Messaggio del 25 marzo 1999: Cari figli, vi invito alla preghiera col cuore. In modo particolare, figlioli, vi invito a pregare per la conversione dei peccatori, di quelli che trafiggono il mio Cuore e il Cuore di mio figlio Gesù, con la spada dell'odio e della bestemmia quotidiana. Preghiamo, figlioli, per coloro che non vogliono conoscere l'amore di Dio, pur essendo nella Chiesa. Preghiamo che si convertano; che la Chiesa risusciti nell'amore. Solo con l'amore e la preghiera, figlioli, potete vivere questo tempo che vi è donato per la conversione. Mettete Dio al primo posto e allora Gesù risorto diventerà vostro amico. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
CIVITAVECCHIA: LE TESTIMONIANZE PIÙ SIGNIFICATIVE
Le testimonianze relative alla lacrimazione della Madonnina sono
molte. Stando ad una tale «molteplicità di attestazione»
non è legittimo mettere in dubbio la loro credibilità.
Esse provengono da persone di ogni condizione sociale e di ogni
età.
I testimoni hanno giurato di dire la verità e
si sono prestati liberamente all’interrogatorio. Non essendoci
secondi fini è da presumere che la loro testimonianza sia vera
e riferisca ciò che hanno sperimentato. Tutti hanno visto le
lacrime formarsi e scendere o, come minimo, in movimento. Tutti
manifestano la certezza che nessuno stava manomettendo la statua. In
particolare, coloro che conoscono i Gregori ritengono che essi siano
persone serie, oneste e incapaci d’inganno.
Tutte le
testimonianze hanno il loro valore e meritano attenzione, ma la
preminenza deve essere data a quella di Jessica Gregori in quanto
testimone oculare della prima lacrimazione ed incapace di inganno,
essendo una bambina di sei anni. Grande importanza riveste la
testimonianza del Vescovo mons. Girolamo Grillo per la sua
autorevolezza e insospettabilità. Va data anche rilevanza alla
testimonianza di Fabio Gregori e del parroco Pablo Martín.
TESTIMONIANZA DELLA PRIMA LACRIMAZIONE
Testimonianza di Jessica Gregori. Jessica al momento dell’evento
ha solo sei anni e per di più quando viene interrogata sono
passati già quattro mesi dal giorno dell’evento. Ha bene
impresso nella mente quanto è accaduto e lo esprime con
precisione. La testimonianza viene data sotto forma di domanda e di
risposta.
Domanda: Vuoi raccontare quello che hai
visto?
Risposta: Eravamo usciti di casa, io, papà e
David (il fratellino minore, N.d.R.). Io sono andata dietro a papà,
ma mentre lui metteva David in macchina sono tornata indietro e ho
visto che la Madonnina stava piangendo. Ho chiamato: «Papà,
papà, la Madonnina piange sangue! Papà, papà la
Madonnina piange sangue!». Prima ha pianto questa (porta la
mano sull’occhio destro per indicare da quale occhio per primo
era uscito il sangue, N.d.R.); e poi quando papà è
venuto ha pianto questa (porta la mano sull’occhio sinistro per
precisare di quale occhio si tratta, N.d.R.). Dopo siamo andati in
chiesa. Papà lo ha detto alla mamma e la gente si è
spaventata (il papà precisa che la gente credeva che ci fosse
stato un incidente, N.d.R.). Dopo la Messa abbiamo detto tutto a P.
Pablo e lui è venuto a casa nostra a vedere. Non ricordo
quello che P. Pablo ci ha detto.
Domanda: Ricordi che
giorno era?
Risposta: (siccome sono passati quattro mesi
non ricorda bene. Aiutata dal papà risponde, N.d.R.) Era il
giorno della Candelora.
Domanda: Ma tu pensi che la
Madonna abbia pianto davvero o qualcuno glielo ha messo quel
sangue?
Risposta: Ha pianto perché ho visto scendere
il sangue da qui a qui (con l’indice della mano destra indica
il percorso della lacrima dall’occhio destro fino al collo,
N.d.R.).
Testimonianza di Fabio Gregori.
Il 2 febbraio mi sono recato alla chiesa di S. Agostino con tutta
la mia famiglia per la funzione della Candelora. Trovato l’orario
modificato ci siamo fermati per il Rosario e poiché Davide
disturbava ho pensato di prendere i bambini e andare a casa per dare
loro la merenda. Passando davanti alla Madonnina mi sono segnato,
come sempre, e non ho notato nulla. Poi alle 16,20 sono di nuovo
uscito, con Davide in braccio e Jessica stava chiudendo la porta di
casa. Percorso il vialetto che è davanti alla casa, Jessica è
tornata indietro e mi ha chiamato: «Papà, papà,
la Madonnina piange!». Irritato, l’ho richiamata, mentre
sistemavo Davide. Lei diceva: «Papà, vieni, tutto
sangue!». Lei era abituata ad andare davanti alla Madonnina e
portava fiori di campo all’immagine.
Avvicinatomi ho visto
che la Madonnina sul volto aveva un rivolino fermo sul lato destro.
Sul lato sinistro, all’altezza del mento, continuava a colare.
Io ho visto da quando era sotto il mento. In un primo momento mi sono
preoccupato di vedere se Jessica aveva ferite, poi ho pensato a
qualche segno lasciato dai fiori; poi ho toccato col dito e ho
sentito un brivido e una gran vampata di fuoco. Ero colmo di gioia e
piangevo. Io non avevo notato nulla nell’immagine né
prima né dopo essere andato in chiesa.
Relazione del parroco don Pablo Martín, 4 marzo 1995.
Riportiamo soltanto alcuni passaggi più significativi della
relazione di Don Pablo.
Il 2 febbraio 1995, giovedì, festa
della Presentazione di Gesù al tempio, alla fine della S.
Messa - qualche minuto dopo le ore 17 - Fabio Gregori venne in
sagrestia, visibilmente commosso, a chiedermi di recarmi in casa sua,
«perché un’immagine della Madonna SS. stava
piangendo sangue». La sua commozione era dovuta, oltreché
all’impressione che può causare nell’animo
l’inattesa visione di un fatto del genere, anche dal timore che
ciò potesse avere un significato di presagio di qualcosa di
pauroso che incombesse, e anche il timore di aver fatto lui chissà
quale peccato, avendo toccato col dito «il sangue» che
scorreva sulla guancia della statuetta.
Dopo un quarto d’ora
arrivai alla casa. Avvicinandomi alla Madonnina, in giardino, vidi
subito due rivoli di un colore rosso scuro, che partendo dagli occhi
scorrevano sul viso, uno fino all’orlo della veste, sotto il
collo, l’altro ancora più giù, quello del lato
sinistro, fino all’altezza del cuore. All’aspetto si
presentavano, inizialmente, nello sgorgare dagli occhi, abbastanza
acquosi, sebbene si vedevano molto ben delimitati, perché ai
bordi estremi, quello che sarebbe sangue appariva come una lineetta
molto nitida, grossa poco più di un capello. Man mano che
scendevano, seguendo il percorso naturale del viso, diventavano due
strisce di colore rosso cupo, formando ogni tanto l’ingrossamento
di una goccia; il tutto in proporzione alla grandezza della statua,
cioè, un rivolo di un millimetro di spessore. C’era
qualche macchiolina di «sangue» nell’incavo degli
occhi, ma la cosa più sorprendente è che, guardando
l’immagine dal basso in alto (e per poterlo fare occorreva
umiliarsi, mettersi quasi con la faccia a terra) si vedeva che la
palpebra superiore, all’interno, sembrava piena di questo
«sangue», come se da lì scorresse.
Il rivolo
iniziale, sulla guancia sinistra, appariva notevolmente deviato in
contrasto con la legge di gravità; non era disceso in
verticale. In una persona viva, questa traccia avrebbe significato
che il rivolo sulla guancia destra e quello sulla sinistra, oltre ad
essere avvenuti in momenti diversi, avrebbero trovato la testa
spostata, cioè in posizione diversa. Ciò mi fece
pensare che, se fosse stata opera di un artista, avrebbe potuto
contravvenire distrattamente la legge di gravità in favore
dell’arte; se invece fosse stata opera di un falsario, mediante
un contagocce, sarebbe stato impossibile, prima di tutto, perché
la statuetta era solidamente cementata e non la si poteva mettere
inclinata per fare scorrere quel liquido con quel percorso, e poi, se
fosse stata levata (e successivamente cementata di nuovo e in gran
fretta), il percorso del «sangue» in una guancia sarebbe
stato, anche in questo caso, il medesimo percorso sull’altra.
Questa mancanza di logicità, che un falsario non avrebbe
fatto, mi indusse a pensare che non poteva essere stato fatto da
nessuno. Inoltre, alla vista non risultava né inchiostro, né
pittura o altro; l’aspetto era quello che tutti conosciamo del
sangue coagulato da poco, e in alto addirittura si vedeva come
«diluito» in acqua.
I fatti erano accaduti in questo
modo: alle ore 16, la famiglia Gregori era uscita di casa per andare
in chiesa. Al loro arrivo, arrivavo anch’io da visitare due
famiglie. Inizio il Rosario e allora il papà uscì con i
bambini, ritornando a casa con la macchina per dare loro una
merendina, fino al momento della Messa. Nell’uscire nuovamente
di casa, pochi minuti dopo, la bambina ritorna di corsa, tre o
quattro metri, davanti alla Madonnina, alta quanto lei, e rimane per
un attimo stupefatta; quindi grida: «Papà, papà,
corri, ché la Madonnina sta piangendo!» E il padre: «Ma
va’, come può piangere, se è una statua?»
Ma, avvicinandosi, vede in quel momento colare una lacrima di
«sangue» sulla guancia sinistra: proprio quel rivolo
storto e non conforme alla legge della gravità. Sbalordito e
incredulo, pensa anche lui in un attimo, se sarà forse che la
bambina si sia ferita con qualche spina del rosaio, ma non risulta;
gli viene allora il pensiero che, forse, la spiegazione sia la pianta
che sta sopra la nicchia di sassi, ma così non è; e
nemmeno il rosaio, che si vede spoglio d’inverno... Allora,
senza pensarlo due volte, tocca la guancia della Madonnina col dito,
che si macchia di rosso. Si convince di colpo, con un forte brivido
di turbamento e commozione. Erano all’incirca le ore 16 e 20
minuti. Prende i bambini e si precipita, fuori di sé, in
chiesa.
LACRIMAZIONE PRESENTE IL PARROCO DON PABLO MARTÌN
Questa lacrimazione riveste una certa importanza perché avviene mentre è presente il parroco della parrocchia, il quale è chiamato a dare la propria testimonianza come rappresentante della Comunità parrocchiale non solo per quello che ha sentito raccontare, ma anche per quello che ha visto e constatato di persona.
Testimonianza di Fabio Gregori
Il 3 febbraio alle 18, 45 P. Pablo era venuto con 10 persone nella mia casa. Poi ci siamo assentati io e P. Pablo per tornare in chiesa onde sistemare il salone per una festa. Tornati in casa, P. Pablo si è trattenuto a pregare davanti alla Madonnina qualche tempo, io ne ho approfittato per prendere della legna per il camino. Mi sono voltato e ho visto che dalla parte destra, dall’occhio destro fuoriusciva liquido che formava una goccia a chiazza grande. Ho chiamato padre Pablo e gli altri che erano in casa. Ci siamo inginocchiati e abbiamo notato che il liquido fuoriusciva dall’occhio destro. Fuoriuscivano piccole goccioline che si allargavano e si raggruppavano in un rigo di sangue già preesistente. Ho notato pure che la lacrima di sinistra già preesistente aveva cambiato forma, ma io fissavo soprattutto la grande. Poi il parroco si è allontanato.
Testimonianza di Anna Maria Accorsi
Il giorno 3 febbraio alle ore 18, 45 vengo chiamata da mio marito e vedo il formarsi di una lacrima di sangue dall’occhio destro e scorrere verso destra piegando in basso e ricongiungersi con la precedente lacrimazione.
Testimonianza di don Pablo Martín
Il secondo giorno (3 febbraio, venerdì) mi recai più volte in casa di Fabio Gregori, senza che ci fossero fatti nuovi, fino alle 18,45. A quell’ora ritornavo dalla chiesa, insieme a Fabio, dopo aver preparato una festa di carnevale per i bambini. Fabio discese dalla macchina prima di me; quindi passai io davanti alla Madonnina, prima di entrare nella casa, e mi fermai a dire un Ave Maria e ad osservare come era. Non c’era nessuna novità. Entrai nella casa, dove trovai altre persone, non saprei dire esattamente chi né quante. Ci sedemmo in cucina. Dopo un po’ (due o tre minuti). Fabio, che stava fuori a raccogliere legna per il camino, chiamò in fretta me e la moglie Anna Maria, perché - disse - la Madonnina stava piangendo un’altra volta. Ricordo che uscimmo tutti in gran fretta; la nicchietta della statua era illuminata (come l’avevo visto qualche minuto prima) dalle lampadine elettriche di cui è dotata. Allora vidi la differenza da come l’avevo visto poco prima. Vidi che si era formata come una chiazza di sangue, che appariva come un ematoma, sulla guancia destra; nella parte bassa sembrava come se quel sangue incominciasse a formare qualche gocciolina. Il tutto era proporzionato alle dimensioni della statua, quindi molto piccolo. I due rivoli di sangue che già c’erano, della prima lacrimazione, mi sembrarono diventati di colore rosso vivo, mentre prima li avevo visti di un colore bruno, come il sangue coagulato. Chiesi una lampadina tascabile per osservare meglio; ero in ginocchio, in una posizione scomoda per la mia schiena; vedevo, sì, ma avrei desiderato vedere meglio (sono miope) ed inoltre con me c’erano altre 7-8 persone che guardavano, per cui mi alzai, per lasciare che gli altri si avvicinassero a guardare da vicino. Non so quanti minuti trascorsero; ma durante quei momenti, io, alla distanza di un metro e mezzo o due metri, non ho potuto vedere un movimento di lacrime, mentre altri presenti affermano di averlo visto. Ricordo di aver recitato il Rosario, meditandolo. A metà del Rosario arrivò Enrico Gregori, che scattò alcune fotografie, come aveva fatto il giorno anteriore. Finito il Rosario, andai via, con l’intenzione di fare una prima relazione per il Vescovo. Consigliai di non toccare nulla, di non perderla di vista e di proteggerla con un vetro o qualche cosa. Don Pablo aveva già scritto la stessa testimonianza al Vescovo: ...presentava una nuova chiazza rossa sul viso, dalla quale incominciava a scorrere qualche gocciolina di «sangue», mentre il colore, da bruno scuro (come sangue coagulato) si era fatto rosso vivo. La stessa cosa è stata confermata alla Commissione teologica: ... ho visto come se si fossero formate delle goccioline... Ricordo che si era formata una chiazza marrone e qualche gocciolina si era addensata nell’occhio inferiore. Era di colore bruno il secondo giorno, ma quella sera, dopo qualche minuto, si era formato sangue fresco.
LACRIMAZIONE DAVANTI AL VESCOVOMONS. GIROLAMO GRILLO
La testimonianza del Vescovo su quanto si è verificato nelle sue mani ha una importanza particolare sia per l’autorità che riveste e sia per l’atteggiamento di prudenza e iniziale scetticismo.
La testimonianza del vescovo
Il sottoscritto mons. Girolamo Grillo, Vescovo di Civitavecchia e
Tarquinia, dichiara in coscienza quanto segue:
Erano le ore 8,15
del mattino del 15 marzo 1995; avevo appena finito di fare colazione
dopo la celebrazione della S. Messa nella mia Cappellina privata in
Via delle Ginestre, 1.
Come quasi ogni mattina, da quando la
piccola statua della Madonna di S.Agostino si trova in casa mia (10
febbraio 1995), ero andato con la suora a fare una piccola preghiera
alla Vergine Madre di Dio. Quella mattina mi accompagnava mia sorella
Grazia Maria, la quale anche ella si era messa in preghiera.
Dopo
qualche minuto mia sorella mi domanda se avesse potuto chiamare anche
suo marito, il quale non aveva mai visto la Madonnina.
Venuto il
marito, che si trovava in un’altra stanza, anch’egli si è
messo a pregare, quando all’improvviso incomincia a dire: «Ma
non vedete che la statuina lacrima sangue?».
In effetti,
guardando attentamente la statua che avevo tra le mie mani, ci siamo
accorti che, sulla guancia destra della statua, vi era una grossa
lacrima di sangue, la quale poi lentamente incominciò a
scendere fin sotto il collo della statua, per qualche minuto e per
qualche cm.
Mia sorella, quasi terrorizzata, incominciò a
piangere e a gridare (poi mi avrebbe detto che si era spaventata
perché aveva visto il sottoscritto pallidissimo in viso) ed
inavvertitamente toccò il sangue con un dito, che le si
macchiò per qualche minuto. A notare il sangue sul dito di mia
sorella fu anche l’altra suora rumena (Sr. Tereza) e mio nipote
Angelo Arena, subito accorso alle grida della mamma.
Le mie
impressioni, di fronte all’evento, furono contrastanti: quasi
di incredulità (mi sembrava incredibile quanto si verificava
sotto i miei occhi, ma non era una visione; era vero e proprio sangue
toccabile e concreto).
Ho chiesto subito alla Madonna la mia
conversione e il rafforzamento della mia fede, mentre non ho mancato
di chiedere perdono di tutti i miei peccati.
In pari tempo, si è
rafforzata in me la convinzione che la Madonna non sia contenta
soprattutto per il sangue innocente che scorre nel mondo (aborti,
piccoli innocenti uccisi, carneficine delle guerre), per i gravi
disordini morali esistenti nel mondo e in particolare in Italia,
nonché per la persistente visione ateistica imperante anche
dopo la caduta del comunismo, ed infine per gli sbandamenti esistenti
tuttora in seno alla Chiesa con più o meno malcelate
ribellioni al Papa e alla Gerarchia.
La Madonna, ancora una volta
come a Lourdes, a Fatima, a La Salette e a Siracusa, grida ai suoi
figli: «Convertitevi e credete al vangelo, facendo
penitenza».
In fede. + Girolamo Grillo
P.S. Le
sopraddette mie convinzioni derivano dal fatto che io personalmente,
ben sapendo dalle indagini già fatte sulla statuina che essa
non conteneva marchingegni di sorta e che trattavasi di sangue umano,
non riesco tuttora a spiegarmi - a meno che la scienza non mi
dimostri il contrario - come razionalmente sia potuto accadere quanto
è accaduto nelle mie mani e sotto i miei occhi, in piena
coscienza.
+ Girolamo Grillo
Altre testimonianze.
La testimonianza del Vescovo è suffragata da altri
testimoni presenti nello stesso luogo e alla stessa ora. Questi
testimoni hanno deposto giurando sul Vangelo di dire la
verità:
Antonio Arena:
...E vedo il sangue fluire...
Guardo meglio e oltre che a destra anche a sinistra vedo una parte
rifiorire... ho visto una polla che si rigonfiava. Ho visto 3 o 4
rivi, corrispondenti ad alcuni centimetri e il movimento del
rivoletto estendersi oltre il precedente.
Grazia Maria
Grillo:
... Si vede un rivo come un capello, scendere dall’occhio
fino sotto il collo... Io tocco il rivolo e il puntino sul viso si
allarga... Il sangue diventa piano piano sempre più chiaro
fino a scomparire.
Sr. Duma Tereza:
... Ho visto
rinvigorirsi la lacrima. Ho visto un rivolo sovrapporsi al precedente
e scorre giù giù.
Conferma del Prof. Marco Di Gennaro e del Prof. Umani Ronchi.
La testimonianza dei due professori circa la lacrimazione in casa
del Vescovo si basa sulla differenza della presenza del sangue sulla
statuina dopo che era stato effettuato il prelievo al Policlinico
Gemelli.
Di Gennaro: fu chiamato dal Vescovo lo stesso 15 marzo,
giorno della lacrimazione avvenuta nelle sue mani. Dal verbale
risulta che «trovò il Vescovo agitato ed emozionato»
e «constatò che la statuina che di solito aveva tracce
di color marroncino sfumato, si presentava con due fili rosso
brillante lunghi 2 o 3 cm. Era una traccia netta molto sottile da
entrambe le parti, sovrapposta all’altra traccia più
vecchia sottostante».
Umani Ronchi: si è recato in
casa del Vescovo su incarico della Criminalpol, dopo l’intervento
del Codacons, per effettuare un prelievo del sangue e quindi
procedere all’esame del DNA. In quelle circostanza notò
che «nella zona che era stata oggetto del precedente prelievo
c’era un sottile rivolo a livello della guancia destra che
arrivava al di sotto della mandibola, un rivolo di colore diverso
perché il sangue aveva mantenuto nelle orbite un colorito
brunastro (e questo perché il sangue tende ad invecchiare), ma
nella parte dove avevano eseguito il prelievo vi era un rivolo di
colore diverso alla congiunzione col precedente». Ebbe
l’impressione che ci fosse stato un sanguinamento che
cominciava esattamente nel punto dove il rivolo superiore iniziava e
notò subito la differenza. Consigliò che si facessero
due prelievi distinti ma il biologo non volle e prelevò i due
aspetti del rivolo senza differenziazione. Le foto che fece, date ad
Antonello Sette, non sono venute. Nulla poté rimanere
documentato. A proposito di quanto notato dopo la lacrimazione in
casa del Vescovo confida di aver avuto la netta impressione che il
sangue iniziasse a colare da dove era terminata la precedente (o le
precedenti) lacrimazione.
Il Prof. Umani Ronchi ha inviato anche
una significativa lettera al Vescovo dopo il Decreto di archiviazione
della vicenda giudiziaria. In questa lettera viene confermato quanto
aveva testimoniato i precedenza.
La testimonianza del Vescovo
acquista particolare rilievo se si considera il suo atteggiamento
nella complessa vicenda. Prima della lacrimazione nelle sue mani ha
avuto un atteggiamento di scetticismo e di invito alla prudenza;
informa il card. Ratzinger; incarica la Polizia di verificare se vi
sia frode o scherzo in dileggio alla Madonna; chiede informazioni al
medico della famiglia Gregori e ne riceve assicurazione sulla loro
serietà; incarica lo stesso medico di effettuare un prelievo
del ‘cosiddetto sangue’ e di eseguirne le analisi, dalle
quali risulta trattarsi di sangue umano; fa esaminare il sangue e la
statuina da due scienziati ematologi del Policlinico Gemelli e della
Sapienza di Roma.
Dopo la lacrimazione nelle sue mani, essendosi
trovato personalmente di fronte ad un fatto concreto e tangibile del
tutto straordinario, abbandona lo scetticismo iniziale e comincia a
credere che ci sia veramente qualcosa di straordinario. Per impedire
il sequestro della statuina da parte della Magistratura decide di
rendere pubblico l’evento accaduto nelle sue mani. Istituisce
la Commissione teologica, dopo aver sentito anche il Card. Ruini. Di
ogni cosa informa la Santa Sede e si consiglia con il Card. Sodano.
TESTIMONIANZA DI JESSICA GREGORI A DIECI ANNI DALL’EVENTO
Quando la statuina della Madonna lacrimò la prima volta nel
giardino dei Gregori, il 2 febbraio 1995, Jessica aveva sei anni,
quindi molto piccola. Dopo dieci anni cosa ricorda di quell’evento?
Soprattutto è in grado di confermare la testimonianza di
allora? Le è stato chiesto di dare una testimonianza scritta
di quanto oggi ricorda di quell’evento. Ha accettato volentieri
la richiesta rilasciando la dichiarazione già riportata in
questo dossier, alla quale rimando.
Questa testimonianza conferma
quella di dieci anni prima, inoltre aggiunge altri interessanti
elementi, in particolare la preoccupazione della Madonna per l’unità
della famiglia nella società di oggi.