Messaggio del 25 ottobre 2003:Cari figli, vi invito nuovamente a consacrarvi al mio cuore e al cuore di mio figlio Gesù. Desidero , figlioli, condurvi tutti sulla via della conversione e della santità. Solo così, attraverso di voi, possiamo condurre quante più anime possibile sulla via della salvezza. Non indugiate, figlioli, ma dite con tutto il cuore: Desidero aiutare Gesù e Maria affinchè quanti più fratelli e sorelle conoscano la via della santità. Così sentirete la contentezza di essere amici di Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. LA CONSEGNA
- Suvvia, dimmi, Giannetto: ieri sera dicevi per scherzo? - Quasi
con un gesto di trepida gelosia, la madre, si stringeva al petto il
ragazzo, che rimaneva silenzioso, troppo silenzioso. Preoccupata di
questa riserva, lo accarezzò con un tono che voleva sembrare
ilare: - ... queste, vedi, sono idee che un giorno o l'altro passano
per la testa di tutti gli ometti come te, ma poi se ne vanno da sole.
Le hanno anche le ragazzine: anche tua madre, quando aveva i tuoi
quattordici anni, voleva farsi religiosa; lo credi? - E si sforzò
di ridere davanti allo stupore del figlio. Ma sì! Mi aveva
preso all'improvviso come un mal di denti questa idea, e mi seguiva
perfino nel sonno. La maestra, alla quale avevo confidato
provvidenzialmente il mio segreto, mi fece conoscere al Cappellano.
Era un buon papà, che sapeva benissimo tutte le idee strane
che possono sbocciare in una testa da monella. Mi prese per mano, e,
cercando di dare a quel suo vocione rude un tono più umano
possibile: « Tu, religiosa?! È cosa più buffa che
se io mi facessi gendarme » Ma le assicuro, reverendo, che è
una decisione serissima.
- Ne sono certo anch'io, figliola.
Abbiamo però tanto tempo per pensarci e poiché mi pare
che le tue compagne salgano ai dormitori, la cosa giù
importante ora è che anche tu le raggiunga. E buona notte e
sogna gli Angeli. - Il giorno dopo non ci pensavo se non per
riderne.
Così è di te, bimbo mio. Tutti i ragazzini
bravi, pensano almeno una volta alla bellezza di diventare Sacerdoti.
Poi, senza che se ne accorgano, tutto svanisce come un raffreddore.
Intesi? Tu me le dimenticherai tutte queste storie, me lo prometti? -
E l'abbracciò più fortemente. Giannetto, che aveva un
cuore molto tenero, si abbandonò tra le sue braccia,
mormorando, guardandola con quei suoi occhi limpidi: « Sì,
mamma!» - E sopratutto, non dire niente a papà!
Da
tempo ormai Giannetto non ci pensava più e meno ancora ne
parlava, persuaso lui pure che tutto fosse definitivamente
tramontato. Qualche volta anzi, egli stesso si domandava come mai gli
fosse venuta quella bizzarra idea e non poteva non sorriderne. E
quando, raramente, in fondo in fondo faceva capolino l'antico sogno,
prendeva a scherzare se stesso: « È come quando mamma si
voleva fare religiosa » Il suo però non era una
dimenticanza completa, e questo lo meravigliava; nel sonno, nel
lavoro di collegio, anche nella gioia delle vacanze vicine, a volte
se lo trovava lì all'improvviso. Vacanze! In regioni mai viste
quest'anno, giù nel mezzogiorno, costeggiando a lungo il mare
prima, e poi nell'interno di monti alti, oltre Lourdes. Alla fine di
luglio venne la partenza e l'incontro gioioso con luoghi già
bramati sulla carta e creduti inaccessibili. A volte papà
interrogava la mamma: Sei sicura che non ci pensa più?
Che
domanda! Osserva la sua vivacità, quell'attaccamento alla
vita, quei suoi capelli al vento. Ne sono sicurissima: non possono
più esserci preoccupazioni di sorta in quella testolina! Ed
era vero. Giannetto lasciava quel suo desiderio fra i venti
dell'oceano, tra lo scrosciare delle acque dei Pirenei, in tutte le
canzoni che dicevano il fascino della vita e facevano ardere. Solo,
qualche rarissima volta, impercettibile quasi e vago, un richiamo che
lo faceva ridere dei sogni dell'ometto d'allora. « Aveva
perfettamente ragione la mamma. Tutto è passato in silenzio
come era venuto ».
- Dov'è Giannetto?
- Lo sai, si
è messo la divisa di scout, per il servizio d'ordine alla
Processione.
A Lourdes aveva incontrato dei camerati cordiali e
fraterni: ne era contento. Tutto quanto, e il movimento delle folle,
la dedizione virile dei barellieri era la stessa cara spavalderia dei
compagni, rispondeva tanto bene ai suoi sogni di attività. Lo
videro ripassare sull'Esplanade spingendo le carrozzelle, tutto
compreso in quel suo preciso dovere. - Forse così, sarà
altrettanto utile alla società - Commentò il padre. - E
maggiormente magari, amico mio...
- ... che un povero prete
sperduto in un buco qualunque in mezzo alla campagna. Ma poi questa
non è la sua strada. -- No, non è fatto per quello... -
faceva eco la mamma. ... che emozione, per Giannetto, entrare la
prima volta nella sala dell'Ospedale! Non avrebbe mai immaginato
tante miserie in questo mondo. Perché tutti quei ragazzi,
dall'aria tanto dolce e rassegnata, perché così erano
crivellati dai mali alla sua età? Questo... la testa enorme
rovesciata all'indietro, dal volto contratto in una dolorosa
spaventevole smorfia, come un suppliziato; e il vicino?... un viso
smunto, povero scheletro, che s'indovinava contorto dalla testa ai
piedi... lo andava fissando come se domandasse proprio a lui il
perché di tanta incomprensibile pena;... e quel visetto
laggiù, pallidissimo, che ti guarda con quei suoi occhi
azzurri tanto dolci, con una tenerezza che commuove? Giannetto sentì
di volergli bene, come l'avesse già conosciuto da chissà
quanto tempo. Il ragazzo stringeva tra le dita diafane la corona e si
capiva, dal leggero abbassare delle palpebre, che pregava
appassionatamente. Tentò allontanarsi per vincere quel senso
di tristezza, che gli avrebbe sicuramente strappato le lacrime;
spaventato ed affascinato insieme da quello sguardo, che sembrava lo
chiamasse e penetrava silenzioso. Ma ecco: una povera manina sporge
e, con moto quasi supplichevole, l'attira senza che egli pensi a
resistere; poi con un fil di voce, quasi esausto: - Sei stato tanto
gentile a venire da me: ho tante cose da dirti...
E le sue dita
stringevano avide la mano del piccolo scout, che cercava
inspiegabilmente il perché di tali parole. - Ti aspettavo,
continuò il fanciullo so che saresti venuto... - Mi
aspettavi?! - Disse stupito Giannetto, possibile, è la prima
volta che noi ci vediamo. Egli levò i suoi grandi occhi chiari
al cielo: - È la Madonna che ti manda da me. No! Non posso
ingannarmi: L'ho tanto pregata di farmi incontrare e riconoscere qui
a colui che deve prendere il mio posto ». - Prendere il tuo
posto? Non intese la voce allegra dei compagni scout che lo
richiamavano, inchiodato accanto a quel letto da una forza misteriosa
più forte. Si sedette invece sulla sponda, soggiogato dallo
sguardo luminoso, raggiante dell'adolescente, che continuava con
scarsa voce: - Si, devi prendere il mio posto, perché io sto
partire; sto, com'è certezza di noi che crediamo, a ritornare
a casa e per sempre. Guardami: è un miracolo che io sia ancora
vivo. Ero venuto con la segreta speranza di guarire, perché
Dio mi aveva chiamato ad essere Sacerdote; ma ora mi chiama e
qualcosa di più alto ancora, permettendomi di morire; e quando
io sarò partito, il Suo calcolo non tornerà esatto e
non voglio essere io la causa. La promessa di uno scaut è
sacra... e io non posso più... allora... Giannetto si era
fatto vicinissimo al morente. Il ricordo assopito, ma non ancora
spento, d'un grande sogno, balzò fuori improvviso a
rischiarare la sua anima, dove tali parole risuonarono, eco della
Voce Divina. e allora... poiché, senza conoscermi, tu sei
venuto guidato da Colei alla Quale nessuno può resistere...,
poiché è proprio te, che Ella ha scelto..., io ti a
passo la consegna »... Giannetto trasalì dal profondo.
Quella parola... quell'invito, quell'ordine volevano, completa, la
sua vita... la dedizione massima, un dono che non è più
possibile rimpiangere. Un'ondata di inquietudine lo prese; ma quasi
subito un impeto di gioia sconvolse ogni dubbio; la manina diafana,
che stringeva prigioniera la sua, richiamava un giuramento, che
dall'intimo già saliva inevitabilmente, definitivo. La voce di
un tempo chiamava imperiosa, solenne, sul respiro sempre più
debole di colui, la cui morte ormai imminente aveva generato lo
slancio di una vita nel Sacerdozio. Si chinò sul coetaneo
agonizzante; poi con uno sforzo energico col singhiozzo che scoppiava
alla gola: - Sì... te lo prometto... puoi fidarti di me. Dirai
solo al buon Dio che uno scout è « sempre pronto a
sostituire lo scout che cade. Tu sarai il Suo Angelo lassù, io
il Suo Prete. E lo baciò in fronte, dopo aver contemplato a
lungo riflessi, assieme, il viso del predestinato, su splendore e
gioia. - A rivederci!... promessa. Il morente lo abbracciò sto
terreno di benedizione.
-Io invece andrò a dire al buon Dio
che noi siamo una cosa sola, ora e nell'eternità.