Messaggio del 12 settembre 1983:Pregate! Pregate! Quando vi do un messaggio, non limitatevi ad ascoltarlo. Intensificate subito la vostra preghiera e vedrete quanto ciò vi renderà felici. Tutte le grazie sono a vostra disposizione: sta a voi beneficiarne. Per questo vi ripeto: pregate! DA UNA FEDE MORTA A UN FUOCO CHE ARDE - Eco di Medjugorje nr.47
Attimo per attimo il cammino di conversione nel candido racconto
di un giovane svizzero. —di Patrick— (Lausanne — CH
—) Tre anni fa (luglio ‘84) sono stato la prima volta a
Medjugorje. Mi sono sentito subito a casa. Lì ho sentito che
il Signore e la Madonna mi amavano tanto, per ciò che ero. Ho
visto tanta pace e tanto amore negli occhi di quella gente semplice.
Sono stato a Medjugorje 9 volte ed è sempre un’esperienza
diversa, più profonda. Vado a Medjugorje per pregare ed
imparare ad amare. Tutto ha avuto inizio con l’incidente
mortale di un mio amico. Fino allora non ho mai pensato alla morte. A
22 anni si ha voglia di esperimentare tutto, di “vivere”!
La morte del mio amico mi ha fatto riflettere molto. Mi sono reso
conto che un giorno anch’io sarei...! In quei giorni ho capito
che la mia fede era morta. Così non ho potuto dare neanche il
conforto della speranza a quei genitori disperati. Mi chiamavano
cristiano, ma non lo ero.
Ho cominciato a cercare il Signore
leggendo il Vangelo. Ma ho voluto capire tutto con la mia mente,
senza ottenere risultati soddisfacenti. E così mi è
venuto un fastidioso mal di testa che è durato un anno. Poi un
giorno ho ricevuto un libretto su Medjugorje da un mio zio.
Leggendolo, Gesù mi ha toccato il cuore ed ho avuta la
certezza di quelle apparizioni prima di esserci andato. Volevo
passare le mie vacanze in Spagna; avevo già acquistato il
biglietto, quando ho sentito un fortissimo desiderio di andare a
Medjugorje. Non sapevo il perché, ma dovevo assolutamente
andarci. Questo pensiero non mi dava pace.
Cercavo il Signore; e
lì si diceva che apparisse la Madonna. Non sapevo niente della
Madonna ed i miei sentimenti per Lei erano piuttosto negativi. Mi
chiedevo perché pregare la Madonna quando solo Gesù era
morto per noi? Ma decisi di partire per Medjugorje. Nel libretto che
avevo letto c'era scritto che la Madonna chiedeva di pregare il S.
Rosario e di digiunare a pane e acqua. Incominciai a pregare e a
digiunare. Non capivo quale senso avesse recitare tutte queste Ave
Maria e digiunare, ma diedi fiducia alla Madonna. Pensai che
sicuramente sapeva quel che faceva. Solo più tardi ho capito
che, proprio grazie al digiuno e alla confessione, il mio cuore si
stava purificando e aprendo alla Madonna, alla Chiesa, alla fede e
alla S. Messa.
LA SCOPERTA DEL ROSARIO: PIU’ NESSUNA FATICA A PREGARE
Le prime volte che prendevo in mano la corona mi stancavo molto.
Guardavo continuamente l’orologio. Perché ripetere 50
volte Ave Maria? Ora è diverso. E’ come se l’anima
mia respirasse nella preghiera. Non mi dico mai: “Che fatica si
fa a respirare” perché è naturale. E la stessa
cosa deve essere la preghiera. La preghiera incomincia a sgorgare
sempre più dal cuore. Il S. Rosario ora lo prego molto
volentieri e spesso con i miei amici più cari. Preghiamo
insieme per un’ora, due, o più, secondo i canti e le
preghiere spontanee che includiamo. Queste ore passano come 5 minuti
e ci viene voglia di continuare. Dopo aver pregato abbiamo una grande
pace interiore e proviamo un grande amore in Dio gli uni per gli
altri.
La mia vita è cambiata molto. Mi chiamavo già
da prima cristiano. Sì, facevo ogni tanto le mie preghiere, ma
erano cosi vuote! Le recitavo per pura abitudine. Intanto speravo che
Dio ascoltasse le “mie” preghiere, ma non ero tanto
sicuro. Ora ho la certezza che mi ascolta. Non so quando e se otterrà
quello che chiedo, ma ciò non è molto importante. Lui
mi ascolta e sa cosa mi è necessario. la mia amicizia con la
Mamma e Gesù si è sviluppata piano piano, come la
nascita di un fiore. Credo-che ebbe inizio nel momento in cui ho
chiamato la Madonna “Mamma”. Questa amicizia si è
formata con tante piccole esperienze, ma soprattutto con la
preghiera. E’ nella preghiera che sento Maria vicina vicina.
MARIA HA ACCESO UN FUOCO NEL MIO CUORE
Gesù l’ho incontrato tramite Maria. E’ Lei che
mi ha condotto a Gesù. Ha acceso un fuoco nuovo nel mio cuore
che vuole ardere sempre più. E quel fuoco d’amore si
purifica continuamente nella S. Confessione e nel digiuno, si
alimenta di Gesù Eucaristico, della sua Parola (le Sacre
Scritture) e nella preghiera. E così Gesù è
risorto anche nel mio cuore, o meglio l'anima mia è risorta in
Cristo e aspira con tutta la forza a diventare una sola cosa con Lui.
Anche la relazione con gli amici è cambiata. Dopo il primo
pellegrinaggio a Medjugorje sono andato a far parte di un gruppo di
giovani della parrocchia, che animavano la Messa e organizzavano
festicciole per gli anziani e per i bambini. Una volta dopo la Messa,
mentre mi ero appartato un momento da loro, mi voltai a guardarli. E
mentre li fissavo sentii dentro di me un grande amore per loro e in
quel momento erano diventati i miei fratelli e sorelle. Lo sentii
molto profondamente.
La mia vita con i genitori era molto
turbolenta. Prima ero intrattabile. Non potevano dirmi niente senza
che esplodessi. Poi anche loro sono andati a Medjugorje. Ora
cerchiamo di ascoltarci per discuterne con calma. (Non sempre
funziona, però c’è un netto miglioramento). Anche
tra di loro c’è più pace. La preghiera a tavola
prima di mangiare ci aiutò molto. Prima di allora non
pregavamo mai insieme, ma ognuno per conto suo. Poi ci siamo detti
che si potrebbe fare una piccola preghiera di ringraziamento a tavola
insieme, come fanno tutte le famiglie cristiane a Medjugorje.
L’inizio era un po’ difficile perché mi
vergognavo. Penso che anche loro provassero un pò di disagio
all’inizio. Ma poco a poco queste preghiere hanno abbattuto i
muri, le nostre barriere interiori. Queste piccole preghiere hanno
portato subito la pace e la calma dopo il lavoro. Hanno permesso di
trovare il tempo di ascoltarci.
PORTARE OVUNQUE LA PACE DI MEDJUJGORJE
Dopo la prima volta che sono stato a Medjugorje sentivo come un
fuoco sulla pelle. E lo sentivo proprio fisicamente. Avevo un
entusiasmo fortissimo e volevo gridare al mondo che Dio esisteva. Gli
amici e conoscenti di prima mi presero un po per fuso. Mi comportavo
quasi come un bambino che aveva ricevuto un regalo bellissimo e che
desiderava mostrano a tutti e che saltava dalla gioia. Dopo il
secondo pellegrinaggio non provavo più quel fuoco esterno. E’
come se fosse stato assorbito all’interno in un unico punto,
nel cuore,e si fosse ridotto ad un atomo ardente radioattivo che
diffondeva pace, amore e gioia. In principio temevo che tutta questa
pace si potesse trovare solo a Medjugorje e che,una volta tornato a
casa, tutto ritornai se come prima. Ma mi sono reso conto che
Medjugorje era dentro di me se vivevo i messaggi della Madonna. Ho
capito che tutti dobbiamo diventare una piccola Medjugorje. Dobbiamo
incontrare il1 mondo col fuoco dello Spirito Santo che sprizza
inesauribilmente a Medjugorje dal Cuore Immacolato di Maria. E’
impossibile descrivere tutto quello che sto vivendo. Non so che cosa
il Signore voglia esattamente da me, ma sento che la mia via sarà
di entrare in un ordine religioso Mariano.
Sono sempre stato un
mangia-preti e ce l’avevo specialmente col Papa (non so che
darei ora per poterlo incontrare). Già quando ero piccolino
mia mamma mi domandò se volevo fare il prete, ed io subito:
“No, no, mai! Tutto ma non sacerdote. Li ho sempre criticati e
condannati. E’ cosi facile condannare gli altri.
DARE TUTTA LA VITA PER IL SIGNORE
Fra poco andrò a degli esercizi spirituali da P. Gino
perché mi aiuti a capire che cosa desidera il Signore da me.
Voglio vivere la mia vita tutta per il Signore. Le cose di questo
mondo mi sono diventate insignificanti. Quando ci si attacca alla
materia, il cuore s’impoverisce. Si diventa egoisti e si perde
la pace e l’amore. E’ importante essere semplici. La
gente a Medjugorje è semplice e povera. Per ciò hanno
potuto accogliere più facilmente la Madonna. Quando nulla si
possiede si ha bisogno di Dio. E quando lo si chiama, Lui viene. E’
semplice.
Certamente avrò delle difficoltà coro la
scelta della vocazione, perchè sono figlio unico e sono la
speranza dei miei genitori. Mi lasceranno sicuramente libero, ma per
loro sarà un grandissimo dolore quando partirò.
Penseranno di perdermi anche se sarà l’opposto. Sarà
più difficile per loro che non per me, perché io so il
perché di questa scelta. Ma ho tanta fiducia in Dio che li
aiuterà ad accettare e spero un giorno a ringraziare con gioia
per questo immenso dono.
Intanto voglio pregare molto perché
il Signore mi dia la sua luce per capire con chiarezza il suo disegno
su di me. E sicuramente tanti giovani fratelli e sorelle, che ho
incontrato tramite Medjugorje e che stanno vivendo delle esperienze
simili, mi aiuteranno pregando per me.
Siano lodati Gesù e
Maria. -