Messaggio del 12 aprile 1984:Cari figli, oggi vi prego di smettere con i pettegolezzi e di pregare per l'unità della parrocchia, perché io e il mio Figlio abbiamo un progetto speciale nei confronti dei questa parrocchia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
Principe islamico, da Allah a Dio di ANDREA TORNIELLI
Fonte:Il
Giornale
Tra le grazie e i presunti miracoli attribuiti
all'intercessione della Madonnina di Civitavecchia c'è anche
la conversione di un principe musulmano, avvenuta dopo che la moglie,
colpita da un cancro, era stata misteriosamente guarita. È uno
degli elementi inediti contenuti nel libro La Madonna si fa la
strada. Civitavecchia nel tempo di Maria (Edizioni Ares, pagg. 456,
15 euro), un libro del giornalista Riccardo Caniato che arriva in
libreria in questi giorni. L'autore, caporedattore del mensile Studi
Cattolici ha interrogato tutti i testimoni della vicenda iniziata nel
febbraio di dieci anni fa, quando una statuina di gesso proveniente
da Medjugorje iniziò a versare lacrime di sangue, e ha
raccolto numerose segnalazioni di grazie ricevute così come
sono state annotate dagli stessi protagonisti.
Nel capitolo
dedicato alle guarigioni e alle conversioni, Caniato trascrive questo
scambio di battute con il vescovo Girolamo Grillo, custode e
testimone diretto della lacrimazione della Madonnina: «Quante
confessioni, quante comunioni nella chiesa di Pantano, meta
privilegiata dei lontani. Gente che, magari da vent'anni, non metteva
più piede in una chiesa. Non di rado delinquenti». «Ho
saputo di un boss – continua il prelato – che davanti
alle lacrime della Madonnina, ha visto le sue mani sporche di quello
stesso sangue». Il boss si sarebbe costituito e avrebbe
cambiato vita. «Ci sono le lettere di pentiti veri, anche ex
terroristi che, grazie a Maria, hanno scoperto Gesù».
Tra
le tante storie che emergono dal libro, la più curiosa e la
più riservata è quella del principe musulmano. «È
stato dalla Madonnina e ha ottenuto una grande grazia per la moglie –
spiega Grillo all'autore del libro –. Ha voluto incontrarmi, ci
siamo conosciuti. Ho saputo che si è convertito, ma non può
manifestarlo pubblicamente...». La grazia ottenuta dal
dignitario musulmano è la guarigione della consorte da un
tumore. La conseguenza di quel «miracolo» è la
decisione dell'uomo di abbracciare la fede cristiana e di farsi
battezzare. Il segno di riconoscenza lasciato dal principe è
una corona d'oro donata alla Vergine Un altro interessante capitolo
del libro di Caniato è quello riguardante il rapporto tra Papa
Wojtyla e la Madonnina di Civitavecchia. L'autore ha approfondito la
notizia pubblicata per la prima volta dal Giornale all'inizio di
quest'anno: il 9 giugno 1995 Giovanni Paolo II volle avere nel suo
appartamento la statuina per ritirarsi in preghiera davanti a lei. E
avvolse attorno alle mani della Madonnina un suo rosario.Di questo
episodio, rimasto fino ad allora sconosciuto, esiste una relazione
scritta di due pagine, che il 20 ottobre Papa Wojtyla firmò
personalmente per autenticare il racconto di quanto avvenuto nel suo
appartamento: il documento è ora conservato negli archivi
della Congregazione per la dottrina della fede.
Ma Caniato nel
libro spiega come lo stesso atteggiamento del vescovo Grillo -
inizialmente molto diffidente verso la lacrimazione, al punto da
scrivere: «Che brutta storia quella delle Madonne che piangono!
C'è sempre qualche burlone che si prende lo sfizio di
imbrattare gli oggetti sacri» - sia cambiato proprio su input
di Giovanni Paolo II. Il diario di Grillo, pubblicato nel dossier
della diocesi di Civitavecchia per il ventennale, su questo punto
contiene degli «omissis», ma il giornalista, nella sua
inchiesta, ha ricostruito che proprio dal Vaticano è arrivato
un input preciso e la richiesta al vescovo di essere più
«possibilista» aprendo al soprannaturale. L'indicazione
sarebbe avvenuta proprio da Papa Wojtyla,che considerava quella
lacrimazione un segno dedicato alla Chiesa e a lui stesso. La
telefonata a Grillo sarebbe stata fatta la sera dell'11 febbraio dal
segretario di Stato Angelo Sodano. Inoltre, secondo le testimonianze
raccolte da Caniato, lo stesso Pontefice si sarebbe recato in
incognito almeno una volta a visitare la Madonnina.
Andrea
Tornielli