Messaggio del 30 settembre 1984:Ciò che rende triste Gesù è il fatto che gli uomini portano dentro di sè la paura verso di lui vedendolo come un giudice. Egli è giusto, però è anche misericordioso al punto che preferirebbe morire di nuovo piuttosto che perdere una sola anima.
DALLA CARROZZELLA ALLA BICICLETTA p. Slavko Barbaric
Ancora dallo “Sveta batina” pag.5.
Il 25
luglio 1987 ai e’ presentata nell’Ufficio parrocchiale di
Medjugorje una signora americana, di nome Rita Klaus, accompagnata
dal marito e dai suoi tre figli. Provenivano da Evana City
(Pennsylvania). Donne piena di vita, agile e dallo sguardo sereno,
aveva ardentemente desiderato di palare con i Padri della parrocchia.
Quanto più andava avanti nel suo racconto, tanto più i
Padri che l’ascoltavano rimanevano stupiti. Ha raccontato le
fasi più salienti della sua vita, che era stata molto
travagliata. All’improvviso, inspiegabilmente, la sua vita
divenne meravigliosa come la poesia, felice come la primavera, ricca
come l’autunno carico di frutti. Rita sa che cosa le e’
successo: con risolutezza afferma di essere stata miracolosamente
guarita —per intercessione della Madonna— da una malattia
incurabile, la sclerosi multipla. Ma ecco il suo racconto:
“Era
stata mia intenzione diventare religiosa, e perciò entrai in
un convento. Nel 1960 stavo per fare i voti, quando improvvisamente
fui colpita dal morbillo, che pian piano si tramutò in
sclerosi multipla. Fu motivo sufficiente per essere dimessa dal
convento. A causa del mio male, non potei trovare lavoro se non
quando mi trasferii in altra località, dove non ero
conosciuta. Li’ conobbi mio marito. Ma neppure a lui dissi del
mio male, e riconosco di non essere stata corretta nei suoi riguardi.
Era il 1968. Cominciarono le mie gravidanze, e con ciò il male
progrediva. I medici mi consigliarono di rivelare il mio male al
marito. Lo feci, e lui si mostrò tanto offeso, da pensare al
divorzio. Fortunatamente tutto si ricompose. Ero avvilita e
arrabbiata con me stessa e con Dio. Non riuscivo a comprendere perché
proprio a me era capitata questa disgrazia.
Un giorno mi recai
ad un incontro di preghiera, dove un sacerdote pregò su di me.
Ne rimasi cosi’ contenta, che se ne accorse anche mio marito.
Continuai a lavorare come maestra, nonostante il progredire del male.
Mi conducevano in carrozzella a scuola e alla messa. Non riuscivo più
neppure a scrivere. Ero come una bambina, incapace di tutto.
Mi
erano particolarmente penose le notti. Nel 1985 il male si aggravò
a tal punto, che non riuscivo più da sola neppure a sedermi.
Mio marito piangeva molto, e ciò mi recava grande pena.
Nel
1986, sul Readers Digest lessi un servizio sui fatti di Medjugorje.
In una sola notte lessi il libro di Laurentin sulle apparizioni. Dopo
la lettura, mi stavo chiedendo che cosa potevo fare per onorare la
Madonna. Pregavo in continuazione, ma non certo per la mia
guarigione, ritenendola d’interesse troppo terreno.
Il
18 giugno, nel cuore della notte, sentii una voce che mi diceva:
“Perché non preghi per la tua guarigione?” Allora
iniziai subito a pregare cosi’: “Madonna cara, Regina
della Pace, io credo che tu appari ai ragazzi di Medjugorje. Ti
prego, chiedi al tuo Figlio di guarirmi”. Avvertii subito una
specie di corrente che mi attraversava e uno strano calore nelle
parti del corpo che mi dolevano. Quindi mi addormentai. Nel
risvegliarmi, non pensai più a ciò che avevo provato
nel corso della notte. Il marito mi preparò per andare a
scuola. A scuola,come il solito, alle 10,30 ci fu la pausa. Con mia
grande sorpresa, mi accorsi in quel momento che potevo muovermi da
sola, con le mie gambe, ciò che non facevo più da oltre
8 anni. Non so neppure io come ritornai a casa. Volevo far vedere a
mio marito come riuscivo a muovere le dita. Suonai, ma in casa non
c’era nessuno. Ero molto ansiosa. Non sapevo ancora di essere
guarita! Senza alcun aiutò, mi alzai dalla carrozzella. Salii
le scale, con tutte le apparecchiature mediche che portavo addosso.
Mi chinai per levarmi le scarpe e... in quel momento mi accorsi che
le mie gambe erano perfettamente guarite.
Cominciai a piangere e a esclamare: “Mio Dio,
grazie! Grazie, o Madonna cara!”. Non ero ancora cosciente di
essere guarita. Presi le mie stampelle sotto braccio e osservai le
mie gambe. Erano come quelle delle persone sane. Cominciai, allora a
correre giù per le scale, lodando e glorificando Dio. Chiamai
un’amica. Al suo arrivo, saltavo di gioia come una bambina.
Anche lei si uni’ a me nella lode a Dio. Quando tornarono a
casa mio marito e i figli, rimasero sbalorditi. Dissi loro: “Gesù
e Maria mi hanno guarita. I medici, nell’apprendere la notizia,
non credettero che ero guarita. Dopo avermi visitato, dichiararono di
non saperselo spiegare. Rimasero profondamente emozionati. Sia
benedetto il Nome di Dio! Dalla mia bocca non cesserà mai più!
la lode a Dio e alla Madonna. Questa sera parteciperò alla
Messa con gli altri fedeli, per ringraziare ancora Dio e le
Madonna”.
Dalla carrozzella Rita e’ passata alla
bicicletta, quasi fosse ritornata agli anni della giovinezza.