Messaggio del 25 giugno 2007:La Madonna č rimasta con me 17 minuti, era gioiosa, mi ha parlato della sua vita. La Madonna ha detto: “Cari figli, ricevete la mia benedizione materna.” La grandezza della piccola Bernadette - Eco di Maria nr.158
Non ti farò felice in questo mondo, ma nell’altro!
Questo si era sentita dire dalla "Signora vestita di bianco"
che l’11 febbraio del 1858 le era apparsa nella grotta di
Massabielle. Lei era una fanciulla di appena 14 anni, quasi
analfabeta e povera in tutti i sensi, sia per le scarse risorse
economiche di cui disponeva la famiglia, sia per la sua limitata
capacità intellettuale, sia per una salute estremamente
malferma che, con i suoi continui attacchi d’asma, non le
permetteva di respirare. Come lavoro pascolava le pecore e l’unico
suo passatempo era la corona del rosario che lei recitava
quotidianamente trovando in essa conforto e compagnia. Eppure fu
proprio a lei, una ragazza apparentemente "da scartare"
secondo la mentalità mondana, che la Vergine Maria si presentò
con quell’appellativo che la Chiesa aveva, appena quattro anni
prima, proclamato come dogma: Io sono l’Immacolata Concezione,
le disse durante una delle 18 apparizioni che Bernadette ebbe in
quella grotta vicino Lourdes, il suo paese di nascita. Ancora una
volta Dio aveva scelto nel mondo "ciò che è stolto
per confondere i sapienti" (vd. 1Cor 23), capovolgendo tutti i
criteri di valutazione e di grandezza umana. E’ uno stile che
si è andato ripetendo nel tempo, compreso in quegli anni in
cui il Figlio stesso di Dio scelse tra umili e ignoranti pescatori
quegli Apostoli che avrebbero dovuto proseguire la sua missione sulla
terra, dando vita alla prima Chiesa. "Grazie perché se ci
fosse stata una giovane più insignificante di me non avreste
scelto me..." scriveva la giovane nel suo Testamento,
consapevole che Dio sceglieva tra i miseri e tra gli ultimi i suoi
collaboratori "privilegiati".
Bernadette Soubirous
era l’opposto di una mistica; la sua, come si è detto,
era un’intelligenza solo pratica e di scarsa memoria. Eppure
non si contraddisse mai quando raccontava ciò che aveva visto
e ascoltato "nella grotta dalla Signora vestita di bianco e con
un nastro celeste annodato alla vita". Perché crederle?
Proprio perché era coerente e soprattutto perché non
cercava dei vantaggi per sé, né popolarità, né
denaro! E poi come faceva a sapere, nella sua abissale ignoranza,
quella misteriosa e profonda verità dell’Immacolata
Concezione che la Chiesa aveva appena affermato? Fu proprio questo a
convincere il suo parroco.
Ma se per il mondo si scriveva una
nuova pagina del libro della misericordia di Dio (il riconoscimento
dell’autenticità delle apparizioni di Lourdes arrivò
appena quattro anni dopo, nel 1862), per la veggente cominciò
un cammino di sofferenza e persecuzione che l’accompagnò
fino alla fine della sua vita. Non ti farò felice in questo
mondo... Non scherzava la Signora. Bernadette fu presto vittima di
sospetti, prese in giro, interrogatori, accuse di ogni tipo, persino
dell’arresto. Non veniva creduta quasi da nessuno: possibile
che la Madonna avesse scelto proprio lei?, si diceva. La fanciulla
non si contraddiceva mai, ma per proteggersi da tanto accanimento le
fu consigliato di rinchiudersi nel Monastero di Nerves. "Sono
venuta qui per nascondermi" affermò nel giorno della sua
vestizione ed evitava con cura di cercare privilegi o favori solo
perché Dio l’aveva scelta in modo del tutto diverso
dalle altre.
Non c’era pericolo. Non era quello che la
Madonna aveva per lei previsto qui sulla terra... Anche in convento,
infatti, Bernadette dovette subire una serie continua di umiliazioni
e di ingiustizie, come lei stessa attesta nel suo Testamento: "Grazie
per aver colmato di amarezza il cuore troppo tenero che mi avete
dato. per i sarcasmi della Madre Superiora, la sua voce dura, le sue
ingiustizie, le sue ironie e per le umiliazioni, grazie. Grazie di
essere stato l’oggetto privilegiato dei rimproveri, per cui le
Sorelle dicevano: Che fortuna non essere Bernadette!". Questo
era lo stato d’animo con cui ella accoglieva il trattamento che
le era toccato in sorte, compresa quell’amara affermazione che
aveva sentito dire dalla superiora quando il vescovo stava per
assegnarle un incarico: "Che cosa vuol dire a costei che è
buona a nulla?". L’uomo di Dio, per niente intimorito
rispose: "Figlia mia, poiché siete una buona a nulla vi
do l’incarico della preghiera!".
Involontariamente egli
le affidava la stessa missione che l’Immacolata le aveva già
consegnato a Massabielle, quando attraverso di lei a tutti chiedeva:
Conversione, penitenza, preghiera... Per tutta la sua vita la piccola
veggente ubbidì a questa volontà, pregando nel
nascondimento e sopportando tutto in unione alla passione di Cristo.
Lo offriva, nella pace e nell’amore, per la conversione dei
peccatori, secondo la volontà della Vergine. Una gioia
profonda l’accompagnava tuttavia durante i lunghi nove anni che
trascorse a letto, prima di morire alla giovane età di 35
anni, stretta nella morsa di un male che si aggravava sempre più.
A chi la confortava rispondeva con lo stesso sorriso che la
illuminava durante gli incontri con la Madonna: "Maria è
così bella che quanti la vedono vorrebbero morire per
rivederla". Quando il dolore fisico si faceva più
insopportabile, ella sospirava: "No, non cerco sollievo, ma
soltanto la forza e la pazienza". La sua breve esistenza
trascorse dunque nell’umile accettazione di quella sofferenza,
che serviva a riscattare tante anime bisognose di ritrovare libertà
e salvezza. Una generosa risposta all’invito dell’Immacolata
che le era apparsa e che le aveva parlato. E consapevole che la sua
santità non sarebbe dipesa dall’aver avuto il privilegio
di vedere la Madonna, Bernadette concludeva così il suo
Testamento: "Grazie, mio Dio per quest’anima che mi avete
dato, per il deserto dell’aridità interiore, per la
vostra oscurità e per le vostre rivelazioni, per i vostri
silenzi e i vostri lampi; per tutto, per Voi, assente o presente,
grazie Gesù".
Stefania Consoli