Messaggio del 2 maggio 1983:Non si vive solo di lavoro, ma anche di preghiera. I vostri lavori non andranno bene senza la preghiera. Offrite il vostro tempo a Dio! Abbandonatevi a Lui! Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo! E allora vedrete che anche il vostro lavoro andrà meglio ed avrete pure maggior tempo libero. Laurentin sulle odierne apparizioni: conformità ai criteri della Chiesa tutti non comuni.
MARIJA come Bernadette,Vjcka come Giovanna d’Arco, Ivan
futuro Curato d’Ars! (da Avvenire, 18 maggio 1989)
Per
trent’anni ho studiato le apparizioni del passato nella polvere
degli archivi La Medaglia miracolosa, Lourdes, Pontman, eccetera: più
di cinquanta volumi. Tuttavia non ero io a cercare le apparizioni,
erano venute loro a cercare me. Come tutti i teologi, ero prudente,
sapevo che queste rivelazioni particolari non sono la Rivelazione,
che la Chiesa, che insegna infallibilmente il dogma nome di Dio, non
impone ma propone il suo giudizio sull'autenticità. Se ho
studiato tante apparizioni, è perché i vescovi —
povero me! lo hanno chiesto.
Quanto alle apparizioni in corso, ho
resistito lungamente a molti inviti pressanti. Ho finito andare a
Medjugorje visto l’eccezionale valore quei fatti presentavano e
poi mi erano state rimesse allora le prime dichiarazioni del vescovo
del luogo, monsignor Zanic, che nel 1981 era favorevole. «Questi
giovani veggenti non mentono» ripeteva con insistenza, il 27
luglio di quell’anno, e difendeva coraggiosamente Medjugorje
contro le calunnie della stampa marxista.
Bernadette a Medjugorje
Assieme alle apparizioni è stata per me una rivelazione.
Avevo stabilito oggettivamente, da storico, il quadro clinico delle
estasi di Bernadette, senza capirci nulla. A Medjugorje, ho visto
l’estasi, ho capito. La polvere e divenuta viva. Maria mi ha
fatto pensare a Bernadette, Vicka a Giovanna d'Arco, e Ivan al futuro
Curato d'Ars.
Nel mio primo viaggiò a Medjugorje, nel 13,
queste apparizioni sembravano ancora uniche, eccezionali. Do di
allora le ho viste moltiplicarsi attraverso il mondo. Ammisi
inquieto, stordito:non è una fiammata soggettiva un sogno
turbato: qualcosa come il cosiddetto «terrore dell'anno Mille»
alla vigilia del duemila? Quale sia l’amore materno della
Vergine, moltiplicarsi fino a questo punto?
Ho aperto dossier su
dossier. Mi sentivo sconcertato. La maggioranza mi invitava alla
prudenza: occupandoti tanto di apparizioni, finirai per rovinarti la
reputazione. Ma ecco che il cardinale mi invitò nelle
Filippine, per rispondere a una domanda: apparizioni della Vergine,
che vuol dire?
Impresa impossibile, imprudente, temeraria, ho
pensato subito. Ma come dire di un cardinale, e quale Cardinale! Egli
gli ha rinnovato il solo paese cattolico dell’Asia con un
grande movimento di consacrazione, ha condotto il suo popolo alla
liberazione da un’odiosa dittatura. Nel febbraio del l986, il
suo popolo è sceso in piazza all’invito del cardinale,
senza altre armi che il rosario. Si è realizzato, in tre
giorni e tre notti di presenza pacifica nelle grandi arterie della
capitale, il famoso versetto del Magnificat: «Ha deposto i
potenti dai loro troni, ha innalzato gli umili».
Alla fine
di quei tre giorni il dittatore era «deposto dai suo trono»
e Cory Aquino, l’abile vedova di Ninoy Aquino, il rivale di
Marcos, imprigionato, esiliato,e poi assassinato, prendeva il suo
posto: serva del Signore e del popolo, per ristabilire la democrazia
e la giustizia a dispetto di condizioni impossibili.
Questo
cardinale è anche l’uomo di fiducia della Santa Sede per
il dialogo con grandi Paesi marxisti: la Cina e l’Urss,
nell’ora della trasparenza egli osa porre ad alta voce una
grande domanda, che milioni di cristiani si pongono sommessamente nel
mondo intero. Dunque bisogna assumersi il rischio di rispondere.
I cristiani tra due fuochi
E’ necessario, per uscire da un malessere. Ma quale
malessere? L'opposizione tra due tipi di cristiani quelli che
rifiutano sistematicamente le apparizioni, e quelli che delle
apparizioni si fanno una religione. Tra scetticismo e illuminismo,
rifiuto e accettazione, repressione e religione limitata alle
apparizioni, bisogna trovare la via regia del discernimento, di un
equilibrio nel quale le apparizioni non sono che un aiuto gratuito
alla fede.
I buoni cristiani, che sono sensibili alle apparizioni,
sono presi sovente tra due Fuochi: «Prudenza!» dicono
loro i preti. Quando un’apparizione non è riconosciuta,
non andateci, non parlatene. «Urgenza!», dice il
messaggio. E se Nostra Signora che viene sulla terra a richiamarci, a
stare lontani sarebbe una colpa e un errore. Quando il segnale
d’allarme avverte che c’è del fuoco, non si dice
forse... "Mentre arrivano i pompieri, cominciamo a fare
qualcosa»?"
Allora: prudenza o urgenza? Questo
dilemma definisce il problema. Bisogna dire: urgenza e prudenza, non
ci si sbaglierà rispondendo con urgenza al messaggio del
Vangelo, che le apparizioni ci rammentano: conversione e preghiera,
penitenza e digiuno, pace e riconciliazione. Si può rispondere
a questi inviti... urgenti, restando prudenti, attenti al
discernimento, docili alla Chiesa, rispettosi del suo giudizio,
preoccupati del buon andamento delle cose. Qualcosa e cambiato nella
religione delle apparizioni fino a tutto l’anno scorso, esse
venivano viste con una severità senza precedenti, a destra
come a sinistra. A destra, il cardinale Ottaviani, osservante della
Traduzione, era drasticamente contrario alle apparizioni. Aveva
scritto quel famoso articolo, dal titolo ispirato a Dante: «Siete,
cristiani, a muovervi più gravi!» (Osservatore Romano, 4
febbraio l95l), e la sua azione si rivelava severa nella prevenzione
di qualsiasi forma di illuminismo.
A sinistra l’inclinazione
di molti teologi per la filosofia idealista e razionalista, la
critica negativa dalla scuola dei maestri del sospetto, l’emergenza
crescente della psicanalisi, che conduceva il sentimento religioso
alla sublimazione delle pulsioni della «libido», hanno
indotto molte commissioni d’inchiesta a conclusioni
radicalmente e sistematicamente native. In questo e con ora, dopo
Beauraing e Banneux (Belgio, 1933), nessuna apparizione e stata
ufficialmente riconosciuta.. fino al 21 novembre dell’anno
scorso. In quella data, un vescovo del Venezuela riconobbe
formalmente le apparizioni di Finca Betania.
In Nicaragua,
intanto, un vescovo autorizzava e incoraggiava il culto delle
apparizioni di Cua. A Saint-Nicolas, In Argentina, a Kibeo (Rwanda),
i vescovi non fanno più mistero che è imminente una
conclusione favorevole delle apparizioni in corso.
Eccoci dunque a
un tornante decisivo. Le apparizioni, a momenti ridotte a zero, ma
che non sono mai cessate dall’Antico Testamento, stanno
ritornando in forze. Non facciamoci trascinare. Ogni svolta è
pericolosa. E facile uscire di strada, non dimentichiamolo!».
Da Pescara a New York
A Pescara, nel febbraio scorso, un fervente sacerdote (ex
giocatore di calcio, ordinato da quattro anni) aveva sviluppato un
fervido movimento di preghiera e di pellegrinaggi a Medjugorje, con
buoni frutti, buone vocazioni, notti di preghiera, ecc. Gli era stata
affidata la direzione di una veggente di 32 anni (Maria Antonina
Fioriti), perché se ne occupasse discretamente (senza rendere
pubblici ne le estasi nè i messaggi). Nell’entusiasmo,
egli ruppe la consegna del silenzio imposto. L’annuncio venne
lanciato con slogan entusiasti: Pescara sarà la conclusione di
Medjugorje», «Queste saranno le più grandi
apparizioni della storia!». Sensazionalismo che mal si accorda
con il chiaroscuro delle vere profezie, e con il messaggio austero di
Medjugorje. Il padre Carlo Colonna, gesuita, uomo di fiducia
dell’arcivescovo, denunciò quell’annuncio
inquietante. L’arcivescovo tentò di intervenire, ma 120
mila persone affluirono, e con loro stampa e televisione, per vedere
i prodigi. Il tentativo fu vano, la delusione generale. Nondimeno,
tirando le conclusioni dell’avvenimento, il prete riconobbe il
suo errore ed e partito volontariamente per un ritiro di parecchi
mesi in un monastero.
Simili incidenti non sono solo italiani.
Negli Stati Uniti, le apparizioni di Necedah sono sfociate in uno
scisma.
Anzitutto, la mia inchiesta mi ha fatto incontrare alcune
belle sorprese. Ero inquieto per «troppe apparizioni».
Temevo un contagio, a bassi livelli. Ho trovato nella maggioranza di
quelle che ho studiato (non senza un'indagine preliminare) una
conformità davvero impressionante ai criteri della Chiesa: e,
specialmente, dei frutti non comuni.
Il messaggio al mondo
Il momento attuale (moltiplicazione delle apparizioni ma anche
nuova accoglienza, nuova tolleranza, e nuovi frutti) sta manifestando
effetti nuovi e significativi. Quando avviene un’apparizione,
si dice subito: sarà una nuova Lourdes. Come se ogni
apparizione fosse destinata a porsi come un evento fondamentale per
la Chiesa universale. Le apparizioni fanno parte, sempre, della vita
della Chiesa. Ma esse restano, normalmente, modeste e discrete; e chi
ne ha beneficiato non ne parla che con il suo confessore.
Una
devota che conosco bene mi raccontava un giorno: «Quando mio
marito si alza, alle 5 del mattino, per il suo lavoro, dopo avergli
preparato la colazione mi resta molto tempo per pregare, qualche
volta vedo la Vergine o il Cristo. Ma non ne parlo ai preti della mia
parrocchia. Mi prenderebbero per una pazza, e non potrei più
lavorare con loro». «Come ha ragione!» le ho
detto.
Le nuove apparizioni che ho potuto studiare hanno, il più
delle volte, un carattere locale e privato. Sono legate a un tempo, a
un luogo, e in genere non sembrano promettere un avvenire glorioso.
E’ un grido profetico del Cielo che porta i suoi frutti al loro
posto giusto. Si può parlare di una democratizzazione o
banalizzazione delle apparizioni, che invece furono messe in crisi
quando se ne esagerava l’importanza. A questo riguardo,
Medjugorje, ove ll messaggio ha una portata mondiale, come quello di
Fatima, e un'udienza internazionale, è un'eccezione.
Quanto
al fondo del problema — il messaggio — attraverso la
straordinaria varietà delle apparizioni attuali, vi riscontra
una convergenza. E’ questa: tali apparizioni suonano anzitutto
come una diagnosi e un segnale d’allarme: il mondo si è
tranquillamente, gioiosamente, abbandonato al peccato. Esso scava,
cosi la propria tomba, si sta auto distruggendo. La minaccia incombe.
Non drammatizziamo, poiché tale fondata diagnosi viene
denunciata dolcemente, discretamente, e i veggenti che trasmettono il
messaggio vivono in una pace e in una gioia stupenda, poiché
nulla potrà togliere loro l’essenziale, l’unione a
Dio e a Nostra Signora, che riempie la loro vita.
Attenzione,
però: non si tratta però di un castigo esteriore, ancor
meno di una vendetta di Dio. Si tratta di giustizia immanente. In un
mondo ben fatto il peccato è distruttore. L’alcolismo
getta nell’abisso anche i discendenti, poiché siamo
solidali tra noi. La promiscuità e le deviazioni sessuali
hanno diffuso ampiamente la sifilide, e l'AIDS. Il messaggio si
preoccupa di dire, prima d’ogni altra cosa, che al peccato
offende e ferisce il Signore, riempie di lacrime il viso della Madre,
ed è questo che è orribile, ancor più delle
conseguenze che costituiranno il salario del peccato.
Quanto ai
rimedi, il discorso è semplicissimo: è il messaggio del
Vangelo, che abbiamo troppo dimenticato. Questo messaggio, le
apparizioni lo riprendono a partire dai suoi stessi inizi, cioè
dalla predicazione di Giovanni Battista: ritorno a Dio conversione,
penitenza, e digiuno. Chi può capire capisca.