Messaggio del 25 giugno 1998:Cari figli! Vi invito tutti a pregare per le famiglie, soprattutto per quelle dove ci sono degli ammalati. Aprite il vostro cuore a Gesù e ringraziatelo per le tante grazie che vi dona. Vi ringrazio per le vostre preghiere e per l’amore che nutrite per me.
Catastrofi apocalittiche o trionfo di Maria? - Don Gabriele Amorth (Eco di Medjugorje nr. 136)
Siamo tutti impegnati a preparare il grande Giubileo del 2000,
sulla scia del programma predisposto dal S. Padre. Questo dovrebbe
essere il nostro massimo impegno. Sembra invece che tanti siano sul
piede d'allarme, per ascoltare le sirene di sventura. Non mancano
proprio sedicenti veggenti e carismatici che ricevono messaggi dal
cielo, con l'annuncio di immani catastrofi, o addirittura di una
"venuta intermedia" di Cristo, di cui la Bibbia non parla e
che gli insegnamenti del Vaticano II indirettamente giudicano
impossibile (si legga la Dei Verbum n.4).
Sembra di essere tornati
ai tempi di Paolo, quando i Tessalonicesi, così convinti
dell'immediato avverarsi della parusia, si agitavano di qua e di là,
senza più combinare niente di buono; e l'apostolo è
intervenuto decisamente: quando sarà lo sa Iddio; voi intanto
lavorate in pace e chi non lavora neppure mangi. O sembra di rivivere
i tempi degli anni '50, quando la gente si rivolgeva spaventata a
padre Pio per chiedergli: "Sr. Lucia di Fatima ha detto di
aprire il terzo segreto nel 1960. Che cosa avverrà dopo? Che
cosa avverrà? E p.Pio si faceva serio e rispondeva: "Sapete
che cosa avverrà dopo il 1960? Volete proprio saperlo?".
Le persone si stringevano a lui con le orecchie tese. E Padre Pio,
serio serio: "Dopo il 1960 verrà il 1961".
Questo non significa che non succeda niente. Chi ha gli occhi, vede bene quello che è già successo e quello che tuttora sta succedendo nel mondo. Ma non avviene nulla di ciò che predicono i profeti di sciagure. Sfortunati loro poi quando, e sono stati i più noti e i più ascoltati, hanno azzardato una data: 1982, 1985, entro il 1990... Non è accaduto nulla di quanto predicevano, ma la gente non toglie loro la fiducia: "Quando? Sicuramente entro il 2000". Entro il 2000 è il nuovo cavallo vincente. Ricordo quello che mi fu riferito da persona molto vicina a Giovanni XXIII. Di fronte a tanti messaggi celesti che gli venivano riferiti, di cui molti diretti proprio a lui, ebbe a dire: "Mi sembra strano. Il Signore parla a tutti, ma a me, che sono il suo vicario, non dice nulla!".
Quello che posso raccomandare ai nostri lettori è di usare il buon senso. Non mi dispiace che cinque su sei ragazzi di Medjugorje si siano sposati e abbiano figli: non pare proprio che siano in attesa dell'apocalisse. Se poi guardiamo a quanto ci è stato detto ed è degno di fiducia, noto tre previsioni. Don Bosco, nel famoso "sogno delle due colonne", prevedeva un trionfo di Maria superiore a quello di Lepanto. San Massimiliano Kolbe diceva: "Vedrete la statua dell'Immacolata sulla cima del Cremlino". A Fatima la Madonna ha assicurato: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà". In queste tre profezie non trovo nulla di apocalittico, ma solo motivi per aprire il cuore alla speranza che il Cielo ci venga in aiuto e ci salvi dal caos in cui siamo già immersi fino al collo: nella vita di fede, nella vita civile e politica, negli orrori che riempiono i titoli dei giornali, nella perdita di ogni valore.
Non dimentichiamo che le profezie di sventura sono sicuramente false. Invito perciò i nostri lettori a guardare in alto, a guardare al futuro con la fiducia che la Mamma Celeste ci sta aiutando. Ringraziamola fin d'ora e prepariamoci con ogni impegno alla celebrazione del Giubileo, seguendo serenamente le indicazioni date dal Papa, il quale parla sempre di una Nuova Pentecoste della Chiesa.
Altre domande - Mi vengono proposte due domande, che vari lettori
hanno inviato in seguito al mio articoletto pubblicato nel n° 133
di Eco. Cerco di rispondere nella brevità qui richiesta.
1.
Che cosa vuol dire: "Alla fine il mio Cuore Immacolato
trionferà"?
Non c'è dubbio che si
parla di un trionfo di Maria, ossia di una grande grazia da lei
ottenuta a favore dell'umanità. Queste parole vengono
illustrate dalle frasi che le seguono: la conversione della Russia e
un periodo di pace per il mondo. Non credo sia possibile andare
oltre, perché lo svolgimento dei fatti farà capire solo
alla fine in che modo tali parole si attueranno. Non dimentichiamo
che ciò che sta più a cuore alla Madonna è la
conversione, la preghiera, che non si offenda più il Signore.
2. Se si conosce quando un profeta è
vero e quando è falso soltanto dopo che si sono avverate o no
le sue profezie, nel frattempo non bisogna credere a nessuno? Allora
di tanti avvertimenti che leggiamo nella Bibbia stessa, ad opera di
profeti, o di fatti preannunciati in varie apparizioni, che possono
indurre al pentimento e farci evitare disastri, dobbiamo non tenerne
conto? A che cosa servirebbero questi preavvisi del Cielo?
Il
criterio suggerito dal Deuteronomio (18,21) corrisponde anche al
criterio evangelico: dai frutti si conosce se una pianta è
buona o cattiva (cf Lc 6,43-45). Ma allora non è proprio
possibile capire qualcosa prima? Penso di sì, quando il
messaggio proviene da una fonte di cui si è già provata
la bontà, la credibilità, perché ha già
dato quei frutti buoni in base ai quali si vede se una pianta è
buona. Proprio la Bibbia ci presenta profeti, ben riconosciuti come
tali (si pensi, ad esempio, a Mosé, a Elia), di cui ci si
poteva fidare. E non dimentichiamo che il discernimento dei carismi
spetta all'autorità ecclesiastica, come ha ricordato il
Vaticano II (Lumen Gentium n.12).d.G.A. Conclusione - Questa cultura
apocalittica, che si impone oggi quasi come una rivelazione nella
rivelazione, dimenticando che non si può togliere né
aggiungere nulla alla Parola di Dio (cf Dent 4,2; Apoc 22,18),
diffonde continui allarmi limitati a castighi terrestri, ma non
genera conversioni, né favorisce la crescita delle anime in
una ordinata vita di impegno cristiano. Essa attecchisce in persone
che non hanno sicure basi dottrinali, oppure coltivano solo un'idea
miracolistica della fede e rincorrono soluzioni extra-ordinarie e
traumatiche dei mali odierni. Da questa cultura ci ha già
messo in guardia Gesù stesso: Molti diranno: eccolo qui,
eccolo là; non vi credete (Mt 24,23). Tenetevi pronti perché
il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate! (Lc
12,40). Queste previsioni catastrofiche sono in contrasto con il
linguaggio della Chiesa, con la visione realistica ma serena del Papa
e con i messaggi stessi di Medjugorje, sempre miranti al positivo!
Anzi questi profeti di sventura, invece di rallegrarsi della clemenza
e pazienza di Dio, che attende la conversione, sembrano dispiaciuti
che non si realizzino, entro il tempo previsto, i mali minacciati.
Come Giona, indispettito del perdono di Dio a Ninive, fino ad
augurarsi la morte (Giona 3). Ma il peggio è che queste
pseudorivelazioni finiscono per oscurare l'autorità assoluta
della Parola di Dio, quasi che gli "illuminati" fossero
solo quelli che credono in esse, mentre quelli che le ignorano o non
vi credono, sarebbero "all'oscuro di tutto". Ma la Parola
di Dio ci ha già aperto gli occhi su tutto: Voi, fratelli, non
siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi
come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del
giorno (1 Tess 5,4-5).
Il terzo segreto di Fatima - Il card. Ratzinger ha tagliato corto con tutte le illazioni fatte sul terzo segreto di Fatima nell'80° anniversario dell'ultima apparizione (13 ott.): "Sono tutte fantasie". Sullo stesso argomento l'anno scorso aveva detto: "La Vergine non fa sensazionalismo, non crea paure, non presenta visioni apocalittiche, ma guida gli uomini verso il Figlio" (vedi Eco 130 p.7). Anche mons.Capovilla, segretario di Papa Giovanni XXIII, racconta su La Stampa del 20.10.97 come reagì Papa Giovanni nel 1960 davanti alle quattro paginette scritte a mano da suor Lucia, fatte leggere anche ai più intimi collaboratori: le fece richiudere in una busta dicendo: "Non do nessun giudizio". Lo stesso segretario aggiunge che "il segreto non contiene nessuna scadenza di tempi" e bolla come "fandonie" sia le versioni che parlano delle divisioni e deviazioni nella Chiesa dopo il Concilio, sia quelle che parlano di prossime catastrofi, che circolano da tempo. Vera catastrofe, sappiamo, è la dannazione eterna. Ogni tempo è buono per convertirsi ed entrare nella vita vera. I disastri che capitano e i mali stessi che gli uomini si procurano, servono alla loro purificazione e conversione, perché si salvino. Per chi sa leggere negli avvenimenti, tutto serve alla misericordia di Dio.
Don Gabriele Amorth