La lacrimazione verso il riconoscimento? - Eco di Maria nr.134
In seguito ad un parere espresso da Laurentin e pubblicato dal Corriere della Sera a metà aprile, si sono
riaccesi i riflettori sul fenomeno di Civitavecchia: sostanzialmente il mariologo francese sosteneva che
non c'era bisogno di un riconoscimento della soprannaturalità del fatto, ma che bastava riconoscere
l'autenticità del culto. Interpellato a riguardo dai giornalisti, il vescovo di Civitavecchia Mons.Grillo
(nelle cui mani è avvenuta l'ultima lacrimazione della ormai celebre statuina), ha affermato che egli
intende emettere una dichiarazione più impegnativa. Riportiamo i passi salienti di un'intervista rilasciata
a Barbara Bordicchia per il Messaggero.
D. Il riconoscimento del culto non chiarisce definitivamente se c'è stato il miracolo.
R. E' per questo che mi pronuncerò, che dirò il parere della diocesi su questa vicenda. Se poi mi si chiede
perché e come abbia pianto, questo è un mistero anche per me, nonostante sia stato testimone oculare di
una delle lacrimazioni. La verità, allo stato dei fatti, è che nessuno ha potuto dimostrare l'imbroglio e che
anche la commissione teologica ha giudicato questo evento inspiegabile. Ora, se una statuina piange
sangue davanti a più di sessanta persone, se lo stesso Vescovo è testimone di una delle lacrimazioni, se
l'immagine sacra non aveva marchingegni e non poteva essere manomessa, allora la Madonnina ha
pianto davvero; è una conseguenza logica.
D. Quindi lei dirà che è stato un miracolo.
R. Andiamoci piano con le anticipazioni. Ho detto che mi pronuncerò e che lo farò presto. Devo
terminare gli approfondimenti di natura teologica e spirituale. Poi, con l'aiuto di Dio, dirò quel che tutti si
aspettano, quel che c'è da dire. Una cosa è affermare che la statuina ha pianto, un'altra è se c'è stato il
miracolo.
D. Se verrà accertato il miracolo o l'evento di natura soprannaturale, a quel punto si comincerà a parlare
di santuario...
R. La Chiesa adesso non ha il terreno per costruirlo. A Pantano non c'è neanche un lembo di nostra
proprietà. E comunque, quando sarà, la diocesi inviterà gli architetti italiani a fare un progetto, poi
sceglierà quello più adatto. Per ora è fondamentale far fronte all'emergenza: domenica scorsa (13 aprile
ndr), con quattordicimila pellegrini, è dovuta intervenire la polizia. C'era una vera e propria ressa per
entrare e pregare nella Chiesetta che ospita la statua della Madonnina.
Una Madonna che piange? Ci mancava solo questa...
(...) Uno dei "luminari" della teologia che erano stati interpellati (pensiamo di far bene a non rivelare né il
nome del teologo, né il titolo del giornale), con molta sufficienza, aveva risposto: «Ma come, si parla
ancora della madonna (con la emme minuscola sul giornale) di Civitavecchia? Speravo che fosse calato il
silenzio». E poi continua con fare serio e quasi sofferto: «Non se ne dovrebbe parlare più. Io ne soffro,
seppure con serenità. Sono manifestazioni che rivelano una grande ambiguità».
L'intervistatore gli ha rivelato di un vescovo italiano, molto importante, il quale, alla notizia che
lacrimava un'altra Madonna, si sarebbe messo le mani nei capelli. La risposta del teologo è stata
entusiasta: «E' bellissima la sua reazione. Come dire: Ci mancava solo questa...».
Sappiamo bene quanto sia difficile discernere nel campo dei carismi: molte volte non si sa che pensarne e
quindi come comportarsi. Ma quanto ha affermato quel teologo mi è parso veramente troppo. Intanto una
constatazione di fondo: i miracoli non sono frutto della volontà degli uomini, ma di Dio, anche se gli
uomini li possono richiedere. Penso che sia per lo meno una perdita di tempo, se non una pretesa
inaccettabile quanto patetica, discettare su un tema in cui Dio è arbitro sovrano.
Fra gli ex voto del santuario di Civitavecchia ci sono ormai centinaia di fedi matrimoniali lasciate come
ex voto: appartengono a coppie in crisi che si sono riconciliate. Se non ci fosse stata quella lacrimazione
e quindi tutto quel "rumore" attorno alla Chiesetta di Pantano di Civitavecchia, quelle coppie starebbero
ancora litigando o sarebbero ancora separate. Mi piacerebbe chiedere a quel teologo di mostrarmi la sua
collezione di matrimoni salvati dal suo ministero teologico così pieno di razionalità.
Ma se vogliamo allargare il discorso alla storia della salvezza, la realtà diviene ancora più complessa: la
Redenzione è cominciata con l'apparizione dell'angelo Gabriele a Maria: mettiamo in dubbio anche
questa? Dobbiamo chiederci se era proprio necessaria o se non si tratti di una allucinazione...?
E poi, come la mettiamo con l'incarnazione di Cristo che è seguita a tale apparizione? Cosa dobbiamo
dire, ancora, delle apparizioni di Cristo risorto? Gli apostoli sono tali appunto perché testimoni della
risurrezione di Cristo (Atti 1,22). Scendendo a fatti più concreti, davanti alla cecità dei "teologi" del
tempo, sarà proprio un'apparizione a Pietro a spalancare le porte dell'evangelizzazione ai pagani (Atti
11,1-18): senza quell'apparizione l'ingresso di questi nella Chiesa quanto meno sarebbe stato ritardato e
Dio sa di quanto. Dio opera come e quando vuole: il cristiano non è chiamato a confrontare se gli eventi
corrispondano ai suoi schemi mentali, ma a discernere se la cosa viene veramente da Dio: Cristo operava
dei miracoli proprio per testimoniare che egli veniva da Dio e che quindi come tale parlava ed operava.
(Red. Madre di Dio)