Messaggio del 25 giugno 1994: Cari figli, oggi gioisco nel mio cuore guardandovi tutti qui presenti. Vi benedico e vi invito tutti a decidervi a vivere i miei messaggi che vi do qui. Io desidero, figlioli, guidarvi tutti a Gesù perché egli è la vostra salvezza. Perciò figlioli, quanto più pregate tanto più sarete miei e di mio Figlio Gesù. Vi benedico tutti con la mia benedizione materna e vi ringrazio per aver risposto alla mia chiamata.
DUE SPOSI: “ABBIAMO SCOPERTO L'AMORE - Eco di Medjugorje nr.48
Ogni permissivismo è micidiale!
Caro Don
Angelo, per me non avrei mai scritto, ma da quando il Padre... ha
saputo che avresti pubblicato volentieri qualche testimonianza che
venisse anche dalle famiglie non mi dà tregua finché
non ti avrò inviato io qualche cosa; scrivo dunque per
obbedienza.
Nella chiesa di Medjugorje sono entrato dopo un lungo
viaggio una beata sera di novembre del 1983. Non ho potuto che
piangere di gioia e poi una grande pace e la sensazione di essere
finalmente arrivato. Già due mesi prima avevo iniziato un po’
di preghiera e digiuno ed ero già innamorato di Maria. Se
dovessi dire solo in poche parole ciò che più mi ha
colpito delle prime notizie che giungevano da Medjugorje dovrei dire:
la descrizione della bellezza e giovinezza della Vergine. Dopo aver
desiderato tutta la vita l’amore vero e la bellezza ecco che ne
-avevo scoperto finalmente la segreta fonte, da cui ogni bellezza
femminile trae un riflesso. Veramente la bellezza di Maria è
il mistero del mondo tant‘è vero che è diventata
la dolcissima Sposa dello Spirito Santo.
Cosa Medjugorje
abbia prodotto nella mia vita è comune a molte testimonianze:
e profonda, svuotare la casa, la libreria e il cuore per far posto a
Dio, rinuncia ed altri impegni professionali, accoglienza di un nuovo
figlio (il terzo), impegno a diffondere i messaggi, consacrazione a
Maria secondo il Montfort, adesione ai gruppi di preghiera. Tutta la
mia vita è stata rinnovata; in maniera diversa ma profonda è
cambiata anche mia moglie, pellegrina più volte a Medjugorje
con la quale abbiamo iniziato un nuovo cammino insieme. Abbiamo avuto
molti doni ma sono stato molto sorpreso -perché non ci pensavo
affatto- dal vedere rifiorire l’amore coniugale.
Forse
perché dopo oltre dieci anni di matrimonio tutti considerano
come ovvia una certa “usura” nei rapporti affettivi, e
perfino un certo degrado viene accettato come inevitabile e
irreversibile. Ma Maria ha insegnato a mettere Dio al centro della
vita e perciò della famiglia e Dio, guarda caso... è
Amore!
Premetto che la prima cosa che abbiamo trovato la forza
di eliminare del tutto è stata la contraccezione (il peccato
specifico!): sapevamo anche prima che non andava bene ma era una
lotta condotta con poche forze e con frequenti ricadute. So che nella
confusione attuale molti sacerdoti in confessionale e fuori sono
permissivi al riguardo (contraddicendo apertamente il Papa!) ma io
confermo con la mia amara esperienza che mantenere un atteggiamento
anche minimamente contraccettivo è micidiale per l'amore
vero.
Abbiamo ritrovato la fiamma viva dei primi mesi! Anzi ora
l’amore coniugale è molto più “dono di se”,
liberò di egoismi, tutto al servizio del mistero della
persona. Direi che ora sono molto più le nostre anime che si
incontrano, mentre il corpo diventa sempre più
“trasparente”.
Come un pianista esperto suona ad occhi
chiusi, tutto teso alla musica, (muovere le dita rimane certamente
indispensabile, ma non è la tastiera l'oggetto del desiderio,
bensì la musica!) così il corpo deve diventare uno
strumento docile e subordinato alla retta volontà per poter
significare, senza distorsioni, e stonature l’amore che viene
dal cuore.
Per distanziare responsabilmente le future nascite
usiamo i metodi naturali che -nonostante i loro sostenitori cerchino
di minimizzarne il peso- comportano dei sacrifici: ma non è
proprio ciò che ci è stato chiesto? Esiste qualche cosa
di grande valore che si conquisti senza sforzo? Del resto tali
sacrifici ci hanno ripagato già in sovrabbondanza. Dopo aver
fatto l’amore, mentre lei dorme sulla mia spalla, provo una
pace prima sconosciuta, soave, direi cosmica, mi sento in pace con
l'universo. E mi addormento pensando al cielo.