Messaggio del 11 aprile 1988: Figli cari! Io sono vostra madre e vi chiedo di convertirvi. Pregate in modo particolare per i bestemmiatori. « Siate luce a tutti e testimoniate nella luce »
Adesso sono quattro i veggenti che hanno ogni giorno le
apparizioni. Ieri è finita la pausa di Vicka che è
durata quaranta giorni: dal 24 aprile fino al 3 giugno incluso, Vicka
non ha visto la Madonna.
Il 23 aprile la Madonna ha terminato
di raccontarle l'avvenire del mondo, il 22 aprile le ha affidato il
nono segreto e il 4 giugno sono ricominciate le apparizioni. Vicka è
a Zagabria perché ha delle difficoltà, è
ammalata allo stomaco e forse sarà operata in questi giorni.
Attraverso Marija la Madonna dà i messaggi ogni giovedì.
Mirjana ha avuto il 4 giugno un incontro con la Madonna, non
solo la locuzione interiore, ma anche l'apparizione. Io sono stato
presente, è durata alcuni minuti. Mirjana ha detto che avrà
le apparizioni solo per il suo compleanno il 18 marzo. Questa era
l'ultima a motivo dei segreti. Cioè, la Madonna ha spiegato
tutto e non c'è bisogno allora di incontri straordinari.
Mirjana non può dirci niente sul contenuto e sulle date dei
segreti: ma ci ha invitati di nuovo alla preghiera.
Ivan
andrà in questi giorni a militare per un anno e mi ha riferito
che la Madonna gli ha detto che non avrà le apparizioni, ma
avrà le locuzioni, cioè La sentirà nel suo
cuore.
Dal messaggio di ieri sembra che la Madonna esiga o
aspetti qualche cosa da noi: « Cari figli, oggi vi invito a
decidervi se desiderate vivere i messaggi che vi sto dando. Desidero
che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi. In modo
particolare, cari figli, desidero che tutti siate il riflesso di Gesù
il quale illuminerà questo mondo infedele che cammina nel
buio. Desidero che tutti siate luce a tutti e che testimoniate nella
luce. Cari figli, non siete chiamati al buio ma alla luce, per questo
vivete la luce con la vostra vita ».
La parola «
decidere » è molto importante in tutti questi messaggi.
Dall'inizio la Madonna ogni giorno domanda il Credo, non come una
formula che conosciamo, che dobbiamo ripetere, ma come una decisione
che dobbiamo prendere ogni giorno per il Signore, per i messaggi.
Decidersi ogni giorno per il Signore pregando il Credo, perché
sappiamo tutto il giorno a chi appartengono le nostre parole, le
nostre opere, tutta la nostra vita e anche la nostra sofferenza.
Questo è un cammino. Se io mi decido ogni giorno, se
io prego ogni giorno il Credo coscientemente, verrà la
decisione. Senza decisione personale, cosciente, non può
succedere niente nella nostra vita.
Tanti cristiani vivono
praticamente come atei e dicono: « Sì, io credo in Dio
», ma se si va ad analizzare un po' la loro vita si vede che
non hanno ancora preso la decisione. Allora la Madonna domanda per
prima cosa la decisione, cioè la fede, l'abbandonarsi al
Signore.
Per quanto riguarda la decisione, la Madonna,
attraverso jelena, ha detto che ogni giovedì dobbiamo meditare
il testo del Vangelo di Matteo 6,24-34. Questo brano comincia con le
parole di Gesù: « Non si può servire a due
padroni ». Cioè, ci si deve decidere o per l'uno o per
l'altro. O per l'amore o per l'odio, o per pregare a gloria del
Signore o per bestemmiare. Tanti cristiani possono tutte e due le
cose: odiare e amare, bestemmiare e pregare, servire a tutti e due i
padroni. Così che cosa succede? Niente. Allora ci vuole una
decisione. La Madonna l'ha domandata all'inizio dell'anno dicendo: «
Decidetevi ». All'inizio dell'anno, cioè di nuovo, non
solo cominciando un giorno nuovo, ma anche ogni volta quando ci sono
le date importanti per noi.
E adesso l'altra parola: «
Se desiderate vivere i messaggi che vi sto dando ».
La
Madonna vuole che noi diventiamo coscienti per che cosa ci decidiamo.
Non solo dire: « Sì, io appartengo al Signore ».
Dobbiamo domandarci se abbiamo accettato per amore o per paura.
Fra
qualche giorno saranno 1800 sere da quando la Madonna ci invita alla
preghiera. Se diventiamo coscienti di questo fatto siamo già
invitati fortemente a dare la nostra risposta. Con altre parole, la
Madonna non vuole che ci decidiamo in massa, ma personalmente. Se io
ho deciso personalmente di andare o di camminare con la Madonna,
questo significa che in ogni situazione, anche se forse nella
famiglia o nella Parrocchia nessuno prega, io lo farò
nonostante tutte le difficoltà.
Molti dopo un po' di
entusiasmo, un po' di euforia, di fronte a una piccola stanchezza si
ritirano, ma se noi ci decidiamo profondamente, non succederà
così. La Madonna allora ci ha posto davanti ad una alternativa
e adesso continua a parlare a tutti coloro che hanno deciso di porre
la loro vita a disposizione sua e del Signore, non per perderla, ma
per metterla a disposizione per la pace, per la riconciliazione, per
l'amore. Continua a parlare a tutti coloro che hanno deciso e dice: «
Desidero che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi ».
Non è la stessa cosa vivere il messaggio e comunicarlo. Forse
noi tutti siamo più pronti a comunicare i messaggi che a
viverli. Pensate, per esempio, ai genitori, ai preti forse, a tutti
coloro che invitano alla pace, alla preghiera. Non so se noi tutti
siamo nello stesso tempo pronti a fare le cose che domandiamo agli
altri: voi genitori pensate un po' e anche noi sacerdoti dobbiamo
pensare, che cosa facciamo con tutti questi inviti che diciamo nel
nome del Signore? Allora dobbiamo prima viverli noi. Per poter
comunicare, prima bisogna vivere coscientemente. Anche se nessuno nel
mondo accetta i messaggi, io posso viverli, nella mia vita, senza
condizioni, come Gesù ha amato senza condizioni. E se noi
cominciamo a vivere così, nello stesso tempo saremo capaci di
testimoniare e comunicare i messaggi agli altri. Qui vale la regola:
nessuno può dare quello che non ha. Allora, prima vivere e
dopo comunicare. Anche se tutte le nazioni sono in pace, ma tu vivi
con qualcuno che non perdona o tu non perdoni a qualcuno, tu hai la
guerra tutta la vita. Ecco, cosa significa vivere e se viviamo
potremo anche dare testimonianza, comunicare.
La Madonna ha
parlato moltissime volte nei messaggi proprio così: «
Amate, se non amate non potete trasmettere la testimonianza, non
potete testimoniare né per me, né per Gesù ».
Non ha domandato mai di criticare il mondo, ma di comunicare le cose
positive.
Adesso una parola molto bella, ma anche molto
esigente: « In modo particolare, cari figli, desidero che tutti
siate il riflesso di Gesù, il quale illuminerà questo
mondo infedele che cammina nel buio ».
Uno specchio
riflette. Uno specchio non può riflettere se stesso. Dallo
specchio viene il riflesso, ma prima deve ricevere i raggi dal sole o
da qualche cosa e dopo può dare il riflesso. Per poter essere
il riflesso di Gesù bisogna prima accettarlo, vivere il
comandamento dell'amore, della pace, della riconciliazione.
E
qui c'è una domanda seria per tutti noi: quante cose ci sono
ancora nella nostra vita, nelle nostre parole, nelle nostre opere che
sono proprio degli impedimenti ad accettare la luce? Quanti sono
ancora gli impedimenti che sorgono dall'egoismo per poter riflettere
l'umiltà di Gesù e della Madonna, il loro amore? Allora
dobbiamo proprio domandarci dove è rotta la nostra vita e non
può più riflettere.
Se c'è ancora
egoismo, se c'è ancora orgoglio, se ci sono ancora
preoccupazioni angosciose, se ci sono ancora solo i progetti di
avere, di guadagnare, non possiamo né accettare Gesù,
né essere suo riflesso. Si può dire che il riflesso
viene dopo aver accettato qualche cosa da dentro. In maggio, la
Madonna nei messaggi ha parlato alcune volte sul cuore dicendo di
dare il cuore, cambiare il cuore, farlo simile al suo Cuore. Ha
chiesto di nuovo anche l'amore per Dio e per gli altri e adesso dice
tutte le cose in una parola: « diventare il riflesso di Gesù
». E se esaminiamo le nostre parole, le nostre opere, la nostra
vita, quante volte non c'è nessun riflesso dell'amore, della
pace o forse il riflesso proprio del male, del peccato, dell'odio.
Perché « riflesso »?
Ha detto: « Per
illuminare il mondo infedele che si trova nel buio ». Guardate
come si comporta la Madonna: non si lamenta sulle tenebre, vuole
aiutare questo mondo. E come? Vuole organizzare noi che diciamo: «
Io credo », e ci dice che il mondo - il mondo infedele, il
mondo che cammina nel buio, nelle tenebre - ci aspetta, e che non
possiamo essere indifferenti su quello che succede nel mondo,
dobbiamo pregare, dobbiamo provare ad accendere la luce.
Da
noi c'è un proverbio: è meglio accendere una luce anche
la più piccola che lamentarsi sulle tenebre del mondo.
La
Madonna è triste a causa dell'infedeltà, del buio,
delle tenebre nel mondo e ci fa coscienti: apritevi alla luce,
diventate il riflesso per poter aiutare questo mondo infedele. Se noi
cominciamo a criticare o continuiamo a criticare, il mondo non ha
ricevuto niente, solo uno che si lamenta. E da chi si può
aspettare la luce, l'amore, la pace, se non da noi cristiani? La
Madonna vuole che noi troviamo in noi stessi il senso della nostra
vita cristiana.
Allora, non solo cercare la propria salvezza
- certo prima la propria, perché se non accettiamo questo che
il Signore ci offre, non possiamo neanche dare - ma dobbiamo
trasmettere, testimoniare al mondo infedele l'amore e la pace
affinché sia salvato. Io ho visto tanti genitori che quando
vengono raccomandano nelle preghiere i figli o il nipotino che è
lontano dalla Chiesa, dalla preghiera. Questi sono anche buoni segni
che vogliamo preoccuparci e che vogliamo testimoniare, se si cerca
l'aiuto, ma nello stesso tempo vorrei ripetere di nuovo che dobbiamo
anche preoccuparci di che cosa facciamo per farli arrivare di nuovo
in chiesa. E di buio ce n'è molto. Non c'è bisogno di
analizzare la situazione in tante famiglie, nella Chiesa, nel mondo.
Voglio dirvi una cosa: buio, conflitti, odio, guerre, gelosie,
vengono perché non abbiamo amato. Dove si ama non c'è
buio, non c'è guerra, non c'è conflitto, non c'è
odio, non c'è disperazione. Allora ogni cosa negativa nel
mondo, nelle nostre famiglie o in noi stessi è la conseguenza
di non essere stato amato o di non aver amato. Se vogliamo combattere
il buio non c'è bisogno di una lotta diretta, ma di accendere
la luce dell'amore e tutto cambierà. E poi: « Desidero
che tutti siate luce a tutti e che testimoniate nella luce ».
Di nuovo lo stesso pensiero anche se con altre parole, ma qui
c'è un progresso nel pensiero. La Madonna non domanda solo il
riflesso, cioè accettare e rimandare, ma ci domanda che tutti
diventiamo la luce e diventare la luce è più che essere
il riflesso.
Oggi è la festa del Sacro Cuore di Gesù
e voi sapete che Gesù ha detto: « Venite tutti a me, dal
mio Cuore vengono le acque vive, tutti coloro che bevono diventeranno
la fonte dell'acqua viva ». Cioè non solo il riflesso,
ma, di più, la luce. E fare tutte le cose nella luce. Il tema
della luce è molto amato da Gesù, soprattutto nel
Vangelo di Giovanni. Leggete quando Gesù diceva che era la
luce, la vera luce. La Madonna vuole che anche noi diventiamo la luce
e ce ne dà la possibilità.
Poi dice: «
Cari figli, non siete chiamati al buio, ma alla luce ».
Mi
sembra qui di sentire che la Madonna si meraviglia: voi non avete
capito ancora che voi siete chiamati alla luce. Perché tante
tenebre? Non siete creati per le tenebre. All'inizio era la luce, ma
il peccato ha portato le tenebre. La Madonna ci fa di nuovo
coscienti, voi siete la luce, chiamati alla luce, non alle tenebre. E
ogni peccato spegne la luce e porta il buio. Perché tanti
incidenti nelle famiglie? Perché tanti divorzi? Perché
tanti aborti? Perché tanti altri disastri? Tanto alcol, tante
droghe? Buio. Buio nel cuore, buio nelle famiglie e nel buio si fanno
gli incidenti, non nella luce. Noi abbiamo allora bisogno della luce
e siamo molto lontani ancora da questo punto: essere il riflesso,
essere la luce. Ma questa non è una situazione per disperati.
Se ci invita alla luce, ci invita alla conversione, cioè a
crescere nella luce, a crescere nell'amore. La Madonna ci offre qui
se stessa, il suo amore e ci vuole guidare verso Gesù, il
donatore di tutti i doni. La Madonna è mediatrice di tutti i
doni. Allora cerchiamo prima Loro - l'essenziale - e tutto l'altro ci
sarà dato, ce lo assicura la Madonna.
(P. Slavko
Barbaric - 6 giugno 1986)