Messaggio del 25 gennaio 2008:Cari figli, con il tempo quaresimale voi vi avvicinate ad un tempo di grazia. Il vostro cuore è come terra arata ed è pronto a ricevere il frutto che crescerà nel bene. Figlioli, voi siete liberi di scegliere il bene oppure il male. Per questo vi invito: pregate e digiunate. Seminate la gioia e nei vostri cuori il frutto della gioia crescerà per il vostro bene e gli altri lo vedranno e lo riceveranno attraverso la vostra vita. Rinunciate al peccato e scegliete la vita eterna. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. 1 GIORNO - INIZIO DI UN LUNGO DIALOGO.
Janko:
Vicka, è diventata ormai abitudine chiamarti così. Hai
qualcosa in contrario se ti chiamo così anch'io? (Si noti
che Vicka, è il diminutivo di Vida, ossia Vita: femminile di
Vito. In italiano si potrebbe dire: Vituccia).
Vicka:
Non ho niente in contrario. Anzi, mi sono quasi dimenticata anch'io
che il mio vero nome è Vida.
Janko:Bene così.
Ecco, noi due ci siamo già incontrati tante volte, ma soltanto
adesso finalmente possiamo parlare dei fatti con precisione. Sai che
da molto tempo ho desiderato iniziare questo colloquio e che solo
adesso posso farlo. In realtà avevamo provato anche prima, ma
alcune cose erano rimaste sempre poco chiare. Mi riferisco a tutto
quello che è successo dal primo giorno delle vostre
apparizioni, il 24 giugno 1981, quando vi siete incontrati con quella
figura femminile luminosa, lassù sul Podbrdo, sopra le vostre
case, fino ad oggi. In questo tempo sono accaduti tanti fatti intorno
a noi e dentro di noi, per cui sono molte le cose ormai dimenticate.
È per questo motivo che tanti avvenimenti o dettagli vengono
spiegati o affermati in differenti maniere, se non addirittura in
modo errato. A motivo di ciò non è facile scoprire la
verità, soprattutto per quanto riguarda i primi giorni.
Iniziamo allora questa nostra ricerca nel nome di Dio.
Vicka:
È proprio giusto iniziarla nel nome di Dio!
Janko:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Vicka:
Amen.
Janko: Invochiamo l'assistenza di Dio cantando un
inno adeguato. Che Iddio ci venga incontro e ci aiuti. Raccogliamoci
per qualche istante... (Cantano insieme: Più presso a Te,
Signor, lieti veniamo /, e in dono il nostro amor, ti presentiamo.
Tutto ci vien da te, tutto doniamo a te; resta con noi Signor, resta
con noi. / In te crediam, Signor, in te speriamo, uniti nell'amor, ti
ringraziamo. Noi acclamiamo te, noi inneggiamo a te, resta con noi
Signor, resta con noi.) Adesso possiamo incominciare. Mi sembra,
Vicka, in qualche modo di essere chiamato proprio io a scrivere
qualcosa sui fatti di Medjugorje, aiutato da voi veggenti che siete i
veri testimoni e protagonisti, dall'inizio fino ad oggi.
Vicka:
Certamente, proprio tu sei indicato a questo, dato che subito, fin
dal principio, hai incominciato a farci delle domande e a scrivere le
nostre risposte. Perciò ne sai più di chiunque altro.
Mi sembra che anche la Madonna ti abbia detto qualcosa al riguardo.
Janko: Lasciamo stare. Voglio dirti piuttosto che
non a caso desidero tenere questo dialogo con te. Il motivo è
questo: tu sei rimasta sempre sul luogo delle apparizioni (gli altri,
tranne Jakov, andavano via da Medjugorje nei tempi scolastici) e
perciò sei in grado di aiutarmi meglio di tutti per fissare
almeno qualcosa sui fatti e sul loro sviluppo. Così lasceremo
per il futuro una documentazione autentica. Se sei d'accordo,
incominciamo a parlarne.
Vicka: Sì, sono d'accordo.
Non vedo ragione per non esserlo.
Janko:Te l'ho chiesto
perché so che tanti altri sono venuti da te a farti domande,
per cui sarai già stanca di tutti gli interrogatori.
Vicka:
A dirti la verità, sì; ne ho fin sopra i capelli. Ma a
te l'ho promesso da tanto tempo, per cui non devi preoccupartene.
Incomincia pure con le tue domande.
Janko:Benissimo, sono
contento che la prendi così. Ti prego, prima di tutto, di
essere più sincera e aperta che ti è possibile. Dimmi
tutto, proprio tutto quello che sai e che ti domanderò.
Vicka: Va bene; ti dirò tutto quello che so e che
posso dirti, purché...
Janko:Quale «purché»?
Vicka: Ma niente. Sai che ci sono delle cose di cui non mi
è permesso parlare. Incomincia pure a chiedere.
Janko:Sì,
Vicka, questo lo so e quelle cose non te le domanderò neppure.
Almeno come sacerdote, so cosa vuoi dire conservare il segreto. Puoi
anche essere certa che tutto quello che ti domanderò, non te
lo chiederò per mia curiosità, ma per rinforzare la mia
fede in Dio e nella Madonna e, spero, per rinforzare la fede anche di
qualche altro.
Vicka: Mi piace che sia così. Credo
che possiamo incominciare i nostri argomenti.
Janko:Hai
ragione, ma non so ancora come è meglio procedere: se
invitarti a raccontare le cose per esteso, oppure se farti una serie
di domande.
Vicka:Credo sia meglio che tu mi faccia delle
domande. Non sono capace di raccontare le cose da sola. E anche se
fossi capace, chissà dove andrei a finire. Forse racconterei
tanti dettagli e dimenticherei le cose principali.
Janko:D'accordo,
Vicka, faremo come hai detto tu. Quanto più ti è
possibile, ti chiedo di parlare in modo chiaro [per ottenere una
buona incisione sul nastro] e in croato [non in dialetto], perché
quello che dici dovrà essere ascoltato anche da altre persone
e probabilmente verrà pure scritto.
Vicka:So
parlare assai poco in croato puro e non ci bado neppure tanto,
soprattutto da quando non vado più a scuola. Parlo come m'ha
insegnato mia madre: se va bene, bene. Non sono capace altrimenti.
Janko:Va bene; o almeno speriamo che vada bene. Vuoi
allora che incominciamo con le domande?
Vicka:Sì,
possiamo farlo. Sto aspettando con impazienza.
Janko:Bene;
il registratore è acceso e speriamo che funzioni senza
intoppi. Ecco: prima di tutto dimmi se quel luogo in cui sono
avvenute le prime apparizioni ha un nome particolare.
Vicka:Non
te lo saprei dire. Alcuni lo chiamano Brdo [ossia «monte»];
altri Podbrdo [ossia «sotto il monte»]; alcuni ancora
Gradina [cioè «collina»]. Ad ogni modo non mi
sembra che sia tanto importante.
Janko:A me invece sembra
importante. Ad esempio, se qualcuno mi domandasse come si chiama il
luogo delle prime apparizioni della Madonna, ci starei male se non
sapessi rispondere. Io allora, da adesso in poi, lo chiamerò
sempre Podbrdo [«sotto il monte»]. Ho fatto questa
domanda anche agli altri; quasi tutti m'hanno risposto che la cosa
migliore è chiamare quel luogo Podbrdo.
Vicka:Sì,
sono d'accordo. Non ci trovo niente in contrario, perché
anch'io di solito lo chiamo così. Del resto è entrato
con questo nome anche negli scritti.
Janko:Su questo va
bene. Ma adesso, prima di entrare nel vivo del dialogo, dimmi i nomi,
i cognomi e il nome del padre di tutti quelli che, almeno una volta,
hanno visto quella figura femminile luminosa che voi avete subito
chiamato «la Madonna».
Vicka:Te li ho già
ripetuti almeno due o tre volte.
Janko:Sì, hai
ragione; ma ripetimeli ancora.
Vicka:Va bene, posso farlo.
La Madonna l'hanno vista, almeno una volta: Ivanka Ivankovic', figlia
di Ivan; Mirjana Dragicevic', figlia di Jozo; Io, ossia Vida (Vicka)
Ivankovic, figlia di Pietro; Ivan Dragicevic', figlio di Stanko;
Maria Pavlovic', figlia di Filippo; Ivan Ivankovic, figlio del
defunto lozo; Milka Pavlovic, sorella di Maria; Jakov Colo, figlio di
Ante.
2 - PRIMO GIORNO (mercoledì 24 giugno
1981)
Janko:Incominciamo, Vicka. Raccontami quando
e in che modo è avvenuta la prima apparizione. Prima di tutto,
dimmi: quando è avvenuta?
Vicka:Fra Janko, la cosa
è conosciuta da tutti. Ma se proprio lo vuoi, la prima
apparizione è avvenuta il 24 giugno 1981, festa di S. Giovanni
Battista.
Janko: E sai dirmi, press'a poco, a che ora?
Vicka: All'incirca dopo le cinque del pomeriggio.
Janko:Adesso dimmi qualcosa di più: come sono
andate le cose e come mai tu ti sei trovata lì?
Vicka:
Ma, questa è una storia lunga. Debbo raccontare tutto, o
soltanto le cose principali?
Janko:Raccontami tutto. Più
cose mi dici, meglio è, perché quel momento per così
dire «fatale» venga descritto il più chiaramente
possibile.
Vicka: Va bene, io parlerò, ma tu devi
aiutarmi con le tue domande, altrimenti chissà dove andrei a
finire!
Janko:D'accordo, Vicka. Io anzi ti annoierò
con le mie domande, tante te ne farò. Intanto tu incomincia.
Vicka: Ecco, è andata così. Come già
sai, quel giorno era giornata festiva. Io però non sono andata
a messa, perché dovevo andare a Mostar per ripetizioni
scolastiche.
Janko:Di quali ripetizioni si tratta?
Vicka:Ma, sono stata rimandata in matematica, e mi hanno
chiamata per le ripetizioni.
Janko:Bene. E allora?
Vicka:Sono tornata a casa verso mezzogiorno. Faceva molto
caldo, sul pullman c'era molta ressa, tu sai com'è.
Janko:E
poi?
Vicka:Dopo essermi un po' rinfrescata, ho mangiato e
poi sono andata a distendermi per un breve riposo. Prima però
sono passate da me Mirjana e Ivanka. Infatti fin dalla mattina
c'eravamo messe d'accordo di fare una passeggiata verso sera,
sull'imbrunire. Noi tre siamo sempre insieme.
Janko:Va
bene. E poi?
Vicka:Poi mi sono addormentata profondamente
e ho dormito abbastanza a lungo. Mi ha svegliato mia sorella Zdenka.
Prendendomi in giro, mi diceva di alzarmi subito per non fare tardi a
scuola. Così mi sono alzata.
Janko:In altre parole,
ti eri impigrita assai!
Vicka:Non proprio troppo, ma che
altro potevo fare?
Janko:Allora?
Vicka:Mi sono
alzata, mi sono vestita per uscire e sono andata in cerca di Ivanka e
Mirjana.
Janko:Dove le hai cercate?
Vicka:
Prima di tutto sono andata dalla madre di Jakisa; è la zia di
Mirjana e pensavo che fossero lì.
Janko:E le hai
trovate lì?
Vicka: Niente affatto. Erano state lì,
ma poi erano andate a fare una passeggiata, lasciando detto alla zia
che avrebbero preso la strada non asfaltata, verso le case dei
Cilici. Io avrei dovuto seguirle.
Janko:E le cose sono
andate così?
Vicka:Sì. Anch'io mi sono
incamminata per quella strada, ho intravisto loro due e la piccola
Milka, figlia di Filippo. Tutte e tre fissavano con intensità
qualcosa e sembravano impaurite. Mi hanno fatto segno con la mano di
avvicinarmi. Io mi affrettai, ma c'era qualcosa in loro che mi
sembrava strano: di che cosa si erano incantate?
Janko:E
di che si trattava?
Vicka:Quando le raggiunsi, esse mi
dissero insieme: «Vicka, ecco lì la Madonna!». Ma
cosa succedeva loro? Ma quale Madonna? In realtà pensavo che
avessero visto un serpente e che avessero voglia di prendermi in
giro. Mi sono tolte le ciabatte e sono fuggita scalza, come una
matta...
Janko:Dove sei scappata?
Vicka: Giù,
verso le case. E dove volevi che andassi!
Janko:E così
tu quel giorno non hai visto niente!
Vicka:Aspetta, non ho
ancora finito.
Janko:Va bene. Su, racconta!
Vicka:Scesa
giù, poco prima delle case, mi sono fermata e sono scoppiata a
piangere. Avevo solo voglia di piangere: come mai loro osavano
scherzare così con la Madonna? Non sapevo più né
dove andare né cosa fare.
Janko:Così sei
forse andata a casa?
Vicka: No, no. Mentre ero lì,
sono passati i due Ivan.
Janko:Quali due Ivan?
Vicka:Ivan
di Stanko e Ivan del defunto Jozo. Portavano un po' di mele in un
sacchetto di plastica.
Janko:E probabilmente te le hanno
offerte...
Vicka:Sì, ma non mi interessavano.
Invece mi frullava per la testa la frase: «Ecco lì la
Madonna!».
Janko:Alla fine, che cosa ne è
venuto fuori?
Vicka:Tra le lacrime, pregai Ivan di Stanko
di venire con me, su da quelle tre che dicevano di vedere la Madonna.
Ivan mi ha dato retta e ci incamminammo. Io gli dicevo: «Non la
vedremo, ma andiamo lo stesso».
Janko:E
così Ivan ti ha dato retta.
Vicka:Sì,
davvero.
Janko:E quando siete arrivati su, che cosa è
accaduto?
Vicka:Quelle tre ci hanno indicato dove stava la
Madonna. E allora l'abbiamo vista anche noi. Ivan è scappato
subito, scavalcando il recinto; ha buttato via anche le mele e quello
che aveva in mano.
Janko:E tu?
Vicka:Io sono
rimasta a guardare.
Janko:Che cosa hai visto esattamente?
Vicka:Beh, ho visto la figura di una giovane meravigliosa,
con il bambino in braccio, che continuamente copriva e scopriva. Ci
faceva segno con le mani di avvicinarci a lei.
Janko:E
voi? Qualcuna si è avvicinata?
Vicka:Macché!
Chi avrebbe avuto il coraggio di pensare a una cosa del genere, con
la paura che avevamo!
Janko:Perché vi mostrava il
bambino?
Vicka:Chi lo sa? Forse perché lo vedessimo
meglio...
Janko:Per quanto tempo sei rimasta
là?
Vicka:Non lo so con precisione; forse 5-6
minuti. E poi sono scappata.
Janko:Dove?
Vicka:A
casa; e dove altrimenti? Ero molto felice, ma anche impaurita. Avevo
paura e al tempo stesso mi sentivo felice.
Janko:Quando
sei arrivata a casa, che cosa hai fatto?
Vicka:Mi sono
buttata sul divano e continuavo a piangere. Avevo solo voglia di
piangere.
Janko:Come mai si è trovata lì
dalla Madonna anche la piccola Milka di Filippo?
Vicka:Questo
non mi sembra importante; dovrei ricominciare tutto da capo.
Janko:Non devi ripetere tutto il racconto, ma rispondi
soltanto alla mia domanda, se lo sai.
Vicka:Va bene. Ecco,
è successo così. Quando Ivanka e Mirjana sono andate a
fare la passeggiata, Ivanka ha visto improvvisamente la Madonna e
l'ha detto a Mirjana. Mirjana le ha risposto: «Ma va'! Vuoi che
la Madonna appaia proprio a noi?».
Janko:Allora
Mirjana, in quel momento, non l'aveva neppure vista?
Vicka:No,
no. Loro due poi si sono incamminate verso casa a cercarmi, ma
all'inizio del paese hanno incontrato la piccola Milka, che le ha
pregate di andare con lei per aiutarla a far uscire le pecore dal
recinto.
Janko:Di chi erano le pecore?
Vicka:Di
Milka, perché né lvanka nè Mirjana allora ne
avevano.
Janko:E poi?
Vicka:Milka ha lasciato
le pecore e stavano ritornando insieme verso il paese.
Janko:Va
bene; allora sono tornate in paese. E poi?
Vicka:Aspetta,
non è proprio così. Mentre tornavano in paese, di nuovo
Ivanka ha scorto la Madonna nello stesso posto di prima. L'ha detto
pure alle altre due; esse si sono girate da quella parte e l'hanno
vista. La Madonna veramente! A questo punto sono arrivata pure io, e
ti ho già raccontato che cosa è successo allora.
Janko:Va bene. Dimmi però come si è trovato
lì Ivan del defunto Jozo.
Vicka:Ma, egli stava con
Ivan di Stanko. Quando noi ci siamo incamminati su, anche lui ci ha
seguito.
Janko:Lui ha visto qualcosa?
Vicka:Ha
visto pure lui, ma non chiaramente come noi.
Janko:Qualcuno
di voi ha udito allora qualcosa? Vi ha parlato la Madonna?
Vicka:Nessuno ha sentito niente. L'abbiamo solo veduta, e
ci faceva segno con le mani che ci avvicinassimo. E ci mostrava quel
bambino.
Janko:Capisco. La vedevate tutti allo stesso
modo?
Vicka:Questo non lo so. Era abbastanza lontana, per
cui...
Janko:Tu, come hai detto, sei tornata a casa prima
di Ivanka e Mirjana.
Vicka:Un tantino prima. Partita la
Madonna, anche loro sono tornate.
Janko:E cosa è
successo a casa? Avete raccontato agli altri qualcosa al riguardo?
Vicka:Ma certo che l'abbiamo raccontato!
Janko:E
loro?
Vicka:Avvenne di tutto. Qualcuno forse ci ha
creduto, qualcuno si è meravigliato; chi interpretava il fatto
in un modo e chi in un altro. Addirittura che si è trattato di
un disco volante. E così si è detto di tutto.
Janko:In
questa situazione siete andati a dormire?
Vicka:E dove
sennò? All'indomani presto bisognava raccogliere il tabacco,
portare le bestie al pascolo e fare tante altre cose. Sai com'è.
Janko:Va bene. Ancora una cosa: come mai è venuto
in mente a Ivanka di chiamare subito «Madonna» quella
figura luminosa di giovane? Come mai non ha pensato a niente altro?
Vicka:Io non lo so. A chi doveva pensare? Una giovane
madre meravigliosa con un bambino. La corona intorno al capo. Tutto
proprio come la Madonna!
Janko:Va bene. Allora pure noi, da
questo momento, con più libertà e sempre, chiameremo
questa luminosa apparizione «la Madonna».
3 - SECONDO GIORNO (giovedì 25
giugno)
Janko:Vicka, è spuntato
dunque il giovedì 25 giugno 1981. Voi avete ripreso ciascuno i
vostri lavori. Avevate già dimenticato quello che era successo
la sera prima?
Vicka:Macché! Si è
sognato e parlato solo di quello!
Janko:Vi siete messi
d'accordo di lasciare perdere tutto? O altro?
Vicka:È
strano; non era possibile lasciar perdere. Noi tre...
Janko:Chi
voi tre?
Vicka: Ivanka, Mirjana ed io, ci siamo messe
d'accordo di tornare circa alla stessa ora là, dove l'abbiamo
vista il giorno prima, pensando: «Se sarà proprio la
Madonna, forse verrà ancora».
Janko:E siete
andate?
Vicka:È chiaro; circa alla stessa ora.
Andammo per la strada non asfaltata e guardavamo lassù, verso
il luogo della prima apparizione.
Janko:E avete visto
qualcosa?
Vicka:Ma come no! Ad un tratto brillò un
lampo improvviso e apparve la Madonna.
Janko:Col bambino?
Vicka:No, no. Questa volta non c'era il bambino.
Janko:E
dove con esattezza è apparsa la Madonna?
Vicka:Nello
stesso posto del primo giorno.
Janko:Ti ricordi chi l'ha
vista per prima, in questa apparizione?
Vicka:Di nuovo
Ivanka.
Janko:Ne sei sicura?
Vicka:Certamente.
Dopo l'abbiamo vista pure io e Mirjana.
Janko:E questa
volta siete andate su verso di lei?
Vicka:Aspetta. Prima
di salire, io avevo detto a Maria e al piccolo Jakov che li avrei
chiamati, se avessimo visto qualcosa.
Janko:Hai fatto così?
Vicka: Sì. Quando l'abbiamo vista noi tre, io ho
detto a Ivanka e Mirjana di aspettare, fino a che non avessi chiamato
quei due. Li ho chiamati e loro sono corsi subito dietro di
me.
Janko:E poi?
Vicka:Quando ci siamo riuniti
tutti, la Madonna ci ha chiamato col gesto della mano. E noi
corremmo. Maria e Jakov non l'hanno vista subito, ma sono corsi pure
loro.
Janko:Per quale sentiero?
Vicka:Macché
sentiero! Li non ce n'è affatto. Noi correvamo su dritti;
dritti attraverso quei cespugli spinosi.
Janko:Ma vi è
stato possibile?
Vicka:Corremmo come se qualcosa ci
portasse. Non c'erano per noi né cespugli; niente. Come se
tutto fosse stato di gomma di sassi spugna, di qualcosa che non si
può descrivere. Nessuno avrebbe potuto seguirci.
Janko:Mentre
correvate, vedevate la Madonna?
Vicka:Come no!
Diversamente, come avremmo saputo dove correre? Soltanto Maria e
Jakov non l'hanno vista finché non sono arrivati
su.
Janko:Allora l'hanno vista pure loro?
Vicka:Si.
Prima un po' confusamente, ma poi sempre più
chiaramente.
Janko:Va bene. Ti ricordi chi è
arrivato per primo lassù?
Vicka:Per prime siamo
arrivate Ivanka ed io. In pratica, quasi tutti insieme.
Janko:Vicka,
tu dici che siete corsi su così facilmente, però una
volta mi hai detto che Mirjana e Ivanka erano allora quasi
svenute.
Vicka:Sì, per un momento. Ma in un attimo
tutto è passato.
Janko:Che cosa avete fatto quando
siete arrivati lassù?
Vicka:Non te lo saprei
spiegare. Eravamo confusi. Avevamo pure paura. Non era facile stare
davanti alla Madonna! Con tutto ciò, siamo caduti in ginocchio
e abbiamo iniziato a dire qualche preghiera.
Janko:Ti
ricordi che preghiere avete detto?
Vicka:Non mi ricordo. Ma
sicuramente il Padre nostro, l'Ave Maria, e il Gloria. Altre
preghiere non ne sapevamo neppure.
Janko:Una volta mi hai
raccontato che il piccolo Jakov è caduto in mezzo a un
cespuglio spinoso.
Vicka:Sì, sì. Con tutta
quella emozione è caduto. Ho pensato: ah, mio piccolo Jakov,
tu non uscirai vivo di qui!
Janko:Invece ne è
uscito vivo, come sappiamo.
Vicka:Certo che ne è
uscito! Anzi, abbastanza presto. E quando si è sentito libero
dalle spine, ripeteva continuamente: «Adesso non mi
dispiacerebbe morire, dal momento che ho visto la Madonna».
Pensa che non aveva nessun graffio, sebbene fosse caduto in mezzo a
quel cespuglio.
Janko:Come mai?
Vicka:Non lo so
proprio. Io allora non sapevo come spiegarmelo; adesso però
capisco che l'ha protetto la Madonna. E chi altrimenti?
Janko:Come
vi è apparsa la Madonna quella volta?
Vicka:Vuoi
sapere com'era vestita?
Janko:No, non questo. Penso al suo
umore, al suo atteggiamento verso di voi.
Vicka:Era
meravigliosa! Sorridente e gioiosa. Ma questo non si può
descrivere.
Janko:Vi ha detto qualcosa? Mi riferisco a
questo secondo giorno.
Vicka:Sì. Ha pregato con noi.
Janko:Le avete domandato qualcosa?
Vicka:Io no.
Ivanka invece sì; ha chiesto di sua madre. Questa poco prima
era morta improvvisamente all'ospedale.
Janko:Mi interessa
molto. Che cosa le ha chiesto?
Vicka:Ha chiesto come sta
sua mamma.
Janko:E la Madonna le ha risposto qualcosa?
Vicka:Certo, certo. Le ha detto che sua mamma sta bene,
che è con lei e che essa non se ne deve preoccupare.
Janko:Che intendi dire «con lei»?
Vicka:Ma
con la Madonna! Se no, con chi?
Janko:Voi avete sentito
quando Ivanka ha domandato questo?
Vicka:Come no? Abbiamo
sentito tutti.
Janko:E avete sentito che cosa ha risposto
la Madonna?
Vicka:Abbiamo sentito tutti anche questo,
eccetto Maria e Jakov.
Janko:E come mai non hanno sentito?
Vicka:Chi lo sa? È stato così e basta.
Janko:A Maria è dispiaciuto questo fatto?
Vicka:Sì,
di sicuro; ma che ci poteva fare?
Janko:Va bene, Vicka.
Però da tutto questo discorso non capisco che cosa è
successo quel giorno a Ivan di Stanko.
Vicka:Ivan stava
con noi e ha visto tutto come noi.
Janko:E come mai egli si
trovava lì?
Vicka:Ma, come noi! Lui è un
ragazzo timido, ma ha guardato cosa facevamo noi, e l'ha fatto anche
lui. Quando noi siamo corsi sul Podbrdo, è corso su pure
lui
Janko:Bene, Vicka. Tutto questo era incantevole!
Vicka:Non solo incantevole. È una cosa che non si
può descrivere. È come se non fossimo più sulla
terra. Ci era indifferente tutto il resto: il caldo, i cespugli
spinosi e tutta quella confusione di gente. Quando lei è con
noi, tutto il resto si dimentica.
Janko:Va bene. Qualcuno
di voi ha chiesto qualcosa?
Vicka:L'ho già detto,
che Ivanka ha domandato notizie di sua madre.
Janko:Ma
qualche altro ha domandato ancora qualcos'altro?
Vicka:Mirjana
ha chiesto che ci lasci un segno, perché la gente non
chiacchieri su di noi.
Janko:E la Madonna?
Vicka:A
Mirjana si è rigirato l'orologio.
Janko:Va bene. Io
di questo non parlerei, perché non è chiaro che cosa è
successo al riguardo. Piuttosto avete chiesto qualcos'altro?
Vicka:Sì. Le abbiamo chiesto se verrà
ancora.
Janko:E lei?
Vicka:Con la testa ha
fatto cenno di sì.
Janko:Vicka, tu hai detto, e da
qualche parte è stato anche scritto, che hai visto la Madonna
in mezzo ad un cespuglio.
Vicka:È vero; avevo detto
così. Tu sai che io sono precipitosa. Io l'ho vista attraverso
un cespuglio e mi sembrava che lei fosse in mezzo. Lei invece si
trovava fra tre cespugli, in una piccola radura. Ma che bisogno c'è
che qualcuno si impunti proprio su quello che ho detto...
L'importante è se l'ho vista o no.
Janko:Bene,
Vicka. Io ho sentito che in tale occasione l'avete pure aspersa con
l'acqua santa.
Vicka:No, no. Questo è successo il
terzo giorno.
Janko:Ho capito. Quanto tempo siete rimasti
con la Madonna?
Vicka:Finché non ci ha detto:
«Addio, angeli miei!», ed è andata
via.
Janko:D'accordo. Adesso dimmi finalmente: chi ha visto
la Madonna quel giorno?
Vicka:Noi sei.
Janko:Quali
sei?
Vicka:Ma noi sei! Io, Mirjana, Ivanka; poi Ivan,
Maria e Jakov.
Janko:Quale Ivan?
Vicka:Ivan
figlio di Stanko. Di ciò abbiamo già parlato un po'.
Janko: esatto, Vicka. Ma c'era qualcun altro con voi?
Vicka:Eravamo almeno una quindicina di persone. Anzi, di
più. C'era Mario, Ivan, Marinko... Chi si può ricordare
di tutti?
Janko:C'era qualcuno più anziano?
Vicka:C'erano Ivan Ivankovic, Mate Sego ed altri
ancora.
Janko:E loro, che cosa hanno raccontato dopo?
Vicka:Hanno detto che là sta succedendo davvero
qualcosa. Specialmente quando hanno visto come noi correvamo lassù.
Alcuni hanno visto anche il bagliore della luce quando è
venuta la Madonna.
Janko:C'erano allora la piccola Milka e
Ivan del defunto Jozo? [presenti il primo giorno].
Vicka:No,
non c'erano.
Janko:Come mai non c'erano?
Vicka:Che
ne so io! A Milka la mamma non ha dato il permesso. È venuta
Maria (sua sorella); Milka serviva per qualcosa alla madre. Invece
questo Ivan, essendo un po' più grande di noi [è nato
nel 1960], non ha voluto avere nulla a che fare con noi monelli. E
così non sono venuti.
Janko:Va bene. Quand'è
che siete tornati a casa?
Vicka:Chi prima chi
dopo.
Janko:Il vostro Marinko mi ha raccontato che Ivanka
al ritorno pianse amaramente.
Vicka:Sì, è
vero. Quasi tutte piangevamo, in modo particolare lei. Come non
piangere?
Janko:Perché lei in modo particolare?
Vicka:Ma, ti ho già detto che la Madonna le ha
parlato di sua madre. E sai com'è: la mamma è
mamma.
Janko:Va bene. Voi dite che la Madonna le ha
assicurato che sua madre sta con Lei e che si trova bene.
Vicka:È
vero. Ma chi non ama la propria madre?
4 TERZO GIORNO
(venerdì 26 giugno)
Janko: E così è
spuntata la terza mattina, cioè il giorno della terza
apparizione. L'emozione, come mi hai raccontato una volta, cresceva
sempre di più, perché in quell'occasione, come
affermate voi, vi siete veramente intrattenuti con la Madonna.
Eravate quindi anche più sereni?
Vicka:Sì,
certo. Però ci fu ugualmente sofferenza, perché nessuno
ancora sapeva che cosa stava accadendo e che cosa ne sarebbe venuto
fuori.
Janko:Forse eravate perplessi se andare o no
lassù?
Vicka:Macché! Questo no. Noi non
vedevamo l'ora che arrivassero le sei del pomeriggio. Durante il
giorno sbrigavamo tutto in fretta, per poter andare lassù.
Janko:E così vi siete incamminati anche quel
giorno?
Vicka:Certo. Avevamo un po' di paura, ma la
Madonna ci attirava. Appena partiti, stavamo attenti dove scorgerla.
Janko:Chi è andato il terzo giorno?
Vicka:Noi
sei e tanta gente.
Janko:Chi voi sei?
Vicka:Noi
sei veggenti e la gente.
Janko:E voi siete arrivati su e la
Madonna non c'era?
Vicka:Ma niente affatto. Perché
corri? Prima di tutto ci siamo incamminati sul sentiero a monte delle
case, guardando se la Madonna appariva.
Janko:E avete visto
niente?
Vicka: Ma come niente! Molto presto si è
visto un lampo di luce per ben tre volte...
Janko:E perché
questa luce? Si tratta di uno dei giorni più lunghi dell'anno;
il sole è alto alto.
Vicka:Il sole è alto,
ma la Madonna con la sua luce ha voluto farci vedere il punto in cui
lei si trovava.
Janko:E chi ha visto quella luce?
Vicka:
In tanti l'abbiamo vista. Non saprei dire in quanti. È
importante che l'abbiamo vista noi veggenti.
Janko:Avete
visto solo la luce o anche qualcos'altro?
Vicka:La luce e
la Madonna. E a che cosa ci sarebbe servita soltanto la
luce?
Janko:Dove si trovava la Madonna? nello stesso posto
dei primi due giorni?
Vicka:Macché! Si trovava in
un posto completamente diverso.
Janko:Più in
alto o più in basso?
Vicka:Molto, molto più
in alto.
Janko:E perché?
Vicka:Perché?
Vallo tu a chiedere alla Madonna!
Janko:Marinko mi ha
raccontato, dato che anche lui quel giorno si trovava insieme a voi,
che tutto è accaduto sotto una roccia, dove si trova una
vecchia croce di legno. Forse su una vecchia tomba.
Vicka:Io
di questo non so niente. Io lì non sono mai stata né
prima né dopo.
Janko:Bene. E cosa avete fatto
quando l'avete vista, come tu dici?
Vicka:Siamo corsi su
come se avessimo avuto le ali. Là ci sono soltanto spine e
pietre; la salita è difficile, ripida. Ma si correva, si
volava come uccelli. Tutti correvamo, noi e la gente.
Janko:C'era
quindi con voi della gente?
Vicka:Sì, te l'ho già
detto.
Janko:Quanta gente c'era?
Vicka:Chi l'ha
contata? Si diceva che c'erano più di mille persone. Forse di
più; sicuramente molte di più.
Janko:E al
segno della luce tutti siete corsi lassù?
Vicka:Noi
per primi, e la gente dietro a noi.
Janko:Ti ricordi chi è
arrivato per primo dalla Madonna?
Vicka:Penso
Ivan.
Janko:Quale Ivan?
Vicka:L'Ivan della
Madonna. (Si tratta del figlio di Stankoj).
Janko:Sono
contento che sia stato lui, che è un uomo, ad arrivare per
primo.
Vicka: E va bene; rallegrati pure!
Janko:Vicka,
l'ho detto solo per scherzo. Dimmi piuttosto che cosa avete fatto
quando siete arrivati su.
Vicka: Eravamo un po' turbati,
perché di nuovo lvanka e Mirjana si sono sentite un po' male.
Ci siamo allora dedicate a loro, e tutto è passato presto.
Janko:E cosa faceva frattanto la Madonna?
Vicka:
Era scomparsa. Noi ci siamo messi a pregare, e lei è
ritornata.
Janko:Come si presentava?
Vicka: Come
il giorno prima; solo, ancor più contenta. Meravigliosa,
sorridente...
Janko:Allora, come hai detto, l'avete
aspersa?
Vicka:Sì, sì.
Janko:Bene.
Questo per me è molto interessante. Perché l'avete
aspersa?
Vicka: Tu non lo sai proprio come è
successo. Nessuno sapeva con sicurezza di chi si trattava. Chi diceva
questo e chi diceva quello. Io non avevo mai sentito dire fino allora
che anche Satana può apparire.
Janko:Allora
qualcuno si è ricordato che Satana ha paura dell'acqua
benedetta...
Vicka:Sì, è vero. Tante volte ho
sentito ripetere da mia nonna: «Ha paura come il diavolo
dell'acqua santa»! Infatti le donne più anziane ci hanno
detto di aspergerla con acqua benedetta.
Janko:E
quest'acqua santa, dove l'avete presa?
Vicka:Ma va! Perché
ora vuoi fare l'indiano? Come se non lo sapessi che in ogni casa
cristiana c'è del sale benedetto e dell'acqua.
Janko:Sta
bene, Vicka. Piuttosto mi potresti dire chi ha preparato l'acqua
benedetta?
Vicka:Me ne ricordo come se lo vedessi in questo
momento: l'ha preparata mia madre.
Janko:E come?
Vicka:E
che, non lo sai? Ha messo del sale nell'acqua, ha mescolato e basta.
Frattanto tutti recitavamo il Credo.
Janko:Chi ha portato
su l'acqua?
Vicka:Lo so: il nostro Marinko, e chi altro?
Janko:E chi l'ha aspersa?
Vicka:L'ho aspersa
proprio io.
Janko:Hai buttato l'acqua verso di lei e
basta?
Vicka:L'aspergevo e dicevo ad alta voce: «Se
sei la Madonna, rimani; se non lo sei, vattene via da noi».
Janko:E
lei?
Vicka:Ha sorriso. Mi è sembrato che le fosse
piaciuto.
Janko:E non ha detto niente?
Vicka:No,
niente.
Janko:Che pensi: qualche goccia almeno è
caduta su di lei?
Vicka:Come no? Io mi sono avvicinata e
non l'ho risparmiata!
Janko:Questo è davvero
interessante. Da tutto ciò potrei dedurre che da voi usano
ancora l'acqua benedetta per aspergere la casa e i suoi dintorni,
come si usava anche durante la mia infanzia.
Vicka:Sì,
certo. Come se noi non fossimo più cristiani!
Janko:Vicka,
questo è bello e ne sono veramente contento. Vuoi che andiamo
avanti?
Vicka:Possiamo e dobbiamo farlo. Altrimenti non
arriveremo mai alla fine.
Janko:Che cosa avete fatto dopo
l'aspersione?
Vicka:Abbiamo pregato, cantato... Qualcosa
abbiamo pure chiesto alla Madonna.
Janko:Interessante! Che
cosa le avete chiesto?
Vicka:Ricordo che Ivanka ha chiesto
di nuovo qualcosa riguardo a sua madre.
Janko:Che cosa ha
domandato?
Vicka:Voleva sapere sé sua madre le
aveva mandato un qualche messaggio.
Janko:E la Madonna?
Vicka:La Madonna ha risposto che la sua mamma raccomanda a
tutti loro di ubbidire alla nonna, essendo essa molto anziana.
Janko:Avete sentito anche voi quando Ivanka ha domandato
questo?
Vicka:Si, tutti.
Janko:Anche la risposta
della Madonna?
Vicka:Solo noi veggenti.
Janko:Questa
cosa non mi è tanto chiara, ma andiamo avanti. Qualche altro
ha chiesto qualcosa?
Vicka:Mirjana le ha domandato chi è
e come si chiama.
Janko:E la Madonna le ha risposto?
Vicka:Come no! Ha detto chiaramente e ad alta voce: «Io
sono la Beata Vergine Maria».
Janko:Ha detto proprio
la parola «Beata»?
Vicka:Si; perché me
lo chiedi?
Janko:Non importa. Dopo questo vi siete sentiti
un po' meglio?
Vicka:Sì, però non eravamo
del tutto tranquilli. Avevamo cento dubbi per la testa.
Janko:Quali,
per esempio?
Vicka:Come mai viene proprio qui da noi la
Madonna? che cosa desidera da noi? che cosa ne uscirà da tutto
questo?... E tanti altri interrogativi.
Janko:E alla fine?
Vicka:Beh, ti ho già detto abbastanza. Quando la
Madonna ci ha detto «addio», cioè quando ci ha
salutato e se ne è andata, pure noi piano piano siamo tornati
a casa.
Janko:E a casa cosa è successo?
Vicka:A
casa si è radunata di nuovo tanta gente. Tutti volevano sapere
tutto: cosa era successo, come era avvenuto... E così fino a
tarda notte. Però non ti ho detto una cosa che riguarda Maria
e che sicuramente ti interessa.
Janko:Certo che mi
interessa. Dimmi.
Vicka:Lei è molto veloce. È
andata un po' avanti prima di noi, da sola. Ad un tratto, come se
fosse stata spinta, neppure lei sa dire come, si è trovata a
lato del sentiero.
Janko:A destra o a sinistra?
Vicka:A
sinistra. Lì le è apparsa, a lei sola, la Madonna con
una grande croce. Essa dice che la Madonna era molto addolorata e le
parlava tra le lacrime. Maria si è impaurita molto; non si
reggeva più in piedi...
Janko:E poi?
Vicka:Siamo
arrivati noi. L'abbiamo vista e l'abbiamo aiutata, finché non
si è un po' ripresa. E così pian piano siamo arrivati a
casa.
Janko:Bene, Vicka. Maria l'ha raccontato anche a me
nei dettagli per ben due volte; questo fatto è molto
importante e interessante. Su questo tornerò in seguito; ora
invece possiamo finire.
Vicka: Va bene; neanche io
in questo momento mi fermerei più a lungo.
5 -
QUARTO GIORNO (sabato 27 giugno)
Janko:Vicka, ecco, siamo
arrivati al quarto giorno. Forse esso è stato un po' più
facile.
Vicka:Macché più facile!
Tutto al contrario.
Janko: Come mai?
Vicka:Quel
giorno ci hanno chiamati e ci hanno portati alla stazione di polizia,
a Citluk (distante 5 chilometri).
Janko: Perché?
Vicka:Lo sai il perché. Non certo per pregare con
noi. Ma io adesso non parlerei di questo.
Janko: Va bene,
sono d'accordo. Ma poi vi hanno riportato tranquillamente a
casa?
Vicka:Sì, ma soltanto quando siamo fuggiti da
soli.
Janko:- Che cosa stai dicendo ora?
Vicka:Dall'ufficio di polizia ci hanno portato dai medici,
per una certa visita. Come se noi fossimo dei malati o dei drogati o
che so io. Chissà che cosa hanno inventato.
Janko:Ma
davvero vi hanno sottoposto ad una visita medica?
Vicka:Eh,
padre mio, sì e no. Loro sapevano che siamo più sani di
loro, ma hanno ugualmente voluto farci una specie di visita.
Janko:Chi vi ha visitato?
Vicka:Un certo
medico. Non l'avevo mai visto prima, e se Dio vuole non lo vedrò
mai più [Ante Vujevic].
Janko:Mi meraviglio che voi
ragazze non vi abbia visitato una dottoressa, se c'era lì.
Vicka:Una in realtà era stata invitata a farlo; ma
essa, saggiamente, non ha voluto accettare.
Janko:Bene! Ma
dimmi, per esempio, in che modo si è svolta la tua visita.
Vicka:Prima di tutti, ed è stata la cosa peggiore,
hanno introdotto Ivan. Erano già passate le quattro del
pomeriggio. Lui, poveretto, ragazzo buono e timido com'è, si è
lasciato maltrattare per più d'un'ora.
Janko:Che
cosa gli avrà chiesto il medico?
Vicka:Non saprei.
Il medico parlava, parlava; Ivan invece taceva. Allora sono entrata
io.
Janko:Probabilmente ti hanno chiamato.
Vicka:Macché!
Sono semplicemente entrata e ho detto: «Avete finito una buona
volta?». Loro avevano chiamato Mirjana; invece sono entrata io.
Janko:E il medico?
Vicka:M'ha detto che non
toccava a me, ma ha aggiunto che mi sedessi. Io gli ho risposto:
«Grazie a Dio, io sono sana e giovane. Posso stare in
piedi».
Janko:E così è iniziata la
visita?
Vicka:Macché visita! Gli ho detto: «Quando
avrò bisogno di una visita verrò da sola. Piuttosto, la
volete finire?».
Janko:E lui?
Vicka:Lui si
è un po' confuso e poi mi ha detto: «Su, stendi le
braccia». Io ho steso le braccia e gli ho detto: «Ecco:
due mani e su di esse dieci dita. Se non ci credi, contale».
Subito dopo sono uscita.
Janko:E poi?
Vicka:Erano
quasi le sei. E pensare dove eravamo noi e dove invece ci aspettava
la Madonna! Abbiamo preso un taxi e via a casa. Io ho detto: «Salite
e andiamo». E così abbiamo fatto. Solo Ivan si è
fermato con un suo cugino.
Janko:Allora, siete andati a
Podbrdo?
Vicka:Certo. A casa abbiamo bevuto un po' d'acqua
e subito via.
Janko:Non avete esitato, dopo tutto quello
che vi era successo?
Vicka:Non avremmo esitato neppure se
ci avessero aspettato con i fucili puntati! Eppure qualcosa ci
turbava.
Janko:Che cosa? Forse la stanchezza? O
qualcos'altro?
Vicka:Niente affatto. Piuttosto non
sapevamo dove andare esattamente e cosa
fare.
Janko:Perché?
Vicka:Perché
non sapevamo dove sarebbe venuta la Madonna. Sai com'è
successo il terzo giorno. Perciò Maria e Jakov sono rimasti
giù, vicino alla strada, per stare attenti dove lei sarebbe
apparsa. E noi siamo andate più in su (il terzo giorno era
apparsa altrove).
Janko:E’ stata una scelta
intelligente.
Vicka:C'eravamo messi d'accordo: chi la vede
per prima, farà un qualche segnale agli altri.
Janko:Per
quanto ne so io, Maria, che era con Jakov, ha visto per prima la luce
ed è corsa su, veloce come il vento. Quelli che erano con lei,
dato che c'erano anche due frati, corsero dietro a lei. Ma loro si
trovavano ancora a metà strada quando Maria era già sul
luogo dell'apparizione. E voi come avete saputo dove si trovava la
Madonna?
Vicka:Anche noi abbiamo visto la luce e siamo
corse. Solo che noi eravamo più vicine.
Janko:Dove,
con esattezza, la Madonna è apparsa in quel giorno?
Vicka:Non
nello stesso posto del primo e del secondo giorno, ma un pò a
sinistra e più in alto.
Janko:Eravate contenti, dopo
tante sofferenze, d'esservi incontrati con la Madonna?
Vicka:Certo
che lo eravamo! Ma c'era tanta gente. Tutti volevano essere più
vicini alla Madonna e a noi. Ci mancava poco che ci schiacciassero. I
nostri uomini ci proteggevano, ma sai com'è quando si muove
una folla: non è facile fermarla.
Janko:Cosa faceva
la Madonna?
Vicka:Per lei era facile. Guardava la gente,
sorrideva. Si volgeva anche in alto, verso Krizevac, e in basso verso
la pianura.
Janko:Quale pianura?
Vicka:Beh, le
nostre proprietà, che noi chiamiamo pianura.
Janko:Qualcuno
ha riferito che in quell'occasione la folla calpestava pure la
Madonna...
Vicka:No, non è vero. Chi può
calpestare la Madonna? Piuttosto hanno calpestato il suo abito o più
precisamente il suo velo.
Janko:E che fece lei? Si è
inquietata?
Vicka:Macché, padre! la Madonna non si
sa inquietare; lei non è come noi. Beata lei! La gente si
accalcava tutta vicino a noi, sapendo che la Madonna era lì
dove eravamo noi. Si affollava e così calpestava anche il suo
velo.
Janko:E lei che ha fatto?
Vicka:Pareva che
scomparisse per qualche momento e poi riappariva
Janko:Va
bene. Ma a cosa serve un velo così lungo?
Vicka:Non
saprei. Non spetta a me chiederle una cosa del genere.
Janko:Neppure
a me, ma mi è venuto spontaneo chiederlo.
Vicka:Ah,
ah, ah [ride di gusto]. Non è proprio così, tu volevi
sapere qualcosa.
Janko:No, non volevo niente. Volevo solo
scherzare su come anche alla Madonna piacciono i vestiti lunghi; si
vede che anche lei è una donna...
Vicka:Certo che è
una donna. Ma tu volevi dire qualcosa.
Janko:Veramente no;
solo che lei è una donna con la D maiuscola!
Vicka:Va
bene, per questa volta ti sei salvato.
Janko:Sì,
Vicka. Possiamo continuare?
Vicka:Si che lo possiamo.
Vediamo cosa vuoi.
Janko:Mi hai raccontato, e io l'ho letto
pure da qualche parte, che in quel giorno la Madonna vi è
apparsa più volte.
Vicka:Tre volte.
Janko:Come
mai?
Vicka:Non lo so; chiedilo a lei. La gente ci ha
disturbato molto.
Janko: Quel giorno la Madonna vi ha
detto qualcosa?
Vicka:Sì, qualcosa sì.
Quello che le abbiamo domandato.
Janko:Che cosa le avete
chiesto?
Vicka:Tante cose.
Janko:Dimmene
qualcuna.
Vicka:Prima di tutto il piccolo Jakov le ha
domandato qualcosa sui frati. Le ha chiesto: «Madonna mia, che
cosa desideri dai nostri frati?».
Janko:Sicuramente
uno dei frati glielo ha suggerito.
Vicka:Sì, di
sicuro.
Janko:E la Madonna gli ha risposto?
Vicka:Certo
che sì. Ha detto: «I frati debbono credere fermamente e
custodire la fede».
Janko: Qualcun altro ha chiesto
qualche altra cosa?
Vicka:Sì. Jakov e Mirjana hanno
domandato alla Madonna di lasciarci un segno, perché si cessi
di sparlare di noi: che siamo bugiardi, drogati, ecc.
Janko:E
cos'ha risposto la Madonna?
Vicka:Ha detto: «Angeli
miei, c'è sempre stata l'ingiustizia. Voi non dovete aver
paura». Ha risposto così.
Janko:Voi altri
sentivate quello che Mirjana e Jakov domandavano?
Vicka:Come
no! Sentivamo sia loro sia la Madonna.
Janko:E la gente lì
intorno?
Vicka:Loro non sentivano la Madonna. Dopo glielo
abbiamo riferito noi.
Janko:Quanto tempo è durata
questa apparizione?
Vicka:Chi ha pensato a questo? E stata
abbastanza lunga.
Janko:Forse fino a che la Madonna non si
è stancata.
Vicka:Noi proprio non ci siamo
stancati. Quando tu guardi la Madonna, non senti nessuna
fatica.
Janko:Però lei è andata via.
Vicka:Sì, ma partendo non ci ha salutato.
Janko:Va
bene, ma non mi sembra una cosa tanto importante.
Vicka:Forse
no, ma per noi si (vuol dire che ritorna).
Janko:Siete poi
andati a casa?
Vicka:Di certo; altrimenti dove andavamo?
Janko:Le avete almeno domandato se ritornerà?
Vicka:Sì; e lei con la testa ha fatto segno che
sarebbe ritornata.
Janko:Ma non vi ha detto
niente?
Vicka:No, solo così.
Janko:Va
bene, Vicka. Da quello che mi ricordo, Ivan quel giorno non era
presente durante l'apparizione.
Vicka:No.
Janko:
Perché?
Vicka:Te l'ho detto. Lui è rimasto a
Citluk con un cugino, mentre noi invece siamo ritornati a casa.
Quando anche lui è rientrato a casa, ha raccontato ai genitori
tutto quello che gli è successo. Loro gli hanno raccomandato
di non andare a Podbrdo, perché era stanco ed era già
tardi.
Janko:Dunque, per quel giorno lui non si è
incontrato con la Madonna?
Vicka:Come no! Lui è
uscito di casa, sulla collina; si è inginocchiato e si è
messo a pregare. E lì gli è apparsa la
Madonna
Janko:Gli ha detto qualcosa? Lo ha rimproverato
perché non è andato su con voi?
Vicka:Macché!
Nessuno di voi può immaginare quanto è buona la Madonna
e come ci comprende. Gli ha detto di essere sereno e coraggioso. Lo
ha salutato ed è partita. Che volevi che facesse quel ragazzo?
Non ha nessuna colpa.
Janko:Va bene. E voi a quell'ora
tornavate a casa?
Vicka:All'incirca. Ma per la strada ci è
apparsa di nuovo la Madonna e ci ha salutato.
Janko:Cosa
vi ha detto?
Vicka:Ci ha detto: «Addio, angeli miei.
Andate nella pace di Dio». Poi è sparita e noi siamo
tornati lentamente a casa. Faceva un caldo terribile. La gente
gridava, correva giù per la collina; perché lì
non c'è nessuna strada.
Janko:Così
finalmente siete arrivati a casa.
Janko: E il vostro umore
com'era?
Vicka:Buono, ottimo!