Messaggio del 2 luglio 2008:“Cari figli, con amore materno vi voglio stimolare all’amore verso il prossimo. Che mio Figlio sia la fonte di questo amore. Lui che poteva fare tutto con la forza ha scelto l’amore dando l’esempio a voi. Anche oggi Dio attraverso me vi trasmette l’immensa bontà e voi, figli miei, avete il dovere di rispondere ad essa. Con la stessa bontà e generosità comportatevi con le anime che incontrate. Che il vostro amore le converta. In questo modo mio Figlio e il suo amore risorgeranno in voi. Vi ringrazio!”
La Madonna ha aggiunto: “I vostri pastori devono essere nei vostri cuori e nelle vostre preghiere”. Una catena di "Ave, Maria" - di Don Gabriele Amorth
Nel mese di Ottobre, consacrato alla pia pratica del Santo
Rosario, cerchiamo sempre più di "contemplare Cristo con
Maria".
Riprendendo il discorso sul Rosario, il
pensiero va alla definizione che ne diede Paolo VI: "Compendio
di tutto il Vangelo". In realtà, la caratteristica
fondamentale di questa pia pratica è di essere al tempo stesso
preghiera e meditazione dei principali misteri cristiani.
È
per questo che la Madonna a Fatima propone il Rosario come antidoto
all’ateismo: l’uomo d’oggi ha più che mai
bisogno di pregare e di meditare le grandi verità rivelate.
Non ci stupiamo allora dell’insistenza dei Pontefici nel
raccomandare questa preghiera: si pensi, ad esempio [prima della
Lettera apostolica "Rosarium Virginis Mariae" di Giovanni
Paolo II], alle dodici Encicliche sul Rosario di Leone XIII; e non ci
meraviglia il fatto che l’insistenza su questa pia pratica
mariana abbia tanta parte nelle Apparizioni di Lourdes e di Fatima.
Il Rosario, un tesoro da riscoprire
La storia del Rosario ci è ormai nota, specie dopo la
recente celebrazione dell’Anno del Rosario [dall’Ottobre
2002 all’Ottobre 2003]. E ci è nota l’integrazione
dei Cinque “Misteri della luce” con cui Papa Wojtyla ha
voluto arricchire questa pia pratica mariana.
Qui vogliamo
sono recuperare – in Ottobre, che è appunto il mese del
Rosario – qualche riflessione che ci pare particolarmente
attuale.
Il ritmo della vita dei giorni nostri ha spezzato
l’unità della famiglia: si sta poco insieme e talvolta,
anche in quei pochi momenti, neppure ci si parla, perché in
casa detta legge la televisione… Ma già Pio XII
insisteva sul ripristino del Rosario in famiglia: "Se recitate
il Rosario tutti uniti, gusterete la pace nelle vostre famiglie,
avrete la concordia degli animi nelle vostre case". "La
famiglia che prega unita vive unita", ripeteva in tutte le
contrade del mondo l’americano p. Peyton, l’infaticabile
apostolo del Rosario in famiglia. E Giovanni Paolo II ci ricordava:
"Il nostro cuore può racchiudere, in queste decine del
Rosario, i fatti che compongono la vita dell’individuo, della
famiglia, della Nazione, della Chiesa, dell’umanità. Il
Rosario batte il ritmo della vita umana" [RVM, 2].
Il
Rosario è anche la preghiera della pace, la preghiera che
abbraccia tutto il mondo. Un altro grande apostolo del Rosario dei
tempi recenti, il Vescovo Fulton Sheen, aveva ideato una corona a
cinque colori, che è ancora molto in uso: una decina di grani
verdi, per ricordare l’Africa [nota per le sue verdi foreste],
una decina rossa per l’America [abitata in origine dai
Pellirossa], una decina bianca per l’Europa [in omaggio alla
bianca veste del Papa], una decina azzurra per l’Oceania
[immersa nell’azzurro del Pacifico], e una decina gialla per
l’immenso Continente asiatico [con riferimento al colore
tendenziale della pelle di alcune sue razze di abitanti]. Così,
alla fine della corona, si è abbracciato il mondo.
L’uomo
oggi ha più che mai bisogno di pause di silenzio e
riflessione. In questo mondo fracassone c’è necessità
di silenzio orante. Se poi crediamo alla potenza della preghiera,
allora siamo convinti che il Rosario è più forte della
bomba atomica.
Ripensiamo tutto quanto ci è stato
suggerito nel recente "Anno del Rosario", particolarmente
dalla Lettera apostolica "Rosarium Virginis Mariae" di Papa
Giovanni Paolo II: le ragioni per essere fedeli a questa pia pratica
mariana rimangono tutte pienamente valide; anzi, si direbbe, più
di prima: perché c’è ancora maggiore bisogno di
"riscoprire una preghiera così facile e al tempo stesso
così ricca" [RVM, 43], come è il Santo Rosario.
Don Gabriele Amorth