Messaggio del 25 ottobre 1993: Cari figli, in questi anni vi ho invitato a pregare e a vivere quello che vi dico, ma voi vivete poco i miei messaggi. Voi parlate ma non vivete: è per quello, figliuoli, che questa guerra dura così a lungo. Vi invito ad aprirvi a Dio e a vivere con Dio nel vostro cuore, praticando il bene e testimoniando i miei messaggi. Io vi amo e desidero proteggervi da ogni male, ma voi non volete! Cari figli, non posso aiutarvi se non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la messa, se non rigettate il peccato. Vi invito a diventare apostoli dell'amore e della bontà. In questo mondo senza pace, testimoniate Dio e il suo amore; e Dio vi benedirà e vi darà quello che gli chiedete. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
A CHE TI SERVE, LA TUA MADONNA?
Nell'uragano di Verdun, in fondo a quella Fossa della Morte, tomba
spaventosa del fior fiore della gioventù, culla della
vittoria.
Riparati a mala pena dietro alcuni sacchi di terra
sventrati, essi attendono il segnale del terzo assalto: il terzo
della mattinata, e non sono che le nove!
Ma chi dunque può
tendere e tendere senza sosta questa energia prodigiosa; quale forza
sorregge questi uomini dai muscoli d'acciaio?
Una volontà
imperiosa s'impone, li domina. Per essa vivono e lottano con
ardimento sempre nuovo, offrendosi decisi e fieri, alla morte
necessaria.
Il sottotenente che li comanda è tra i più
giovani, ed ama i suoi soldati con tenerezza attenta, premurosa; per
questo, pur brontolando su tutto, nella loro stanchezza spaventosa,
quando li guarda continuano a sorridergli. Scoppiano a volte dal
fondo di quel buco parole dure, selvagge; parole di collera contro il
nemico e contro il duro destino; contro la fatalità di dover
combattere e la quasi certezza di dover lasciar la pelle su quel
pianoro, dove li spinge, loro malgrado, la forza ebbra del dovere. -
Non dici nulla tu. - borbotta uri territoriale dalla voce stizzosa.
Il giovane ufficiale, ritto, con gli occhi protesi alla mischia che
infuria:
- Oh, sì che parlo! - risponde al vecchio ».
- Ma a chi parli?... – Alla Santa Vergine. - E che le dici?! -
Che la nostra sia una buona morte. E termina sottovoce: “
adesso e nell’ora della nostra morte…” Il
selvaggio uomo della trincea si vicinissimo alla pallida figura del
suo capo: - Si capisce bene che non hai famiglia tu.
Il
sottotenente, dal viso di fanciulla, alzò le spalle. - Non ho
famiglia! Sono solo la sposa e le cose che stanno a cuore? Non ho una
famiglia?! Papà, mamma, due fratelli, quattro sorelle... se tu
credi che tutto questo sia nulla!... Commosso, più di quanto
volesse mostrare continuò: - E tu vuoi farti egualmente
sbudellare?
Non lo voglio, ma lo devo perché è
necessario; però mi preme morire sotto il Suo
sguardo.
Curioso, il fantaccino infangato, dal viso chiazzato da
tutto un inverno passato in trincea e dalle micidiali esalazione di
centomila obici, domandò ancora:
- A che cosa ti serve la
tua Madonna? - A vedere cadere i 77, i 305, ed i 420 senza tremare.
-
E dove si trova dunque? - Sogghignò l'altro. Vivente, in
cielo; e qui, in immagine, disse l'ufficiale mostrando un
braccialetto da cui brillava una medaglia di Lourdes.
... La terra
ed il cielo rosseggiavano intanto. Tranquillamente il “vecchio”
tese la mano al suo capo: una buona morte. - La tua buona Madonna
sarebbe capace di salvare un padre di famiglia?
Il sottotenente
staccò la medaglietta e la fissò, con un gesto pieno di
devozione, alla catenella d'acciaio dalla quale pendeva la piastrina
di riconoscimento del suo rude camerata. Se Ella può salvare
un papà?... Certo! Ma bisogna domandarglielo.
- E che cosa
bisogna dirLe?
La mano sul, braccio del commilitone, l'ufficiale
pronunciò lentamente:
- Nostra Signora di Lourdes,
proteggimi!
Ed aggiunse con voce eccitata, comprendendo che era
giunto il momento dell'assalto:
- Ripeti, vecchio mio, ed in
fretta! L'uomo mormorò, levando il casco:
- Nostra Signora
di Lourdes proteggimi!
Il turbine di ferro... la folgore... la
morte ovunque. Dei ventidue uomini, balzati oltre il terrapieno a
barriera contro l'ondata violenta del nemico, ancora una volta
stroncata, uno solo rimase: il vecchio territoriale con la gamba
destra fracassata, steso al suolo sconvolto, in una pozza di fango e
sangue.
Gli altri tutti, alla rinfusa, già quasi nascosti
nel fango, orrendamente trafitti, maciullati... morti dieci volte!
Fra loro, a ridosso dell'unico sopravvissuto, il giovane sottotenente
col cranio spaccato; le labbra intatte poggiavano - per quale
miracoloso incontro non so al polso del “vecchio” sulla
medaglietta della Vergine, per la quale Ella aveva esaudito due
preghiere: la preghiera dell'anziano che voleva vivere, quella del
giovane che accettava di morire...