Messaggio del 17 luglio 1989: Figli cari! Vorrei richiamarvi a vivere i messaggi che vi ho dato in questi anni. Voi mi promettete molto con le parole, figli miei, ma io cerco le vostre opere. Io prego per voi e vi aiuto. Non dimenticate: la conversione è un processo che dura tutta la vita! "Allontanati, spirito immondo,dalla vista dell’Immacolata!" - articolo tratto dalla rivista Madre di Dio
La liberazione di due innocenti creature, Teobaldo e Giuseppe
Burner, dovuta alla potenza della ‘Grande Signora’, la
Vergine Maria.
Uno degli Esorcismi più famosi è
quello che liberò dal Demonio i due fratelli Burner, Teobaldo
di 10 anni e Giuseppe di 8. Abitavano a Illfurt, un villaggio
dell’Alsazia.
Non si contano i fenomeni strani legati a
loro. Coricati sul dorso, si voltavano e rivoltavano per ore, con la
velocità di una trottola e senza poi sentire stanchezza.
Parlavano molte lingue e dialetti, preannunciavano eventi futuri,
annunciavano fatti lontani. Talvolta, il loro corpo si gonfiava in
maniera smisurata, per cui diventavano furiosi.
Se qualcuno
avvicinava loro un oggetto sacro [un crocifisso, una medaglietta, una
corona del Rosario] , si arrabbiavano da forsennati. In compenso,
pronunciando vicino a loro i nomi di Gesù e di Maria,
tremavano come foglie al vento.
Durante un Esorcismo fu
chiesto loro: "Che cosa odiate di più, voi Demoni, dei
Cristiani?" – "La devozione alla Grande Signora",
fu la risposta. – "E che cosa vi fa più paura,
nelle case dei Cristiani?" – "L’immagine della
Grande Signora". E ancora: "Contro chi non potete fare
nulla di male?" – "Contro i devoti della Grande
Signora che invocano il suo nome".
Il Vescovo di
Strasburgo, mons. Raess, al corrente dei fatti, rimaneva incredulo e
lasciò passare cinque anni prima di autorizzare gli Esorcismi
su queste creature. Il primo fu fatto a Teobaldo. Portato a forza in
una Cappella e tenuto fermo da tre uomini, si dimenava come un
forsennato. L’esorcista, Padre Souquat, recitò le
preghiere prescritte e poi iniziò l’interrogatorio.
"Ti ordino – ingiunse – in nome di Dio,
dimmi chi sei!" – "Che te ne importa, cornacchia?",
fu la risposta poco elegante del Diavolo, che aggiunse: "Lo dirò
a chi vorrò!". L’esorcismo continuava: "Ti
ordino, Satana, esci da questa creatura!" – "Non
posso; la mia ora non è ancora giunta". Dopo tre ore,
l’esorcista, madido di sudore, interruppe e rinviò il
seguito dell’Esorcismo al giorno dopo. Terminate le preghiere
del Rituale, riprese l’interrogatorio: "Ti ordino, in nome
della Chiesa Cattolica, in nome di Dio e nel mio nome di ministro di
Dio: dimmi quanti siete!" – "Cosa te ne importa,
ignobile zucchetto!". – "Ritorna all’Inferno,
dove il tuo posto è sempre pronto…" – "La
mia ora non è venuta. Non me ne vado!".
Il Padre
Souquat prese in mano una statuetta della SS. Vergine e ricominciò
a ordinare al Diavolo: "Allontànati, spirito immondo,
dalla vista dell’Immacolata! Parti al più presto".
Il Demonio gettò allora un grido e poi gemette: "Adesso
sono costretto a cedere". Il fanciullo si contorse come un
serpente e poi cadde a terra come morto. Il Demonio era fuggito.
Senza difficoltà il povero bambino si risvegliò e si
guardò attorno. La madre piangeva commossa e accompagnò
a casa il figliolo liberato.
Poi fu la volta di Giuseppe.
Fissato il giorno, si procedette all’Esorcismo.
Durante
la Messa il fanciullo gridò: "Io non partirò!".
Si ripeterono più volte le formule di Esorcismo, per circa tre
ore. Alla fine l’esorcista esclamò: "In nome di
Maria Vergine Immacolata, ti ordino di abbandonare questo fanciullo!"
. E il Demonio cedette: "Adesso bisogna che io me ne vada…".
Dopo alcune convulsioni, il piccolo Giuseppe si calmò; per un
po’ rimase immobile, poi, come svegliandosi dal sonno, si
dimostrò sbalordito di trovarsi in quel luogo e con quelle
persone. La commozione e la gioia dei presenti si può ben
immaginare.
Si volle che questi fatti straordinari venissero
ricordati. A Illfurt, in un giardino di fronte alla casa dei Burner,
è stata innalzata sopra una colonna di granito una statua
dell’Immacolata in bronzo dorato, alta 10 metri. Alla sua base
un’iscrizione recita: "A perpetuo ricordo della
liberazione dei due fanciulli indemoniati Teobaldo e Giuseppe Burner,
dovuta all’intercessione della Beata Vergine Immacolata,
nell’anno del Signore 1869".
Don Gabriele
Amorth