Messaggio del 19 settembre 1984:Io desidero attirare tutti i vostri cuori a me, ma essi sono completamente chiusi e non si abbandonano a me. Perciņ apriteli ed abbandonateli a me.
Confessione di una ragazza strappata al mondo per il giardino di Maria - Eco di Medjugorje nr.52
Ho 19 anni. Questa è la mia esperienza di vita che, pur
essendo stata molto dura, è stata anche molto bella, per meno
a me così appare. Perché quando penso al mio passato
vedo sempre una grande mano appoggiata sul mio capo e attenta alle
mie cadute, pronta a non farmi andare mai a finire per terra. Adesso
so di chi era quella mano, era la mano di Dio, il quale ha permesso
in silenzio tutto ciò che mi è accaduto fino ad oggi,
per il buon fine di incontrarLo, servirLo ed amarLo.
Avendo i miei
genitori separati e vivendo con mia madre, la quale è sempre
stata una donna molto buona e umile che ha tanto sofferto per causa
mia, io mi presi tutta la libertà approfittando della
situazione famigliare. Già dall’età di 13 anni
(se non prima) cominciai a vivere come mi piaceva, curandomi affatto
della mia famiglia, ma vivendo come una randagia pensando solo al mio
benessere. Ho avuto a che fare con gente di tutti i tipi, dal più
povero al più ricco, dal più buono al più
delinquente e tutto questo mi è servito. Cose che prima non
pensavo potessero esistere, il Signore me le ha presentate, per
esempio: ho imparato che queste persone devono essere amate tutte e
tutte allo stesso modo.
Questo è un fatto grande e molto
bello; riuscire ad amare i peccatori è difficile, ma non è
impossibile e quando ottieni da Dio la grazia di amarli, ti accorgi
di quanto bisogno hanno di Lui e ti cresce nel cuore un grande
desiderio di presentargli quel Dio che loro, come anch’io
prima, cercano nel sesso, nell’odio, nell’egoismo, nelle
belle case, nei vestiti, nelle macchine, ecc. Questa è una
delle tante cose, che il passato, per grazia di Dio, mi ha
insegnato.
Quasi tutta la mia vita, fino al giorno in cui una voce
molto dolce e nello stesso tempo potente mi chiamò per nome, è
stata un fallimento: il peccato era mio compagno inseparabile, la
cattiveria era il mio cibo giornaliero, l’egoismo la mia acqua,
la gelosia mi opprimeva ed infine posso dire che mio compagno stava
diventando anche l’odio. Tutto questo però nascondeva
una parte piccola ma buona di me, la ricerca disperata dell’amore,
di quell’amore che non fa soffrire, quell’amore e affetto
puliti, puri, senza interessi, senza maschere, di quell’amore
che solo Dio può dare. Tutta questa mancanza d’amore mi
portò ad essere quella che ero, fino al giorno che Gesù
mi chiamò così: “Maria” ed io risposi
“Rabbuni” Maestro. Lui con tante dolcezze e tanto amore
aggiunse: “Seguimi”, ed io l’ho seguito ed ora sono
nella Comunità della mia Mamma Celeste e di Gesù, con
fratelli e sorelle adorabili, con i quali sono in comunione e sono al
completo servizio del Signore, per lo meno questo io desidero.
Della
grazia meravigliosa che ho ricevuto. Ringrazierò il mio Dio
tutta la vita, anche se sarà pur poco. Ma a qualcuno in modo
particolare io devo un grazie infinito: alla Santissima e sempre
Vergine Maria, la grande Madre di Dio, la quale mi ha scelto, mi ha
preso per la mano e mi ha detto: “Desireé, io desidero
che da questo momento tu diventi mia e dl mio Figlio Gesù,
desidero che tu cessi di soffrire e di stare davanti a Dio come una
bestia, ma di vivere con Me e mio Figlio. Così ti sarà
data la felicità di essere amata, per tutto il tempo, da una
Mamma che è solo bontà, da un fratello e amico che è
solo misericordia e da un Padre che è solo amore e desidera
con tutto il cuore riavere tra le sue braccia la sua figliolina, per
non permettere che più si perda. Accetti?” E ditemi voi,
come poter rifiutare una proposta così grande, e come poter
dire di no ad una Mamma così bella, dolce e cara?.
Ed io a
Medjugorje, dove appunto sono stata chiamata a cambiare vita e a
donarmi a Dio, ho sentito questa voce e ho detto: “Sì,
carissima Mamma, accetto!”
Desirée