Messaggio del 25 ottobre 2009:Cari figli, anche oggi vi porto la mia benedizione e vi benedico tutti e vi invito a crescere su questa strada che Dio ha incominciato attraverso di Me per la vostra salvezza. Pregate, digiunate e testimoniate con gioia la vostra fede, figlioli, e il vostro cuore sia sempre riempito di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. SESTA APPARIZIONE
giovedì 18 maggio 1944
Fino a oggi Adelaide non ha ancora un paio di scarpette. Ha sempre
indossato solo zoccoli da quando ha cominciato a camminare. I
familiari cominciano a provare vergogna di fronte a tutta la gente,
per cui di buon mattino la mamma scappa a Ponte San Pietro in cerca
di un paio di scarpe per la sua piccola. Alle Ghiaie non c’è
neppure un negozio di scarpe, ma a Ponte ci sono i negozi... rimasti
senza scarpe. La guerra produceva molto spesso di queste sorprese.
Ritorna a casa a mani vuote e si rammarica sconsolata: « Come
facciamo oggi che per giunta è festa? »
« Andrò
io a comperarle un paio di zoccoletti decenti», propone la
madrina Nunziata e si porta la bambina con se.
Adelaide rovista e
rovista, finché fa cadere la sua scelta su un paio di eleganti
zoccoletti azzurri, un po' piccoli per lei, a dire il vero, ma a
nulla valse il giudizioso avviso di Nunziata: « Non devi badare
al colore: bada piuttosto che siano adatti al tuo piede e siano
comodi ».
Adelaide si tiene quelli. Ora ha un bel termine di
paragone per descrivere ai curiosi i colori delle sue visioni.
«
Volete sapere come era il manto della Madonna? Ecco guardate questa
fettuccia azzurra... Il diadema? Ecco è d'oro come questi
chiodi (le borchiette di oricalco). E il vestito di san Giuseppe? È
di colore marrone come il legno dipinto dei miei zoccoletti nuovi
».
Si ritorna al Torchio. Oggi, giorno dell'Ascensione, è
festa grande e bisogna andare alla « messa alta ».
Nunziata e Catì vi accompagnano Adelaide. Le strade brulicano
già di pellegrini, molti dei quali avevano passato la notte
nelle cascine, nelle stalle, sotto i portici, nei fienili. Ma altri
continuavano ad affluire.
In chiesa fu un disastro. Tutti, grandi
e piccoli, si voltavano per guardare Adelaide, la indicavano con il
dito, bisbigliavano. Allora le suore la portarono davanti a tutti e
le raccomandarono:
« Sta' raccolta, Adelaide. Dici di avere
visto la Madonna e perciò devi dare il buon esempio a tutti
».
Finita la messa, Adelaide consegna al parroco le trenta
lire ricevute dai due sergenti la sera precedente.
Una signorina
le si avvicina e comincia a porle delle domande:
« E dimmi
un po', era più bella di me la Madonna? »
« Sì,
eh! »
« Allora io sono brutta? »
« Sì,
eh! », risponde sempre Adelaide.
Chi riporta il fatto
asserisce che la piccola non guardò in viso la signorina,
perché era veramente bella... Noi fatichiamo a crederlo,
perché i bambini, anche quando abbassano il capo, sbirciano
sempre, prima o poi... Ci sembra più realistico pensare che di
fronte alla bellezza della Madonna tutte le altre bellezze diventano
sempre brutte...
Ma la signorina continua imperterrita: « E
hai un segreto, no? Me lo dici? Se me lo dici, ti regalo...»
«
No, non te lo dico ».
« Ma a chi, dunque, devi
raccontarlo questo segreto? », domandò il parroco
presente alla scena.
« Solo al vescovo e al papa e basta
».
« Certo! Come facciamo a portarti a Roma in questi
tempi che non ci sono più né treni né rotaie? »,
insiste il parroco.
Adelaide abbassa la testa senza replicare.
«
E dimmi un po', la Madonna corre quando viene da te? »,
continua il parroco.
« No, viene adagio adagio », a
belase, in bergamasco.
« E quando parte ti volta le spalle?
»
« No, va indietro così...», e Adelaide
retrocede a passetti lenti, maestosi.
« Corre, tornando
indietro? »
« No, non corre, va indietro adagio adagio
».
« Era alto o basso il muricciolo sul quale poggiava
la Madonna? »
« Te l'ho detto, non era sul muricciolo,
era in aria ».
Dopodiché la zia Amabile la mette
sulla bicicletta e la porta a casa sua, alla Roncola, una frazione
vicina. Qui la zia le fa dono di un grazioso grembiulino blu a
spalline incrociate sul dorso, orlato di giallo: piacque tanto ad
Adelaide che non lo smise più. Giocò con i cuginetti e
visitò altri parenti. Ma verso le 14 giunsero due persone con
un'ambasciata: papà Enrico aspettava la figlia al di là
del fiume Brembo.
Adelaide ritorna al Torchio dove una scia di
curiosi, di devoti, di fotografi venuti da lontano reclamano la
veggente. Lei si sente in croce. Avrebbe voluto tanto giocare e
invece, seduta sul tavolo o su una sedia, deve rispondere a tutte
quelle persone sconosciute che senza pietà, con le loro
domande, alcune serie altre sciocche, non le danno un momento di
tregua e le provocano una noia mortale.
Quando arriva da Ponte San
Pietro Liliana per avvertire che purtroppo suo zio maresciallo oggi
non può venire, Adelaide viene portata in casa di Maria.
Ma
anche lì non si salva da qualche domanda, come questa: «
Come era la Madonna? Rideva, no? Ah! Non rideva… Piangeva
dunque. Ah, neppure piangeva. Insomma, come era allora? »
«
Così! », e Adelaide atteggiò il viso a tranquilla
maestà.
« Mi hanno detto che vedi passare degli
uccelli ».
« Certo, li vedo anch'io »,
interviene insidiosamente Liliana.
« Ma va' là che tu
non li vedi. Se li vedi, dimmi come sono », rimbecca Adelaide,
sfidando la ragazza.
« Beh! Sono belli... colorati».
«
Ma va', sono bianchi, vedi che non lo sai! »
« E ti
ricordi quello che ti dicevo ieri sera? Non ti ricordi già
più, eh, di domandare alla Madonna che cosa sarà
dell'Italia dopo la guerra», sussurra Liliana in un orecchio
alla piccola.
Poi Adelaide mostra a tutti il rosario portato dalla
Roncola, il bel grembiulino celeste che ha il suo bel taschino dove
c'è anche un fazzolettino, rarità per quei tempi, e
mostra i begli zoccoletti azzurri.
Una signora di Brembate Sopra
le presenta la sua bambina muta: « Vedi, Adelaide, questa
bambina? Non ha mai detto né papà né mamma,
perché non può parlare. Raccomandala alla Madonna,
povera bambina! »
Ad Adelaide spunta una lacrima.
Ma
l'ora dell'apparizione si sta avvicinando. La folla si ingorga nella
piazzetta, cresce paurosamente e con il crescere di quella crescono
anche le preoccupazioni per l'incolumità della bambina.
Liliana deve rimettersi in cerca di aiuti. Non ne trova. Riportano la
bambina a casa propria, mentre Maria a sua volta esce in cerca di
qualcuno che la possa aiutare a fendere la folla, per arrivare al
luogo dell'apparizione.
Fra i molti convenuti scorge i due
sergenti di ieri e a loro espone le sue preoccupazioni. Quelli si
mettono subito all'opera. Si recano sul luogo e, con la rete
metallica divelta del vivaio Ferrari, costruiscono un piccolo
rudimentale recinto quadrato che avrebbe dovuto proteggere la piccola
dalla continua pressione della gente. All'esterno pongono un cordone
di volenterosi per trattenere la folla.
Sono le 17.30. I due
sergenti e Maria, soddisfatti, ritornano alla casa di Adelaide. Era
gremita di persone e la piccola era estenuata. Teneva d'occhio la
sveglia e cominciava a dire: « Andiamo, andiamo! »
Sopraggiunge
la signora Margherita Orlandi con il bambino idrocefalo in
carrozzella:
« Dunque devo portarlo in giù, Adelaide?
»
« Si».
La gente presenta alla veggente le «
raccomandazioni » da presentare alla Madonna, che non finiscono
mai.
Finalmente si parte. Questa sera vuole portarla in braccio la
zia Amabile. Maria le cede volentieri l'incombenza e lei si prende in
braccio la fedele Itala, che da tanto sta attendendo in cucina. Fra
le amichette è l'unica che ancora accompagna Adelaide e che
Adelaide vuole accanto a sé.
Nonostante i due sergenti si
adoperassero efficacemente a fare largo, quel tragitto, di per sé
breve, fu un incubo: l'onda, appena aperta davanti, si richiudeva
immediatamente dietro i due soldati, sommergendo le quattro donne.
Adelaide era affaticata ma abbastanza tranquilla. Un fiume di
preghiere la investiva da tutte le parti. Probabilmente fra tanto
vociare non le avvertiva neppure. Invece avvertiva i colpi che la
raggiungevano: tutti volevano toccarla, accarezzarla, prenderle
qualche cosa: una ciocca di capelli e un pezzetto del vestito. La
piccina reagiva come poteva, con le mani e con i piedi...
Nunziata
seguiva portando i biglietti di supplica da presentare alla Madonna.
Ma non ebbe la prepotenza sufficiente per farsi largo. Sotto gli urti
e gli ondeggiamenti, perdette gran parte di quei biglietti. E poi, a
un certo punto, rimase completamente tagliata fuori e, dopo vani
tentativi di sfondamento, ritornò indietro avvilita e
piangente. La poverina accusò se stessa: « E segno che
la Madonna non mi vuole, che io non sono degna, devo avere ancora dei
peccati da purgare ». E da quella sera si mantenne un po' in
disparte dal luogo. Nunziata aveva ceduto i biglietti superstiti a
Liliana, la quale, più audace, li usò come autorevole
lasciapassare per giungere al luogo delle apparizioni.
Vista la
quasi impossibilità di procedere, uno dei sergenti mette in
atto un abile stratagemma: fa entrare il gruppetto delle donne in un
portone che viene subito richiuso, e attraverso i campi raggiungono
il posto.
Qui Adelaide si diverte perché le scattano
fotografie. Itala, invece, fa la ritrosetta. Adelaide la sollecita: «
Su, va' là, che facciamo la fotografia », che là
bambina, per essere esatti, pronunciava « confografia ».
Ma per le fotografie è necessario che le due piccine siano
poste in vista: così Maria solleva Adelaide, e Liliana Itala.
Ma mentre è ancora in braccio e le stanno scattando
fotografie, Adelaide drizza gli occhi verso oriente in un punto alto
e lontano e scruta lentamente il cielo... Viene deposta al solito
posto. Sta in piedi, tranquilla. Questa sera, per la prima volta,
accanto c'è anche la buona e tremenda Catì. E quella
sera, furono portati anche i primi malati.
Mentre si attendeva la
visione, Catì, sempre sulle spine, non mancò di
ripetere alla sorellina il solito ritornello:
« Vedi,
Adelaide, quanta gente hai fatto correre. Se non è vero,
chissà la mamma che piangere, che piangere! Non dire bugie,
Adelaide, non dire bugie. Se non è vero, dimmelo subito, sei
ancora in tempo, su dimmelo subito ».
La folla preme sul
reticolato e sul cordone. Gli alberi attorno sono pieni di persone
che si agitano. Adelaide guarda attorno serena, curiosa più
che preoccupata, poi dice a Maria: « Recita il rosario! »
«
Dillo tu », risponde la cugina.
« No, dillo
tu».
Allora Maria inizia ad alta voce la recita. Ma la
visione non viene ancora. Un uomo, pregato da Maria che non ha più
voce, intona le litanie lauretane: la folla risponde in qualche modo.
All'invocazione Mater Christi (le litanie si dicevano in latino), la
piccina cessa di rispondere, si fa assorta, si irrigidisce nel modo
consueto. Anche l'uomo interrompe la recita delle litanie e
raccomanda il silenzio. Gli astanti comprendono che quello è
il momento della visione, sfondano il cordone di vigilanza e
riempiono il piccolo recinto per essere più vicini alla
veggente. I vicinissimi
devono difendere la piccola facendo
barriera con le proprie persone.
Adelaide è immobile,
insensibile, con gli occhi spalancati sull'azzurro del cielo, con le
mani sul petto. La corona del rosario le pende anch'essa immobile tra
l'indice e il pollice della mano sinistra. Ammicca frequentemente e
intensamente. I movimenti delle sue labbra sono lenti, spesso
interrotti. Si nota una sudorazione abbondantissima, insensibilità
agli stimoli visivi, acustici e tattili dell'ambiente.
Maria
sussurra alla bambina: « Ricordati, neh, Adelaide, di chiedere
alla Madonna quello che ti ha detto la signorina ».
Ma
Adelaide non dà alcun segno di risposta. Allora Liliana, a
bassa voce, le richiama la domanda sulle sorti dell 'Italia. Poi
continua: « Che cosa vedi, Adelaide? »
Adelaide
risponde lentamente, a strappi, come stesse descrivendo i personaggi
faticosamente individuati in un gruppo lontano...
« La
Madonna... il Bambino... san Giuseppe...»
« E poi?»
«
Poi basta».
« Ah! Ma non è vero quello che
dici!»
« Sì, è vero. Guarda che vedi
anche tu».
« Adelaide, raccomanda tutti i malati, neh?
», ricordano Maria e Liliana.
« Sì »,
risponde Adelaide, muovendo lievemente il capo.
« Di' alla
Madonna di esaudire tutte le domande che la gente ha presentato, neh!
»
« Sì».
Molti attorno stanno
singhiozzando. Una donna, passando istericamente dal pianto al riso,
grida a tutti che anche lei stava vedendo la Madonna, san Giuseppe e
tante altre cose ancora.
Nel mezzo della visione, Adelaide
lentamente pone la mano sinistra nel taschino del grembiulino celeste
ed estrae il fazzoletto. Si asciuga il sudore del viso, senza
staccare gli occhi dalla visione. Non ripone il fazzoletto nel
taschino, ma se lo tiene tra le palme, perché ora tiene le
mani giunte. Anche Itala prega devotissima con le mani giunte
fissando lo sguardo al cielo. Molti si sono domandati in seguito se
anche Itala quella sera avesse visto qualche cosa. Interrogata in
proposito, lei disse di aver visto una luce intensa accendersi in
cielo, come un lampo rapidissimo che subito si spense.
La visione
dura sedici minuti; più delle sere precedenti. Poi, come al
solito, Adelaide abbassa lo sguardo e il capo, scioglie le mani,
abbandona le braccia lungo i fianchi:
« E andata! »,
annuncia tranquilla e, almeno in apparenza, senza nostalgia. La
visione è finita. Chiede subito della mamma. Perché?
Si
intraprende la via del ritorno. I due sergenti precedono e aprono di
forza un corridoio. Maria prende in braccio Adelaide, e Liliana Itala
e vi si infilano. Segue la massa. Il ritorno risulta peggiore
dell'andata. Liliana perde i contatti con Maria. Comunque riesce a
riportare a casa Itala. Finalmente anche Maria con Adelaide riesce a
entrare in casa. Ma fuori la folla urla, implora, piange, esige,
vuole vedere la piccola a tutti i costi. Allora decidono di portare
Adelaide sul terrazzino di casa perché tutti la possano
vedere. Uno dei sergenti la tiene in braccio. Scoppia un delirio di
entusiasmo. La piccola guarda tranquilla e sorride. Saluta con la
manina.
Ma la gente vuole anche sapere che cosa ha detto la
Madonna. Allora il buon sergente romano, con la sua voce potente,
annuncia al pubblico, a modo suo, i risultati dei sommari
interrogatori fatti alla bambina in cucina, suppergiù in
questi termini: « La bambina questa sera ha visto nuovamente la
Madonna, il Bambino Gesù e san Giuseppe. La guerra finirà
fra due mesi, se si prega e se si fa penitenza... il male della
guerra ricade soprattutto sulle donne perché la Madonna ha
detto che la guerra finirà quando queste termineranno di fare
certi peccati ».
Ma Maria non si ricorda di avere sentito
dalla bambina questo accenno alla responsabilità delle donne
né tanto meno Adelaide si ricorda di averlo mai detto, ma
qualche altro dice di si.
Continua il sergente: « La Madonna
dice a tutti quelli che chiedono grazie che essi le avranno purché
preghino e abbiano fede... I bambini guariranno entro l'anno, ma le
mamme devono pregare molto, fare penitenza e non fare certi
peccati... Poi attenzione! Attenzione! »
Ma a questo punto
viene interrotto da un presente che gli dice: « Ma questo non
ditelo in pubblico, può darsi che la bambina si sia espressa
male, si sia ingannata: è tanto stanca...». Saggezza
popolare!
Ma il sergente, imperterrito, risponde: « Perché
non dirlo? ». E continuò a voce alta: «Attenzione!...
La Madonna ha promesso, per comprovare la verità della cosa,
un segno... Ora tornate alle vostre case e pregate! »
Ho
voluto riportare questo sommario discorso del sergente alla folla,
perché ci si possa rendere conto degli effetti che produsse
sulla folla e delle tante voci che si sparsero circa la colpevolezza
delle donne e delle loro responsabilità. Così come il
sergente ha espresso il messaggio, senz'altro in buona fede, non si
rese conto del cocktail esplosivo che aveva lanciato alla folla.
Bisogna tenere presente questo discorso del sergente per valutare in
seguito l'attendibilità o meno delle molte affermazioni che
furono fatte al riguardo... Del resto, l'ambiente infuocato,
convulso, troppo agitato, non aveva permesso un interrogatorio
regolare, completo, calmo, preciso. Con certi equivoci si rischia di
fare saltare tutto...
E’ difficile sceverare il contenuto
genuino, esatto delle rivelazioni di questa sera dagli elementi
avventizi, immaginati, dalle interpretazioni personali offerte dagli
entusiasmi degli annunciatori. Come del resto sarà difficile,
se non impossibile epurarlo, anche in seguito, dalle deformazioni
della folla che, nella stessa piazza, se lo comunicava a ondate,
naturalmente con le inevitabili variazioni... Cose che succedono in
queste circostanze.
Per la prima volta notiamo che questa sera,
bene o male, fu annunziato al pubblico il contenuto della visione. La
novità non mancò di rivestire particolare importanza
perché, a differenza delle altre volte in cui il « si
dice » lasciava sempre un piccolo spazio al dubbio e si
cercavano ulteriori conferme, questa volta, purtroppo, la
comunicazione del sergente la si ritenne ufficiale, sicura.
Immaginabili gli effetti negativi. In particolare l'annuncio della
prossima pace fu ritenuto l'elemento più sicuro della
rivelazione e richiamò l'attenzione del mondo sui fatti di
Ghiaie. Il gesto di questa sera non fu però senza ulteriori
pericoli, oltre quelli già accennati. Si era offerto alla
moltitudine un precedente dal quale non ci si potrà più
esimere. La gente, da quel momento, si arrogò il diritto di
vedere la bambina sul terrazzo e udire ciò che la Madonna le
aveva detto.
Effettivamente la « massa » quella sera
intese male: corresse, arricchi ciò che intese e... anche ciò
che non intese. Soprattutto inventò, supplendo alle lacune là
dove non intese il discorso del sergente, il quale aveva dovuto farsi
tradurre in italiano dal bergamasco ciò che Adelaide
diceva.
Purtroppo il primo risultato increscioso non si fece
attendere. Infatti non si era ancora spenta l'eco delle sue parole
che già serpeggiava questa versione: « La guerra è
per colpa delle donne depravate, è stata meritata da loro... I
bambini nascono disgraziati e sono malati per colpa dei peccati
grossi delle mamme, perché le mamme sono cattive. Se queste
pregheranno, metteranno giudizio, non faranno più certi
peccati e faranno penitenza, i bambini guariranno... entro
l'anno».
Malauguratamente questa versione si radicò e
si diffuse come autentica. Molti ne trassero nuovo argomento per
appoggiare la loro fede nell'autenticità soprannaturale delle
apparizioni. Dicevano infatti: « Come può la bambina
avere inventato questa storia di peccati grossi, quando alla sua età
non può avere alcuna nozione in materia sessuale? Che può
sapere una bambina di sette anni delle conseguenze di certi peccati?
E come può avere pensato a una ereditarietà tra
genitori e figli per cui il male morale delle madri è
responsabile delle disgrazie fisiche dei figli? Non c'è dubbio
che deve avere sentito tutto ciò dalla Madonna ».
Altri
invece si scandalizzarono della gazzarra « pomologica »
che ne nacque. Infatti il pettegolezzo del paese trasformò
subito quell'indicazione generale in terribili requisitorie e accuse
particolari contro questa o quella donna, a cui si addebitavano colpe
preconiugali, coniugali ed extraconiugali. E non solo a questa, ma
anche ai suoi parenti, risalendo fino agli antenati... Uno che si
trovava presente in quei giorni scrisse al riguardo: « Potrei
raccogliere alcuni di questi discorsi fatti di accuse, di
sospensioni, di sottintesi, di ammiccamenti... C'era da fare venire
il voltastomaco perfino a un porco... »
Purtroppo il
bersaglio di quelle accuse e calunnie era anche fin troppo bene
individuato. Pagarono per prime le conseguenze di questa atmosfera le
due madri presenti (una del paese e l'altra da fuori) che avevano
portato sul luogo della visione i propri figli disabili.
Liliana,
nel suo diario, scrive: « Queste versioni erano poi credute
alla lettera e, se si tentava di smentire le cose più
grossolane, come le accuse mosse alla madre del bambino idrocefalo,
si andava a rischio di sentirsi dare dell'incredula e dell'eretica...
Sicuro, "dell'eretica" perché si voleva (pensavano
loro) mettere in dubbio le parole della Madonna, e se quelle mamme
sembravano donne corrette, era tutta apparenza, "perché
la verità era solo quella". Giustamente la mamma del
piccolo Vittorio si ritenne gravemente offesa. L'altra mamma aveva
tentato di consolarla:
" Oh! Non ci credete, sono
chiacchiere, lasciate perdere!
Adelaide questa sera non trova
altro rifugio che il solaio. A dire il vero, neppure lassù
c'era solitudine, ma almeno il folto gruppo che in casa la stringeva
da tutte le parti, si restringeva soltanto ad alcune facce familiari
e amiche.
La piccola, giunta in casa dal luogo dell'apparizione,
aveva chiesto ancora della mamma. Questa era fuori a mungere la
mucca, non sua ma di una vicina che le vendeva il latte con l'onere
anche di mungerselo. Anche lei arriva finalmente in solaio.
«
La piccola chiede di voi », le dice subito Liliana.
Ma che
cosa aveva quella sera Adelaide? Forse nulla di speciale.
Probabilmente dopo tutta quella tensione voleva sentirsi vicina la
sua mamma. Difatti si accosta a lei, le si stringe alla gonna, la
guarda in viso e sorride felice. Non le dice nulla all'infuori di «
Mamma! »
Neppure in solaio cessa l'interrogatorio: «
Come era vestita dunque la Madonna? »
« Di rosso »,
risponde Adelaide.
« Di rosso? Ma va', bugiardella! »
«
Dicevi di bianco prima », osservano alcuni presenti, alquanto
sconcertati. Effettivamente, c'era da non capirci più
niente...
« E il manto com'era? »
« Verde
».
.... Ma va', tu dici bugie! »
Adelaide non
rettifica.
Il sergente e qualcun altro osservano: « Si vede
che è stanca, povera piccola. Ha la testa per aria ».
«
E per l'Italia che cosa ti ha detto la Madonna? », ritorna alla
carica Liliana.
« La Madonna non mi ha risposto ».
Ci
furono altre domande, ma Adelaide, stanchissima, ormai non prestava
più attenzione e rispondeva sbadatamente, come chi stesse
pensando ad altro. Per di più il finestrino del solaio la
attirava irresistibilmente e ogni tanto vi si affacciava per vedere,
non vista, la gente sotto che si disperdeva e rincasava. Palmina,
anche lei affacciata, poco mancò che non precipitasse giù.
A
tarda sera il tavolo e il lavandino della cucina erano coperti di
fiori. « Che cosa ne facciamo di tutti questi fiori? »,
domanda mamma Annetta.
« Comperami una Madonna come quella
che ho visto io e li metteremo davanti a lei », risponde
Adelaide, rivolgendosi alla sorella Catì.
« Ma come è
la Madonna che hai visto tu? », rincalza Catì.
Adelaide
spiega un'altra volta i particolari della « sua »
Madonna.
« Beh, te la comprerò domani, che prendo la
quindicina », promette la sorella maggiore.
Poi la piccina,
stanchissima, dopo la solita minestra per cena, si addormenta sul
tavolo. Catì la mette a letto. In famiglia continua la
discussione.
Molti pellegrini si fermarono in paese quella notte
per essere presenti anche all'indomani.
Nel Diario di Adelaide,
alla data 18 maggio, leggiamo:
« Festa dell'Ascensione, 18
maggio. Durante l'oratorio pensavo alla Madonna e verso le ore cinque
andai a fare merenda per essere puntuale a recarmi al luogo delle
apparizioni. La visita della Madonna fu preceduta da due colombi. La
Vergine vestiva di rosso con il manto verde circondata ancora dagli
angioletti come ieri. La Madonna mi sorrise poi per tre volte mi
ripeté queste parole: “Preghiera e penitenza”.
Poi aggiunse: "Prega per i peccatori più ostinati che
stanno morendo in questo momento e che trafiggono il mio cuore».
Molte persone mi avevano raccomandato di chiedere alla Madonna qual
era la preghiera che più le piaceva. Io le espressi questo
desiderio ed Ella mi rispose: "La preghiera a me più
gradita è l'Ave Maria".
« Detto questo, la
Madonna lentamente scomparve».