se stesso, la Chiesa e il mondo.
Antonio
Socci