Messaggio del 25 gennaio 2003:Cari figli, con questo messaggio vi invito di nuovo a pregare per la pace. Specialmente adesso quando la pace è in crisi, voi siate quelli che pregano, e testimoniano la pace. Figlioli, siate pace in questo mondo inquieto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. UNA LUTERANA IDEALISTA: dopo tante speranze deluse approda alle certezze dell’amore di Dio
Ecco la storia di Susanna:
Sono nata 37 anni -fa in
Germania, nella Foresta Nera. La mia infanzia fu segnata
profondamente dalla musica -che inondava la mia casa ( vicina a una
fabbrica di strumenti musicali) e che studiavo in conservatorio- e
dalla natura selvaggia della Foresta Nera, in cui amavo passeggiare
giornate intere col nonno. Ricevetti un’educazione tenerissima
dalla madre, che era l’amore in persona. Da piccola ero molto
attaccata a Gesù da discutere e litigare col parroco perché
per me non aveva capito Gesù. Ero luterana come mia madre: ma
anche il papà, uscito dalla chiesa cattolica per protesta, era
entrato nella chiesa luterana per far piacere a mia madre, che lo
desiderava in una chiesa e non fuori.
Dopo la maturità
scientifica a 18 anni avrei desiderato di studiare musica, ma i
genitori non erano d’accordo perché temevano un lavoro
da fame nel ramo artistico. Essendo io portata anche alle lingue,
studiavo allora lettere romanze e germaniche. Ero spesso in Francia
anche come ragazza “alla pari” ed ero decisa di andare
dopo l’esame di stato a vivere e lavorare in Francia. Era
l'epoca del movimento studentesco e vi entrai con entusiasmo, nel
desiderio di cambiare il mondo. Ma via da casa è iniziata la
corsa dietro alle illusioni, chiamata libertà: invece ero
corsa verso la schiavitù del peccato. Ero però in buona
fede e sempre alla ricerca della verità.
Contemporaneamente
mantenevo una relazione sentimentale con un ragazzo della Germania
dell’Est, conosciuto in uno degli incontri succitati. Una
relazione difficile, ci potevamo incontrare una, massimo due volte
all’anno a Berlino Est. Vi furono anche tentativi vari di farlo
venire all’Ovest ma senza alcun successo. Era veramente un
grande amore senza happyend (abbocco felice). Lei poi incontrò
un'altra ragazza e si sposò all’Est. Adesso è
padre di famiglia e prete protestante. Un’altra storia d’amore
finiva con la morte del ragazzo al volante della sua macchina. Io mi
trovavo accanto a lui e uscivo, solo con le costole rotte, dal
finestrino. Questa morte era per me una cosa inconcepibile e
incomprensibile, assurda. Essendo sempre stata portata al lavoro
intenso della mente, da allora non riuscivo più a trovare pace
ed infatti cominciai a scivolare sulla strada sbagliata. Periodo del
movimento studentesco, studio accanito; subito dopo la morte del
ragazzo anche pensiero del suicidio (leggevo anche volentieri Albert
Camus, Sartre ecc.)
Nel ‘73 muore mio padre di cancro,
letteralmente consumato dal male e ridotto a scheletro umano. Lo
stesso anno vinco un concorso per una borsa di studio a Pisa. Un anno
che doveva essere di perfezionamento della seconda lingua latina e
poi avrei dovuto tornare in Germania per l’esame di stato. Ed
invece non sono più andata in Germania. Quell’anno a
Pisa fu un anno meraviglioso, ricolmo di amicizie, arte, viaggi,
libri, ecc. Un anno da Bohème. E il Signore come sempre mi
faceva trovare amici veri, anche se io non pensavo più a Lui,
se non nelle ricerche sulle religioni orientali. Però ero
sempre dalla parte della verità e della sincerità e
semplicità, non riuscivo a fingere.
Dopo quest’anno incontrai un uomo che poi sposavo
in comune e che era impegnato nella politica; anch’io entrai
nella sinistra e cominciai ad essere violenta: i nemici erano sempre
gli altri. Ero diventata durissima. Ma poi tutto è crollato..
Mi trovai una idealista ingannata da chi sfruttava e poi si tirava
indietro; diceva e poi non faceva! Molti finivano in carcere o nella
droga. Di altri ci si accorgeva che erano ricchi e proprietari e
facevano i loro interessi. Quanta ipocrisia in questi movimenti
politici! Quando poi uno arriva al potere si comporta tutto
all'opposto. Fui tanto addolorata per questo inganno.
Il
matrimonio falliva per incompatibilità e, per iniziativa mia.
Avevo in quel periodo conosciuto la fame e la miseria da non sapere
veramente cosa si mangiava all’indomani. Il marito si buttava
spesso volentieri nell’alcool e nel fanatismo politico, col
cuore sinceramente convinto.
Cominciavo, a lavorare in un albergo per mantenermi e
mi separai e chiesi il divorzio. Un mondo crollato intorno a me e
dentro di me. Ero un fallimento totale e solo Dio conosce le profonde
angoscia di quegli anni. Questa sensazione chiara di aver sprecato
una vita e mille doni, senza magari volerlo o capirlo, e d non poter
più ricominciare da capo, anche volendo.
Avevo disprezzo
per me stessa e nello stesso tempo paura degli altri. Gli altri
secondo me erano tutti a posto e avevano “costruito qualche
cosa” nello loro vita. Soltanto io mi trovato con niente. Ed
ero così tanto delusa di tutto e di tutti perché vedevo
di essere diversa nei miei ideali vissuti in tutta sincerità.
Soprattutto credevo nell’Amore e però lo vedevo
dappertutto rifiutato come scomodo, sia a livello personale che a
livello sociale e professionale.
Nel lavoro andavo bene e subito me ne facevo un dio.
Andavo cercando l’amore negli uomini senza trovarlo e così
mi allontanavo anch’io sempre di più dal vero amore,
senza volerlo. Diventavo insicura, perdevo quasi ogni fiducia in me
stessa. Dopo altri trasferimenti arrivavo nell’81 ad Abano
Terme dove vivevo i miei “7 anni sacri“ , lavorando per
un’agenzia di viaggi tedesca. “Anni magri nel senso
interiore, di molta frustrazione, - delusione e sofferenza interiore,
ma anche di un certo realismo che si stava facendo strada dentro di
me. Cominciavo ad accettare le cose come sono. Questo era una piccola
liberazione.
Nell’83 in giugno muore la mia amatissima madre
dopo sole poche settimane di atroce sofferenza (tumore al pancreas).
Il tempo prima della morte m’impressionava la sua
serenità e pace, con la quale affrontava la nuova situazione.
Comprendevo la sua profonda fede. Infatti diceva a mio fratello e a
me: “Importante è che ci siamo sempre voluti bene”.
Nel momento della sua morte ero trasformata, sentivo che lei era
entrata in me e che aveva aperto delle valvole chiuse:la dolcezza,
l’amore, la misericordia, la gioia, l’ottimismo, il
sorriso.
Dopo circa tre mesi mi sentivo dentro di cercare un
sacerdote per sapere se Dio mi condannasse per la vita passata,
perché una persona mi aveva detto in modo duro e farisaico che
non potevo piacere più a Dio. Per i luterani non c’è
confessione sacramentale e il prete non è tramite per
trasmettere la parola e la volontà di Dio. Credevo che da un
prete mi potesse venire una risposta, ma non so di dove mi venisse
queste chiarezza.
Dietro consiglio andavo e dopo molto tempo di
attesa trovai un monaco disponibile: avrei atteso anche tutta la
notte e se nessuno mi avesse ascoltato, avrei pensato di essere stata
scartata dal Signore. P. Silvano poi divenne il mio direttore
spirituale. Mi faceva subito ripetere queste parole: “Maddalena,
tesoro, quanto ti voglio bene”. Io le ripetevo senza esitazione
capivo che era Gesù dentro di me che me lo diceva e così
cominciai a piangere a dirotto dalla commozione. Iniziò un -
lungo perseverante cammino spirituale con Dio Amore, con Gesù
Amico, con lo Spirito Santo.
Nell ‘85 finalmente la
cresima; l'Eucarestia -era diventata il centro della mia vita. Volevo
diventare cattolica per poter accedere all’Eucarestia.
Perseveravo nel colloquio in tenore e frequente con Gesù, che
sapevo Amico, che mi amava ardentemente, che mi accettava con amore e
che Lui capiva. Lo incontrai inoltre nel messalino quotidiano al
mattino subito ,e nelle scritture che aprivo a caso” per
conoscere la Parola di Dia per me. Vivevo la confessione come
Permanente liberazione: proprio avvertivo e avverto tuttora che dopo
la confessione non avevo più “quel peso”, anche
fisicamente mi sentivo e sento leggera.. Capivo che così
l’accusatore eterno (“Colui che accusa i nostri fratelli
giorno e notte davanti al Signore” Ap 12,10) non aveva più
potere su di me. Il, 24 giugno ‘85 avevo quindi la cresima;
dietro gentilissima concessione del Vescovo aveva luogo proprio a
Praglia, dove ebbe inizio la mia conversione. L’abate aggiunse
grazia su grazia e così la cerimonia ebbe luogo nella
cappellina interna del monastero.
Nel frattempo un mio caro amico, Fernando, prendeva il
mio posto sul pullman per Medjugorje. (la cresima! era stata varie
volte rimandata e alla fine cadeva sulla data dell'anniversario delle
apparizioni). Lui è tornato capovolto e adesso è dai
Francescani a Treviso. In settembre andai la prima volta con un
gruppo a Medjugorje, perché credevo fermamente di trovare la
Madonna là. Mi mancava ancora Maria. I protestanti non hanno
attenzione, se si può dire così, particolare alla
Madonna, e tanto meno all’Immacolata Concezione e alla
Maternità Divina. Quel primo soggiorno restò
indimenticabile come quelli successivi.
Vivevo la Madonna,
questa grande Madre, questa Sapienza, questo Amore, questo abbraccio.
La Madonna con la potenza della sua pace era nell’aria. Lì
iniziavo a recitare il rosario che prima conoscevo come triste
cantilena delle vecchiette e sinceramente detestavo. Compresi anche
la mia missione come cristiana e il compito dell’intercessione
per la salvezza dalle anime e della mia anima. Tornai poi molte volte
da sola, dormendo presso una famiglia a Bijacovici. Ogni volta la
Madonna mi dava risposta a domande importanti per le mie scelte di
vita. Così di volta in volta si confermava l’invito alla
consacrazione. Un anno fa avevo una paura tremenda all’idea del
convento: mi pareva impossibile che io potessi cambiare così
radicalmente vita a 36 anni.
Poi Dio mise un tale desiderio nel mio cuore, una tale
sete, che mi trovavo, a volte a piangere dalla gioia e dalla
compassione perché Lui si era degnato di chiamarmi alla vita
consacrata. Lodo e benedico Gesù perché mi ha condotto
Maria, Sua e mia Mamma. Maria è veramente l’unica che
riesce a farmi cambiare, a domarmi, - a farmi fare quello che vuole
Lei, anche se mi costa (a causa del mio egoismo), anche se non
capisco, anche se è contro la mia volontà. E’
incredibile, e veramente per me il miracolo più grande sono io
stessa e la mia permanente conversione, che riconosco come pioggia
incessante di grazie da Dio Padre.
Anche lo Spirito Santo l'ho
sperimentato e lo sperimento tuttora come voce amica, sempre presente
e attiva specialmente quando meno me l’aspetto. Lascia fare a
‘me” mi dice la Madonna con lo Spirito Santo e più
mi abbandono a Lei e al Suo incomparabile modo di fare, miracoli e
conversioni piovono da tutte le parti (Quando mi ci metto io, magari
- con ansia e tensione, non solo non succede niente, ma anzi spesso
freno il fiume (pur invisibile) dell’altro con la mia diga. Con
parole molto semplici e spontanee direi che la Mamma certo fa le
scarpe a tutti quanti, alla chiesa intera, e questo mi rassicura.
Questo rafforza la mia fede, questo aumenta la pace del mio cuore e
l'abbandono al Signore e alla Sua Inviata.
Qui a Priabona
adesso cerchiamo di diventare piccoli, bambini come vogliono Gesù
e la Madonna, bambini che non sanno niente e che hanno tutto da
scoprire e da imparare da Loro. La Madonna poteva mandarci in
convento già esistenti. Invece ha voluto Lei stessa aprire una
Casa, una nuova Comunità dove sia rappresentata tutta la
Chiesa, uomini e donne celibi e sposati, chierici e laici. Neppure
possiamo immaginare la portata di questa iniziativa della Madre della
Chiesa e veramente avremo da incominciare da capo, imparando tutti da
Lei e stupendoci ogni giorno delle meraviglie del Signore. Chi mai
potrà scrutare il pensiero di Dio?! Lede e Gloria al Signore,
Creatore dell’universo e nostro Padre misericordioso!
Siano
lodati Gesù e Maria!