Messaggio del 2 febbraio 1984:«Pregate, perché ho bisogno di più preghiere. Riconciliatevi e abbiate più amore gli uni per gli altri, come fratelli. Desidero che in voi fiorisca la preghiera, la pace e l’amore». Due Vescovi a Medjugorje - Eco di Medjugorje nr.151
Alcuni vescovi si sono recati in visita a Medjugorje nei mesi
scorsi. Al termine del loro soggiorno hanno rilasciato la propria
esperienza. La confessione è la grazia più grande di
Medjugorje - Mons. Robert Rivas, domenicano, vescovo dei Caraibi, ha
soggiornato a Medjugorje per una decina di giorni alla fine di
febbraio. In un colloquio con P. Slavko si è espresso così
nei riguardi di questo luogo di grazie che tra l’altro visitava
per la secondo volta:
“A Trinidad si parla molto di
Medjugorje sin dai primi giorni delle apparizioni. Alcuni pellegrini,
fin dall’inizio, mi avevano chiesto di venire qui in veste di
sacerdote e nel 1988 risposi al loro invito. Fui molto felice e
soddisfatto della mia prima visita a Medjugorje, perché
riscontrai un rinnovamento della fede e della vita nei pellegrini. La
grazia speciale di Medjugorje è che i sacerdoti che vengono
con i gruppi hanno la possibilità di operare come sacerdoti,
mettendosi a disposizione per le confessioni ed i colloqui.
La
confessione, poi, è la grazia più grande di Medjugorje,
qui i pellegrini hanno iniziato a cambiare la propria vita e a
portare i frutti di questo cambiamento nelle loro parrocchie, dal
punto di vista della preghiera, della vita sacramentale e delle
attività parrocchiali in genere.
Proprio per tutti questi
frutti che ho potuto vedere nella gente devo dire che qui esiste una
grazia speciale e che Maria è presente. Io credo davvero che
la Vergine parli qui. -Mi ha colpito profondamente l’amore dei
fedeli nei confronti del vescovo (questa volta infatti non era in
incognito). Chi ama il vescovo, ama la Chiesa. Qui lo Spirito Santo è
all’opera. Qui la Vergine è all’opera. Io
personalmente desidero essere sempre sotto la sua protezione.
Quello
che cerco di realizzare nella mia vita è la semplicità.
Il mio messaggio alla comunità parrocchiale, ai veggenti, ai
sacerdoti della parrocchia ed a tutti i pellegrini è quello di
essere pronti a offrire completamente la propria vita a Dio e a
liberarsi per l’amore, per poter vivere il Vangelo in una
totale semplicità e bellezza. Voglio che tutti riconoscano che
Gesù è il Re della nostra vita. Noi cattolici dobbiamo
essere pronti a mostrare al mondo la bellezza della nostra fede con
l’aiuto della Madonna.
Raccomando a tutti di venire a
Medjugorje perché qui si riscopre la propria fede nella Chiesa
e nella Vergine e si diventa gioiosi testimoni della lieta novella.
Ed a Medjugorje la lieta novella è la Pace.”
I
frutti testimoniano la bontà dell’albero - Dal 18 al 23
marzo a Medjugorje ha soggiornato Mons. Franziskus Eisenbach, vescovo
ausiliario di Mainz. Ecco le sue impressioni: “Sono venuto qui
in veste di pellegrino. Già da anni seguo Medjugorje e la
conosco. La prima impressione che ho avuto è stata quella di
una chiesa sempre piena, durante tutte le Messe e soprattutto durante
l’adorazione. È evidente che molte persone abbiano
compreso che questo è soprattutto un luogo di preghiera, ne
conosco molte, infatti, che a Medjugorje hanno rinnovato la propria
fede ed hanno imparato di nuovo a pregare. Ora ho potuto sperimentare
anch’io come questo luogo possa essere di aiuto in questo
senso. La seconda esperienza, per me molto importante, è stata
che a Medjugorje non ci si occupa soltanto di preghiera, ma la
preghiera porta frutti per l’uomo, soprattutto per le persone
in difficoltà. Vorrei ricordare in modo particolare il
“Majèino selo” (Villaggio Materno), presso cui
trovano rifugio madri con bambini, donne abbandonate ed orfani di
guerra. Ho visto che qui i bambini abbandonati hanno la possibilità
di imparare a vivere e questo è molto importante. Mi ha
inoltre colpito in modo particolare la comunità di Suor Elvira
dove i tossicodipendenti e coloro che sono dipendenti da altre forme
di male trovano un luogo di rifugio e guarigione. Con loro ho
celebrato la Santa Messa ho condiviso la preghiera. È stato
molto bello vedere con quanta forza preghino e con quale gioia
celebrino la Santa Messa. Ho capito che il metodo migliore per
guarire è quello di approfondire la propria fede e vivere la
comunione nella preghiera e nel lavoro.
Questo amore concreto
verso i bisognosi mi dimostra che a Medjugorje c’è un
vero spirito di preghiera. L’amore verso Dio che si rivela
nella preghiera ha portato dei frutti che si manifestano nella cura
verso gli uomini. Volevo inoltre comprendere meglio il fenomeno delle
apparizioni e per questo motivo ho cercato di incontrare almeno una
delle persone che sostengono di vedere la Vergine. Ho incontrato
Marija, ho parlato con lei e sono stato presente
all’apparizione.
Medjugorje è un luogo dove si prega
continuamente per la pace. Il suo messaggio a tutto il mondo è
chiaro: bisogna superare le guerre ed i conflitti con la forza
dell’amore. Si ha l’impressione che Medjugorje tocchi
completamente l’uomo: cuore, anima e corpo; le preghiere ed il
luogo di preghiera lo catturano. Medjugorje, in questo senso, porta
un messaggio a tutta la Chiesa: permettere a Dio ed alla Madonna di
toccarci nella nostra realtà umana e permettere a Maria di
donarci il suo amore per imparare ad amare con tutto il cuore. Posso
dire che nessuno deve aver paura di venire a Medjugorje, sebbene non
sia stata ancora riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa. Qui si
prega davvero in un modo che cambia l’uomo. Per questo motivo
qui arriva una moltitudine di fedeli che vuole imparare a pregare. Io
desidero portare questo messaggio anche in Germania perché noi
tedeschi siamo più inclini al razionalismo che al sentimento.
Qui viene inviato un messaggio a tutti gli uomini e di questo abbiamo
realmente bisogno.”