Messaggio del 25 aprile 1996:Cari figli! Oggi vi invito di nuovo a mettere la preghiera al primo posto nelle vostre famiglie. Figlioli, se Dio è al primo posto, allora, in tutto ciò che fate, voi cercherete la volontà di Dio. Così, la vostra conversione quotidiana sarà più facile. Figlioli, con umiltà cercate ciò che non è in ordine nei vostri cuori e capirete ciò che bisogna fare. La conversione sarà per voi un dovere quotidiano che adempirete con gioia. Figlioli, io sono con voi, vi benedico tutti e vi invito a diventare miei testimoni attraverso la preghiera e la conversione personale. Grazie per avere risposto alla mia chiamata! LA DONNA NEMICA DI SATANA - Una lettera ai Vescovi - Don Gabriele Amorth
“Voi dimenticate che io attendo sacrifici per
aiutarvi e per allontanare Satana da voi” (18.3.86). Con questo
materno richiamo al sacrificio aggiungiamo un nuovo elemento (oltre
alla preghiera e al digiuno, tanto spesso insistiti) a quanto la
Mamma Celeste ci suggerisce per combattere Satana. E procediamo nelle
precisazioni che abbiamo iniziato la volta scorsa.
Il 29
settembre 1985 la Congregazione della Fede ha inviato una lettera a
tutti i Vescovi sull’argomento di nostro interesse. Non è
nuovo il contenuto, che si richiama alle norme vigenti; ma è
importante l’interesse che il documento pone all’argomento,
sia quando ricorda alcune limitazioni a cui attenersi, sia quando
incoraggia a ciò che più è efficace per
combattere Satana. Intanto è importante sottolineare
l’occasione che ha suggerito la lettera: il fatto che si stiano
moltiplicando gruppi ecclesiali, guidati da laici anche se sono
presenti sacerdoti, con lo scopo di pregare per ottenere la
liberazione dall’influenza dei demoni.
Tenendo presente
quanto abbiamo scritto la volta scorsa, i nostri lettori
comprenderanno subito che non si tratta di esorcismi (ossia di quel
sacramentale istituito dalla Chiesa e che può essere operato
solo dai sacerdoti autorizzati e seguendo le norme prescritte). La
lettera precisa questo fatto e diciamo subito che essa, pur
ricordando certi limiti a cui queste preghiere di liberazione debbono
attenersi, non le disapprova - tutt’altro - ne disapprova che
possano essere guidate da laici.
La lettera i sofferma a
parlare dell’esorcismo vero e proprio, ricorda le condizioni
che il Codice di Diritto Canonico fissa perché tale
sacramentale sia posto in atto, e invita con insistenza i Vescovi
perché si affrettino ad osservare tali prescrizioni. Più
volte abbiamo notato come nella nostra epoca le diocesi siano spesso
carenti in questo campo. Onestamente riconosco come non sia cosi in
talune confessioni del protestantesimo. E ci fa piacere
un’esortazione, così urgente e autorevole, rivolta ai
Vescovi.
La parte restrittiva, a cui troppi si sono fermati in
esclusiva, si riduce ad affermare che i fedeli non possono far uso
delle formule ufficiali riservate ai sacerdoti autorizzati: viene
ricordato espressamente l’esorcismo di Leone XIII; è
sottinteso, a maggior ragione, che non possono essere usate le
formule dell’esorcismo ufficiale. In più viene ricordato
che, se a guidare la preghiera non e un esorcista autorizzato, si
deve evitare di interrogare il demonio e di cercare di conoscerne il
nome: norma doppiamente saggia, per non atteggiarsi ad esorcisti e
per non esporsi presuntuosamente a rischi.
La lettera termina
incoraggiando a pregare come Cristo ci ha insegnato, perchè
Dio ci liberi dal male e dal Maligno (il termine originale è
identico). E incoraggia ancora, conforme alla tradizione della
Chiesa, a combattere gli spiriti infernali con l’uso frequente
dei sacramenti, ricorrendo all’intercessione della Beatissima
Vergine, degli angeli, dei santi. Mi si consenta notare come, oggi,
la più trascurata ‘e proprio la preghiera agli angeli:
eppure ognuno di noi ha il suo angelo custode; conosciamo la potenza
degli arcangeli in meno e quanto aiuto in più se i cristiani
si abituassero a ricorrere agli angeli.
Domande e risposte
1. Come possiamo regolarci di fronte a tanti non esorcisti che benedicono: sacerdoti, suore, laici?
Si usa la regola del Vangelo: dai frutti si conosce la pianta. Quando queste persone pregano e benedicono senza fare stranezze e senza usare oggetti strani; quando sono di vita retta e del tutto disinteressate; quando i risultati sono buoni, penso che ci si possa fidare. Io credo che lo Spirito Santo sia oggi largo di carismi di liberazione, a individui e a gruppi, anche per supplire alla scarsità di esorcisti. Certo bisogna informarsi bene: c’è anche tanta falsità, imbroglio, interesse.
2. Lei è un gran bel tipo. Se la prende con i vescovi perché non nominano esorcisti, e dice che commettono colpa grave; se la prende con noti esorcisti, dicendo che hanno le idee storte. Come la mettiamo?
La mettiamo che i vescovi hanno l’obbligo di nominare gli esorcisti (can. 1172). E gli esorcisti hanno l’obbligo di prepararsi (vedi Norme del Rituale, n. 2). Esorcisti non ci si improvvisa; se non si è prima visto come agisce chi è gia pratico, non si è in grado di procedere. E’ quello che ho affermato quando ho scritto che “stiamo perdendo la scuola”: in passato in una diocesi l’esorcista anziano ed esperto istruiva quello “novellino”. Per me è stata una grande grazia operare alla scuola di P. Candido Amantini, passionista alla Scala Santa, esorcista da 35 anni. Ho imparato più da lui che dai libri.
Nei nostri incontri di preghiera, possono avvenire guarigioni? Possono avvenire liberazioni dal maligno?
Rispondo di sì. Queste grazie il Signore
permette che avvengano anche in forma improvvisa e con effetti di
testimonianza evidente quando ci sono dei carismatici della forza, ad
esempio, di P. Tardiff. Ma ciò che conta è la preghiera
rivolta a Dio con fede: “Tutto quello che chiederete al Padre
nel mio nome vi sarà concesso”. Anche le liberazioni dal
maligno sono più frutto di preghiera e di conversione sincera
che di esorcismi. Una seconda risposta riguarda angeli e demoni.
Essi
hanno già fatto la loro scelta definitiva e irrevocabile: o
con Dio (angeli) o contro Dio (demoni). Ma il giudizio definitivo su
di loro non è ancora stato pronunciato. Ogni giudizio spetta a
Cristo, e Gesù associa a sè il suo corpo mistico; per
cui S. Paolo scrive (1 Cor.,5): “Non sapete che giudicheremo
gli angeli?” Si tenga poi conto che per gli spiriti il tempo ha
una dimensione diversa da noi. Accade così che gli angeli
possono ancora fare del bene e riceverne un aumento di gloria; i
demoni possono fare del male e ne riceveranno un aumento di pena
eterna. Vi dico queste cose per incoraggiarvi ad invocare spesso gli
arcangeli, gli angeli, i cori celesti; soprattutto il vostro angelo
custode.
(don Gabriele Amorth)