Messaggio del 16 dicembre 1989: Cari figli! Sono felice quando vi vedo pregare e preparare i vostri cuori alla venuta di Gesù. Siate totalmente aperti e rallegratevi perché Gesù sta per costruire la sua dimora nei vostri cuori che hanno bisogno di pace e di amore. Gesù lo farà!
Si deve morire per poter risorgere.
Ieri sera, tramite Ivanka, la veggente a cui la Madonna parla dei
problemi della Chiesa e del mondo, c'era un breve messaggio: «Voi
della Parrocchia avete una grande e difficile croce, ma non abbiate
paura di portarla. Mio Figlio vi aiuterà».
Questo
messaggio non è solo per la Parrocchia, ma per ognuno di noi.
Di solito vi sono i messaggi il giovedì, ma ieri sera (Venerdì
Santo) ha dato questo messaggio, una parola che può dire una
madre ai suoi figli, alle sue figlie, ai suoi bambini.
Ha detto
«Voi avete una grande e difficile croce, ma non abbiate paura
di portarla. Mio Figlio vi aiuterà ». Un messaggio
proprio per tutti noi. Sempre, quando siamo nelle difficoltà,
il Signore vuole aiutarci se noi cerchiamo col cuore aperto questo
aiuto.
Tramite Jelena ha detto alcune cose che possono aiutarci a
capire la liturgia di questa sera e anche tutta la nostra
vita.
Sabato scorso la Madonna ha dato un simbolo, una immagine.
Ha detto: « Voi conoscete tutti un fiore. Un fiore deve fiorire
e ogni parte del fiore è molto importante per il fiore. Ma in
un momento il fiore deve sfiorire perché il seme possa
maturare, e dopo, quando è maturato il seme, vengono altri
fiori » .
Jelena non poteva spiegare questo, ma il sacerdote
lo deve spiegare: è molto chiaro. Io credo che in questo è
contenuta tutta la liturgia di questa sera: si deve morire per poter
risorgere. Qualche volta diciamo: peccato un fiore sfiorisce. Ma se
non sfiorisce, non può venire, maturare il seme da cui vengono
gli altri fiori. Se non si muore non si moltiplica la vita. E se non
si è pronti, come Gesù ha parlato nel Vangelo, a cadere
nella terra, non si può aspettare la Risurrezione.
Io ho
ricordato anche ieri sera che Gesù ha detto dalla Croce «
Ecco tuo figlio », « Ecco tua Madre».
E tutti
quelli che non vogliono portare la croce, tutti coloro che non
vogliono ciò che Gesù ha detto: « Se volete
salvare la vita senza la croce la perderete », tutti coloro che
non vogliono stare sotto la Croce, non sentiranno mai questa parola «
Ecco tua Madre ». Così anche da questo simbolo: se
vogliamo salvare la nostra vita, senza Dio, la perderemo. Non si
moltiplicherà la nostra vita.
E la domanda questa sera è
questa: che significa morire?
La stessa cosa che ha detto il
Signore Gesù: morire significa per tutti noi morire al
peccato, morire all'egoismo, morire ai litigi, morire al negativo che
abbiamo nei nostri cuori. E così risorge la vita della pace,
dell'amore, una nuova vita piena di grazia.
Allora quando il
Signore domanda a noi di morire, non domanda, non aspetta da noi un
annientarsi. Il Signore non vuole annientarci, ma vuole che noi
portiamo nei nostri cuori la pienezza della pace e dell'amore.
E
lasciate che durante la liturgia che sarà in croato - qualche
parola sarà detta anche per voi - lasciate nei vostri cuori
questo simbolo: un fiore deve in un momento sfiorire per poter dare
una vita nuova. Ma guardate: un fiore sfiorisce nel momento adatto.
Non si può cogliere. Se un fiore è colto dalla terra
non può portare il seme maturo. Questo significa per tutti noi
di avere sempre pazienza con noi stessi e con gli altri.
Non
sradicare qualche cosa con l'impazienza, con l'odio. C'è
bisogno della grazia per capire questo. Lasciate, durante questa
liturgia, che possiate capire col cuore questa immagine. Ieri nel
gruppo, tramite Jelena, ha detto un'altra cosa che può
aiutare. Ha detto: «Voi dovete cercare, ogni giorno, la forza
per poter sopportare un giorno come oggi». Parlava anche di sè,
e ha detto: «Gioite, rallegratevi perché Gesù,
mio Figlio, ha bevuto il suo calice». Guardate anche qui è
molto importante. Se noi cerchiamo ogni giorno di morire un po' al
peccato, di morire un po' al negativo che portiamo tutti noi nelle
nostre parole, nelle nostre opere, nel comportamento, saremo
fortificati, saremo radicati nel Signore, e tutte le difficoltà
e ogni morire, per noi sarà anche una via alla
risurrezione.
Se non facciamo ogni giorno questa via con il
Signore, può essere che una difficoltà, una prova ci
faccia vedere che siamo senza l'aiuto del Signore. Allora queste due
cose: «Voi potete avere la gioia perché il Signore, mio
Figlio, ha bevuto il suo calice».
Un esempio che deve essere
davanti ai nostri occhi e davanti al nostro cuore: quando c'è
un calice, quando c'è una croce, portarla. Anche la malattia,
la sofferenza non è mai per annientarci, ma per andare avanti.
E io dico anche a voi: rallegratevi sempre quando avete bevuto un
calice, quando avete avuto la croce, perché tramite la croce
viene la Risurrezione. Questa mattina ho parlato con una famiglia che
è venuta un anno fa. Una loro piccola aveva sempre una
allergia e doveva sempre curarsi. Ma non trovavano una medicina.
Hanno sentito dei veggenti, hanno preso la piccola e sono venuti qui:
da un anno non ha più questa difficoltà. Ho detto che
quando si incontra il Signore si risolvono anche i problemi fisici.
Il Signore ha promesso di dare anche dei segni.
Questa è
l'esperienza di molti e la lascio a voi, per darvi un impulso.
Guardate: se avete aperto i vostri cuori il Signore può fare
tutto con voi, in voi. E se ci insegna qualche volta che dobbiamo
morire, che dobbiamo gridare come Gesù ieri « Padre mi
hai lasciato », poi verrà la risurrezione.
Nel
messaggio del 28 marzo ha detto: «Cari figli, pregate, pregate,
pregate. Nella preghiera avrete la gioia più profonda e
risolverete tutte le situazioni difficili e che vi sembrano
impossibili».
È molto importante anche questo.
Pregare significa incontrare il Signore e quando si incontra uno che
è onnipotente, che ci ama, che si lascia chiamare da noi
Padre, non possono venire situazioni che non si possano risolvere.
Non noi, ma il Signore in noi. E questo è proprio quello che
vuole la Madonna con tutti noi: che slamo pronti a morire al peccato
e risorgere alla pace, alla riconciliazione.
In un messaggio
(14 marzo) ha detto: «Molti sono quelli che vengono da voi.
date a loro la luce, cari figli». Non esiste nessun uomo al
mondo che non vuole la pace, ma non sono tanti che la danno: che
danno la luce, che si offrono come l'amore. E in questi giorni
dobbiamo imparare questo, soprattutto noi qui: dare la luce. E quando
ritornate nelle vostre case, nelle vostre famiglie, al lavoro, nella
scuola, negli studi, non cercate di essere amati, non cercate che gli
altri vi diano la pace: date la pace, amate gli altri e vedrete che
la vita sarà più bella, perché Gesù è
risorto.
Ora pregate. Lasciate vivere questo fiore nei vostri
cuori, morire e portare di nuovo frutto.
(P. Slavko Barbaric - 6 aprile 1985)