Messaggio del 2 agosto 2009:Cari figli,
vengo per mostrarvi con amore materno la strada per la quale dovete andare per essere quanto più simili a mio Figlio, e con ciò stesso più vicini e più graditi a Dio.
Non rifiutate il mio amore.
Non rinunciate alla salvezza ed alla vita eterna a causa della caducità e della vanità di questa vita.
Sono in mezzo a voi per guidarvi e come madre vi ammonisco.
Venite con me. Mirjana ha visto il sole dietro la Madonna durante l'apparizione, la veggente pensa che significhi che Gesù ci illumina. Mirjana ha detto che il sole diventava più luminoso quando la Madonna diceva "mio Figlio" e "Dio". PRIMI STUDI MEDICI
In questa prima parte riferiamo i giudizi di alcuni medici che dapprima hanno potuto esaminare i veggenti durante il fenomeno delle apparizioni, a partire da una valutazione cllnica e strumentale piuttosto elementare.
INDAGINI MEDICHE DURANTE L'APPARIZIONE Dr. Maria Federico Magatti
I cinque veggenti di Medjugorje, sono stati esaminati da parecchi
medici, con l'intento di capire, dal punto di vista scientifico, il
fenomeno delle apparizioni.
Anch'io pur timorosa e conscia della
mia limitatezza umana e scientifica, quando ho potuto essere presente
nella cappella delle apparizioni, non ho esitato a sottoporre i
cinque ragazzi ad una indagine neurologica necessariamente rapida e
sommaria, data la brevità dell'apparizione.
Bisogna
ricordare che i riflessi della sensibilità generale sono
indispensabili alla nostra vita di relazione. Da un lato si ha la
coscienza lucida con l'integrità riflessica, dell'individuo
vigile, completamente funzionante e, all'estremo opposto, come negli
stati di perdita di coscienza (il coma) si ha la totale perdita di
contatto con il mondo e l'estinzione di tutta l'attività
riflessa normale.
Questa rapida premessa, strettamente medica, ci
è utile per capire il significato di quanto ho voluto
valutare. Usando un termine non perfettamente scientifico, il momento
della visione può essere descritto come un'estasi, quindi come
una perdita completa di rapporti con il mondo che li circonda. E'
quindi interessante valutare la sensibilità, durante questa
transitoria "assenza", e ciò è stato
fatto.
Durante le apparizioni del 3 e 4 febbraio e del 22 marzo
1984, ho personalmente sottoposto i "veggenti" ad una
indagine clinica, per valutare la loro sensibilità e la loro
reattività a stimoli sensori, tattili, luminosi e
dolorifici.
I ragazzi sono stati perciò stimolati in vario
modo: pizzicati, chiamati, toccati, senza però che essi
manifestassero alcuna risposta allo stimolo, anche di tipo
doloroso.
Si deve tuttavia rilevare l'integrità e la
conservazione del riflesso dell'ammiccamento poiché i ragazzi,
durante i momenti del colloquio con la Vergine, ammiccano
spontaneamente.
Dati significativi si sono ottenuti studiando il
tono muscolare e la postura: durante l'apparizione i ragazzi sono in
ginocchio con le mani giunte ed il volto e lo sguardo fisso ad un
medesimo punto. Sollevando l'arto superiore di uno dei ragazzi (Ivan
per la precisione) si osserva assenza di resistenza, ma quando l'arto
viene abbandonato, anziché cadere pesantemente, torna nella
posizione di partenza, come per un movimento volontario.
La stessa
osservazione, ancor più significativa è stata fatta
sollevando il piccolo Jakov che stava inginocchiato durante
l'apparizione. Gli arti inferiori hanno assunto la posizione
verticale, come «a penzoloni», quasi senza controllo
muscolare. Quando poi lo abbiamo appoggiato nuovamente sul pavimento,
il bambino ha spontaneamente riacquistato la posizione
genuflessa.
Durante l'apparizione non si osserva né
sudorazione né lacrimazione.
La sola attività
motoria spontanea, e quindi «volontaria», presente in
quei momenti è il movimento delle labbra, che rivela il
colloquio in atto fra la Vergine ed i veggenti.
Da tutti questi
dati si deduce la assoluta normalità di atteggiamento dei
veggenti, nonostante la completa mancanza della coscienza
relazionale, ovvero della possibilità di stabilire rapporti
con il mondo esterno.
I TRE SINCRONISMI - Dr. Luciano Cappello
Sono stato personalmente presente a Medjugorje nella stanzetta
dove avvengono abitualmente le apparizioni, nei giorni 5-6 febbraio e
23 marzo 1984.
Ho avuto modo di osservare il comportamento di
Ivan, Jakov e Marija per 3 volte distinte, di Vicka per 2 volte, e di
Ivanka per una volta sola.
Posso in coscienza affermare di non
aver riscontrato alcuno stato di agitazione psichica e tanto meno
motoria. Non ho rilevato alcun segno di condizionamento psichico se
non quello che i veggenti riferiscono conseguente alla visione
dell'Apparizione. In particolare i ragazzi sono entrati nella
cappella normalmente e semplicemente, come per qualsiasi altra
attività della loro vita quotidiana, riconoscendo e salutando
con tratto assolutamente spontaneo e familiare alcuni di noi che
precedentemente avevano incontrato e conosciuto; con disinvoltura
maggiore (Vicka) o minore (Marija e Ivan), in conformità al
loro naturale temperamento.
Così pure al termine
dell'apparizione si sono accomiatati con molta semplicità da
chi si avvicinava loro per salutarli.
Durante l'apparizione ho
avuto modo di constatare la pressoché assoluta estraneità
dall'ambiente esterno di Vicka a cui ho rilevato il polso, risultato
appena più frequente, ho controllato il respiro (normale), ho
tastato la fronte che è apparsa fresca. Durante tale
rilevazione Vicka non ha dato il minimo segno di reazione a quanto le
veniva fatto.
Sempre durante la stessa apparizione, ho sollevato
da terra in maniera improvvisa, afferrandolo sotto le ascelle il
piccolo Jakov, per un'altezza di circa 15 cm., Jakov non ha offerto
la minima resistenza, se non quella imposta dalla gravita, non ha
avuto reazione di ricerca dell'equilibrio sia all'inizio del
sollevamento che al riposizionamento in ginocchio, quasi che tale
posizione fosse per lui quella di suo massimo rilassamento e secondo
gravita. L'atteggiamento esteriore ed il comportamento non mi sono
parsi tradire alcun condizionamento imposto di recente o da lunga
data.
In tutti i veggenti non ho riscontrato alcun tipo di
frustrazione o di ricerca di secondo fine. Mi sono invece sembrati
discreti, ordinati, composti, puliti, accurati nel loro modo di
vestire, di procedere, di parlare, in assoluto rispetto dell'ambiente
nel quale erano ospitati.
Ho poi potuto colloquiare indirettamente
(cioè attraverso il traduttore) con Jelena, ragazza di circa
11 anni, e Marjana di 12 anni, che hanno ricevuto il dono della
«locutio interna».
L'allineamento con giovani della
loro età mi è sembrato totale.
Presenziando a più
riprese alle apparizioni di Medjugorje come avvengono oggi nella
cappellina adiacente all'altare maggiore della chiesa parrocchiale,
ho potuto evidenziare «tre sincronismi» che hanno una
certa importanza per una valutazione razionale dei fatti.
Il primo sincronismo: i ragazzi cadono in ginocchio.
Il primo sincronismo si realizza quando i ragazzi, dopo
aver iniziata la preghiera del «Padre nostro», senza
alcun comando percepibile dall'esterno - comando che potrebbe essere
un segno luminoso, un segnale acustico, un cenno di intesa - tutti
contemporaneamente cadono in ginocchio.
Inizia così la fase
del «black-out» sonoro: mentre infatti prima le loro
preghiere erano percepibili acusticamente, da quel momento non si
odono più, benché i ragazzi continuino a pregare. Si ha
cioè la perdita dell'effetto acustico della parola, pur
conservandosi l'effetto mimico della parola nel senso che i ragazzi
continuano a muovere le labbra e ad atteggiare il viso conformemente
a sentimenti di gioia o di tristezza. L'unico effetto sonoro che si
percepisce in questa fase è lo sciacquio delle labbra, che
risulta bene evidente in una registrazione su videocassetta fatta da
dei tecnici di Legnano.
Volendo analizzare a fondo questo
sincronismo possiamo dire che, teoricamente, potrebbe essere il
frutto di una intesa tra i ragazzi, nel senso che essi si sarebbero
potuti accordare sulla parola con la quale cessare la recita del
«Padre nostro».
Secondo sincronismo: la ripresa dell'effetto sonoro.
Il secondo sincronismo - che ha decisamente molta importanza
-consiste nella contemporanea ripresa dell'effetto sonoro.
Esso è
importante, perché segue ad un intervallo di tempo che varia
da apparizione ad apparizione, un intervallo cioè di durata
non costante, per misurare il quale ci sarebbe bisogno di un
cronometro. Contemporaneamente, e senza nessun comando che derivi
dall'esterno, i ragazzi riprendono l'effetto sonoro della parlata
sempre con le parole: «... che sei nei cieli»; essi
infatti dicono che, quando la Madonna inizia da sola la recita del
«Padre nostro», essi lo continuano con Lei, dicendo: «che
sei nei cieli, ecc.». Di questo secondo sincronismo non si vede
proprio quale possa essere la causa naturale, essendo di fatto
impossibile ai ragazzi prendere un accordo previo.
Il terzo sincronismo: i ragazzi salutano la Madonna.
Il terzo sincronismo si ha quando i ragazzi, dopo un intervallo di
tempo che varia da apparizione ad apparizione, tutti insieme salutano
la Madonna che - come essi dicono - sublima verso l'alto.
In
questo momento tutti i ragazzi, con assoluto parallelismo dello
sguardo, innalzano contemporaneamente gli occhi al ciclo, come se
seguissero un punto, visibile solo a loro, che si leva in alto.
Ripeto: non c'è uno sguardo che si innalza prima e uno che si
innalza dopo ma, come si vede anche da videoregistrazioni, la
contemporaneità e il parallelismo di questo gesto sono
assoluti.
Qualche volta (ma non sempre) il levarsi degli sguardi
in alto è accompagnato dalla parola «Ode!», «Se
ne va!», pronunciata o da un solo veggente o da più
veggenti insieme.
Riteniamo che la parola «Ode» non
può fungere da segnale, perché talvolta manca e
talvolta è detta contemporaneamente da più veggenti, e
tale contemporaneità ha appunto bisogno di essere spiegata.
Conclusioni.
Se il primo sincronismo potrebbe essere (dico «potrebbe essere», non «è») spiegato con cause «naturali», il secondo e il terzo (specialmente il secondo) non sono spiegabili naturalmente e rimandano a cause da noi non percepibili, ma percepite solo dai ragazzi in stato di estasi.
TEST DI HOLTER - Dr. Mario Botta
Sono stato per la prima volta a Medjugorje i giorni 8 e 9 dicembre
1983 e ho potuto assistere a due apparizioni durante le quali ho
potuto procedere ad alcuni esami medici.
Personalmente ho
accertato sui veggenti Vicka, Marija, Ivan, Ivanka e Jakov, ad
apparizione in atto, che la frequenza cardiaca si mantiene del tutto
normale; il polso, valutato palpatoriamente, è normosfigmico e
tali parametri non subiscono variazioni significative per tutta la
durata della apparizione stessa.
Un particolare ritengo degno di
nota: Ivan aveva le mani giunte verso il basso e il cinturino
dell'orologio cadeva proprio sopra il punto del polso dove
abitualmente si rilevano le pulsazioni della arteria radiale; ebbene
io ho cercato di rialzare l'orologio, allontanandolo dalla mano, per
farmi spazio così da poter palpare il polso. Nel fare ciò,
io ho avuto netta sensazione che Ivan non avvertisse affatto questa
mia manovra. Il ragazzo, veggente, era privo di ogni reazione,
sembrava che io stessi facendo questa manovra (l'espressione è
brutta ma rende) su un cadavere, tale era la sua insensibilità.
Il polso però si manteneva regolare per l'età.
La
seconda volta che fui a Medjugorje, il 5 e il 6 febbraio 1984, sono
stato presente a due apparizioni. Una sola volta, il 6/2 (in quanto
il 5/2 mi sono occupato di filmare il fatto) ho assistito con ottica
medica e ho constatato nei veggenti, questa volta ancora con rilievi
clinici, non strumentali, parametri cardiocircolatori praticamente
sovrapponibili nella loro normalità, a quelli già
osservati durante il mio primo viaggio; inoltre la stimolazione
dolorifica (pizzicotto) non provocava reazioni, e normale appariva
anche la frequenza respiratoria.
La terza volta sono stato a
Medjugorje il 23 e 24 marzo 1984. Io ho presenziato ad una
apparizione il giorno 23/3 in quanto l'indomani, giorno in cui aveva
luogo la 999 apparizione, sono rimasto con mia moglie e mia figlia in
Chiesa.
Mi premunii per questo viaggio di un apparecchio
cardiocorder (mod. Cardioline) per eseguire su un veggente un test di
Holter (registrazione in continuo nel tempo del ritmo cardiaco).
D'accordo con il francescano Padre Tomislav Vlasic, che spiegò
in croato al ragazzo la finalità documentativa dell'esame, io
applicai l'apparecchio al veggente Ivan, circa 10 minuti prima
dell'apparizione, in sacrestia, e lo staccai al termine della Santa
Messa (non più tardi, come io avrei invece voluto, in quanto
il ragazzo mi disse che così desiderava, dovendosi recare la
notte sul monte della Croce a pregare). Il tracciato, che qui viene
riprodotto, documenta la presenza, prima, durante e dopo
l'apparizione, di un ritmo sinusale; la frequenza cardiaca, come si
può desumere dalla intera registrazione, è variabile
fra 74 e 110 battiti/minuto. P-Q 0,12.

STUDIO ESEGUITO IL 15 APRILE 1984 - Prof. Dr. Anna Maria Franchini
Il 5 aprile 1984 a Medjugorje - Bosnia Erzegovina - Jugoslavia -
nella chiesa parrocchiale di San Giacomo Ivan Dragicevic, Vicka
Ivankovic, Marija Pavlovic e Jakov Colo entrano nella cappella
antistante la sagrestia, poco prima delle 19, ora legale. Ivan
solleva il braccio destro in un gesto di leggero disappunto. Tutti i
ragazzi hanno un'espressione raccolta ed attenta ed i loro occhi non
divagano. Si mettono in piedi di fronte al crocifisso, sul quale
converge il loro sguardo.
Recitano delle preghiere in croato. Poco
dopo si inginocchiano simultaneamente, con uno scarto di decimi di
secondo l'uno dall'altro, in un movimento rapido ed armonico di
entrambe le ginocchia, e guardano con la massima attenzione verso il
crocifisso, senza alcuna deviazione di sguardo.
E' il momento
della «apparizione». Vicka sorride con un movimento
complesso dei muscoli del viso; anche Jakov sorride e le loro labbra
si muovono rapidamente senza emettere alcun suono udibile. Infine
sollevano lo sguardo più in alto (Jakov alza anche il mento) e
dicono in croato «ode» (se ne va). Poi subito si rialzano
e ritornano in chiesa a pregare con molta intensità.
La mia
impressione è stata di un gruppo dove ciascuno è
indipendente ed assume atteggiamenti propri, ma tutti sono
intensamente attratti verso un oggetto esterno, che polarizza la loro
attenzione ed il loro interesse ad un livello di intensità che
non ho ' mai visto prima e che caratterizza secondo me la singolarità
dell'esperienza. La autentica semplicità dei ragazzi la rende
evidente. Su tutto rimane il sigillo del segreto, il mistero
dell'inconoscibile.