ESORCISMO: DOMANDE E RISPOSTE
di Don Gabriele Amorth
Il
successo del libro: Un esorcista racconta, mi ha portato in primo piano, contro
ogni mio merito, nei mezzi di comunicazione sociale. Ho rilasciato più
di cento interviste a RAI TV e giornali d'ampia risonanza, oltre a tanti incontri
minori, sempre seguiti da discussione. Ho accumulato una grande quantità
di domande, tra cui mi è facile scegliere le più ricorrenti. Si
pensi che, anche solo nei miei interventi a Radio Maria, venivo intervistato
per un' ora e poi, per due ore, si susseguivano le telefonate con le richieste
degli ascoltatori. Poi ho iniziato una serie di interventi mensili, di un' ora
e mezzo. Sul mensile Eco di Medjugorje ho curato a lungo una rubrica che terminava
con domande e risposte.
Ho ritenuto opportuno valermi di questa esperienza e riportarne qui i tratti
più significativi. Non presenterò un capitolo organico, dato che
si tratta di domande singole, staccate; mi sforzo solo di raggrupparle in base
alle affinità degli argomenti. Credo però che il lettore resterà
soddisfatto perché questo capitolo rispecchia, più di ogni altro,
gli interessi immediati della gente.
ESORCISTI E MAGHI
Ci
sono esorcisti più forti ed esorcisti più deboli, o l'uno vale
l'altro?
La differenza tra un esorcista e un altro c'è, è innegabile. Dipende
da fattori d'indole spirituale (l'intensità di preghiera, di unione con
Dio, di sacrifici; oso dire: la santità) e da fattori umani quali l'esperienza,
l'intelligenza, la cultura specifica, l'intuizione... Non è però
facile valutare questi fattori e ogni confronto sarebbe errato perché
solo Dio è giudice. Giustamente un esorcista francese, rispondendo al
suo vescovo che gli aveva posto questa domanda, gli ha fatto l'elenco delle
cose nuove che aveva imparato, anno dopo anno, durante l'esercizio di questo
ministero; in sostanza ha voluto dire: posso solo confrontarmi con me stesso,
e ho visto che ho sempre da imparare, ma ho anche visto i vantaggi dell' esperienza.
Non dimentichiamo inoltre che, in questo settore, giocano molto anche altri
fattori: l'impegno di fede e di preghiera della persona colpita e dei suoi cari;
la fede nell'intercessione della Chiesa e quindi l'accostarsi all'esorcista
come ad uno strumento di Dio, attraverso l'incarico ricevuto dal suo vescovo.
Ho anche notato che certi esorcisti sono più efficaci con un certo tipo
di mali malefici, altri lo sono con un altro tipo di mali. Ma è poi sempre
il Signore che decide e che concede la grazia del risultato all'uno o all' altro,
come lui vuole, perché si debba a lui solo ogni rendimento di grazie.
Che
differenza c'è tra un mago e un esorcista?
Il mago, quando è un vero mago e non un semplice imbroglione, agisce
con la forza di Satana; l'esorcista agisce con la forza del nome di Gesù
e l'intercessione della Chiesa.
Come
dobbiamo regolarci di fronte a tanti non esorcisti che benedicono: sacerdoti,
suore, laici?
Tutte le preghiere sono efficaci, purché fatte con fede, con umiltà,
con carità (quindi senza nessun interesse materiale), senza stranezze.
Pregare gli uni per gli altri è certamente una raccomandazione che ci
viene da Dio. Ognuno può farlo conforme al suo sacerdozio: derivante
dal battesimo o più ancora se si tratta di sacerdozio ministeriale. È
ottima cosa che i sacerdoti benedicano; dovrebbero farlo molto di più.
È evidente che si tratta in questi casi di preghiere private, che niente
hanno a che fare col sacramentale dell'esorcismo. Poi bisogna guardare ai frutti.
Conosco tanti che pregano o benedicono con efficacia; conosco anche tanti che
si sono fatti una fama da san toni, mentre non sono altro che imbroglioni o
ipocriti, quando non sono addirittura dei maghi. Non possiamo pretendere che
sia 1'autorità ecclesiastica a pronunciarsi in tutti i casi; sono troppi
e neppure meritano una considerazione di carattere ufficiale. Dobbiamo essere
noi ad avere buon senso e a saperci regolare; dovrebbero i parroci essere in
grado di dare i consigli appropriati ai singoli casi che prendono piede nelle
loro parrocchie.
Il
fatto di non trovare esorcisti o esorcisti validi spinge ad andare dai maghi.
È peccato? E se si viene davvero guariti?
Purtroppo la difficoltà è reale; ma c'è anche la tendenza,
da parte di molti, a voler ricorrere ad un esorcista quando non ce n'è
nessun bisogno, perché bastano i mezzi comuni di grazia. In ogni caso
ricorrere ai maghi è un peccato di superstizione, che trasgredisce il
primo comandamento, ed è espressamente condannato dalla Bibbia. E se
il mago guarisce davvero? L'esperienza m'insegna che si tratta, il più
delle volte, di guarigioni provvisorie, che lasciano poi il posto a mali maggiori.
In ogni caso: disgraziata quella persona che viène guarita da un mago,
ossia da uno collegato con Satana. Essa contrae a sua volta un legame sia col
demonio sia col mago. E si tratta di legami con dure conseguenze, per cui è
poi molto faticoso spezzarli.
È
peccato andare da cartomanti?
È peccato di superstizione, che può essere più o meno grave,
secondo i casi. Ad esempio, uno va a farsi fare le carte per la pura curiosità
di sapere che cosa gli viene detto; è una venialità; e si espone
a rischi di continuità, di aggravamento. Sono solito dividere i cartomanti
in tre categorie: gli imbroglioni, che fanno soldi alle spalle degli ingenui;
coloro che hanno un qualche potere paranormale e si servono delle carte per
fame uso, come un rabdomante fa uso della bacchetta per trovare l'acqua; in
questo caso non c'è né colpa né danno, purché si
stia nei limiti dovuti (ad esempio, è impossibile predire il futuro);
ci sono infine i cartomanti che praticano con le carte magia unitamente a divinazione,
e allora c'è da ripetere quanto si è detto sopra, circa la magia.
Si
può fare un esorcismo a una persona lontana, a sua insaputa?
Si può farlo. Ho già detto che spesso esorcizzo per telefono e con efficacia;
altre volte faccio esorcismi (ossia preghiere!) per quelle persone più colpite
che si rivolgono a me, anche a loro insaputa, soprattutto alla sera. Quello che
non si può fare è esorcizzare contro la volontà di una persona: i suoi doni il
Signore li offre, mai li impone. Ad esempio, mi è capitato spesso di sentirmi raccomandare persone
che i familiari ritengono indemoniate; ma non pregano, non vanno mai in chiesa,
I non credono e mai accetterebbero di farsi benedire da un sacerdote. In questi
casi si può solo pregare.
Un
esorcista si può sbagliare? Ho portato un mio parente da un esorcista
che non gli ha trovato niente. Ma il suo comportamento è tale da far
supporre una presenza malefica e un sensitivo afferma che è vittima di
una fattura.
È possibile che un esorcista si sbagli. In un caso come quello esposto
consiglierei di sentire il parere di un altro esorcista. Non dimentichiamo però
che ci sono dei maniaci, ci sono di quelli che vanno da un esorcista all'altro,
finché non trovano qualcuno che dica ciò che vogliono loro. Qui
ci vuole un bravo medico; oppure una serie di preghiere di liberazione dalle
manie specifiche, se il soggetto si presta a collaborare.
Quali
sono i principali ostacoli che incontra un esorcista?
Sono tanti. Ostacoli per fare una diagnosi, anche con l'aiuto di medici specialisti.
E se si riscontra un male malefico, molti ostacoli derivano dalla scarsa collaborazione
del paziente: occorre una sincera conversione a Dio, una vita di grazia, tanta
preghiera e frequenza ai sacramenti. La gente è pigra; ha spesso la tendenza
alla passività: "Padre, mi liberi dal demonio"; "No. Sei
tu che ti devi liberare. lo posso solo aiutarti e indicarti i mezzi". Talvolta
ci sono impedimenti alla grazia: difficoltà a un sincero perdono di cuore,
a cambiare vita se si è radicati in uno stato di peccato; difficoltà
a spezzare certi legami col maligno che richiedono di spezzare
certi legami umani: amicizie peccaminose, vizi radicati... Il compito dell'esorcista
è fondamentalmente quello di portare le anime a Cristo: è lui
il liberatore. Tutto ciò che ostacola una vita di unione con Dio è
di ostacolo per l'opera degli esorcisti.
PROBLEMI DI DOTTRINA
Tutto
viene da Dio. Il bene e il male sono sempre esistiti. Accettiamo questa realtà
perché è inutile combatterla.
Tutto è permesso da Dio - «Non cade foglia che Dio non voglia»
-, ma non tutto è voluto da Dio. Da Dio viene solo il bene. E non è
vero che il bene e il male siano sempre esistiti; ci sono filosofie e religioni
che si basano su questo falso concetto, come se il bene e il male fossero due
forze eterne, sullo stesso piano. No; si escluderebbero a vicenda: Dante direbbe:
«Per la contraddizione che non consente». È sempre esistito
solo Dio: l'unico principio di tutto. E da Dio è stato creato solo il
bene; per cui la Bibbia ci presenta Dio che si compiace di avere creato tutte
le creature belle e buone, per la vita e per la felicità.
Il male è entrato nel mondo quando Dio ha voluto creare esseri di straordinaria
grandezza, perché intelligenti e liberi. La libertà, sia per l'angelo
sia per l'uomo, è una grandezza insostituibile. Il male è iniziato
per colpa dell'angelo e poi dell'uomo, che hanno abusato di questo dono di Dio.
Perciò il male non c'è sempre stato, ma ha avuto origine da quando
una parte di angeli si è ribellata a Dio, e poi da quando Adamo ed Eva
hanno disobbedito a Dio. Ancora tuttavia si manifesta la misericordia e la sapienza
divina che, pur tollerando il male (perché Dio non rinnega le creature
sue, né la possibilità che ha loro dato di nuocere ad altri),
anche d male sa trarre il bene. Perciò malattie, dolori, persecuzioni,
perfidia e tutto il male che c'è nel mondo, pur non provenendo da Dio,
possono giovare alla santificazione e quindi al bene.
Vorrei
sapere che relazione c'è tra libertà e tentazioni e poi tra libertà
e possessione diabolica.
Tutti gli uomini sono soggetti alle tentazioni di Satana, ossia alla sua azione
ordinaria. Ma sempre la nostra libertà è in grado di vincerle.
La Scrittura ci assicura che Dio non permette che siamo tentati al di sopra del
le nostre forze; che possiamo e dobbiamo resistere a Sa tana «forti nella
fede» (1Pt 5,2); che se resistiamo; Satana lui «fuggirà da
noi» (Gc 4,7). Dobbiamo peri usare i mezzi di grazia che il Signore ci
elargisce, con forme al suo ammonimento: «Vigilate e pregate per non cadere
in tentazione» (Mt 26,41).
È più complesso parlare del rapporto tra libertà e poso
sessione diabolica. In tutti i casi in cui la possessione è colpevole, si tratta di un cattivo uso della libertà, per cui si paga la
conseguenza delle colpe che hanno portato alla possessione. Quando questa è
incolpevole (perché dovuta a permissione divina o a maleficio), l'uomo
la subisce contro la sua libera volontà e si comporta come di fronte
a tante sofferenze umane, ad esempio, di fronte alle malattie. In ogni caso
la possessione non toglie la libertà, tranne che nei momenti di crisi
acuta, in cui non si è responsabili di quanto si dice o si fa. Ma il
libero arbitrio resta, per cui resta la possibilità di compiere il bene
o il male, di santificarsi o di dannarsi.
Perché Dio permette che un bambino innocente possa già nascere
con disturbi malefici, o addirittura con una possessione diabolica?
Anche questo problema va visto alla luce di tutto il problema del dolore e del
male. Guardiamo alla croce di Cristo, alla risurrezione che ne è seguita,
e possiamo capire qualcosa. Ci sono dolori che non hanno una spiegazione razionale,
guardando solo alla vita terrena, ma che acquistano il loro significato guardando
al poi, alla vita eterna. Per aiutarci a capire, paragoniamo un bambino che
nasce con un male malefico ad un bambino che nasce malato, ad esempio, che nasce
mongoloide. Perché Dio, che vuole solo il bene, permette questo?
Facciamo credito alla sua sapienza che, anche da questo male, da essa non voluto,
sa trarre il bene.
Perché
Gesù non liberò Giuda da Satana?
Dio rispetta sempre la nostra libertà, anche se ne usiamo male. Sappiamo
che ci vuole tutti salvi, che Gesù è morto per tutti, che nessuno
è predestinato all'inferno; e sappiamo che se uno pecca, Dio non vuole
la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Però Dio i suoi doni
li offre; non li impone. Uno può sempre rifiutarli. Io penso che Giuda
abbia avuto grazie straordinarie sia per conoscere Gesù, vivendo con
lui, sia per potersi sollevare dalla sua misera condizione di ladro. Chissà
quanti tentativi ha fatto il Signore per convertirlo! Solo un persistente indurito
rifiuto della grazia può averlo portato al punto a cui è giunto.
Quanto è detto per Giuda vale per tutti.
Nella
mia casa si udivano rumori notturni che ci disturbavano. Abbiamo poi saputo
che, prima che noi vi andassimo ad abitare, un uomo vi si era impiccato. Dietro
consiglio di un amico del "Rinnovamento dello Spirito" abbiamo fatto
celebrare per quel defunto le messe gregoriane e i rumori sono cessati. Potrei
raccontare altri fatti, attribuiti a defunti. Che cosa si deve credere?
È un tema quanto mai vasto e che andrebbe approfondito, come ancora non
è stato fatto. Credo che vada inquadrato nella ricerca biblico-teologica
su questi argomenti: quale è la vita dei defunti e degli stessi demoni,
prima del giudizio universale? Quale è la loro attività? Già
ne abbiamo fatto cenno, ma ne riparliamo volentieri.
Alcune verità fanno parte del comune insegnamento della Chiesa. Incominciamo
dagli spiriti angelici. Sappiamo che angeli e demoni esercitano un' attività
nei nostri riguardi, benefica o malefica secondo che si tratta di angeli o demoni.
Riguardo ai demoni, Pietro e Giacomo ci dicono concordemente che sono incatenati
nel Tartaro, in attesa del giudizio finale; anche Paolo ci avverte che i giusti
saranno associati a Cristo nel giudicare gli angeli. Evidentemente il fatto
che la scelta operata dagli angeli e demoni sia definitiva e irreversibile,
e il fatto dell'incatenamento dei demoni, non impedisce una loro attività:
ordinaria e straordinaria, come abbiamo visto;
ed è un' attività che continuerà fino alla fine del mondo.
Riguardo alle anime umane sappiamo che anche per loro il periodo della prova
termina con la morte. Ma intanto, nell' attesa del giudizio finale, cosa possono
fare in relazione al mondo dei viventi? Il dogma della Comunione dei santi ci
parla dell' attività dei beati: possono ricevere le nostre suppliche
e intercedere per noi.
Lo stesso dogma ci parla dell' attività delle anime purganti: possono
ricevere i nostri suffragi e possono intercedere per noi. Nulla finora ci è
stato detto delle anime dei dannati.
Soprattutto il mondo laico si è interessato e si interessa di questi
problemi. Ma quello che è mancato specie negli ultimi decenni, è
l'interesse dei teologi, che se ne sono altamente disinteressati dei problemi
dell'aldilà. Poiché gli umori dei teologi si ripercuotono sempre
sull' attività pastorale, anche i sacerdoti li hanno seguiti in questo
disinteresse. Come conseguenza, ad esempio, abbiamo riscontrato una paurosa
carenza di predicazione sui novissimi; carenza nella predicazione e carenza
nei catechismi: non solo in quello olandese che, troppo combattuto alla sua
uscita, è poi stato anche troppo imitato dagli altri catechismi postconciliari.
Non posso negare che, in queste condizioni, anche gli esorcisti si trovano talvolta
spiazzati di fronte a problemi che la loro cultura teologica è insufficiente
a risolvere con sicurezza. Da qui varie ipotesi di soluzione, avanzate con umiltà
ed esitazione, come abbiamo visto, ad esempio, a proposito delle presenze. Ma
il mondo d'oggi, saremmo dei ciechi a non accorgercene, si aspetta da noi delle
risposte a problemi nuovi, o a problemi che si pongono in termini nuovi, e noi
sacerdoti ci troviamo sprovveduti, incerti, divisi e soprattutto non coinvolti,
non interessati. Benché si tratti di problemi che ci riguardano in modo
diretto e specifico. Intanto approvo quanto è stato fatto nel caso esposto.
DOMANDE VARIE E SINTOMI PARTICOLARI
Sono
colpiti dai disturbi satanici più uomini o donne? Più giovani o
vecchi?
Tutti noi esorcisti benediciamo molte più donne che uomini. In parte
ciò è dovuto al fatto che le donne più facilmente degli
uomini sono disposte a ricevere le benedizioni di un sacerdote. Ma penso che
questo fatto non basti a giustificare la differenza. E neppure il calcolo numerico,
che le donne sono in maggior numero, dal punto di vista anagrafico. Credo proprio
che le donne siano più esposte agli attacchi del demonio perché
questi pensa di servir se ne poi per far sua preda anche gli uomini. Un po'
come ha fatto fin dall'inizio, tentando prima Eva. Comunque, anche se posso
essere incerto sui motivi, sono certo sulla risposta da dare al richiedente:
sono più colpite le donne.
Anche sulla seconda risposta non ho dubbi: sono più colpiti i giovani.
Basti rileggere quanto abbiamo scritto sulle cause colpevoli e ci è facile
vedere come i giovani siano più esposti ad esserne vittime.
L'indemoniato
è un malato contagioso? Ad aiutarlo si possono subire danni, come, ad
esempio, le vendette di Satana?
I mali malefici non sono contagiosi, ma è possibile che venga colpita
un'intera famiglia, o un gruppo anche molto grande, come si è detto.
Vediamo bene che, quando è colpita solo una persona, non ne riceve alcun
danno né il marito (o la moglie), né i figli. Tanto meno gli altri.
E opera altamente meritoria aiutare questi malati come è altamente meritorio
aiutare chiunque è nel bisogno. Qui può trattarsi di aiuto costante
nella preghiera, nella recezione dei sacramenti, nelle attività quotidiane.
Per chi assiste e aiuta l’esorcista, può esserci il bisogno di
tenere stretto l’indemoniato se si agita, nel pulirlo se sbava, ecc. Non
ho mai notato inconvenienti. E torno a dire, specie per i sacerdoti che temono
le vendette di Satana se si dedicano a questo ministero, che il maligno ci fa
già tutto il male che può; è una sciocca illusione pensare
che a lasciarlo in pace ci lasci in pace; ed è una sciocca stoltezza
pensare che si vendichi di più con chi di più lo combatte. Guardiamo
ai santi: in generale ve diamo che più uno combatte il demonio e più
il demonio ha paura di lui. Questa è la normalità dei casi. I
santi che hanno subito danni fisici dal demonio, come il curato d’Ars,
sono eccezioni e in genere non erano esorcisti.
La mia vita è stata tutta un susseguirsi di mali. Per 65 volte
sono stata ricoverata in cardiologia; la vita della mia famiglia è un
susseguirsi di disgrazie a catena...
Questa dura esperienza, narrata in diretta a Radio Maria, è purtroppo
tutt’altro che rara. Tutti gli esorcisti hanno conoscenza di casi dolorosissimi,
in cui proprio pare che non ci sia niente che vada dritto: salute, amicizie,
lavoro, incidenti stradali nei modi più impensati, lutti improvvisi...
Eppure, anche se si procede ad esorcismi almeno a carattere esplorativo, non
si riscontrano particolari reazioni che facciano pensare a presenze malefiche.
È come se il demonio perseguitasse quasi dal l’esterno quella famiglia,
in tutto ciò che fa o che ha, senza prendere possesso di nessun membro.
In questi casi il sacerdote, qualunque sacerdote, può esercitare un ruolo
importantissimo di sostegno, di preghiera, di fiducia. E possibile non riuscire
ad arginare le disgrazie, ma è sempre possibile riuscire ad impedire
la disperazione, riuscire a far valorizzare la sofferenza. Che la causa sia
il demonio o che sia un inspiegabile intreccio di coincidenze avverse, ha poca
importanza. E importante il conforto, il sostegno. Non c’è dubbio
che il dolore è la più grande prova contro la nostra fede, che
o si rinsalda o si perde. Ecco per ché queste situazioni, che solo alla
luce della fede possono trovare il loro significato, sono un campo prezioso
aperto all’aiuto dei sacerdoti, oltre che di tutte le ani me generose.
Spesso ho notato, in persone che non hanno sintomi di malattie psichiche, ma
presentano mali di natura non cura bi le per via medica, sintomi di freddo,
stanchezza, sonnolenza; tendenza ad adagiarsi in un ‘ignavia assoluta...
Notate questi sintomi anche voi esorcisti?
La domanda mi è stata posta, anche questa volta in diretta, durante una
trasmissione di Radio Maria, da uno di quegli psichiatri che ogni esorcista
vorrebbe avere al suo fianco. Sì, anche noi notiamo questi sintomi, oggi
sempre più frequenti, soprattutto nei giovani. Aggiungo: perdita della
fede, tendenza a rimanere chiusi in casa, totale incapacità a studiare
o a fare qualsiasi lavoro, fino a una specie di blocco del cervello. Spesso
si aggiunge una ripugnanza a qualsiasi cibo e un senso di inferiorità
che porta la persona ad appartarsi da tutto e da tutti, a rinchiudersi sempre
più con un senso crescente di disperazione. Ho esorcizzato, presso l’ospedale
Gemelli di Roma, una ragazza affetta da anoressia, ottenendo buoni risultati.
Non esito a ripetere che, in casi come questi, è indispensabile una collaborazione
tra esorcisti e psi (uso, come i francesi, la sillaba che comprende psichiatri,
psicologi, psicanalisti...), soprattutto e prima di tutto psichiatri.
PARLIAMO DI SATANA
Qual è il volto di Satana? Come immaginarlo? Che origine ha la
sua rappresentazione con coda e corna? Puzza davvero di zolfo?
Satana è un puro spirito. Siamo noi che per immaginarlo gli diamo una
raffigurazione fisica; e lui, quando appare, assume un aspetto sensibile. Per
quanto brutto possiamo rappresentano, è sempre immensamente più
brutto; non si tratta di bruttezza fisica, ma di perfidia e lontananza da Dio,
il sommo bene e il culmine di ogni bellezza. Penso che la raffigurazione con
corna, coda, ali da pipistrello, voglia significare il degrado avvenuto in
questo essere spirituale che, creato buono e splendente, è diventato
orrido e perfido. Così noi, con forme alla nostra mentalità, lo
immaginiamo un poco me un uomo che venga declassato al rango di un animale (corna,
artigli, coda, ali..). Ma si tratta di nostra immaginazione. Come pure il demonio,
quando vuole rendersi visibilmente presente, assume un aspetto sensibile, falso,
ma tale da farsi vedere: può essere un animale spaventoso, un uomo orribile
e potrebbe anche essere un elegante signore; varia secondo l’effetto che
intende provocare, di paura o di attrazione.
Quanto agli odori (zolfo, bruciato, sterco...), si tratta di fenomeni che il
demonio può provocare, come può provocare fenomeni fisici sulla
materia e mali fisici nel corpo umano. Può anche agire sulla nostra psiche,
at traverso sogni, pensieri, fantasie; e può trasmetterci i suoi sentimenti:
odio, disperazione. Sono tutti fenomeni che si verificano nelle persone colpite
da mali satanici e soprattutto nei casi di possessione. Ma la vera perfidia
e la vera bruttezza di questo essere spirituale è superiore ad ogni immaginazione
umana e ad ogni possibilità di rappresentazione.
Il demonio può localizzarsi in un uomo, in una sua parte, in
un luogo? E può coabitare con lo Spirito Santo?
Essendo puro spirito, il demonio non si localizza in un posto o in una persona,
anche se ne dà l’impressione. In realtà non si tratta di
localizzarsi, ma di agire, di influire. Non è una presenza come un essere
che va da ad abitare in un altro essere; o come l’anima nel corpo. E come
una forza che può agire nella mente, in tutto un corpo umano o in una
parte di esso. Per cui anche noi esorcisti abbiamo talvolta l’impressione
che il demonio (preferiamo dire il male) stia, ad esempio, nello stomaco. Ma
si tratta solo di una forza spirituale che agisce nello stomaco.
Così sarebbe errato pensare che nel corpo umano ci possa abitare lo Spirito
Santo e il demonio, come se due rivali stessero nella stessa camera. Sono forze
spirituali che possono agire contemporaneamente e in modo diverso in uno stesso
soggetto. Poniamo ad esempio il caso di un santo che abbia il tormento di una
possessione diabolica: senza dubbio il suo corpo è tempio del lo Spirito
Santo, nel senso che la sua anima, il suo spirito, aderiscono pienamente a Dio
e seguono la guida dello Spirito Santo. Se noi pensassimo a questa unione come
a un qualche cosa di fisico, anche le malattie sarebbero incompatibili con la
presenza dello Spirito Santo; è in vece una presenza, quella dello Spirito
Santo, che san tifica l’anima e guida l’agire e il pensare. Ecco
perché la presenza dello Spirito Santo può coesistere con le sofferenze
provocate da una malattia o da un’altra forza, come è quella del
demonio.
Non potrebbe Dio bloccare l’azione di Satana? Non potrebbe bloccare
l’opera degli stregoni e dei maghi?
Dio non lo fa perché, creando gli angeli e gli uomini liberi, lascia
che agiscano conforme alla loro natura intelligente e libera. Poi, alla fine,
tirerà le somme e darà a ciascuno ciò che merita. Credo
che a questo proposito sia quanto mai chiara la parabola dei buon grano e della
zizzania: alla richiesta dei servi di estirpare la zizzania, il padrone rifiuta
e vuole che si aspetti il tempo della mietitura. Dio non rinnega le sue creature,
anche se si comportano male; in caso contrario, se le bloccasse, il giudizio
sarebbe già fatto, prima ancora che la creatura abbia la possibilità
di esprimere se stessa integralmente. Noi siamo esseri finiti; i nostri giorni
terreni sono contati, per cui ci di spiace questa pazienza di Dio: vorremmo
vedere subito il bene premiato e il male punito. Dio aspetta, lasciando all’uomo
il tempo di convertirsi e servendosi anche del demonio perché l’uomo
possa dare prova di fedeltà al suo Signore.
Molti non credono nel demonio perché sono guariti in seguito a cure psicologiche
o psicoanalitiche.
E chiaro che in quei casi non si trattava di mali malefici e tanto meno di possessioni
malefiche. Ma non so no necessari questi disturbi per credere nell’esistenza
del demonio. La parola di Dio è molto esplicita in proposito; ed è
chiaro il riscontro che rileviamo nella vita umana, individuale e sociale.
Gli esorcisti interrogano il demonio e ne ottengono risposte. Ma se il demonio
è il principe della menzogna, che cosa di utile si può ottenere
ad interrogarlo?
E vero che le risposte del demonio vanno poi vaglia te. Ma talvolta il Signore
impone al demonio di dire la verità, per dimostrare che Satana è
stato sconfitto da Cri sto ed è anche costretto a ubbidire ai seguaci
di Cristo che agiscono nel suo nome. Spesso il maligno afferma espressamente
di essere costretto a parlare, cosa che fa di tutto per evitare. Ma, ad esempio,
quando è costretto a rivelare il suo nome, è per lui una grossa
umiliazione, un segno di sconfitta. Guai però se l’esorcista si
perdesse dietro a domande curiose (che il Rituale espressamente vieta) o se
si lasciasse guidare in una discussione dal demonio! Proprio perché è
maestro di menzogna, Satana resta umiliato quando Dio lo costringe a dire la
verità.
Sappiamo che Satana odia Dio. Si può dire che anche Dio odia
Satana, per la sua perfidia? Esiste dialogo tra Dio e Satana?
«Dio è amore», come lo definisce s. Giovanni (1 Gv 4,8).
In Dio ci può essere disapprovazione per il comportamento, mai odio:
«Tu ami le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato»
(Sap 11,23-24) . L’odio è un tormento, forse il più grande
dei tormenti; è inammissibile in Dio. Quanto al dialogo, possono le creature
interromperlo col Creatore, ma non viceversa. libro di Giobbe, i colloqui tra
Gesù e gli indemoniati, le affermazioni dell’Apocalisse; ad esempio:
«Ora è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti a Dio giorno e notte» (12,10), lasciano
supporre che non c’è chiusura da parte di Dio di fronte alle sue
creature, per quanto perverse.
La Madonna a Medjugorje parla spesso di Satana. Si può dire che egli
oggi sia più forte che nel passato?
Credo di sì. Ci sono epoche storiche di maggior corruzione che altre,
anche se sempre troviamo il bene e il male. Ad esempio, se studiamo la condizione
dei Romani ai tempi della decadenza dell’Impero, non c’è
dubbio che troviamo generalizzata una corruzione che non c’era ai tempi
della Repubblica. Cristo ha sconfitto Sa tana e dove regna Cristo, Satana cede.
Per questo troviamo in certe aree del paganesimo uno scatenarsi del demonio
superiore a quanto riscontriamo presso i popoli cristiani. Ho, ad esempio, studiato
questo fenomeno in certe zone dell’Africa. Oggi il demonio è assai
più forte nella vecchia Europa cattolica (Italia, Francia, Spagna, Austria...)
perché in queste nazioni il calo della fede è pauroso e intere
masse si sono date in preda alla superstizione, come abbiamo fatto notare a
proposito delle cause dei mali malefici.
MEZZI DI LIBERAZIONE
Nei nostri incontri di preghiera avvengono spesso liberazioni dal maligno,
benché non si facciano esorcismi, ma solo preghiere di liberazione. Lei
ci crede o pensa che ci illudiamo?
Ci credo perché credo nella forza della preghiera. Il Vangelo ci presenta
il caso più difficile di liberazione, quando ci parla di quel giovane
su cui gli apostoli hanno pregato invano. Ne abbiamo parlato nel secondo capitolo.
Ebbene, Gesù richiede tre condizioni: la fede, la preghiera, il digiuno.
E questi restano sempre i mezzi più efficaci. Indubbiamente la preghiera
è più forte quando è fatta da un gruppo. Anche questo il
Vangelo ce lo dice. Non mi stancherò mai di ripetere che ci si può
liberare dal demonio con la preghiera e senza esorcismi; mai con gli esorcismi
e senza preghiera.
Aggiungo poi che, quando preghiamo, il Signore ci dà ciò di cui
abbiamo bisogno, anche indipendentemente dalle nostre parole. Noi non sappiamo
quello che dobbiamo chiedere; è lo Spirito che prega per noi, «con
gemiti inesprimibili». Per cui il Signore ci dà molto di più
di quello che domandiamo, molto di più di quello che oseremmo sperare.
Mi è capitato di vedere persone liberate dal demonio mentre p. Tardif
faceva preghiere di guarigione; e mi è capitato di assistere a guarigioni
mentre mons. Milingo faceva preghiere di liberazione. Preghiamo: ci pensa poi
il Signore a darci quello di cui abbiamo bisogno.
Esistono luoghi privilegiati per la liberazione da mali malefici? Talvolta
se ne sente parlare.
Si può pregare ovunque, ma non c’è dubbio che da sempre
— sono luoghi privilegiati di preghiera quelli in cui il Signore si è
particolarmente manifestato o quel li a lui direttamente consacrati. Già
presso il popolo ebraico troviamo tutta una serie di questi luoghi: dove Dio
si era manifestato ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe... Noi pensiamo ai nostri
santuari, alle nostre chiese. Per cui spesso le liberazioni dal demonio non
avvengono al la fine di un esorcismo, ma presso un santuario. P. Candido era
particolarmente legato a Loreto e Lourdes, per ché molti suoi malati
sono stati liberati in quei santuari.
E vero che ci sono anche luoghi in cui ricorrono con speciale fiducia coloro
che sono colpiti dal demonio. Ad esempio a Sarsina, dove il collare di ferro,
usato per penitenza da s. Vicinio, è stato spesso occasione di liberazioni;
un tempo si andava al santuario di Caravaggio oppure a Clauzetto, dove si venera
una reliquia del preziosissimo sangue di Nostro Signore; in questi luoghi spesso
i colpiti dal demonio hanno ottenuto la guarigione. Direi che anche il ricorso
a luoghi particolari è utile per provocare in noi una maggior fede; ed
è questa che conta.
Mi sono liberata. La preghiera e il digiuno mi hanno giovato più
degli esorcismi, da cui ho avuto solo benefici passeggeri.
Ritengo valida anche questa testimonianza; sostanzialmente abbiamo già
dato sopra la risposta. Ribadiamo il concetto, molto importante, che il colpito
non deve avere un atteggiamento passivo, come se stesse nell’esorcista
il compito di liberarlo; ma è necessario che collabori attivamente.
Vorrei sapere che differenza c’è tra l’acqua benedetta e
l’acqua di Lourdes o di altri santuari. Così pure che differenza
c’è tra l’olio esorcizzato e l’olio che scaturisce
da certe immagini sacre o che arde nelle lampade poste in certi santuari e che
viene usato con devozione.
L’acqua, l’olio, il sale esorcizzati o benedetti sono dei sacramentali.
Ma anche se ricevono un’efficacia particolare per l’intercessione
della Chiesa, è la fede con cui vengono usati a conferire loro l’efficacia
nei casi concreti. Gli altri oggetti di cui parla il richiedente non so no sacramentali,
ma hanno la loro efficacia conferita dalla fede, attraverso cui si invoca l’intercessione
derivante dalla loro provenienza: dalla Madonna di Lourdes, dal Bambino di Praga,
ecc.
Ho un vomito continuo di saliva densa e schiumosa. Nessun medico ha
saputo darmene spiegazione.
Se ne sente beneficio, può essere un segno di liberazione da qualche
influsso malefico. Spesso chi ha ricevuto un maleficio, mangiando o bevendo
qualcosa di fatturato, se ne libera vomitando saliva densa e schiumosa. In questi
casi consiglio tutto ciò che si suggerisce quando occorre una liberazione:
molta preghiera, sacramenti, perdono di cuore... quanto già abbiamo detto.
In più, bere acqua benedetta e olio esorcizzato.
Non so perché, sono molto invidiato. Temo che questo mi possa danneggiare.
Vorrei sapere se le gelosie e le invidie possono causare mali malefici.
Li possono causare solo se sono occasioni per fare un maleficio. Diversamente
sono sentimenti che corro dono chi li ha e che, indubbiamente, turbano la buona
armonia. Pensiamo anche solo alla gelosia di un coniuge: non causa mali malefici,
ma rende infelice un matrimonio che avrebbe potuto essere ben riuscito. Non
causano altri disturbi.
Mi è stato consigliato di fare spesso preghiere di rinuncia a Satana.
Non ne ho ben capito il motivo.
E sempre utilissimo il rinnovo dei voti battesimali, in cui riaffermiamo la
nostra fede in Dio, la nostra adesione a lui, e rinunciamo a Satana e a tutto
quello che ci proviene dal demonio. Il consiglio che le è stato dato
suppone che lei abbia contratto dei legami che deve spezzare. Chi frequenta
maghi, contrae un legame malefico sia col demonio sia col mago; così
chi frequenta sedute spiritiche, sètte sataniche, ecc. Tutta la Bibbia,
soprattutto l’Antico Testamento, è un continuo invito a spezzare
ogni legame con gli idoli e a rivolgersi decisamente all’unico Dio.
Che valore protettivo ha portare al collo immagini sacre? Sono molto in uso
medaglie, crocifissi, scapolari...
Hanno sicura efficacia se questi oggetti sono usati con fede, e non come se
fossero amuleti. La preghiera usata per benedire le immagini sacre insiste su
due concetti: imitare le virtù di chi è rappresentato dall’immagine
e ottenerne la protezione. Se uno credesse di potersi esporre a pericoli, ad
esempio, andare a un culto satanico, sicuro di essere protetto da conseguenze
malefiche perché porta al collo un’immagine sacra, sbaglierebbe
di grosso. Le immagini sacre debbono incoraggiarci a vivere coerentemente la
vita cristiana, come l’immagine stessa ci suggerisce.
Il mio parroco sostiene che il miglior esorcismo è la confessione.
Il suo parroco ha ragione. Il mezzo più diretto che combatte Satana è
la confessione, perché è il sacramento che strappa le anime al
demonio, dà forza contro il peccato, unisce sempre di più a Dio
avviando le anime a uniformare sempre più la loro vita alla volontà
divina. A tutte le persone colpite da mali malefici consiglia mo la confessione
frequente, possibilmente settimanale.
Che cosa dice, riguardo agli esorcismi, il Catechismo della Chiesa Cattolica?
Ne tratta espressamente in quattro paragrafi. Al n. 517, parlando della Redenzione
operata da Cristo, ri corda anche i suoi esorcismi. Il n. 550 dice testualmente:
«La venuta del Regno di Dio è la sconfitta del regno di Satana.
“Se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è
certo giunto tra voi il Regno di Dio” (Mt 12,28). Gli esorcismi di Gesù
liberano alcuni uomini dal tormento dei demoni. Anticipano la grande vittoria
di Gesù sul “principe di questo mondo” (Gv 12,31)».
Il n. 1237 tratta degli esorcismi inseriti nel battesimo. «Dal momento
che il battesimo significa la liberazione dal peccato e dal suo istigatore,
il diavolo, vie ne pronunciato uno o più esorcismi sul candidato. Questi
viene unto con l’olio del catecumeni, oppure il celebrante impone su di
lui la mano, ed egli rinunzia esplicitamente a Satana. Così preparato,
può professare la fede del la Chiesa alla quale sarà consegnato
per mezzo del battesimo».
Il n. 1673 è il più dettagliato. Dice come nell’esorcismo
è la Chiesa che domanda pubblicamente e con autorità, in nome
di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza
del Maligno. In tal modo esercita il potere e il compito di esorcizzare, ricevuto
da Cristo. «L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza
demoniaca».
Si noti questa importante precisazione, in cui si riconosce che non esiste solo
la vera e propria possessione diabolica, ma esistono anche altre forme di influenza
demoniaca. Rimandiamo al testo per le altre precisazioni che contiene.