Messaggio del 23 febbraio 1984:«Vi tengo tutti sulle mie braccia. Desidero essere per voi tutto e che voi siate tutti miei. Ma ho bisogno delle vostre preghiere perché mi possiate appartenere completamente». "Evviva la Madonna! Sono liberata!" di p. GABRIELE AMORTH - Tratto dalla rivista "Madre di Dio"
L’intercessione di Maria in tre casi impressionanti di
liberazione dal Diavolo, testimoniati dal Rettore del Santuario della
"Madonna della Stella" di Gussago, nel bresciano.
Tra
i miei cari amici defunti, ricordo con gratitudine don Faustino
Negrini, prima Parroco e poi Rettore ed Esorcista nel Santuario
"Madonna della Stella" di Gussago (Brescia), dove morì
carico di anni e di meriti. Riporto alcuni episodi da lui raccontati.
"Evviva la Madonna! Sono liberata!": questo il
grido di gioia di F. S., 24 anni, quando si accorse di non essere più
preda del Demonio, il 19 luglio 1967.
Fin dalla prima
infanzia essa era stata posseduta da Satana, in seguito a un
maleficio che le era stato fatto. Durante le ‘benedizioni’
[dell’Esorcismo] emetteva urla, bestemmie, insulti; abbaiava
come un cane e si rotolava per terra. Ma gli Esorcismi non sortivano
alcun effetto. Tanti pregavano per lei, ma c’era l’influenza
negativa del padre, che era un accanito bestemmiatore. Finalmente un
Sacerdote convinse il genitore a giurare che non avrebbe mai più
bestemmiato: questa decisione, mantenuta fedelmente, fu risolutiva.
Ecco il dialogo tra il Sacerdote che interrogava il Demonio e
questi, durante il penultimo Esorcismo:
- "Spirito
immondo, come ti chiami?
- Sono Satana. Questa è mia e non
la lascerò neppure dopo morte.
- Quando te ne vai?
- Tra
breve. Sono costretto dalla Signora.
- Quando te ne andrai di
preciso?
- Il 19 Luglio, alle ore 12.30, in chiesa, davanti alla
"bella Signora".
- Che segno darai?
- La lascerò
morta per un quarto d’ora…".
Il 19
Luglio 1967 la giovane fu portata in chiesa. Durante l’Esorcismo
continuava ad abbaiare come un cane rabbioso e camminava carponi per
terra. Solo nove persone furono ammesse ad assistere al rito, quando
si chiusero le porte del Santuario.
Terminato il canto delle
Litanie, fu distribuita la Comunione ai presenti. Anche F. prese
l’Ostia con molta fatica. Poi incominciò a rotolarsi per
terra, finché si fermò come morta. Erano le 12.15. Dopo
un quarto d’ora, balzò in piedi e disse: "Sento in
gola il maleficio che viene su. Aiuto! Aiuto!…". Vomitò
una specie di topo, con tutti i peli compatti, due corna e la coda.
"Evviva la Madonna! Sono liberata!" - gridò
con gioia la giovane. I presenti piangevano per la commozione. Tutti
quegli impressionanti disturbi di cui soffriva la giovane erano
definitivamente scomparsi: la Madonna aveva ancora una volta vinto
Satana.
Altri casi di "liberazione"
Non sempre, però, le liberazioni avvenivano
nel Santuario, bensì anche a casa propria o in qualche altro
luogo.
Una ragazza di Soresina (Cremona), certa M.B., era
posseduta da 13 anni. Invano furono tentate tutte le cure mediche,
pensando si trattasse di qualche malattia; perché il male era
di altra natura.
Recatasi con fede al Santuario della
"Madonna della Stella", pregò a lungo. Quando venne
benedetta si mise a urlare e a dimenarsi per terra. Al momento non
accadde nulla di straordinario. Ritornata a casa, mentre pregava la
Madonna, si sentì di colpo interamente liberata.
Una
donna anziana fu liberata a Lourdes. Tante volte per lei erano state
fatte preghiere di liberazione al Santuario della "Madonna della
Stella". Quando iniziavano, essa diventava stravolta,
irriconoscibile, rabbiosa, alzando i pugni contro un’immagine
di Maria Santissima. Si fece fatica ad iscriverla ad un
Pellegrinaggio a Lourdes, perché il Regolamento escludeva "gli
isterici, gli ossessi, i malati furiosi", che potevano
disturbare gli altri malati. Un medico compiacente la fece iscrivere,
dichiarando che era soltanto soggetta a malesseri generici.
Giunta
alla Grotta, la posseduta smaniava e cercava di fuggire. Tanto più
si infuriava quando volevano trascinarla alle ‘piscine’.
Ma un giorno le infermiere riuscirono con la forza ad immergerla in
una delle vasche. Fu con grande fatica, tanto che l’indemoniata
– afferrata un’infermiera – la trascinò con
sé sotto l’acqua. Ma quando uscirono dall’acqua,
l’indemoniata era completamente liberata e felice.
Come
si vede, in tutti e tre i casi l’intercessione della Madonna fu
risolutiva.
Don Gabriele Amorth