Messaggio del 2 marzo 1997:Cari figli! Pregate per i vostri fratelli e sorelle che non hanno conosciuto l’amore di Dio Padre e per quelli per i quali è più importante la vita sulla terra. Aprite i vostri cuori a loro e vedete in loro mio Figlio che li ama. Dovete essere la mia luce: illuminate tutte le anime in cui regna il buio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Home :: Marija Pavlovic Lunetti
Intervista a Marija Pavlovic su Medjugorje
Articolo tratto dall'inserto "Sette" del Corriere della Sera
Marija Pavlovic è una dei sei veggenti di
Medjugorje. Da vent'anni, ogni giorno avrebbe un'apparizione della
Vergine. E il 25 del mese riceverebbe un messaggio pubblico. Un
annuncio di catastrofi? No, un invito alla conversione e alla
preghiera, come spiega lei a "Sette" in questa intervista
in cui esorta ad avere fiducia nel futuro.
Sui grandi giornali
è passato un po' sotto silenzio, quest'anno, il ventennale dei
fatti di Medjugorje. Eppure, qualche cifra dovrebbe far riflettere:
da quel 24 giugno 1981 in cui sarebbero cominciate le apparizioni
della Madonna, ben trenta milioni di persone sono andate in
pellegrinaggio, da tutto il mondo, in quello sperduto villaggio
dell'Erzegovina; ventitrè milioni di comunioni sono state là
distribuite ai fedeli; gruppi di preghiera sono nati in tutti i
continenti; Radio Maria, che è uno dei frutti di Medjugorje, è
oggi con il suo milione e 650 mila ascoltatori al giorno - il mezzo
di comunicazione cattolico più diffuso Italia. Mediugorje è
dunque un caso che non si può ignorare. Un caso su cui la
Chiesa non si è ancora pronunciata: ne potrebbe averlo fatto,
visto che le, apparizioni sono tuttora in corso. E' certo che,
all'interno del mondo cattolico, ci sono posizioni diverse. Contrario
è il vescovo locale, quello di Mostar, monsignor Ratko Peric.
Favorevoli sono invece i francescani, in quell'area molto amati dalla
popolazione: la gente ricorda che, nei quattro secoli di occupazione
Ottomana e nei cinquantanni di regime comunista, i frati resistettero
anche affrontando il martirio, mentre il clero secolare non avrebbe
dato grandi prove di coraggio. Favorevole è anche il più
noto mariologo del mondo, il francese Renè
Laurentin.
Contrario è un libro uscito l'anno scorso in
Francia, Faussaires de Dieu ( Falsari di Dio, editore Presses de la
Renaissance), scritto dal giornalista fiammingo Joachin Bouflet.
Favorevole è un libro uscito in queste settimane in Italia e
già ai primi posti delle vendite nelle librerie religiose,
Maria, Alba del terzo millennio, scritto dai giornalisti Riccardo
Caniato e Vincenzo Sansonetti (Edizioni Ares).(nota P.T.: Inserto di
esegesi teologica di Padre Livio, vi sono numerose testimonianze dei
sacerdoti, vescovi e cardinali recatisi a Medjugorje)
Contrari,
nella stampa cattolica, i periodici della San Paolo: Famiglia
Cristiana, Jesus, Vita Pastorale. Favorevoli, infine, il mensile
Studi Cattolici, il cui direttore, Cesare Cavalleri, ha dedicato a
Medjugorje l'editoriale di novembre. E qui arriviamo al collegamento
tra Medjugorje e i giorni nostri. Cavalleri ha ricordato più
volte, in ottobre, il Papa ha ripetuto pur senza citare
esplicitamente Medjugorje - il messaggio che i sei veggenti
attribuiscono alla Vergine: e cioè che l'arma da usare contro
la guerra è la preghiera; per la precisione, la recita
quotidiana del rosario. Non solo: il 30 settembre, giorno di apertura
del Sinodo dei vescovi, il Papa ha pronunciato parole che, scrive
Cavalleri, sembrano quasi riecheggiare il messaggio di Medjugorje, e
ha chiamato Maria "Regina della Pace", come la Vergine si
sarebbe definita in queste apparizioni. Ciò non significa,
naturalmente, che il Papa abbia espresso così un giudizio
favorevole su Medjugorje; anche se la simpatia e l'affetto di Wojtyla
per quel luogo sono noti, e testimoniati da numerosi vescovi e
cardinali (nota P.T.: vedi il libro "Maria, Alba del terzo
millennio).
Il ricorso a una vecchia devozione come il rosario,
dunque, per combattere la guerra. Per i dotti e i sapienti del mondo
- usiamo un'espressione evangelica - questa è follia. Ma la
Madonna insiste proprio sulla necessità di pregare: così
ci dice nell'intervista che pubblichiamo di seguito Marija Pavlovic,
una dei sei veggenti di Medjugorje.
Marija Pavlovic ha 36 anni. Ne
aveva sedici quando, insieme con cinque amici, sul Crnica, una
collina di Medjugorje, vide per la prima volta la Madonna. Da allora
la Gospa, come la chiama lei in croato, le si ripresenta tutti i
giorni: alle sei meno un quarto del pomeriggio ora solare, ovunque
Marija si trovi. E il 25 di ogni mese le rivela un messaggio
pubblico: da divulgare, tramite il parroco di Medjugorje, a tutto il
mondo.
Da otto anni Marija vive in Italia, a Monza, provincia di
Milano. Ha sposato un italiano, e ha tre figli. Può ancora
vivere un uomo su cui Dio ha posto lo sguardo?, si chiedeva Pèguy
e in effetti Marija ha dovuto sopportare tante prove. Decine di
visite psichiatriche,l'ostilità della polizia comunista, e
perfino quella del suo vescovo. Ma chi la incontra ha l'impressione
di una donna felice. Colpisce, soprattutto, la sua normalità:
migliaia di persone la cercano pensando che abbia il potere di
guarire, o di vedere il futuro. Lei accoglie tutti, ma rifugge da una
religione magica, miracolistica, ed è decisa quando spiega:
"non ho alcun potere soprannaturale, a chi mi chiede aiuto dico:
posso pregare per te, ma la mia preghiera vale come la tua, la
Madonna ascolta tutti".
Intervista
M.B: Signora Pavlovic, cominciamo dai tragici eventi di
questi mesi. Dov'era quando sono state distrutte le due torri di New
York?
Marija.:Stavo tornando proprio dall'America, dov'ero
andata per una conferenza. Con me c'era un giornalista di New York,
cattolico, che mi ha detto: queste catastrofi succedono per
svegliarci, per avvicinarci a Dio. L'ho preso un po' in giro. Gli ho
detto: sei troppo catastrofico, non vedere così nero.
M.B:Lei
non è preoccupata?
Marija.:Io so che la Madonna ci
dà sempre una speranza. Il 26 giugno del 1981, alla sua terza
apparizione, ha pianto e ha chiesto di pregare per la pace. Mi disse
(quel giorno apparve solo a Marija, ndr) che con la preghiera e con
il digiuno si può allontanare la guerra.
M.B: In
quel momento nessuno di voi, in Jugoslavia, pensava alla
guerra?
Marija:Ma no! Quale guerra? Era passato un anno
dalla morte di Tito. Il comunismo era forte, la situazione era sotto
controllo. Nessuno poteva immaginare che nei Balcani ci sarebbe stata
una guerra.
M.B: Quindi era un messaggio incomprensibile,
per lei?
Marija:Incomprensibile. Lo capii solo dieci anni
dopo. Il 25 giugno del 1991, nel decimo anniversario della prima
apparizione di Medjugorje (la prima in assoluto è del 24
giugno 1981, ma il 25 è il giorno della prima apparizione a
tutti e sei i veggenti, ndr), la Croazia e la Slovenia proclamarono
la loro separazione dalla Federazione jugoslava. E giorno dopo, 26
giugno, esattamente dieci anni dopo quell'apparizione in cui la
Madonna aveva pianto e mi aveva detto di pregare per la pace,
l'armata federale serba invase la Slovenia.
M.B: Dieci anni
prima, quando parlavate di una possibile guerra, vi avevano presi per
pazzi?
Marija:Credo che nessuno come noi sei veggenti sia
mai stato visitato da così tanti medici, psichiatri, teologi.
Abbiamo fatto tutti gli esami possibili e immaginabili. Ci hanno
persino interrogati sotto ipnosi.
M.B: Tra gli psichiatri
che vi hanno visitato c'erano anche non cattolici?
Marija:Certo.
Tutti i primi medici erano non cattolici. Uno era la dottoressa
Dzuda, comunista e di religione mussulmana, nota in tutta la
Jugoslavia. Dopo averci visitati, disse: "questi ragazzi sono
sereni, intelligenti, normali. I matti sono quelli che li hanno
portati qui".
M.B: Questi esami sono stati fatti solo
nel 1981 o sono continuati?
Marija:Sono continuati sempre,
fino all'anno scorso.
M.B: Quanti psichiatri l'avranno
visitata?
Marija:Non so ... (ride, ndr). Noi veggenti ogni
tanto scherziamo quando a Medjugorje arrivano i giornalisti e ci
chiedono: ma non è che siete malati di mente? Rispondiamo:
quando voi avrete dei documenti che vi dichiarano sani di mente come
ce li abbiamo noi, tornate qui e discutiamo.
M.B: Nessuno
ha ipotizzato che le apparizioni siano allucinazioni?
Marija:No,
è impossibile. L'allucinazione è un fenomeno
individuale, non collettivo. E noi siamo in sei. Grazie a Dio, la
Madonna ci ha chiamati
in sei.
M.B: Che cosa ha provato
quando ha visto che i giornali cattolici come Jesus vi hanno
attaccati?
Marija:Per me è stato uno choc vedere che
un giornalista abbia potuto scrivere certe cose senza cercare di
conoscere, di approfondire, di incontrare qualcuno di noi. Eppure io
sto a Monza, non avrebbe dovuto fare mille chilometri.
M.B:
Ma lei avrà messo in preventivo che non tutti possono
crederle, no?
Marija:Certo, è normale che ciascuno
sia libero di credere o no. Ma da un giornalista cattolico, vista la
prudenza della Chiesa, non mi sarei aspettata un simile
comportamento.
M.B: La Chiesa non ha ancora riconosciuto le
apparizioni. Per lei è un problema, questo?
Marija:No,
perché la Chiesa si è sempre comportata così.
Finché le apparizioni continuano, non può
pronunciarsi.
M.B:Quanto dura una delle sue apparizioni
quotidiane?
Marija:Cinque, sei minuti. L'apparizione più
lunga è durata due ore.
M.B:Lei "La" vede
sempre uguale?
Marija:Sempre uguale. Come una persona normale che
mi parla, e che possiamo anche toccare.
M.B: Molti
obiettano: i fedeli di Medjugorje seguono i messaggi che voi riferite
più delle Sacre Scritture.
Marija:Ma la Madonna nei
messaggi ci ha detto proprio questo: "mettete le Sacre Scritture
bene in vista nelle vostre case, e leggetele tutti i giorni". Ci
dicono anche che adoriamo la Madonna e non Dio. Anche questo è
assurdo: la Madonna non fa altro che dirci di mettere Dio al primo
posto nella nostra vita. E ci dice di stare nella Chiesa, nelle
parrocchie. Chi torna da Medjugorje non diventa un apostolo di
Medjugorje: diventa un pilastro delle parrocchie.
M.B: Si
obietta anche che i messaggi della Madonna che voi riferite sono
piuttosto ripetitivi: pregare, digiunate.
Marija:Evidentemente
ci ha trovati con la testa dura. Evidentemente vuole svegliarci,
perché oggi preghiamo poco, e nella vita al primo posto non
mettiamo Dio, ma altre cose: la carriera, il denaro ...
M.B:
Nessuno di voi è diventato prete, o suora. Cinque di voi
si sono sposati. Questo vuol forse dire che oggi è importante
fare famiglie cristiane?
Marija:Per tanti anni ho pensato
che sarei diventata suora. Avevo cominciato a frequentare un
convento, il desiderio di entrarvi era fortissimo. Ma la madre
superiora mi ha detto: Marija, se tu vuoi venire, sei la benvenuta;
ma se il vescovo decide che non devi più parlare di
Medjugorje, devi obbedire. A quel punto ho cominciato a pensare che
forse la mia vocazione era quella di testimoniare ciò che ho
visto e sentito, e che avrei potuto cercare la via della santità
anche fuori dal convento.
M.B: Che cos'è per lei la
santità?
Marija:Vivere bene la mia vita di tutti i
giorni. Diventare una madre migliore, e una sposa migliore.
M.B:
Signora Pavlovic, si può dire che lei non ha bisogno di
credere: lei sa. Ha ancora paura di qualcosa?
Marija:La
paura c'è sempre. Ma posso ragionare. Dico: grazie a Dio, ho
fede. E so che la Madonna ci aiuta sempre nei momenti difficili.
M.B:
Questo è un momento difficile?
Marija:Io non penso
questo. Io vedo che il mondo soffre per tante cose: la guerra, le
malattie, la fame. Ma vedo anche che Dio ci sta dando tanti aiuti
straordinari, come le apparizioni quotidiane a me, Vicka e Ivan. E so
che la preghiera può tutto. Quando, dopo le prime apparizioni,
dicevamo che la Madonna invitava a recitare il rosario tutti i giorni
e a digiunare, ci sembrava di essere come dire?, antiquati (ride,
ndr): anche da noi il rosario era una tradizione superata da un paio
di generazioni. Eppure quando è scoppiata la guerra abbiamo
capito perché la Madonna ci diceva di pregare per la pace. E
abbiamo visto, per esempio, che a Spalato, dove l'arcivescovo aveva
accolto subito il messaggio di Medjugorje e aveva fatto pregare per
la pace, la guerra non è arrivata.
Per me è un
miracolo, disse l'arcivescovo. Uno dice: che cosa può fare un
rosario? niente. Ma noi ogni sera, con i bambini, diciamo un rosario
per quella povera gente che sta morendo in Afganistan, e per i morti
di New York e Washington. E credo nella potenza della preghiera.
M.B:
E questo il cuore del messaggio di Medjugorje? Riscoprire
l'importanza della preghiera?
Marija:Sì, ma non solo
questo. La Madonna ci dice anche che la guerra è nel mio cuore
se non ho Dio, perché solo in Dio si può trovare la
pace. Ci dice anche che la guerra non è solo dove si tirano le
bombe, ma anche, per esempio, nelle famiglie che si sfasciano. Ci
dice di frequentare la Messa, di confessarci, di sceglierci un
direttore spirituale, di cambiare vita, di amare il prossimo. E ci
indica con chiarezza che cosa è peccato, perché il
mondo di oggi ha smarrito la consapevolezza di cosa è bene e
cosa è male. Penso, per esempio, a quante donne abortiscono
senza rendersi conto di cosa fanno, perché la cultura di oggi
fa credere loro che non sia un male.
M.B: Oggi molti
credono di essere sull'orlo di una guerra mondiale.
Marija:Io
dico che la Madonna ci dà la possibilità di un mondo
migliore. A Mirjana per esempio, ha detto di non avere paura di avere
tanti figli. Non ha detto: non fate figli perché verrà
la guerra. Ci ha detto che se cominciamo a migliorare nelle piccole
cose di tutti i giorni, tutto il mondo sarà migliore.
M.B:
Molti hanno paura dell'Islam. E' davvero una religione
aggressiva?
Marija:Ho vissuto in una terra che ha subito
per secoli la dominazione ottomana. E anche in questi ultimi dieci
anni le distruzioni maggiori noi croati non le abbiamo subite dai
serbi, ma dai musulmani. Posso anche pensare che i fatti di oggi
possano servire per aprirci gli occhi su certi rischi dell'Islam.
Però non voglio gettare benzina sul fuoco. Non sono per le
guerre di religione. La Madonna ci dice che è madre di tutti,
senza distinzioni. E come veggente dico: non dobbiamo avere paura
di
niente, perché Dio guida la storia sempre. Anche oggi.