Messaggio del 6 giugno 2000:Cari miei figli sacerdoti! Vi invito a fare della preghiera la vostra gioia! Fuoco dal Cielo sulla Chiesa nascente
La Vergine della Pentecoste è "Regina degli Apostoli"
perché con loro e per la loro missione di Salvezza ha invocato
l’effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente.
La
Pentecoste fornisce a San Luca l’occasione per rilevare ancora
una volta la presenza di Maria al nascere della Chiesa. Gli "Atti
degli Apostoli" elencano gli Undici riuniti nel Cenacolo e
aggiunge: "Tutti questi erano assidui e concordi nella
preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù
e i fratelli di lui" [At 1, 14].
Vediamo subito il
rilievo dato alla presenza di Maria che, oltre agli Apostoli, è
l’unica persona di cui si indica il nome, con la precisazione
della gloriosa qualifica di madre del Signore. Non molti giorni prima
era avvenuto un importante episodio, a cui certamente hanno preso
parte tutte le persone menzionate sopra, anche se non è detto
espressamente: l’Ascensione di Gesù al Cielo.
Possiamo
immaginare con quanta gioia anche Maria abbia assistito a questo
ascendere del figlio al Padre, preludio di quando sarebbe venuto a
prenderla in modo definitivo, senza più separazioni. Intanto,
in obbedienza al figlio, prega invocando la discesa dello Spirito
Santo. È preziosa questa sua presenza, espressamente
affermata, perché è l’inizio di quella presenza e
assistenza che Maria non cesserà più di avere sulla
Chiesa e su ciascuno dei suoi figli. Ci piace pensarla così,
come ci viene descritta in questa ultima menzione che il Nuovo
Testamento fa di lei: presente e in atteggiamento di preghiera.
Il
Concilio Vaticano II sottolinea la funzione di Maria nella
Pentecoste, per implorare sugli Apostoli "il dono dello Spirito,
che l’aveva già adombrata nell’Annunciazione"
[LG 59].
È facile supporre che lo Spirito Santo, oltre
a un accrescimento di unione con Dio e di pace, abbia donato alla
Vergine ancora maggiore luce per comprendere le parole e la vita del
Figlio: quegli stessi episodi che l’avevano meravigliata o che
non aveva compreso, divenivano ora sempre più chiari. Come è
facile pensare che la nuova effusione dello Spirito della Pentecoste
le abbia anche dato a profusione le grazie necessarie per il
compimento della sua nuova missione di madre della Chiesa e madre
nostra.
E mentre la vita della Vergine termina nel
nascondimento, per la Chiesa nascente è il momento degli
Apostoli e degli Evangelisti: i successi apostolici si alternano alle
persecuzioni, ma la Buona Novella prende il largo; e certamente Maria
Santissima avrà seguito tutto fino all’ultimo dei suoi
giorni, partecipando e incoraggiando.
"Regina degli Apostoli" e "Madre della Chiesa"
La riflessione dei fedeli ha dato a Maria il titolo di "Regina
degli Apostoli" proprio perché Ella ha ottenuto con loro
e per loro l’effusione dello Spirito Santo nella Pentecoste,
affinché fossero abilitati a portare la salvezza in tutto il
mondo: "Regina degli Apostoli" – come, fra gli altri,
avrebbe poi specificato il Beato G. Alberione – in quanto
"Madre della Chiesa" e dell’intera umanità da
salvare.
L’invocazione a Maria "Madre della
Chiesa", inserita nelle Litanie lauretane da Papa Paolo VI dopo
l’invocazione "Mater Christi", si richiama appunto al
capitolo VIII della "Lumen gentium", dove si insegna che
Maria diviene "Madre della Chiesa" ai piedi della Croce,
quando in Giovanni ci accoglie tutti come figli suoi; e
nell’effusione dello Spirito Santo della Pentecoste sulla
Chiesa nascente, da lei invocato [cfr. At 1, 14; 2, 1.4].
Maria
è "Madre della Chiesa" anche perché ne è
il modello: è la "Vergine in ascolto" della Parola
di Dio, che accoglie e incarna; la "Vergine in preghiera"
che ripete l’incessante Magnificat, canto di lode a Dio della
Chiesa di ogni tempo e luogo; la "Vergine offerente" che
presenta Gesù al Tempio, entrando nel mistero di Dio che si
offre al Padre come vittima per i peccati del mondo.
Chiamare
Maria "Madre della Chiesa" vuole dire pure invocarla "Madre
dell’umanità", già per il fatto che la
Chiesa è solo una porzione di umanità ed è
chiamata ad essere "sale della terra, luce del mondo" [cfr.
Mt 5, 13.14].
Don Gabriele Amorth