Messaggio del 20 novembre 1986:Cari figli, anche oggi vi invito a vivere e a seguire con particolare amore tutti i messaggi che vi do. Cari figli, Dio non vuole che siate tiepidi e indecisi, ma che siate completamente abbandonati a Lui. Voi sapete che io amo e che ardo d'amore per voi. Perciò, cari figli, decidete anche voi per l'amore, per poter ardere e conoscere ogni giorno l'amore di Dio. Cari figli, decidetevi per l'amore affinché l'amore prenda il sopravvento in tutti voi, non però l'amore umano, ma l'amor divino. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! I LEBBROSI SONO GUARITI
Il dottore mi prese per il braccio mostrandomi, discreto, una
donna che attendeva presso l'Ufficio medico, che si apre sul Gave. -
Guardi quella l'ha guarita.
Guardarla! Ci sono volti che attirano
stranamente l'occhio di ognuno e te lo trattengono, tuo malgrado.
Pauroso viso: un buco orrendo al posto del naso corroso; la faccia
distrutta che il cancro aveva ridotta orribile e peggiore di una
testa da morto, con quella carne sanguinolente e livida su cui
brillavano due occhi stranamente cupi, quasi che qualcuno avesse
avuto l'inumana fobia di scorticarlo a bella posta e non avesse
saputo renderlo più ributtante di così. Riconoscendo il
medico, essa si alzò, cercando di sorridere. Ma quale sorriso!
La maschera umana assunse, senza volerlo, tinte più fosche che
m'obbligarono a chiamare tutte le energie dello spirito per non
mostrare il disgusto naturale. L'amico le strinse, con gesto
affettuoso, più che naturale, la mano: il suo occhio vedeva
sotto il male, che nauseava i passanti, una realtà
infinitamente più degna: un'anima bella, appena rigenerata dal
pentimento, trasfigurata dalla certezza del perdono. Che valore può
avere allora anche uno spaventevole male che rode spietato e fa
scostare, inorridita, la folla?
Fu essa stessa a raccontarci la
sua storia: un racconto d'umiltà sì dolce e rassegnata,
che non potevi non unire alle sue le tue lacrime.
- Ho detestato
la Santa Vergine, l'ho ingiuriata; per anni ho bestemmiato Dio con
rabbia ed ostinazione. Fremevo al solo sentire nominare Lourdes e
avrei voluto averLa presente, viva quell'Immacolata per poterle
lanciare in faccia il mio insulto, infangare la sua purezza,
amareggiarla di oltraggi.
Su un simile volto, quelle parole
avrebbero dovuto essere terrificanti, se non ci fossero stati in
quegli occhi segni indubbi di un grande pentimento.
- E non è
tutto, ho fatto di peggio ancora; ho paura di me stessa: credo
d'essere stata indemoniata davvero. Si arrestò quasi oppressa
da un passato di odio e di rivolta che la inorridiva. Il dottore le
parlò dolcemente: - Sì, ma poi Nostra Signora l'ha
voluta vedere qui e l'ha condotta, tenendola per mano. - Davvero,
mormorò la donna, è stata Lei. Allora con parole di chi
ancora rivive nell'emozione, essa cominciò a raccontare come
nel pieno delle proprie collere, la Vergine l'avesse vinta
abbattendola, materna come Lei sola sa fare, ai piedi di una
cappelletta, ad un crocicchio di strade.
- Avevo teso il mio
braccio blasfemo e ribelle contro di Lei, con le parole più
ignobili che conosca la terra e che andavo cercando nel fondaccio
peggiore di me stessa; avrei voluto schiacciarla sotto i piedi,
spasimando perché non mi era dato. Ma ad un tratto mi sentii
mancare; mio malgrado e contro ogni mio sforzo, le gambe cominciarono
a piegarsi, mentre mi si annebbiava la vista fino alle vertigini,
sempre più impotente ad articolare le parole che sentivo
ribollirmi dentro; le braccia inquiete cercavano invano un
sostegno.
- La Vergine Santa l'ha punita! - gridava sbalordito il
gruppetto di donne, che avevo scandalizzato nel loro pregare. Il
terrore mi sembrava guardare da ogni parte e lo sentivo, immenso come
onda d'alluvione, travolgermi ogni pensiero fino a morirne.
Poi
non so più... senza sapere come, insensibilmente, mi trovai in
ginocchio, singhiozzante, davanti a Lei che mi guardava serena: non
era il suo uno sguardo accusatore...
La interruppi commosso: - E
per questo siete venuta a Lourdes?
- Sì, rispose, ma non
cerco la guarigione; non la voglio. Le domando solo di soffrire
qualcosa ancora. Non la salute, ma solo un po' di pazienza e la
grazia della rassegnazione... la forza di portare, senza
scoraggiamento, il mio supplizio redentore; l'energia sufficiente per
poter continuare a vivere nella vergogna di questo male che mi
tortura e lavare il mio delitto.
Diceva tutto, con dolcezza a voce
bassa a noi, soli. Piangeva e le lacrime cadevano pesantemente da
quegli occhi, rossi, tumefatti giù tra le rughe del male,
aperte come solchi profondi.
Ci raggiunsero voci di commiserazione
e di pietà di gente in attesa presso l'Ufficio Medico
Costatazioni; ma noi, che ne conoscevamo il prodigio, benedicevamo
con Lei la Vergine.
Ella si allontanò, lasciandoci pensosi,
fermi nel medesimo posto per qualche minuto, colpiti dalla sincerità
dai quel pentimento e di quella sete di penitenza.
- Grandioso,
non è vero? - disse il Medico.
Non risposi, sentivo che una
parola sola avrebbe annientato il mio sforzo di trattenere le
lacrime. L'amico si voltò di scatto verso le fotografie dei
miracolati; mi accorsi però che non guardava nulla; solo,
preso da tenerezza, piangeva lui pure; ma erano lacrime di gioia,
perché nonostante tutta la modestia, non poteva soffocare la
soddisfazione d'aver contribuito, dopo la Vergine, con la sua
attenzione generosa e cordiale, a qualcosa di quella rinascita.