Messaggio del 25 febbraio 1997: Cari figli, anche oggi vi invito in modo particolare ad aprirvi a Dio Creatore e diventare attivi. In questo tempo vi invito, figlioli, a vedere chi ha bisogno del vostro aiuto spirituale o materiale. Attraverso il vostro esempio, figlioli, voi sarete le mani tese di Dio, che l´umanità cerca. Solo cosi voi capirete che siete chiamati a testimoniare ed a diventare gioiosi portatori della parola e dell'amore di Dio. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!
Le persone più importanti del mondo - Eco di Maria nr.175
Un giorno chiesi a Dio di poter conoscere le persone
più importanti del mondo, per poter imparare da loro, per
poter diventare come loro, pensavo che con i soldi, la fama e la mia
abilità potessi fare opere grandi e magari gradite al Signore.
Perché accontentarsi del poco? Nelle mie sciocche preghiere
tornava tutto alla perfezione, ogni particolare era deciso, il
programma della mia vita era ormai chiaro, per quale ragione il
Signore avrebbe dovuto dire di no? Il Signore non mancò di
ascoltarmi e senza accorgermi di niente mi trovai ad essere un
barelliere sopra un treno che andava a Lourdes.
Nonostante il
mio entusiasmo mi sentivo un estraneo, ma cosa ci facevo? Gli sguardi
dei malati mi trapassavano il cuore, non ce la facevo a guardarli il
faccia né ad aiutarli. Stavo scappando. Arrivato dentro
l’ospedale vedevo che ognuno entrava dentro una stanza per
prendersi cura dei malati e così rimasi solo nel corridoio,
pregai insistentemente il Signore che mi desse la forza ma ero come
pietrificato. Chi avrei incontrato? Cosa avrei dovuto fare? Cosa
avrei potuto mai fare? C’era rimasta solo una stanza nella
quale nessuno era andato e così entrai... appena oltrepassai
la porta mi sentii dire: “è la prima volta che vieni qua
vero? Come ti chiami?” gli occhi di quella donna brillavano di
gioia, poi mi chiese: “per te cosa è la sofferenza?”;
non sapevo cosa dire, dentro di me la paragonavo alla negazione della
felicità e della vita. Vedevo che lei soffriva ma allo stesso
tempo ero affascinato dalla sua voglia di vivere e benché
avesse passato 40 anni della sua vita nel dolore non riusciva a
trattenere la sua felicità.
A Lourdes non cercava il
miracolo ma andava ogni anno a ringraziare per la croce che aveva
ricevuto, quella croce che la faceva vivere ogni giorno e che
abbracciava con amore. La sofferenza era per lei la grazia più
grande e ne era gelosa tanto che non avrebbe mai voluto cambiare la
sua condizione fisica. Nel suo calvario non ha mai confidato in se
stessa ma chiedeva continuamente la forza a Dio per andare avanti e
più il suo corpo si inchiodava al letto, più scopriva
di poter donare solo le sue sofferenze. Prima di salutarci mi regalò
una preghiera che aveva scritto: “Lode a te Regina del cielo,
Madre gloriosa dei più afflitti, tu sola sai dare la forza con
amore di madre. Donaci il conforto e sapremo accettare con serenità,
sempre fiduciosi nel tuo cuore, anche le sofferenze più forti,
sapendole offrire al tuo figlio Gesù glorioso come lui le ha
offerte al Padre per la nostra salvezza”. Offriva se stessa
ogni giorno ed ogni notte come agnello immolato per la salvezza delle
anime. Per quanto io la aiutassi materialmente, quello che lei mi ha
dato è stato ben più grande e nobile, mi ha svegliato
dal sonno, ha scosso la mia anima e mi ha fatto guardare la vita con
occhi diversi. Il Signore ancora una volta ha avuto misericordia di
me mettendomi di fronte ad una persona che agli occhi del mondo era
solo un malato senza speranza in attesa della morte. “Ti
benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai
tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai
rivelate ai piccoli”.
Solo adesso capisco che il Signore
esaudì le mie preghiere, mi fece conoscere le persone più
importanti del mondo, coloro da cui avrei dovuto imparare ed imitare
e magari fare di più. Io non sono stato l’unico e
tantissime altre persone hanno ricominciato a vivere attingendo
gratuitamente dall’amore che Vera trasmetteva, con il suo
sacrificio ha portato tante anime al Signore ed i suoi frutti si sono
moltiplicati. Nel mistero dell’offerta era racchiuso il suo
tesoro e lei a piene mani lo distribuiva a noi poveri e malati perché
riscoprissimo la nostra vita e potessimo fare altrettanto. Tutto
quello che ho scritto è stata l’esperienza che ha
segnato la mia conversione e ancora oggi la ricordo con gioia, in
quell’incontro mi sembra di aver vissuto quello che accadde in
S. Francesco quando baciò il lebbroso (a quel tempo non sapevo
niente di S. Francesco). Tornato da Lourdes continuai a far visita a
Vera nonostante la lunga distanza che ci separava ma questo non
diminuiva la nostra amicizia ed ogni incontro era sempre una grande
festa. Quando l’anno dopo conobbi la mia futura fidanzata,
andammo insieme a casa di Vera e così scoccò anche per
lei l’amore nei suoi confronti. Per il capodanno decidemmo di
partire da soli per Medjugorje e tornati, andammo subito a casa di
Vera ma al campanello non rispondeva nessuno, dopo un po’ scese
un bambino e con la serenità di un angelo disse: “ma
Vera è morta!”. Da allora il nostro cammino di fidanzati
cresce ancora sotto il sole dell’offerta ed il Signore ha
voluto che a Medjugorje incontrassimo i fratelli e le sorelle della
comunità “Kraljice Mira”, i quali sono chiamati ad
offrire la propria vita attraverso un’offerta incondizionata,
libera e totale, per amore di Dio e degli uomini. Con loro stiamo
riscoprendo e approfondendo questo cammino dell’offerta che
Vera con la propria vita ci aveva mostrato e adesso tocca a noi,
oggi, essere come loro agnelli immolati.
Alessandro Macinai