Messaggio del 11 ottobre 1984:Dopo le insistenti piogge, che recarono gravi danni ai vigneti la Madonna disse: "Cari figli! Grazie perché offrite al Signore tutta la vostra fatica, anche ora che egli vi prova nei frutti che raccogliete. Sappiate, cari figli, che egli vi ama, e per questo vi mette alla prova. Continuate ad offrire tutti i vostri sacrifici al Signore, e non vi preoccupate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"
ESORCISMO: DOMANDE E RISPOSTE
di Don Gabriele Amorth
Il successo del libro: Un esorcista racconta, mi ha portato in
primo piano, contro ogni mio merito, nei mezzi di comunicazione
sociale. Ho rilasciato più di cento interviste a RAI TV e
giornali d'ampia risonanza, oltre a tanti incontri minori, sempre
seguiti da discussione. Ho accumulato una grande quantità di
domande, tra cui mi è facile scegliere le più
ricorrenti. Si pensi che, anche solo nei miei interventi a Radio
Maria, venivo intervistato per un' ora e poi, per due ore, si
susseguivano le telefonate con le richieste degli ascoltatori. Poi ho
iniziato una serie di interventi mensili, di un' ora e mezzo. Sul
mensile Eco di Medjugorje ho curato a lungo una rubrica che terminava
con domande e risposte.
Ho ritenuto opportuno valermi di questa
esperienza e riportarne qui i tratti più significativi. Non
presenterò un capitolo organico, dato che si tratta di domande
singole, staccate; mi sforzo solo di raggrupparle in base alle
affinità degli argomenti. Credo però che il lettore
resterà soddisfatto perché questo capitolo rispecchia,
più di ogni altro, gli interessi immediati della gente.
ESORCISTI E MAGHI
Ci sono esorcisti più forti ed esorcisti più
deboli, o l'uno vale l'altro?
La differenza tra un
esorcista e un altro c'è, è innegabile. Dipende da
fattori d'indole spirituale (l'intensità di preghiera, di
unione con Dio, di sacrifici; oso dire: la santità) e da
fattori umani quali l'esperienza, l'intelligenza, la cultura
specifica, l'intuizione... Non è però facile valutare
questi fattori e ogni confronto sarebbe errato perché solo Dio
è giudice. Giustamente un esorcista francese, rispondendo al
suo vescovo che gli aveva posto questa domanda, gli ha fatto l'elenco
delle cose nuove che aveva imparato, anno dopo anno, durante
l'esercizio di questo ministero; in sostanza ha voluto dire: posso
solo confrontarmi con me stesso, e ho visto che ho sempre da
imparare, ma ho anche visto i vantaggi dell'esperienza.
Non
dimentichiamo inoltre che, in questo settore, giocano molto anche
altri fattori: l'impegno di fede e di preghiera della persona colpita
e dei suoi cari; la fede nell'intercessione della Chiesa e quindi
l'accostarsi all'esorcista come ad uno strumento di Dio, attraverso
l'incarico ricevuto dal suo vescovo. Ho anche notato che certi
esorcisti sono più efficaci con un certo tipo di mali
malefici, altri lo sono con un altro tipo di mali. Ma è poi
sempre il Signore che decide e che concede la grazia del risultato
all'uno o all'altro, come lui vuole, perché si debba a lui
solo ogni rendimento di grazie.
Che differenza c'è tra un mago e un esorcista?
Il
mago, quando è un vero mago e non un semplice imbroglione,
agisce con la forza di Satana; l'esorcista agisce con la forza del
nome di Gesù e l'intercessione della Chiesa.
Come dobbiamo regolarci di fronte a tanti non esorcisti
che benedicono: sacerdoti, suore, laici?
Tutte le
preghiere sono efficaci, purché fatte con fede, con umiltà,
con carità (quindi senza nessun interesse materiale), senza
stranezze. Pregare gli uni per gli altri è certamente una
raccomandazione che ci viene da Dio. Ognuno può farlo conforme
al suo sacerdozio: derivante dal battesimo o più ancora se si
tratta di sacerdozio ministeriale. È ottima cosa che i
sacerdoti benedicano; dovrebbero farlo molto di più.
È
evidente che si tratta in questi casi di preghiere private, che
niente hanno a che fare col sacramentale dell'esorcismo. Poi bisogna
guardare ai frutti. Conosco tanti che pregano o benedicono con
efficacia; conosco anche tanti che si sono fatti una fama da san
toni, mentre non sono altro che imbroglioni o ipocriti, quando non
sono addirittura dei maghi. Non possiamo pretendere che sia
1'autorità ecclesiastica a pronunciarsi in tutti i casi; sono
troppi e neppure meritano una considerazione di carattere ufficiale.
Dobbiamo essere noi ad avere buon senso e a saperci regolare;
dovrebbero i parroci essere in grado di dare i consigli appropriati
ai singoli casi che prendono piede nelle loro parrocchie.
Il fatto di non trovare esorcisti o esorcisti validi
spinge ad andare dai maghi. È peccato? E se si viene davvero
guariti?
Purtroppo la difficoltà è reale;
ma c'è anche la tendenza, da parte di molti, a voler ricorrere
ad un esorcista quando non ce n'è nessun bisogno, perché
bastano i mezzi comuni di grazia. In ogni caso ricorrere ai maghi è
un peccato di superstizione, che trasgredisce il primo comandamento,
ed è espressamente condannato dalla Bibbia. E se il mago
guarisce davvero? L'esperienza m'insegna che si tratta, il più
delle volte, di guarigioni provvisorie, che lasciano poi il posto a
mali maggiori. In ogni caso: disgraziata quella persona che viene
guarita da un mago, ossia da uno collegato con Satana. Essa contrae a
sua volta un legame sia col demonio sia col mago. E si tratta di
legami con dure conseguenze, per cui è poi molto faticoso
spezzarli.
È peccato andare da cartomanti?
È
peccato di superstizione, che può essere più o meno
grave, secondo i casi. Ad esempio, uno va a farsi fare le carte per
la pura curiosità di sapere che cosa gli viene detto; è
una venialità; e si espone a rischi di continuità, di
aggravamento. Sono solito dividere i cartomanti in tre categorie: gli
imbroglioni, che fanno soldi alle spalle degli ingenui; coloro che
hanno un qualche potere paranormale e si servono delle carte per fame
uso, come un rabdomante fa uso della bacchetta per trovare l'acqua;
in questo caso non c'è né colpa né danno, purché
si stia nei limiti dovuti (ad esempio, è impossibile predire
il futuro); ci sono infine i cartomanti che praticano con le carte
magia unitamente a divinazione, e allora c'è da ripetere
quanto si è detto sopra, circa la magia.
Si può fare un esorcismo a una persona lontana, a
sua insaputa?
Si può farlo. Ho già detto
che spesso esorcizzo per telefono e con efficacia; altre volte faccio
esorcismi (ossia preghiere!) per quelle persone più colpite
che si rivolgono a me, anche a loro insaputa, soprattutto alla sera.
Quello che non si può fare è esorcizzare contro la
volontà di una persona: i suoi doni il Signore li offre, mai
li impone. Ad esempio, mi è capitato spesso di sentirmi
raccomandare persone che i familiari ritengono indemoniate; ma non
pregano, non vanno mai in chiesa, I non credono e mai accetterebbero
di farsi benedire da un sacerdote. In questi casi si può solo
pregare.
Un esorcista si può sbagliare? Ho portato un mio
parente da un esorcista che non gli ha trovato niente. Ma il suo
comportamento è tale da far supporre una presenza malefica e
un sensitivo afferma che è vittima di una fattura.
È
possibile che un esorcista si sbagli. In un caso come quello esposto
consiglierei di sentire il parere di un altro esorcista. Non
dimentichiamo però che ci sono dei maniaci, ci sono di quelli
che vanno da un esorcista all'altro, finché non trovano
qualcuno che dica ciò che vogliono loro. Qui ci vuole un bravo
medico; oppure una serie di preghiere di liberazione dalle manie
specifiche, se il soggetto si presta a collaborare.
Quali sono i principali ostacoli che incontra un
esorcista?
Sono tanti. Ostacoli per fare una diagnosi,
anche con l'aiuto di medici specialisti. E se si riscontra un male
malefico, molti ostacoli derivano dalla scarsa collaborazione del
paziente: occorre una sincera conversione a Dio, una vita di grazia,
tanta preghiera e frequenza ai sacramenti. La gente è pigra;
ha spesso la tendenza alla passività: "Padre, mi liberi
dal demonio"; "No. Sei tu che ti devi liberare. lo posso
solo aiutarti e indicarti i mezzi". Talvolta ci sono impedimenti
alla grazia: difficoltà a un sincero perdono di cuore, a
cambiare vita se si è radicati in uno stato di peccato;
difficoltà a spezzare certi legami col maligno che richiedono
di spezzare
certi legami umani: amicizie peccaminose, vizi
radicati... Il compito dell'esorcista è fondamentalmente
quello di portare le anime a Cristo: è lui il liberatore.
Tutto ciò che ostacola una vita di unione con Dio è di
ostacolo per l'opera degli esorcisti.
PROBLEMI DI DOTTRINA
Tutto viene da Dio. Il bene e il male sono sempre esistiti.
Accettiamo questa realtà perché è inutile
combatterla.
Tutto è permesso da Dio - «Non cade
foglia che Dio non voglia» -, ma non tutto è voluto da
Dio. Da Dio viene solo il bene. E non è vero che il bene e il
male siano sempre esistiti; ci sono filosofie e religioni che si
basano su questo falso concetto, come se il bene e il male fossero
due forze eterne, sullo stesso piano. No; si escluderebbero a
vicenda: Dante direbbe: «Per la contraddizione che non
consente». È sempre esistito solo Dio: l'unico principio
di tutto. E da Dio è stato creato solo il bene; per cui la
Bibbia ci presenta Dio che si compiace di avere creato tutte le
creature belle e buone, per la vita e per la felicità.
Il
male è entrato nel mondo quando Dio ha voluto creare esseri di
straordinaria grandezza, perché intelligenti e liberi. La
libertà, sia per l'angelo sia per l'uomo, è una
grandezza insostituibile. Il male è iniziato per colpa
dell'angelo e poi dell'uomo, che hanno abusato di questo dono di Dio.
Perciò il male non c'è sempre stato, ma ha avuto
origine da quando una parte di angeli si è ribellata a Dio, e
poi da quando Adamo ed Eva hanno disobbedito a Dio. Ancora tuttavia
si manifesta la misericordia e la sapienza divina che, pur tollerando
il male (perché Dio non rinnega le creature sue, né la
possibilità che ha loro dato di nuocere ad altri), anche d
male sa trarre il bene. Perciò malattie, dolori, persecuzioni,
perfidia e tutto il male che c'è nel mondo, pur non provenendo
da Dio, possono giovare alla santificazione e quindi al bene.
Vorrei sapere che relazione c'è tra libertà
e tentazioni e poi tra libertà e possessione diabolica.
Tutti
gli uomini sono soggetti alle tentazioni di Satana, ossia alla sua
azione ordinaria. Ma sempre la nostra libertà è in
grado di vincerle. La Scrittura ci assicura che Dio non permette che
siamo tentati al di sopra del le nostre forze; che possiamo e
dobbiamo resistere a Sa tana «forti nella fede» (1Pt
5,2); che se resistiamo; Satana lui «fuggirà da noi»
(Gc 4,7). Dobbiamo peri usare i mezzi di grazia che il Signore ci
elargisce, con forme al suo ammonimento: «Vigilate e pregate
per non cadere in tentazione» (Mt 26,41).
È più
complesso parlare del rapporto tra libertà e poso sessione
diabolica. In tutti i casi in cui la possessione è colpevole,
si tratta di un cattivo uso della libertà, per cui si paga la
conseguenza delle colpe che hanno portato alla possessione. Quando
questa è incolpevole (perché dovuta a permissione
divina o a maleficio), l'uomo la subisce contro la sua libera volontà
e si comporta come di fronte a tante sofferenze umane, ad esempio, di
fronte alle malattie. In ogni caso la possessione non toglie la
libertà, tranne che nei momenti di crisi acuta, in cui non si
è responsabili di quanto si dice o si fa. Ma il libero
arbitrio resta, per cui resta la possibilità di compiere il
bene o il male, di santificarsi o di dannarsi.
Perché Dio permette che un bambino innocente
possa già nascere con disturbi malefici, o addirittura con una
possessione diabolica?
Anche questo problema va visto
alla luce di tutto il problema del dolore e del male. Guardiamo alla
croce di Cristo, alla risurrezione che ne è seguita, e
possiamo capire qualcosa. Ci sono dolori che non hanno una
spiegazione razionale, guardando solo alla vita terrena, ma che
acquistano il loro significato guardando al poi, alla vita eterna.
Per aiutarci a capire, paragoniamo un bambino che nasce con un male
malefico ad un bambino che nasce malato, ad esempio, che nasce
mongoloide. Perché Dio, che vuole solo il bene, permette
questo?
Facciamo credito alla sua sapienza che, anche da questo
male, da essa non voluto, sa trarre il bene.
Perché Gesù non liberò Giuda da
Satana?
Dio rispetta sempre la nostra libertà,
anche se ne usiamo male. Sappiamo che ci vuole tutti salvi, che Gesù
è morto per tutti, che nessuno è predestinato
all'inferno; e sappiamo che se uno pecca, Dio non vuole la morte del
peccatore, ma che si converta e viva. Però Dio i suoi doni li
offre; non li impone. Uno può sempre rifiutarli. Io penso che
Giuda abbia avuto grazie straordinarie sia per conoscere Gesù,
vivendo con lui, sia per potersi sollevare dalla sua misera
condizione di ladro. Chissà quanti tentativi ha fatto il
Signore per convertirlo! Solo un persistente indurito rifiuto della
grazia può averlo portato al punto a cui è giunto.
Quanto è detto per Giuda vale per tutti.
Nella mia casa si udivano rumori notturni che ci
disturbavano. Abbiamo poi saputo che, prima che noi vi andassimo ad
abitare, un uomo vi si era impiccato. Dietro consiglio di un amico
del "Rinnovamento dello Spirito" abbiamo fatto celebrare
per quel defunto le messe gregoriane e i rumori sono cessati. Potrei
raccontare altri fatti, attribuiti a defunti. Che cosa si deve
credere?
È un tema quanto mai vasto e che andrebbe
approfondito, come ancora non è stato fatto. Credo che vada
inquadrato nella ricerca biblico-teologica su questi argomenti: quale
è la vita dei defunti e degli stessi demoni, prima del
giudizio universale? Quale è la loro attività? Già
ne abbiamo fatto cenno, ma ne riparliamo volentieri.
Alcune verità
fanno parte del comune insegnamento della Chiesa. Incominciamo dagli
spiriti angelici. Sappiamo che angeli e demoni esercitano un'
attività nei nostri riguardi, benefica o malefica secondo che
si tratta di angeli o demoni. Riguardo ai demoni, Pietro e Giacomo ci
dicono concordemente che sono incatenati nel Tartaro, in attesa del
giudizio finale; anche Paolo ci avverte che i giusti saranno
associati a Cristo nel giudicare gli angeli. Evidentemente il fatto
che la scelta operata dagli angeli e demoni sia definitiva e
irreversibile, e il fatto dell'incatenamento dei demoni, non
impedisce una loro attività: ordinaria e straordinaria, come
abbiamo visto;
ed è un' attività che continuerà
fino alla fine del mondo.
Riguardo alle anime umane sappiamo che
anche per loro il periodo della prova termina con la morte. Ma
intanto, nell'attesa del giudizio finale, cosa possono fare in
relazione al mondo dei viventi? Il dogma della Comunione dei santi ci
parla dell'attività dei beati: possono ricevere le nostre
suppliche e intercedere per noi.
Lo stesso dogma ci parla
dell'attività delle anime purganti: possono ricevere i nostri
suffragi e possono intercedere per noi. Nulla finora ci è
stato detto delle anime dei dannati.
Soprattutto il mondo laico si
è interessato e si interessa di questi problemi. Ma quello che
è mancato specie negli ultimi decenni, è l'interesse
dei teologi, che se ne sono altamente disinteressati dei problemi
dell'aldilà. Poiché gli umori dei teologi si
ripercuotono sempre sull'attività pastorale, anche i sacerdoti
li hanno seguiti in questo disinteresse. Come conseguenza, ad
esempio, abbiamo riscontrato una paurosa carenza di predicazione sui
novissimi; carenza nella predicazione e carenza nei catechismi: non
solo in quello olandese che, troppo combattuto alla sua uscita, è
poi stato anche troppo imitato dagli altri catechismi
postconciliari.
Non posso negare che, in queste condizioni, anche
gli esorcisti si trovano talvolta spiazzati di fronte a problemi che
la loro cultura teologica è insufficiente a risolvere con
sicurezza. Da qui varie ipotesi di soluzione, avanzate con umiltà
ed esitazione, come abbiamo visto, ad esempio, a proposito delle
presenze. Ma il mondo d'oggi, saremmo dei ciechi a non accorgercene,
si aspetta da noi delle risposte a problemi nuovi, o a problemi che
si pongono in termini nuovi, e noi sacerdoti ci troviamo sprovveduti,
incerti, divisi e soprattutto non coinvolti, non interessati. Benché
si tratti di problemi che ci riguardano in modo diretto e specifico.
Intanto approvo quanto è stato fatto nel caso esposto.
DOMANDE VARIE E SINTOMI PARTICOLARI
Sono colpiti dai disturbi satanici più uomini o
donne? Più giovani o vecchi?
Tutti noi esorcisti
benediciamo molte più donne che uomini. In parte ciò è
dovuto al fatto che le donne più facilmente degli uomini sono
disposte a ricevere le benedizioni di un sacerdote. Ma penso che
questo fatto non basti a giustificare la differenza. E neppure il
calcolo numerico, che le donne sono in maggior numero, dal punto di
vista anagrafico. Credo proprio che le donne siano più esposte
agli attacchi del demonio perché questi pensa di servir se ne
poi per far sua preda anche gli uomini. Un po' come ha fatto fin
dall'inizio, tentando prima Eva. Comunque, anche se posso essere
incerto sui motivi, sono certo sulla risposta da dare al richiedente:
sono più colpite le donne.
Anche sulla seconda risposta non
ho dubbi: sono più colpiti i giovani. Basti rileggere quanto
abbiamo scritto sulle cause colpevoli e ci è facile vedere
come i giovani siano più esposti ad esserne vittime.
L'indemoniato è un malato contagioso? Ad aiutarlo
si possono subire danni, come, ad esempio, le vendette di Satana?
I
mali malefici non sono contagiosi, ma è possibile che venga
colpita un'intera famiglia, o un gruppo anche molto grande, come si è
detto. Vediamo bene che, quando è colpita solo una persona,
non ne riceve alcun danno né il marito (o la moglie), né
i figli. Tanto meno gli altri.
E opera altamente meritoria aiutare
questi malati come è altamente meritorio aiutare chiunque è
nel bisogno. Qui può trattarsi di aiuto costante nella
preghiera, nella recezione dei sacramenti, nelle attività
quotidiane. Per chi assiste e aiuta l’esorcista, può
esserci il bisogno di tenere stretto l’indemoniato se si agita,
nel pulirlo se sbava, ecc. Non ho mai notato inconvenienti. E torno a
dire, specie per i sacerdoti che temono le vendette di Satana se si
dedicano a questo ministero, che il maligno ci fa già tutto il
male che può; è una sciocca illusione pensare che a
lasciarlo in pace ci lasci in pace; ed è una sciocca stoltezza
pensare che si vendichi di più con chi di più lo
combatte. Guardiamo ai santi: in generale ve diamo che più uno
combatte il demonio e più il demonio ha paura di lui. Questa è
la normalità dei casi. I santi che hanno subito danni fisici
dal demonio, come il curato d’Ars, sono eccezioni e in genere
non erano esorcisti.
La mia vita è stata tutta un susseguirsi di
mali. Per 65 volte sono stata ricoverata in cardiologia; la vita
della mia famiglia è un susseguirsi di disgrazie a
catena...
Questa dura esperienza, narrata in diretta a
Radio Maria, è purtroppo tutt’altro che rara. Tutti gli
esorcisti hanno conoscenza di casi dolorosissimi, in cui proprio pare
che non ci sia niente che vada dritto: salute, amicizie, lavoro,
incidenti stradali nei modi più impensati, lutti improvvisi...
Eppure, anche se si procede ad esorcismi almeno a carattere
esplorativo, non si riscontrano particolari reazioni che facciano
pensare a presenze malefiche. È come se il demonio
perseguitasse quasi dal l’esterno quella famiglia, in tutto ciò
che fa o che ha, senza prendere possesso di nessun membro.
In
questi casi il sacerdote, qualunque sacerdote, può esercitare
un ruolo importantissimo di sostegno, di preghiera, di fiducia. E
possibile non riuscire ad arginare le disgrazie, ma è sempre
possibile riuscire ad impedire la disperazione, riuscire a far
valorizzare la sofferenza. Che la causa sia il demonio o che sia un
inspiegabile intreccio di coincidenze avverse, ha poca importanza. E
importante il conforto, il sostegno. Non c’è dubbio che
il dolore è la più grande prova contro la nostra fede,
che o si rinsalda o si perde. Ecco per ché queste situazioni,
che solo alla luce della fede possono trovare il loro significato,
sono un campo prezioso aperto all’aiuto dei sacerdoti, oltre
che di tutte le ani me generose.
Spesso ho notato, in persone che non hanno sintomi di
malattie psichiche, ma presentano mali di natura non cura bi le per
via medica, sintomi di freddo, stanchezza, sonnolenza; tendenza ad
adagiarsi in un ‘ignavia assoluta... Notate questi sintomi
anche voi esorcisti?
La domanda mi è stata posta,
anche questa volta in diretta, durante una trasmissione di Radio
Maria, da uno di quegli psichiatri che ogni esorcista vorrebbe avere
al suo fianco. Sì, anche noi notiamo questi sintomi, oggi
sempre più frequenti, soprattutto nei giovani. Aggiungo:
perdita della fede, tendenza a rimanere chiusi in casa, totale
incapacità a studiare o a fare qualsiasi lavoro, fino a una
specie di blocco del cervello. Spesso si aggiunge una ripugnanza a
qualsiasi cibo e un senso di inferiorità che porta la persona
ad appartarsi da tutto e da tutti, a rinchiudersi sempre più
con un senso crescente di disperazione. Ho esorcizzato, presso
l’ospedale Gemelli di Roma, una ragazza affetta da anoressia,
ottenendo buoni risultati. Non esito a ripetere che, in casi come
questi, è indispensabile una collaborazione tra esorcisti e
psi (uso, come i francesi, la sillaba che comprende psichiatri,
psicologi, psicanalisti...), soprattutto e prima di tutto psichiatri.
PARLIAMO DI SATANA
Qual è il volto di Satana? Come immaginarlo? Che
origine ha la sua rappresentazione con coda e corna? Puzza davvero di
zolfo?
Satana è un puro spirito. Siamo noi che per
immaginarlo gli diamo una raffigurazione fisica; e lui, quando
appare, assume un aspetto sensibile. Per quanto brutto possiamo
rappresentano, è sempre immensamente più brutto; non si
tratta di bruttezza fisica, ma di perfidia e lontananza da Dio, il
sommo bene e il culmine di ogni bellezza. Penso che la raffigurazione
con corna, coda, ali da pipistrello, voglia significare il degrado
avvenuto in questo essere spirituale che, creato buono e splendente,
è diventato orrido e perfido. Così noi, con forme alla
nostra mentalità, lo immaginiamo un poco me un uomo che venga
declassato al rango di un animale (corna, artigli, coda, ali..). Ma
si tratta di nostra immaginazione. Come pure il demonio, quando vuole
rendersi visibilmente presente, assume un aspetto sensibile, falso,
ma tale da farsi vedere: può essere un animale spaventoso, un
uomo orribile e potrebbe anche essere un elegante signore; varia
secondo l’effetto che intende provocare, di paura o di
attrazione.
Quanto agli odori (zolfo, bruciato, sterco...), si
tratta di fenomeni che il demonio può provocare, come può
provocare fenomeni fisici sulla materia e mali fisici nel corpo
umano. Può anche agire sulla nostra psiche, at traverso sogni,
pensieri, fantasie; e può trasmetterci i suoi sentimenti:
odio, disperazione. Sono tutti fenomeni che si verificano nelle
persone colpite da mali satanici e soprattutto nei casi di
possessione. Ma la vera perfidia e la vera bruttezza di questo essere
spirituale è superiore ad ogni immaginazione umana e ad ogni
possibilità di rappresentazione.
Il demonio può localizzarsi in un uomo, in una
sua parte, in un luogo? E può coabitare con lo Spirito
Santo?
Essendo puro spirito, il demonio non si localizza
in un posto o in una persona, anche se ne dà l’impressione.
In realtà non si tratta di localizzarsi, ma di agire, di
influire. Non è una presenza come un essere che va da ad
abitare in un altro essere; o come l’anima nel corpo. E come
una forza che può agire nella mente, in tutto un corpo umano o
in una parte di esso. Per cui anche noi esorcisti abbiamo talvolta
l’impressione che il demonio (preferiamo dire il male) stia, ad
esempio, nello stomaco. Ma si tratta solo di una forza spirituale che
agisce nello stomaco.
Così sarebbe errato pensare che nel
corpo umano ci possa abitare lo Spirito Santo e il demonio, come se
due rivali stessero nella stessa camera. Sono forze spirituali che
possono agire contemporaneamente e in modo diverso in uno stesso
soggetto. Poniamo ad esempio il caso di un santo che abbia il
tormento di una possessione diabolica: senza dubbio il suo corpo è
tempio del lo Spirito Santo, nel senso che la sua anima, il suo
spirito, aderiscono pienamente a Dio e seguono la guida dello Spirito
Santo. Se noi pensassimo a questa unione come a un qualche cosa di
fisico, anche le malattie sarebbero incompatibili con la presenza
dello Spirito Santo; è in vece una presenza, quella dello
Spirito Santo, che san tifica l’anima e guida l’agire e
il pensare. Ecco perché la presenza dello Spirito Santo può
coesistere con le sofferenze provocate da una malattia o da un’altra
forza, come è quella del demonio.
Non potrebbe Dio bloccare l’azione di Satana?
Non potrebbe bloccare l’opera degli stregoni e dei maghi?
Dio
non lo fa perché, creando gli angeli e gli uomini liberi,
lascia che agiscano conforme alla loro natura intelligente e libera.
Poi, alla fine, tirerà le somme e darà a ciascuno ciò
che merita. Credo che a questo proposito sia quanto mai chiara la
parabola dei buon grano e della zizzania: alla richiesta dei servi di
estirpare la zizzania, il padrone rifiuta e vuole che si aspetti il
tempo della mietitura. Dio non rinnega le sue creature, anche se si
comportano male; in caso contrario, se le bloccasse, il giudizio
sarebbe già fatto, prima ancora che la creatura abbia la
possibilità di esprimere se stessa integralmente. Noi siamo
esseri finiti; i nostri giorni terreni sono contati, per cui ci di
spiace questa pazienza di Dio: vorremmo vedere subito il bene
premiato e il male punito. Dio aspetta, lasciando all’uomo il
tempo di convertirsi e servendosi anche del demonio perché
l’uomo possa dare prova di fedeltà al suo Signore.
Molti non credono nel demonio perché sono
guariti in seguito a cure psicologiche o psicoanalitiche.
E
chiaro che in quei casi non si trattava di mali malefici e tanto meno
di possessioni malefiche. Ma non so no necessari questi disturbi per
credere nell’esistenza del demonio. La parola di Dio è
molto esplicita in proposito; ed è chiaro il riscontro che
rileviamo nella vita umana, individuale e sociale.
Gli esorcisti interrogano il demonio e ne ottengono
risposte. Ma se il demonio è il principe della menzogna, che
cosa di utile si può ottenere ad interrogarlo?
E
vero che le risposte del demonio vanno poi vaglia te. Ma talvolta il
Signore impone al demonio di dire la verità, per dimostrare
che Satana è stato sconfitto da Cri sto ed è anche
costretto a ubbidire ai seguaci di Cristo che agiscono nel suo nome.
Spesso il maligno afferma espressamente di essere costretto a
parlare, cosa che fa di tutto per evitare. Ma, ad esempio, quando è
costretto a rivelare il suo nome, è per lui una grossa
umiliazione, un segno di sconfitta. Guai però se l’esorcista
si perdesse dietro a domande curiose (che il Rituale espressamente
vieta) o se si lasciasse guidare in una discussione dal demonio!
Proprio perché è maestro di menzogna, Satana resta
umiliato quando Dio lo costringe a dire la verità.
Sappiamo che Satana odia Dio. Si può dire che
anche Dio odia Satana, per la sua perfidia? Esiste dialogo tra Dio e
Satana?
«Dio è amore», come lo
definisce s. Giovanni (1 Gv 4,8). In Dio ci può essere
disapprovazione per il comportamento, mai odio: «Tu ami le cose
esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato» (Sap
11,23-24) . L’odio è un tormento, forse il più
grande dei tormenti; è inammissibile in Dio. Quanto al
dialogo, possono le creature interromperlo col Creatore, ma non
viceversa. libro di Giobbe, i colloqui tra Gesù e gli
indemoniati, le affermazioni dell’Apocalisse; ad esempio: «Ora
è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti a Dio giorno e notte» (12,10),
lasciano supporre che non c’è chiusura da parte di Dio
di fronte alle sue creature, per quanto perverse.
La Madonna a Medjugorje parla spesso di Satana. Si può
dire che egli oggi sia più forte che nel passato?
Credo
di sì. Ci sono epoche storiche di maggior corruzione che
altre, anche se sempre troviamo il bene e il male. Ad esempio, se
studiamo la condizione dei Romani ai tempi della decadenza
dell’Impero, non c’è dubbio che troviamo
generalizzata una corruzione che non c’era ai tempi della
Repubblica. Cristo ha sconfitto Sa tana e dove regna Cristo, Satana
cede. Per questo troviamo in certe aree del paganesimo uno scatenarsi
del demonio superiore a quanto riscontriamo presso i popoli
cristiani. Ho, ad esempio, studiato questo fenomeno in certe zone
dell’Africa. Oggi il demonio è assai più forte
nella vecchia Europa cattolica (Italia, Francia, Spagna, Austria...)
perché in queste nazioni il calo della fede è pauroso e
intere masse si sono date in preda alla superstizione, come abbiamo
fatto notare a proposito delle cause dei mali malefici.
MEZZI DI LIBERAZIONE
Nei nostri incontri di preghiera avvengono spesso
liberazioni dal maligno, benché non si facciano esorcismi, ma
solo preghiere di liberazione. Lei ci crede o pensa che ci
illudiamo?
Ci credo perché credo nella forza della
preghiera. Il Vangelo ci presenta il caso più difficile di
liberazione, quando ci parla di quel giovane su cui gli apostoli
hanno pregato invano. Ne abbiamo parlato nel secondo capitolo.
Ebbene, Gesù richiede tre condizioni: la fede, la preghiera,
il digiuno. E questi restano sempre i mezzi più efficaci.
Indubbiamente la preghiera è più forte quando è
fatta da un gruppo. Anche questo il Vangelo ce lo dice. Non mi
stancherò mai di ripetere che ci si può liberare dal
demonio con la preghiera e senza esorcismi; mai con gli esorcismi e
senza preghiera.
Aggiungo poi che, quando preghiamo, il Signore ci
dà ciò di cui abbiamo bisogno, anche indipendentemente
dalle nostre parole. Noi non sappiamo quello che dobbiamo chiedere; è
lo Spirito che prega per noi, «con gemiti inesprimibili».
Per cui il Signore ci dà molto di più di quello che
domandiamo, molto di più di quello che oseremmo sperare. Mi è
capitato di vedere persone liberate dal demonio mentre p. Tardif
faceva preghiere di guarigione; e mi è capitato di assistere a
guarigioni mentre mons. Milingo faceva preghiere di liberazione.
Preghiamo: ci pensa poi il Signore a darci quello di cui abbiamo
bisogno.
Esistono luoghi privilegiati per la liberazione da
mali malefici? Talvolta se ne sente parlare.
Si può
pregare ovunque, ma non c’è dubbio che da sempre —
sono luoghi privilegiati di preghiera quelli in cui il Signore si è
particolarmente manifestato o quel li a lui direttamente consacrati.
Già presso il popolo ebraico troviamo tutta una serie di
questi luoghi: dove Dio si era manifestato ad Abramo, a Isacco, a
Giacobbe... Noi pensiamo ai nostri santuari, alle nostre chiese. Per
cui spesso le liberazioni dal demonio non avvengono al la fine di un
esorcismo, ma presso un santuario. P. Candido era particolarmente
legato a Loreto e Lourdes, per ché molti suoi malati sono
stati liberati in quei santuari.
E vero che ci sono anche luoghi
in cui ricorrono con speciale fiducia coloro che sono colpiti dal
demonio. Ad esempio a Sarsina, dove il collare di ferro, usato per
penitenza da s. Vicinio, è stato spesso occasione di
liberazioni; un tempo si andava al santuario di Caravaggio oppure a
Clauzetto, dove si venera una reliquia del preziosissimo sangue di
Nostro Signore; in questi luoghi spesso i colpiti dal demonio hanno
ottenuto la guarigione. Direi che anche il ricorso a luoghi
particolari è utile per provocare in noi una maggior fede; ed
è questa che conta.
Mi sono liberata. La preghiera e il digiuno mi hanno
giovato più degli esorcismi, da cui ho avuto solo benefici
passeggeri.
Ritengo valida anche questa testimonianza;
sostanzialmente abbiamo già dato sopra la risposta. Ribadiamo
il concetto, molto importante, che il colpito non deve avere un
atteggiamento passivo, come se stesse nell’esorcista il compito
di liberarlo; ma è necessario che collabori attivamente.
Vorrei sapere che differenza c’è tra
l’acqua benedetta e l’acqua di Lourdes o di altri
santuari. Così pure che differenza c’è tra l’olio
esorcizzato e l’olio che scaturisce da certe immagini sacre o
che arde nelle lampade poste in certi santuari e che viene usato con
devozione.
L’acqua, l’olio, il sale
esorcizzati o benedetti sono dei sacramentali. Ma anche se ricevono
un’efficacia particolare per l’intercessione della
Chiesa, è la fede con cui vengono usati a conferire loro
l’efficacia nei casi concreti. Gli altri oggetti di cui parla
il richiedente non so no sacramentali, ma hanno la loro efficacia
conferita dalla fede, attraverso cui si invoca l’intercessione
derivante dalla loro provenienza: dalla Madonna di Lourdes, dal
Bambino di Praga, ecc.
Ho un vomito continuo di saliva densa e schiumosa.
Nessun medico ha saputo darmene spiegazione.
Se ne sente
beneficio, può essere un segno di liberazione da qualche
influsso malefico. Spesso chi ha ricevuto un maleficio, mangiando o
bevendo qualcosa di fatturato, se ne libera vomitando saliva densa e
schiumosa. In questi casi consiglio tutto ciò che si
suggerisce quando occorre una liberazione: molta preghiera,
sacramenti, perdono di cuore... quanto già abbiamo detto. In
più, bere acqua benedetta e olio esorcizzato.
Non so perché, sono molto invidiato. Temo che
questo mi possa danneggiare. Vorrei sapere se le gelosie e le invidie
possono causare mali malefici.
Li possono causare solo se
sono occasioni per fare un maleficio. Diversamente sono sentimenti
che corro dono chi li ha e che, indubbiamente, turbano la buona
armonia. Pensiamo anche solo alla gelosia di un coniuge: non causa
mali malefici, ma rende infelice un matrimonio che avrebbe potuto
essere ben riuscito. Non causano altri disturbi.
Mi è stato consigliato di fare spesso preghiere
di rinuncia a Satana. Non ne ho ben capito il motivo.
E
sempre utilissimo il rinnovo dei voti battesimali, in cui
riaffermiamo la nostra fede in Dio, la nostra adesione a lui, e
rinunciamo a Satana e a tutto quello che ci proviene dal demonio. Il
consiglio che le è stato dato suppone che lei abbia contratto
dei legami che deve spezzare. Chi frequenta maghi, contrae un legame
malefico sia col demonio sia col mago; così chi frequenta
sedute spiritiche, sètte sataniche, ecc. Tutta la Bibbia,
soprattutto l’Antico Testamento, è un continuo invito a
spezzare ogni legame con gli idoli e a rivolgersi decisamente
all’unico Dio.
Che valore protettivo ha portare al collo immagini
sacre? Sono molto in uso medaglie, crocifissi, scapolari...
Hanno
sicura efficacia se questi oggetti sono usati con fede, e non come se
fossero amuleti. La preghiera usata per benedire le immagini sacre
insiste su due concetti: imitare le virtù di chi è
rappresentato dall’immagine e ottenerne la protezione. Se uno
credesse di potersi esporre a pericoli, ad esempio, andare a un culto
satanico, sicuro di essere protetto da conseguenze malefiche perché
porta al collo un’immagine sacra, sbaglierebbe di grosso. Le
immagini sacre debbono incoraggiarci a vivere coerentemente la vita
cristiana, come l’immagine stessa ci suggerisce.
Il mio parroco sostiene che il miglior esorcismo è
la confessione.
Il suo parroco ha ragione. Il mezzo più
diretto che combatte Satana è la confessione, perché è
il sacramento che strappa le anime al demonio, dà forza contro
il peccato, unisce sempre di più a Dio avviando le anime a
uniformare sempre più la loro vita alla volontà divina.
A tutte le persone colpite da mali malefici consiglia mo la
confessione frequente, possibilmente settimanale.
Che cosa dice, riguardo agli esorcismi, il Catechismo
della Chiesa Cattolica?
Ne tratta espressamente in
quattro paragrafi. Al n. 517, parlando della Redenzione operata da
Cristo, ri corda anche i suoi esorcismi. Il n. 550 dice testualmente:
«La venuta del Regno di Dio è la sconfitta del regno di
Satana. “Se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito
di Dio, è certo giunto tra voi il Regno di Dio” (Mt
12,28). Gli esorcismi di Gesù liberano alcuni uomini dal
tormento dei demoni. Anticipano la grande vittoria di Gesù sul
“principe di questo mondo” (Gv 12,31)».
Il n.
1237 tratta degli esorcismi inseriti nel battesimo. «Dal
momento che il battesimo significa la liberazione dal peccato e dal
suo istigatore, il diavolo, vie ne pronunciato uno o più
esorcismi sul candidato. Questi viene unto con l’olio del
catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui la mano, ed egli
rinunzia esplicitamente a Satana. Così preparato, può
professare la fede del la Chiesa alla quale sarà consegnato
per mezzo del battesimo».
Il n. 1673 è il più
dettagliato. Dice come nell’esorcismo è la Chiesa che
domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù
Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza
del Maligno. In tal modo esercita il potere e il compito di
esorcizzare, ricevuto da Cristo. «L’esorcismo mira a
scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca».
Si
noti questa importante precisazione, in cui si riconosce che non
esiste solo la vera e propria possessione diabolica, ma esistono
anche altre forme di influenza demoniaca. Rimandiamo al testo per le
altre precisazioni che contiene.