Messaggio del 25 aprile 2006:Cari figli, anche oggi vi invito ad avere pił fiducia in me e in mio Figlio. Lui ha vinto con la sua morte e risurrezione e vi invita ad essere, attraverso di me, parte della sua gioia. Voi non vedete Dio, figlioli, ma se pregate sentirete la sua vicinanza. Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Home :: Garabandal
TESTIMONIANZA DI PADRE RAMON MARIA ANDREU CIRCA LA SUA VISITA A GARABANDAL IL 18 OTTOBRE 1961
Domanda: Il 18 ottobre 1961 lei è stato a
Garabandal. Ci potrebbe raccontare come si è svolta questa
visita e le circostanze che l'anno accompagnata?
R.M. Andreu:
Con molto piacere. Arrivai a Garabandal il 17 ottobre. Quel giorno e
specialmente il 18, vidi arrivare in paese una folla immensa. Ciò
significava molto, considerando le difficoltà di accesso e il
fatto che quel giorno era in atto un vero e proprio diluvio. La
distanza da Cosio, che bisognava percorrere a piedi, è di
circa sei chilometri. Quel giorno io ero contento e tranquillo. Non
avevo motivi per sentirmi altrimenti. Durante i mesi di agosto e
settembre, e anche durante i giorni di ottobre già trascorsi,
ero stato testimone di molti avvenimenti in quel paesino di montagna.
Serbavo di questo periodo molti ricordi felici. Tutto mi sembrava
buono.
Domanda: Come erano i suoi rapporti con il
Vescovo di Santander?
R.M. Andreu: I miei rapporti con
l'autorità diocesana erano eccellenti. Don Doroteo Fernàndez,
Amministratore Apostolico della Diocesi, mi aveva autorizzato a
salire a Garabandal, a celebrarvi la S. Messa, a predicare e
confessare. Ebbi l'opportunità di far visita al Vescovo
diverse volte. In queste visite mi fu possibile esporre le mie
opinioni personali. Lo stesso rapporto c'era con D. Eugenio Beitia
Mdazabal, sia per quanto riguarda me, come i miei fratelli, i
sacerdoti Mejandro e Marcelino.
Domanda: Quale fu il
motivo immediato della sua visita a Garabandal il 18 ottobre 1961?
R.M. Andreu: E’ risaputo che le bambine avevano
annunciato per quel giorno la proclamazione del Messaggio. Io
supponevo che questo potesse essere importante. Lo stesso dovettero
pensare in molti, perché le difficoltà di quel giorno
in cui pioveva tanto, si riunirono nel paese circa cinquemila
persone.
Domanda: Conchita nel suo diario dice che che
questa folla immensa salì ai Pini verso le 22 per ascoltare il
Messaggio. Anche lei sali?
R. M. Andreu: Sì, io
salii fra gli ultimi, seguendo la gente in quella difficile ascesa.
Era necessario percorrere 500 metri in salita, in quella giornata di
acqua e fango. A momenti vi era tanta oscurità come nella
bocca di un lupo. Alcune pile tascabili si vedevano brillare lungo
tutto il fianco del monte. L'acqua scorreva dal monte in tutte le
direzioni. Durante questa salita, scivolavo continuamente. Sono anche
caduto diverse volte. Questo succedeva a quasi tutti. Avevo percorso
la metà della strada, quando all'improvviso, e in modo
brutale, sentii una intensa amarezza interiore. Era un insieme di
sentimenti tristi, difficile da definire. In quel momento mi sembrava
che per me tutto stesse crollando. Provai una profonda sensazione di
intensa solitudine. Le quattro ragazzine erano soltanto delle
ammalate. Io mi chiedevo: perché mi trovo qui? Mio fratello
era morto: questo era tutto ciò che potevo concludere. Il mio
doloroso stato interiore diveniva sempre più intenso. Posso
dire, in verità, che mai nella vita ho provato una desolazione
così intensa. Pensai di abbandonare ciò che non era
altro che un triste spettacolo di paese. Stetti quieto un momento. A
volte guardavo il cielo. So che in quel momento mi sarebbe piaciuto
che si realizzasse un miracolo, un miracolo che le ragazzine non
avevano annunciato. La mia delusione fu assoluta. Mi spostai e rimasi
nuovamente per un po', non so dire per quanto tempo, in solitudine,
sentendo passare nell'oscurità le persone che erano salite ai
Pini. Regnavano la notte e il silenzio. Non mi ero mai sentito così
solo. All'improvviso una lanterna diresse la sua luce verso di me. Un
amico che discendeva dai Pini, mi riconobbe e mi si avvicinò.
«Tutto questo è meraviglioso ! » mi disse. Io
glielo lasciai dire mentre dentro di me pensavo: «Domani
capirai l'assurdità di tutto questo». Discesi con lui
sino al paese senza lasciar trapelare nulla di quanto succedeva
dentro di me. Entrammo in una casa in cui ci stavano aspettando. Poco
dopo arrivò Ameliuca, la sorella di Loli. Rivolgendosi a me e
ad altre due persone, disse: «Loli dice che andiate tu, tu e
tu». Io la udii, tuttavia non pensavo di andare. Infine dissi a
me stesso: «Farò un'opera di misericordia: visitare gli
ammalati». E così decisi di dare un addio definitivo a
tutto questo.
Domanda: E lei andò a casa di
Loli?
R.M Andreu: Sì. Salii sino alla soffitta
della casa di Ceferino. Vi era un numero di persone che potrebbero
essere state dodici o quattordici, e fra queste si trovava Loli. La
ragazza sembrava contenta, direi che era proprio felice. Io stavo
pensando all'incoscienza di quella ragazzina e delle altre, quando
Loli mi disse sorridendo: «Si sieda». Non c'era nessuna
sedia, bensì una specie di branda posta in un angolo.
Automaticamente mi sedetti sul bordo di essa e Loli vicino a me. Lei
aveva 12 anni, tuttavia avrebbe diretto la conversazione, il cui
ricordo sarebbe durato in me per sempre. «Fra voi tre, ce n'è
uno che non crede, mi disse. Lei sa chi è?» «Sì»,
le risposi. «E tu?» «Io sì, lo so, mi
rispose. La Madonna me lo ha detto.» «Quando? »
«Adesso, nel discendere dai Pini.» «Dimmi chi è»,
insistetti. «Non oso», fu la sua risposta. «Se si
trattasse di uno degli altri due...» «Sì, sono io.
Non ci credo affatto». Nello sguardo infantile di Loli apparve
un sorriso complice e soggiunse: «La Madonna ci ha detto: il
Reverendo sta dubitando di tutto e soffre molto. Chiamatelo e ditegli
di non dubitare, che è proprio vero: sono Io, la Madonna che
vi appare. E affinché vi credano, direte: quando salivi,
salivi contento; quando scendevi, scendevi triste». Io rimasi
stupito, guardando Loli, senza sapere che cosa dire. Lei soggiunse:
«La Madonna ha parlato molto di lei a Conchita». Allora
mi alzai e compresi, sebbene in modo confuso, che il momento
dell'addio definitivo non era arrivato. Presi con me due amici, i
quali, guardandomi fissamente, mi domandarono: «Che cosa le ha
detto? Cosa le succede?» Senza rispondere, li sospinsi dicendo:
«Andiamo a casa di Conchita». Aniceta aprì la
porta. Il mio saluto fu questa domanda: «Posso vedere
Conchita?» «E già a letto», mi rispose, «Ma
Lei può salire». Non c'erano porte da aprire. Feci pochi
scalini e arrivai alla camera, chiamiamola così, dove Conchita
si trovava a letto con sua cugina Luciuca. Conchita aveva 12 anni e
sua cugina 11. Appena mi vide, disse sorridente, prima che io aprissi
bocca: «Reverendo, Lei è contento o è ancora
triste?» «Non lo so», le risposi. «Loli mi ha
detto che la Madonna ti ha parlato molto di me» «Per lo
meno per un quarto d'ora», fu la sua risposta. «In questo
modo, so tanto quanto prima», commentai ad alta voce. Conchita
mi disse sorridendo: «C'è una cosa che le posso dire:
"Quando saliva, saliva contento; quando scendeva, scendeva
triste", e, così via, la Madonna mi ha detto tutto ciò
che lei stava pensando, e dove si trovava mentre aveva tali pensieri.
Lei, padre, pensava: "Adesso me ne vado in America. Oppure da
un'altra parte"; "Non voglio più saper niente di
questa o di quell'altra persona". E mi disse che lei stava
soffrendo molto. Inoltre mi ha chiesto di dirglielo e che lo avverta
che tutto questo è successo affinché, d'ora in poi,
ricordandolo, lei non abbia più a dubitare». Rimasi
senza parola. Il giorno seguente Conchita mi indicò, con il
dito su una fotografia, esattamente il posto sul monte in cui io
avevo avuto ognuno di quei pensieri. C'era una cosa importante per
me. Tutto ciò che Conchita mi aveva detto era vero. Da parte
della Madonna mi aveva comunicato: "Tutto questo le è
successo, affinché d'ora in poi, ricordandolo, non abbia più
a dubitare". Io passai attraverso altri momenti di dubbio,
sebbene mai così angosciosi come quel 18 ottobre. Con
frequenza ricevevo la notizia, anche con le apparenze di una
conclusione ufficiale, che tutto era finito. Ma ho visto che ogni
volta rimaneva aperto il medesimo interrogativo. L'esperienza di quel
18 ottobre 1961 mi è servita in molti casi per chiedere a me
stesso come avessero potuto sapere le ragazzine, specialmente
Conchita, con tanti particolari, una mia esperienza interiore e come
abbiano potuto ripetermela con tanta chiarezza e sicurezza.
BOLLETTINO UFFICIALE DEL VESCOVATO DI SANTANDER
NOTA UFFICIALE DEL VESCOVATO DI SANTANDER CIRCA GLI AVVENIMENTI DI
SAN SEBASTIAN DI GARABANDAL.
Scriviamo questa NOTA obbligati dal
nostro dovere pastorale. Il nome di GARABANDAL e gli avvenimenti di
questo piccolo paese di montagna della nostra Diocesi, accaduti
durante questi anni, hanno oltrepassato, attraverso i mezzi di
comunicazione sociale, le frontiere della nostra Patria e del
continente europeo. Agenzie internazionali hanno diffuso informazioni
grafiche e servizi speciali. Si parla di apparizioni di Nostra
Signora la Vergine Maria, di messaggi spirituali, di desideri della
Santissima Vergine. Al tempo stesso ci viene chiesta una opinione
autorizzata su questi avvenimenti che si vogliono collegare ad altre
venerande invocazioni mariane note universalmente. Il Vescovato di
Santander ha riunito una vastissima documentazione durante questi
anni, circa tutto ciò che è successo a Garabandal. Non
ha chiuso il suo dossier al riguardo. Prenderà sempre nota,
con gratitudine, di questi elementi di giudizio che le vengano
inviati. Sono TRE le NOTE ufficiali che sino a questo momento sono
state diffuse, nell'intento di orientare il giudizio dei fedeli.
Questa sarà la quarta NOTA. La sua conclusione circa gli
avvenimenti, sino ad oggi, non ha trovato ragione alcuna per
modificare il giudizio emesso in precedenza: si ritiene che NON VI
SIANO PROVE sul carattere soprannaturale dei fenomeni esaminati
accuratamente. Di conseguenza è necessario che questa autorità
diocesana rinnovi i provvedimenti opportuni affinché non venga
propiziato artificialmente un ambiente di confusione, mediante una
propaganda di massa al margine della lettera e dello spirito dei
sacri canoni, attraverso notizie, articoli giornalistici su riviste,
informazioni grafiche, rassegne di itinerari o altri mezzi simili.
Ricordiamo che secondo il canone 1.309 N 5 «sono proibiti dal
Diritto stesso, i libri e gli opuscoli che si riferiscano a nuove
apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie, miracoli che introducano
nuove devozioni, qualora essi vengano pubblicati senza l'osservanza
delle prescrizioni dei canoni». Rendiamo noto che sino a questo
momento non abbiamo concesso l'«Imprimatur» a nessun
libro, opuscolo, articolo o rassegna in materia. Estendiamo, sin dove
giunga la nostra autorità diocesana, la medesima proibizione
del canone a qualsivoglia pubblicazione di articoli o informazioni
che non siano stati sottoposti alla censura della Diocesi di
Santander. La loro presenza in San Sebatiàn de Garabandal
l'ambiente creato intorno a queste apparizioni e comunicazioni
spirituali, dichiarando tuttavia che non abbiamo trovato materia
alcuna di condanna da parte della censura ecclesiastica né in
quanto alla dottrina né in quanto ai consigli spirituali dati
ai fedeli cristiani, che sono stati diffusi in questa occasione,
poiché essi contengono un'esortazione alla preghiera e al
sacrificio, alla devozione eucaristica, al culto di Nostra Signora in
modalità tradizionalmente lodevoli, nonché al santo
timore di Dio, offeso dai nostri peccati. Essi si limitano a ripetere
semplicemente la dottrina comune della Chiesa in materia.
Riconosciamo la buona fede e il fervore religioso delle persone che
accorrono a San Sebastiàn de Garabandal, le quali meritano il
maggior rispetto, e vogliamo far leva precisamente su questo fervore
religioso, affinché, confidando pienamente nella Chiesa
gerarchica e nel suo Magistero, adempiano con la maggior precisione
le nostre raccomandazioni pubblicate più volte. In quanto ai
sacerdoti, data la speciale importanza che il loro intervento può
avere, tanto nel senso della loro attiva partecipazione e
collaborazione nello svolgersi degli eventi, quanto come semplici
spettatori, PROIBIAMO in modo esplicito e formale la loro assistenza
senza permesso espresso, speciale e per ogni caso, dell'autorità
ecclesiastica, dichiarando che vengono sospese «ipso facto»
le autorizzazioni in questa Diocesi di Santander per tutti coloro che
contravvenissero a questo nostro avvertimento formale. La Suprema
Sacra Congregazione del Santo Uffizio si è messa in contatto
con la Diocesi di Santander, al fine di ottenere la debita
informazione circa questa grave questione Santander, 8 luglio 1965
EUGENIO, Vescovo A.A. di Santander.
LETTERA DEL SANTO UFFIZIO DEL 28 LUGLIO 1965
Il Signor Vescovo Amministratore Apostolico ordina di pubblicare la seguente comunicazione della Sacra Congregazione del Santo Uffizio circa le apparizioni di San Sebastiàn de Garabandal: «Dalla sede del Santo Uffizio, addì 28 luglio 1965. All'Ecc.mo e Rev.mo don Eugenio Beitia Aldazabal, Vescovo Amministratore Apostolico di Santander. Ecc.mo e Rev.mo Signore, Questa Suprema Sacra Congregazione ha ricevuto regolarmente la vostra lettera in data 7 del mese in corso, in cui S.E. Rev.ma pone a conoscenza del Santo Uffizio le apparizioni della Beata Vergine Maria che, secondo quanto si dice, sono avvenute nel paese di San Sebastian de Garabandal. Attraverso la documentazione inviata, appare con sufficiente chiarezza con quanta prudenza abbia agito S.E. a riguardo di tale questione. Prego VE. di seguirla anche in futuro, con sguardo vigile. Se dovesse sorgere qualche elemento nuovo, la prego di comunicarlo al Santo Uffizio. Colgo l'occasione per renderle testimonianza della mia profonda venerazione e mi riaffermo devotissimo di SE. no. Firmato: Padre Raimundo Verardo o.p., Comissario. Si pubblichi. 9 agosto 1965. EUGENIO, Vescov o A.A.
BRANI DEL TESTO ORIGINALE DI ALCUNI SCRITTI DI CONCHITA.
«Ti parlerei per tutto il giorno... ma forse Ti annoio. Nell'oscurità di questa notte così silenziosa, guardando il cielo azzurro vedo la creazione Tua, le stelle, la luna... tutte le cose che Tu hai fatto per il nostro bene. Guardando il cielo, mi sento molto unita a Te... Vorrei che tutti coloro che non Ti ricordano e che sono separati da Te, accettino le mie preghiere e che Tu accettassi le mie preghiere di questa sera e i miei assai miseri e timidi sacrifici... per il bene di quelle anime, affinché si avvicinino a Te, Gesù, a Maria Madre della Chiesa, e specialmente per coloro che ancora non vi conoscono». «Perché hai scelto me, sapendo ciò che sono, per comunicare messaggi tristi. E’ una grazia molto grande, ma credimi, Gesù mio, mi sto accorgendo della responsabilità che questo comporta. Come adempio ai tuoi ordini, Gesù? Non posso mettere dentro di loro il messaggio e far sì che lo adempiano; inoltre, alcuni credono che siano invenzioni mie! Perché lo permetti? Lo sai bene, Gesù: in questo modo, dubitando del messaggio, non possono adempierlo. O Gesù mio, aiutaci a meditare sulle tue cinque piaghe affinché possiamo offrire volentieri i nostri sacrifici. Perdonaci, Signore, perché per causa nostra oggi Tu sei inchiodato sulla Croce...». «Vorrei visitarti con maggior frequenza. Vorrei essere la tua piccola lampada e che la mia piccola fiamma Ti illuminasse con una luce sempre crescente e che illuminasse le anime che vogliono avvicinarsi a Te. Vorrei anche essere la parte interna della porta del Tabernacolo per esserti più vicina. Vorrei essere tanto, eppure sono un nulla, niente di niente. Tuttavia siccome sono figlia di Maria, la Madre di Dio, e sono stata redenta con il Sangue di Cristo Crocefisso, per questo sono qualcosa».
UNA PREGHIERA DI CONCHITA 1° GENNAIO 1967
Madre, io ti prego per questo nuovo anno: di non avere vanità. Ti chiedo inoltre la sincerità, il saper essere grata e l'Amore per Te. Signore, ecco ciò che ti chiedo per tutto l'anno: dammi spirito di sacrificio e di preghiera. Concedimi di ricevere la Comunione con maggior fervore, di visitare con maggior frequenza il Santissimo. Perdonami, Signore. Grazie per tutti i benefici che ci hai dato. Grazie per tutti i benefici che hai dato alla mia famiglia e perdonaci per non averti corrisposto. Grazie, Signore, per questo nuovo anno e perdonami per l'anno trascorso. Signore, ti prego per tutti coloro che si sono affidati alla mia preghiera, specialmente per quelli che ne hanno più bisogno. Signore, ti prego anche per le anime del Purgatorio. Ti prego per tutti gli ammalati, per quelli che diffondono il messaggio e per coloro che non ne vogliono sapere. Ti prego per tutti. Ti prego inoltre per coloro che mi adesso e per tutti quelli che mi scrivono confidano le loro necessità. Signore, io le racconto a Te, sebbene non possa dirtele tutte; Signore, Tu le conosci. Madre, ascolta tutti, parla di tutti a tuo Figlio, soccorrili e concedi loro ciò che Vi chiedono, se questo contribuisce alla Vostra maggior gloria e al bene delle nostre anime. Signore, ti chiedo perdono per coloro che si affidano alle mie preghiere. Ti chiedo, Signore, che il Tuo messaggio si diffonda sempre di più e che tutti quelli che diffondano il messaggio lo facciano per Te. Signore, grazie per essi. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Ave, Maria Purissima, concepita senza peccato. Amen.