CIVITAVECCHIA, UNA DEVOZIONE CHE CONTINUA - DON ELIO CARUCCI
Da quando la Madonnina pianse 14 volte, a partire dal 2 febbraio
1995, dinanzi a centinaia di testimoni e nel mese di marzo
nelle mani dello stesso Vescovo, la devozione del popolo e di
numerosi pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo non
ha cessato di manifestarsi nella chiesa di S. Agostino dove la statua
è stata collocata.
La gente sosta volentieri dinanzi al cristallo che protegge la
Madonnina ed entra in un dialogo intimo e personale con lei. Ma
lì non è possibile penetrare poiché tutto rimane custodito nel
segreto dei cuori di Maria e dei fedeli. Ed è forse l’esperienza più
profonda e duratura.
Tuttavia man mano che passa il tempo si nota che la devozione
non soltanto continua, ma si è purificata. Si assiste ad un
aumento qualitativo dei pellegrini, che sono spinti non più dalla
curiosità ma da intenzioni più valide. Coloro che ogni giorno si
recano in visita alla Madonnina lo fanno per cercare di capire il
senso di quel pianto, ognuno col suo dono, con la sua sensibilità
spirituale, con la sua esperienza di vita e tutti con la grazia dello
Spirito Santo.
Buona partecipazione di pellegrini civitavecchiesi, un migliaio
circa, si registra in ognuno dei due pellegrinaggi annuali. Il
primo viene svolto alla vigilia della prima lacrimazione il primo
giorno di febbraio, e il secondo l’ultimo giorno di maggio a chiusura
del mese mariano.
I pellegrinaggi si svolgono sempre a piedi, di sera, intorno alle
ore 20,30, con i flambeaux. I pellegrini per nulla scoraggiati dal
freddo o dal maltempo, partono dal centro città coprendo una
distanza di circa dieci chilometri, durante i quali si eleva la preghiera del Santo Rosario con intenzioni particolari per la pace
nel mondo per la Chiesa e per le famiglie. Apre ciascun pellegrinaggio
una croce luminosa e un’immagine della Madonna
Pellegrina, ambedue montate su apposite portantine: vengono
portate a spalla, a turno e con grande devozione dai partecipanti
fino alla chiesa parrocchiale dove viene celebrata la Santa Messa
dal Vescovo a chiusura del pellegrinaggio.
Davanti all’immagine della Madonnina si verificano continuamente
moltissime conversioni. Lo attestano i sacerdoti in servizio
presso il confessionale che quotidianamente accolgono persone,
le quali dopo numerosi anni sentono nascere il desiderio di
riavvicinarsi ai sacramenti.
I numerosi ex-voto custoditi in un ambiente attiguo alla chiesa
e due cassette di sicurezza piene di oggetti d’oro vogliono
testimoniare le grazie ricevute.
Inoltre vengono custoditi più di quaranta registri, di circa
cento pagine cadauno, dove in questi dieci anni gli stessi fedeli
hanno annotato le grazie ricevute, la lode o il ringraziamento a
Dio e alla Vergine, le richieste di protezione per se stessi o per le
famiglie... Un’analisi più impegnata scoprirebbe la presenza di
Maria nella vita ordinaria e nei casi più imprevisti dell’esistenza
umana. Numerosi anche le lettere, i biglietti vari, le foto.
La continua richiesta di pregare davanti all’Eucaristia e di
venerare la sacra immagine mariana ci impegna a mantenere
aperta la chiesa ininterrottamente dalla mattina fino a sera inoltrata,
sia nel periodo estivo che invernale.
Per quanto riguarda l’accoglienza ai pellegrini, oltre alla possibilità
di accedere al sacramento della Riconciliazione, vengono
celebrate nei giorni feriali due Sante Messe, una al mattino e una
nel tardo pomeriggio, e sei nei giorni festivi o di solennità, oppure
con orari diversi su richiesta dei gruppi.
L’adorazione Eucaristica e il Santo Rosario sono divenuti celebrazioni quotidiane.
Inoltre la Parrocchia nell’arco di ogni mese, con appuntamenti
fissi accoglie svariati gruppi diocesani di preghiera. Vengono
accolti anche gruppi ecclesiali per ritiri spirituali della durata di
un giorno.
Non mancano persone o comitive che vengono dall’estero:
dalla Corea, dal Giappone, dalla Malaysia, ma anche dalla
Spagna, Columbia, Mexico, Filippine, Inghilterra, Stati Uniti…
Basterebbe soffermarsi a leggere gli scritti espressi in varie lingue,
accanto alla Madonnina, negli appositi registri. È degno di
nota che annualmente, soprattutto nel mese di agosto, sono presenti
gruppi di famiglie di religione islamica di varie etnie, che
vengono a Civitavecchia «per onorare Maria».
Nella Parrocchia sono presenti cinque sacerdoti fissi, due
sacerdoti collaboratori, un diacono permanente, tre suore, alcuni
ministri straordinari dell’Eucaristia, altri ministranti, collaboratori
laici.
Uno dei modi per comunicare con il mondo dei devoti è la
rivista bimestrale «La Madonnina di Civitavecchia», associata
all’Unione Redazionale Mariana (URM), che conta circa cinquemila
abbonati. Ma al di là di essa il contatto vivo è assicurato
dalla preghiera alla Madre di Dio da parte dei fedeli e dalla sua
presenza consolatrice presso di loro.
Mai come a Pantano si sperimenta che Maria conduce a Cristo
e, per mezzo di lui nello Spirito Santo, al Padre. Si direbbe che
le sue lacrime di sangue sono state sparse per chiamare uomini e
donne al sacrificio del Redentore attualizzato nei sacramenti
della Riconciliazione e dell’Eucaristia. Rincuorati dalla certezza
che una Madre in cielo pensa ai suoi figli pellegrini sulla terra,
questi proseguono nella preghiera e nell’impegno cristiano il
cammino verso la patria beata.