27- MATERNO INCORAGGIAMENTO AI VEGGENTI.
Janko:
Vicka, noi due sappiamo come più volte la Madonna vi ha ripreso e rimproverato.
Mi interessa sapere se questo vi dispiaceva.
Vicka: Certo! Soprattutto all'inizio. Qualche volta siamo arrivati fino
alle lacrime.
Janko: Vedendovi così, la Madonna come reagiva?
Vicka: Nessuno la conosce come noi! Subito aggiungeva qualcosa e tutto
ridiventava bello.
Janko: Non vi ha mai minacciato di qualcosa? Per esempio; di qualche
castigo?
Vicka: Mai, per quello che ne so io.
Janko: Strano.
Vicka: Qui non c'è niente di strano. Lei sa che noi siamo ancora
dei ragazzi; molte cose ancora non le sappiamo, non le capiamo.
Janko: Dimmi se qualche volta vi ha incoraggiato e consolato perché
non aveste paura e perché foste perseveranti.
Vicka: Ci ha incoraggiato continuamente. Altrimenti, come avremmo fatto
a resistere? Spesso le abbiamo chiesto, soprattutto all'inizio, se saremmo stati
in grado di perseverare; e lei ci rispondeva: «Sì, angeli miei!».
Janko: E voi le avete creduto?
Vicka: Come non crederci, quando lo dice la Madonna! Adesso vedo anche
che è stata lei a darci la forza per crederlo. Per quanto mi riguarda
personalmente, so almeno questo, che mi sono sempre sentita forte dopo i suoi
incoraggiamenti. Non avevo paura di niente.
Janko: Vicka, sappiamo che la Madonna vi ha aiutato e che aiuta anche
noi. Ma ti ricordi se qualche volta l'ha fatto in modo speciale?
Vicka: Le occasioni sono state tante! Lei ci avvertiva: guardatevi da
questo, guardatevi da quello; comportatevi così con il popolo, così
con le autorità; e così via. Come una vera mamma. Solo che lei
è molto più buona e sapiente.
Janko: Tutto questo sta bene, ma non mi hai ancora raccontato nessun
fatto in particolare.
Vicka: Te l'ho raccontato una volta.
Janko: Potresti ripeterlo anche adesso perché sia più chiaro?
Vicka: Ti ho raccontato come ci avvertiva per le spie, per i miscredenti,
per i falsi amici; come dovevamo guardarci dalle provocazioni; che non dovevamo
ascoltare i falsi messaggeri. Chi si può ricordare di tutto? Ma quello
che è più importante è che di queste cose non ho il permesso
di parlare. Perciò basta così.
Janko: Va bene. Ti ricordo ancora questo. Qualche volta la Madonna vi
aveva detto: «Domani dovete venire da soli». Sarebbe interessante
sapere che cosa la Madonna vi diceva in quelle occasioni.
Vicka: Questa è la parte più bella dei nostri incontri
con la Madonna!
Janko: Suvvia, dimmi almeno qualcosa al riguardo.
Vicka: Ti ho appena detto che molte cose non abbiamo il permesso di riferirle.
Janko: Allora dobbiamo finire questa parte solo così?
Vicka: Credo di sì.
Janko: Vicka, se la Madonna è così buona, qualche volta
si è dichiarata vostra mamma?
Vicka: Sì; nostra e vostra; di tutti! Così si è
dichiarata più volte.
Janko: In che senso dici «di tutti»?
Vicka: Proprio di tutti. Più volte lei ci ha detto di essere la
mamma di tutti gli uomini e che le differenze le creano solo gli uomini tra
di loro. Come noi diciamo di essere tutti figli di Dio, allo stesso modo siamo
tutti figli della Madonna.
Janko: Questo l'hai spiegato bene; non me l'aspettavo!
Vicka: Ma questo non lo dico da me! Ci è stato detto tante volte
anche dall'altare; pure io mi debbo ricordare di qualcosa...
Janko: È bello e mi piace sentire queste cose. Speriamo che se
ne ricordino tutti.
Vicka: Dobbiamo pregare per questa intenzione.
Janko: Davvero; occorre pregare per questo.
28 - COME SI SENTONO I VEGGENTI PRIMA E DOPO.
Janko:
Più o meno capisco come vi comportate durante le apparizioni. Ma adesso
c'è un'altra cosa che mi interessa sapere.
Vicka: So che ti interessano tante cose! Che cosa vuoi sapere adesso?
Janko: Mi interessa conoscere come vi sentite immediatamente prima dell'incontro
con la Madonna, proprio quando state entrando nella stanza delle apparizioni.
Vicka: Ti posso assicurare che anche in quel momento mi sento proprio
bene.
Janko: Anche dopo più di mille incontri?
Vicka: E’ uguale. E’ una cosa che non si può descrivere;
bisognerebbe provarla.
Janko: Ti senti così, anche se sai già in anticipo come
e che cosa succederà?
Vicka: È straordinario! Sembra come se il cielo si aprisse davanti
agli occhi! Quel sorriso, quella tenerezza; quel suo sussurrare... È
meraviglioso e basta.
Janko: Secondo te, gli altri come vivono tutto questo?
Vicka: Mi sembra, più o meno, come me.
Janko: Io non lo direi proprio! Quando vi osservo durante gli incontri,
ed è accaduto anche l'altra sera, vedo qualche volto senza nessun cambiamento:
rimane freddo, senza che si mostri commosso o raggiante. Non lo so; può
darsi che dipenda dal temperamento. Maria mi ha detto che, anche se sembra più
immobile di te, nel suo intimo vive l'incontro in modo intensissimo. Anche lei
dice di sentirsi come in paradiso, in quel momento.
Vicka: Che vuoi, anche questo è un dono della Madonna! Chi altri
ce lo potrebbe dare?
Janko: Sono d'accordo. Ma come vi sentite quando la Madonna se ne va,
come fate notare ogni volta con un'esclamazione? («Ode», se ne va.)
Vicka: Come se qualcosa mi si staccasse dal cuore. Non lo so esprimere,
ma mi sembra così.
Janko: Veramente me ne sono accorto, alcune sere fa, quando hai esclamato
quel «Se ne va!». Lo hai detto con un sospiro di tristezza.
Vicka: Come fare diversamente! Sarebbe peggio se dovessi pensare di non
poterla vedere l'indomani. Sarebbe veramente doloroso.
Janko: Che puoi farci! Anche questo un giorno capiterà.
Vicka: Avverrà certamente, ma per adesso non ci penso. In seguito
la Madonna ci aiuterà a superare anche questo.
Janko: Lo farà. Hai sentito come ha fatto con Mirjana, dopo che
non le è più apparsa.
Vicka: Ho sentito, ma non voglio parlare più di questo. Dio ci
guiderà come sa lui meglio di noi.
Janko: Dimmi ancora una cosa: come si sentono gli altri al momento della
partenza della Madonna?
Vicka: Non lo so perché non l'ho mai chiesto a nessuno.
Janko: Maria mi ha detto che si sente come te; e anche Ivanka. Gli altri
due sono in ogni caso più duri, meno sentimentali... [Ivan e Jakov].
Vicka: Va bene. Su questo mi sembra che basti.
29 - SILENZIO RECIPROCO TRA I VEGGENTI .
Janko:
Vicka, dopo tutte le mie indagini e supposizioni, che durano da più di
trenta mesi e che a volte sono anche noiose, intorno alle apparizioni di Medjugorje,
benché io le abbia estese a tutti voi veggenti, ci sono tante cose che
mi sono rimaste poco chiare e che probabilmente lo rimarranno per sempre. Tuttavia
c'è una cosa che per me è particolarmente misteriosa. Non riesco
in nessun modo a comprenderla...
Vicka: Provaci adesso!
Janko: Per te questo non rappresenta nessuna novità perché
proprio con te ho tentato più di una volta di capirci qualcosa, ma sono
sempre rimasto al punto di partenza.
Vicka: Va bene. Speriamo che questa volta tu vada un po' più avanti.
Janko: Per non essere seccante, ecco: non riesco in nessun modo a capire
la chiusura che c'è tra di voi su tutto quello che avviene tra voi sei
e la Madonna.
Vicka: Dipende dagli argomenti. Tu a che cosa ti riferisci?
Janko: Non so da che parte incominciare. Intanto ti dico questo: è
noto a molti, e a me in particolare, che voi veggenti alle volte non vi sopportate
a vicenda. Ma è un fatto che quasi mai appare esternamente.
Vicka: Che possiamo farci? Siamo anche noi comuni mortali. Anzi, come
dice bene il nostro popolo, siamo «giovani e pazzerelli». Inoltre
tutti ci osservano e alle volte ingrandiscono le incomprensioni che possono
esserci tra di noi. Che cosa ci gioverebbe se sparlassimo o se ci accusassimo
a vicenda? Del resto anche la Madonna ci ha raccomandato di guardarci l'un l'altro
con bontà e di non accusarci a vicenda. Dio mio, cosa possiamo farci
se qualche volta ci sfugge qualcosa? È normale!
Janko: Vicka, lo ritengo normale anch'io. Ma voi, per quanto ne so io,
non vi confidate l'un l'altro quasi mai ciò che avete vissuto durante
l'apparizione, ciò che avete capito e cose simili.
Vicka: È vero che non lo facciamo. Qualche volta ci comunichiamo
qualcosa. Ma ognuno di noi tiene per sé le proprie cose.
Janko: Perché fate così? Ve lo ha forse detto la Madonna?
Vicka: Non mi ricordo se la Madonna ce ne ha mai parlato. La cosa sta
così e basta.
Janko: Dimmi un'altra cosa. Sappiamo, poiché tu me l'hai detto
più volte, che qualche volta la Madonna rimprovera o ammonisce qualcuno
di voi, per un motivo o per un altro. Benché lo sappiate tutti, almeno
in alcuni casi, non ho mai sentito che lo abbiate riferito ad altri.
Vicka: E spero che non lo sentirai mai! Penso che è meglio così
per tutti noi e anche per voi.
Janko: Sono d'accordo, ma m'interessa sapere se voi non sentite una certa
necessità di parlare di tutte queste cose almeno tra di voi, perciò
anche riguardo alle incomprensioni.
Vicka: Per essere sincera, questo bisogno io non lo sento. Ho le mie
esperienze e i miei problemi; mi basta occuparmi di questi. Certo, se qualcuno
mi domanda qualcosa, allora la cosa diventa diversa; naturalmente gli rispondo,
se mi è consentito parlarne.
Janko: Bene, Vicka, continua pure.
Vicka: Beh, desidero ripeterti questo; sicuramente te l'ho già
raccontato, ma te lo dico lo stesso.
Janko: Dillo, per favore!
Vicka: Ti ricordi come la Madonna una volta ha trattenuto il piccolo
Jakov da solo, e ha detto a noi di andarcene. Loro due, la Madonna e Jakov,
sono rimasti insieme da soli per almeno dieci minuti. Eppure ti ho già
detto che il ragazzino non mi ha mai detto neppure una parola al riguardo; né
io da parte mia gli ho mai chiesto nulla. Eppure sai che noi due abbiamo trascorso
da soli tanti giorni e sai che ci comprendiamo assai bene. Vedi allora come
stanno le cose; non ha importanza se te ne meravigli o no.
Janko: Vicka, ti ho già detto che lo so che le cose stanno così;
ma solo che non capisco questo vostro modo di comportarvi.
Vicka: Credo che la Madonna stessa abbia sistemato le cose in questo
modo, anche senza mai parlarcene. Immagina come dovrebbero apparire i fatti
se ognuno di noi dovesse raccontare agli altri quello che ha provato. Pensa
quanti racconti diversi uscirebbero fuori tra la gente. Ne inventano già
tante! Ne sai quanto me.
Janko: Questa tua risposta è davvero saggia. Perciò su
questo potrebbe anche bastare; perché non è solo questa la cosa
che non comprendo, anche se su questo argomento ci sarebbe ancora molto da discutere.
Per esempio, qui non abbiamo ancora accennato alla vostra discrezione reciproca,
o meglio al silenzio che conservate tra di voi, riguardo al Segno della Madonna
e riguardo ai suoi segreti. Dato che ne abbiamo già parlato in altra
occasione, lasciamo stare questo tasto; tanto, sono convinto che non andremmo
molto al di là di quello che abbiamo già detto (vedi capitoli
53 e 54].
Vicka: A che cosa ti riferisci?
Janko: A niente. Ho provato, ma non sono mai riuscito ad andare oltre
la mia meraviglia.
Vicka: Va bene. Allora non ti resta altro che meravigliarti ancora e
basta. Comunque puoi farmi altre domande su quello che ti interessa.
Janko: Vicka, ti ho già detto che non riesco a capire come mai
tra di voi abbiate una discrezione incomprensibile quando si parla del Segno
della Madonna o dei suoi segreti; eppure sono cose di cui con voi ha parlato
diffusamente.
Vicka: Cosa ci trovi di strano in questo?
Janko: Non mi meraviglia il fatto che voi conserviate segrete queste
cose nei nostri riguardi, ma mi meraviglio che non ne parliate tra di voi. Anzi,
ciascuno di voi mi ha confidato che non avete neppure la più piccola
tentazione di parlarne tra voi, sebbene riguardo a questo non sappiate tutti
le cose in uguale misura. Guarda, ad esempio, il caso di Maria.
Vicka: Quale caso?
Janko: Questo. Per quanto ne so io, lei è la sola a non sapere
quando la Madonna lascerà il suo Segno promesso, ma conosce solo di che
natura è quel Segno. Eppure m'ha detto che non ha mai sentito il desiderio
di domandarlo a qualcuno di voi; e neppure voi sentite il desiderio di confidarglielo.
Vicka: Secondo me in questo non c'è niente di strano.
Janko: Ma come no? Secondo me, non è strano che tu non parli di
queste cose; ma che non ti venga neppure la voglia di farlo, non lo capisco.
Vicka: E tu come li conservi i segreti di confessione?
Janko: Scusami, Vicka, ma penso che la cosa sia un po' diversa.
Vicka: Forse è diversa per voi, ma per noi no.
Janko: Va bene. Allora possiamo finire affermando che a te non viene
mai neppure la tentazione di raccontare a qualcuno qualche cosa al riguardo?
Vicka: No, mai. Come poi sia così, non te lo so spiegare. La Madonna
ci assiste ed è lei che conserva i suoi segreti.
Janko: Fino a quando li conserverà?
Vicka: Fino a che lo vorrà lei. Questo lo vedremo.
Janko: Qualcuno lo vedrà, ma qualcuno no. Intanto io sono rimasto
sempre al punto di partenza...
30 - DIFFICOLTÀ CON LA GENTE.
Janko: Vicka,
per quanto sappiamo, già nel terzo giorno delle apparizioni erano presenti
con voi alcune centinaia di fedeli e non fedeli. Il quarto giorno, già
alcune migliaia. Hai mai pensato a che cosa e a chi radunava questo popolo?
Vicka: Sì, ci ho pensato. Abbiamo anche parlato di questo. Io
so una cosa sola: noi non abbiamo invitato nessuno in nessuna maniera.
Janko: Ti credo, ma devi comunque dirmi qualcosa al riguardo.
Vicka: Credo di averti già detto che questo fatto riguardava la
Madonna. Ha contribuito anche tutto quel chiasso che si è sollevato intorno
a noi. Chi altrimenti poteva avvisare quelli di Smederevo, Negotin... che a
Podbrdo succedeva qualche cosa di straordinario?
Janko: Quindi venivano già da così lontano?
Vicka: Di certo. Prima passavano dalle nostre case. Era gente stanca,
povera e affamata. Dovevi occuparti di loro. Come potevi non farlo?
Janko: Mi ricordo che è stato molto faticoso!
Vicka: Certo che lo era! La cosa più difficile era trovare dove
farli pernottare. Grazie a Dio eravamo in estate e poi all'inizio dell'autunno;
perciò ci si è arrangiati.
Janko: Il popolo, per quanto io sappia, era molto ordinato e si comportava
verso di voi con molto rispetto.
Vicka: Questo è vero. Però nessuno può immaginare
quali difficoltà abbiamo avuto con la gente.
Janko: Di che genere?
Vicka: Caro padre, immagina solo questo: già dopo il quarto giorno
venivano a migliaia a Podbrdo fin dal mezzogiorno e anche prima. Si arrostivano
al sole e tra i cespugli di spine; senza cibo, senz'acqua e con tante altre
difficoltà.
Janko: Immagino che avranno portato qualcosa con sé.
Vicka: Certo che lo portavano. Ma che cosa può significare una
bottiglia d'acqua?
Janko: Probabilmente saranno andati in paese per chiedere qualcosa a
voi.
Vicka: Certamente. Soprattutto alla fine delle apparizioni. Tutti andavano
giù da noi: chiedevano acqua, pane, e qualunque altra cosa.
Janko: E voi? Come potevate accontentare tutta quella massa di gente?
Vicka: Si distribuiva fin che ce n'era. Presto però venne a mancare
l'acqua anche per noi. Conosco un uomo, e lo conosci anche tu, che ha distribuito
tutto: non solo l'acqua, ma anche il vino, la grappa, finché ne aveva.
Ha comprato 7-8 cisterne d'acqua e l'ha distribuita alla gente.
Janko: Bene; almeno così ha avuto l'occasione di vendere bene
vino e grappa.
Vicka: Macché vendere! Non ha voluto da nessuno neanche un soldo.
Janko: Questo è veramente bello. Dio e la Madonna lo premieranno
abbondantemente. E chi è stato?
Vicka: Tu lo conosci. Si tratta dell'uomo che hanno perseguitato tanto
per causa nostra e della Madonna. Perciò la Madonna, in un'occasione,
lo ha benedetto in un modo speciale e lo ha anche baciato.
Janko: Come è successo?
Vicka: È successo nell'autunno del 1981. Noi avevamo il nostro
incontro ordinario con la Madonna proprio nella nostra casa. Quella volta la
Madonna ci ha parlato tanto di Fra’ Jozo [il parroco che era stato arrestato].
Poi ci ha detto di chiamare quell'uomo. Lui stava presso il distillatore; si
distillava la grappa. Gli abbiamo detto: vieni, la Madonna ti chiama! Lui è
corso subito e noi gli abbiamo riferito quello che la Madonna ci aveva detto:
che pochi uomini erano come lui e che gli dava la sua speciale benedizione.
In quell'occasione gli ha anche dato un bacio.
Janko: Lo so, lo so. Si tratta del vostro Marinko.
Vicka: Sì, sì. Proprio Marinko.
Janko: Una volta ho parlato con lui di questo. Mi ha raccontato tutto
con precisione, come mi hai detto tu. Gli ho chiesto anche se ha sentito il
bacio della Madonna.
Vicka: Che cosa ti ha risposto?
Janko: Dice di non aver sentito il bacio, ma che in quel momento ha sentito
come una corrente elettrica, e che mai nella vita lo dimenticherà. Basta,
Vicka, di questo. Ci siamo allontanati dal nostro tema, perciò riprendiamo
il nostro discorso sulla gente.
Vicka: Va bene, se no non finiremo mai.
Janko: Accetta questo come un sacrificio da fare per me; così
ti sarà più facile.
Vicka: D'accordo così. Adesso andiamo avanti.
Janko: Dimmi: a che ora la gente se ne andava via?
Vicka: A seconda. Alcuni rimanevano anche due o tre giorni. Il peggio
era che a noi veggenti non davano pace. Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva
una cosa, chi un'altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché
noi lo avessimo desiderato?
Janko: E come avete fatto?
Vicka: Mi è venuta in mente un'idea: sono salita sul balcone.
Ho la voce forte e da lì parlavo al popolo.
Janko: Come un vero oratore!
Vicka: Davvero. Le strade erano piene e così anche i cortili.
Come si poteva fare altrimenti?
Janko: E cosa dicevi al popolo?
Vicka: Dicevo ciò che sapevo, ciò che mi veniva in mente
e che a loro interessava.
Janko: Parlavi delle apparizioni o di altro?
Vicka: Certo! Di che cosa d'altro? Ho detto come sono iniziate le apparizioni,
che aspetto ha la Madonna, quali messaggi annuncia, e così via.
Janko: La gente ti ascoltava?
Vicka: Ascoltavano; poi chiedevano chi una cosa e chi un'altra.
Janko: E tu rispondevi?
Vicka: Certo! Rispondevo ciò che sapevo, ciò che mi ricordavo
in quel momento. Anch'io non è poi che sapessi tante cose.
Janko: E gli altri veggenti? Parlavano pure loro e rispondevano alle
domande?
Vicka: Si. Ma ero soprattutto io; loro lasciavano a me le risposte. Io
non avevo paura: rispondevo ciò che sapevo, e quando non sapevo, tacevo.
Janko: Così la gente si accontentava e se ne andava?
Vicka: È chiaro; dove andavano, se no? Solo che questi incontri
si protraevano anche fin dopo la mezzanotte.
Janko: Per quanto tempo sono durati incontri così?
Vicka: Circa due o tre mesi, forse anche di più. Benché
non tutti i giorni. Più tardi, verso l'autunno, capitava più frequentemente
di sabato e di domenica.
Janko: Vicka, vedo da tutto questo che non era facile per voi. È
un vero miracolo che siate riusciti a resistere.
Vicka: Caro padre, anche adesso è così! Anche durante quest'ultima
estate non ho potuto avere un pò di pace in nessun giorno. Spesse volte
non si ha il tempo neanche di mangiare; immagina per le altre cose.
Janko: Comunque avete resistito.
Vicka: Si vede di si. Ma lo dobbiamo alla Madonna.
Janko: Perché lo pensi?
Vicka: Lei ci ha aiutato in maniera particolare. Altrimenti non ce l'avremmo
fatta.
Janko: Vicka, è proprio così. Anch'io la ringrazio da parte
mia.
Vicka: Ringraziala anche per me.
31 - I VEGGENTI E LE AUTORITÀ CIVILI ED ECCLESIASTICHE.
Janko: Vicka,
mi hai già detto all'inizio che nessuno vi capiva; bisogna riconoscere
che non era neppure tanto facile. È del tutto naturale che nella vostra
vita abbiano interferito le autorità, sia civili che ecclesiastiche.
Possiamo adesso dirne qualcosa?
Vicka: Possiamo, se dobbiamo farlo. Veramente non saprei che cosa dirti
adesso su questo, anche perché ne abbiamo già parlato.
Janko: Tuttavia diciamo ancora qualcosa perché risulti tutto più
chiaro.
Vicka: Tu l'hai già ricordato: nessuno ci comprendeva. Per questo
ci hanno tormentato gli uni e gli altri.
Janko: Va bene. Mi è chiaro che le autorità civili non
potevano neppure capirvi e addirittura volevano, in qualsiasi maniera, soffocare
tutto. Sappiamo anche in che modo hanno tentato di farlo. Piuttosto: le autorità
ecclesiastiche, che atteggiamento hanno preso nei vostri riguardi?
Vicka: Anche loro ci hanno tormentato parecchio.
Janko: Chi lo ha fatto?
Vicka: Il parroco, Fra Jozo. E anche gli altri sacerdoti. Ci interrogavano
in continuazione, dubitavano di noi, ci tormentavano. Io in questo momento non
direi altro.
Janko: Ho sentito che anche il nostro Vescovo una volta vi ha interrogati,
all'inizio.
Vicka: Sì, sì. È stato poco prima della festa di
S. Giacomo. Allora da noi si è fatta la Cresima. Per questo motivo lui
è venuto in parrocchia.
Janko: Bene. Che cosa c'entravate voi con la Cresima?
Vicka: In quell'occasione, verso il pomeriggio, ci ha fatti chiamare
nella canonica. Ci ha interrogati ad uno ad uno.
Janko: Che cosa vi ha chiesto?
Vicka: Per prima cosa ci ha fatto giurare che avremmo detto solo la verità.
Poi ci ha interrogato.
Janko: Che cosa vi ha domandato?
Vicka: Questo: se abbiamo visto la Madonna, come è accaduto, che
cosa ci ha detto, e così via.
Janko: Non so, ma mi pare che proprio in quella occasione è sorto
un malinteso tra il Vescovo da una parte e Maria e Ivanka dall'altra.
Vicka: Si, qualcosa del genere. Loro due, per la paura del giuramento,
hanno detto anche di aver fumato da quelle parti.
Janko: Hanno veramente fumato?
Vicka: Certamente, se lo hanno affermato. Ma si tratta di un fumare per
scherzo. Sicuramente però non sono andate là per fumare. Potevano
farlo anche a casa! Il Vescovo ha detto che mentivano perché non l'hanno
dichiarato subito.
Janko: Ma loro sono andate fuori dal paese proprio per questo motivo?
Vicka: Macché! Già dal mattino ci eravamo messe d'accordo
che saremmo uscite per fare una passeggiata nel pomeriggio. Ti ho spiegato come
loro sono andate avanti senza di me e come io le raggiunsi più tardi.
Janko: Va bene. Hai fumato anche tu?
Vicka: Adesso incominci anche tu. No, non ho fumato. E poi, che male
ci sarebbe stato anche se lo avessi fatto? Pure il Vescovo cercava di intrappolarmi,
ma io ho detto di no. Come potevo dire di sì se non l'avevo fatto?
Janko: Basta con questo. Piuttosto dimmi se il Vescovo ha scritto le
vostre risposte.
Vicka: No. Perché doveva scriverle, dal momento che registrava
tutto?
Janko: Bene. Ha cercato di convincervi che non c'era niente di vero o
vi ha detto qualcosa del genere?
Vicka: No. Egli allora era diverso da come è adesso. Ci diceva
di essere buoni, di pregare la Madonna e cose simili.
Janko: Come vi siete lasciati?
Vicka: Bene, amichevolmente. Tutto è andato bene.
Janko: Allora questo vi ha reso probabilmente contenti?
Vicka: Certo! Si capisce!
Janko: Allora sono arrivati più tardi alcuni malintesi tra il
Vescovo e voi?
Vicka: Sì, ma non è colpa nostra se le cose si sono venute
a sapere. Se ti ricordi, proprio tu mi hai interrogato a questo riguardo. Dillo
tu adesso che cosa ti dissi.
Janko: Mi ricordo. Io ti ho pregato di chiarirmi un po' tale malinteso
e tu mi hai detto, se non ti burlavi di me, che non potevi dirmi nulla al riguardo,
finché non ne avessi chiesto il permesso alla Madonna. Io ti dissi di
chiedere pure il permesso per poi chiarirmi le cose.
Vicka: E io?
Janko: Non so se tu hai mai domandato qualcosa al riguardo alla Madonna,
ma so che a me di questo non hai detto nulla.
Vicka: Va bene. Allora dimentichiamolo.
Janko: D'accordo; in questo momento non m'interessa più. Credo
che verrà il tempo in cui sarà tutto più chiaro.
Vicka: Lo spero anch'io.
Janko: Rimaniamo con tale speranza e preghiamo a questo scopo.
32
- I TORMENTI DA PARTE DEI GIORNALISTI E DELLA TELEVISIONE.
Janko: Vicka, sappiamo che nei primi giorni e mesi la stampa cristiana
e non cristiana ha scritto tante e tante cose di voi e delle apparizioni della
Madonna. Non vorrei parlare molto di questo; dimmi solo una cosa, se te la ricordi.
Vicka: Che cosa?
Janko: Dimmi se tu hai concesso un'intervista o dichiarazioni per qualche
giornale.
Vicka: Sì, l'ho fatto.
Janko: Ti ricordi per quale giornale è stato?
Vicka: Vuoi sapere il titolo del giornale?
Janko: Sì, proprio questo.
Vicka: Il giornale si chiamava «Reporter».
Janko: Ti ricordi forse del giornalista che ti ha intervistata?
Vicka: Non mi ricordo. Non conoscevo neanche allora il suo nome.
Janko: Ma lui ha veramente parlato con te?
Vicka: Certo, e come!
Janko: Dove si è svolta l'intervista?
Vicka: Nella canonica.
Janko: Per quanto tempo avete parlato?
Vicka: Per parecchio tempo; credo per più di un'ora.
Janko: Tu allora eri sola con lui?
Vicka: No, non ero sola. Con noi c'era anche Fra’ Slavko e anche
loro giornalisti erano in due. Eravamo due noi e due loro.
Janko: C'era qualcun altro ancora?
Vicka: Non mi ricordo; credo di no.
Janko: Va bene. Che cosa ti hanno chiesto?
Vicka: Di tutto. Tu conosci come sono i giornalisti. Volevano sapere:
cosa è successo, come è successo...
Janko: Ti hanno detto che l'intervista era per il giornale?
Vicka: Sì, mi hanno detto che era per il giornale, ma non mi hanno
detto che si trattava di «Reporter».
Janko: In realtà che cosa hai detto loro?
Vicka: Tutto quello che mi hanno domandato, se sapevo rispondere. Dopo
avrei preferito non averlo fatto, però l'ho fatto.
Janko: Tu hai visto mai quel giornale?
Vicka: Sì.
Janko: Lo hai pure letto?
Vicka: Sì, anche questo.
Janko: Lo hai anche conservato?
Vicka: Macché, perché avrei dovuto conservarlo? Si tratta
di un giornale non buono.
Janko: Sai dirmi se il giornalista ha riportato fedelmente le tue risposte?
Vicka: Sì, abbastanza fedelmente.
Janko: Va bene, Vicka. Anche la televisione vi ha trasmesso, per quello
che mi ricordo io.
Vicka: Sì, una volta, per un po' il piccolo Jakov.
Janko: E voi altre?
Vicka: Noi no, non l'abbiamo permesso.
Janko: Vi mettevano forse alla prova?
Vicka: Si, di certo. Una volta era venuta un'intera équipe da
Sarajevo per riprenderci per la televisione. E come è andata?
Vicka: Non l'abbiamo permesso. Ci siamo nascoste nella casa del piccolo
Jakov e non volevamo uscire.
Janko: Vi hanno chiamato? Senz'altro. Giravano intorno alla casa. Ci
chiedevano di affacciarci almeno alla finestra, ma inutilmente.
Janko: Ti ricordi chi era a capo dell'équipe? Una certa Dubrovka.
Lei ci girava intorno e ha tentato più degli altri.
Janko: E alla fine?
Vicka: Alla fine, nulla. Quando hanno visto che non ottenevano niente
se ne sono tornati a casa loro.
Janko: Hanno poi riprovato?
Vicka: Credo che si siano stancati. Non mi risulta che siano tornati
più.
Janko: È il meglio che hanno potuto fare.
33 - ESPERIENZE NOTTURNE A PODBRDO .
Janko: Vicka, si raccontava che voi all'inizio, e anche più tardi,
andavate spesso di notte a Podbrdo, al luogo delle prime apparizioni della Madonna.
Vicka: Sì, sì. È la verità.
Janko: Bene. Mi interessa in modo particolare una di queste vostre uscite
notturne, all'incirca una ventina di giorni dopo la prima apparizione. Te ne
ricordi?
Vicka: Forse ti riferisci a quella volta in cui ci è apparsa quella
sfera luminosa?
Janko: Si, proprio a quella volta.
Vicka: Me ne ricordo, eccome! Non lo dimenticherò mai.
Janko: Dimmi qualcosa di questo. Chi era presente? Che cosa vi attirava
ad andarci? A che ora andavate? E altro.
Vicka: E successo dopo le dieci, forse alle undici, non ricordo con esattezza.
Eravamo in tanti; forse una quarantina.
Janko: Di voi veggenti, chi era presente?
Vicka: Neanche di questo mi ricordo bene. Ricordo con sicurezza che c'eravamo
Ivan, Maria ed io.
Janko: E perché siete andati là così tardi?
Vicka: Ce l'ha detto la Madonna di andare là a quell'ora. Noi
l'abbiamo detto ai nostri vicini di casa e così siamo andati. Molti andavamo
su scalzi.
Janko: E cosa è successo quando siete arrivati su?
Vicka: Abbiamo incominciato a pregare.
Janko: Aspettavate l'apparizione della Madonna?
Vicka: Ma certamente! Sapevamo che sarebbe venuta. Per che altro motivo
ci avrebbe chiamati? Prima però è accaduto un fatto insolito.
Janko: Proprio questo, Vicka; è questo che mi interessa.
Vicka: Quando abbiamo iniziato la preghiera pareva che il cielo si aprisse.
Vi fu una luce molto forte che scendeva verso di noi lentamente, a forma di
una sfera.
Janko: Era luminosa?
Vicka: Sì, luminosa, di una luce un po' giallastra.
Janko: E poi?
Vicka: La sfera scendeva lentamente e noi abbiamo pregato con emozione.
Era veramente una cosa straordinaria.
Janko: Forse avevate anche paura?
Vicka: Non eravamo indifferenti. Però la sfera è scesa
molto in fretta e non c'è stato molto tempo per pensarci. E poi è
esplosa sopra la terra. In quel momento dalla sfera sono uscite migliaia e migliaia
di piccole stelle. Qualcuno dice di aver visto anche una croce luminosa; io
adesso non me ne ricordo.
Janko: E chi ha visto, per esempio, quella sfera?
Vicka: Per quanto io sappia, l'hanno vista tutti quelli che erano presenti.
Si diceva che l'avevano anche vista alcuni dell'altro paese: quelli di Vasilj,
di Cilici... Alcuni, particolarmente i bambini, si erano molto spaventati; noi
cercavamo di calmarli. Li calmavamo dicendo che la Madonna stava in mezzo a
noi e che adesso avremmo pregato.
Janko: Avete incominciato a pregare?
Vicka: Sì, certamente. Ci siamo tutti inginocchiati su quel terreno
sassoso e abbiamo incominciato a pregare. Non abbiamo mai pregato così
bene. Si pregava e si piangeva nello stesso tempo.
Janko: Quanto tempo è durato?
Vicka: Non saprei con precisione. Per me è passato come se fosse
stato un attimo. Dicono invece che è durato una quarantina di minuti.
Janko: E poi?
Vicka: Noi abbiamo detto che la Madonna li stava guardando tutti e che
ha detto che chi voleva poteva anche toccarla.
Janko: Allora l'hanno toccata?
Vicka: Qualcuno si, qualcuno no. Tutti si sono precipitati in un momento
nel luogo dove pensavano che fosse la Madonna. Qualcuno le pestava il velo,
qualcuno il vestito. Dopo la Madonna se n'è andata.
Janko: E voi?
Vicka: Anche noi ci siamo alzati. Abbiamo cantato un po', abbiamo anche
chiacchierato e poi, piano piano, ci siamo incamminati verso casa. A casa siamo
arrivati verso l'una di notte. Ci siamo calmati e siamo andati a dormire.
Janko: Voi, Vicka, avete vissuto veramente delle cose meravigliose.
Vicka: Nessuno sa tutto quello che abbiamo vissuto; soltanto Dio e la
Madonna. Perché anche noi abbiamo dimenticato parecchie cose. Tanti giorni,
tante esperienze... Ecco, se tu non me l'avessi chiesto, io non mi sarei ricordata
neanche di questo. Eppure vedi com'è stato meraviglioso.
Janko: Così purtroppo noi tralasceremo parecchi fatti nel nostro
dialogo.
Vicka: Senz'altro, senz'altro.
Janko: Ricordare questo, però, ci ha fatto bene a tutti e due.
34 - PELLEGRINAGGI NOTTURNI.
Janko: Sappiamo che un po' prima della festa del 15 agosto [1981] è
stato proibito di andare a Podbrdo. Qualcuno ci andava lo stesso?
Vicka: Per un certo tempo ci siamo andati tutte le sere.
Janko: Perché?
Vicka: Qualcosa ci attirava, non si poteva resistere. Noi ci riunivamo
nel vicinato. Si parlava, si scherzava, e si cantava. Ad un tratto ci veniva
in mente: «Andiamo su?», e subito si partiva.
Janko: In quanti andavate di solito?
Vicka: A seconda. Da una decina a una cinquantina di persone.
Janko: Non avevate paura delle sentinelle?
Vicka: Macché paura!
Janko: Vi hanno preso qualche volta?
Vicka: Mai. Passava da quelle parti anche la polizia, ma non ci hanno
preso.
Janko: Come mai?
Vicka: Non saprei. So che non ci hanno preso e basta.
Janko: Va bene. Che cosa facevate lassù?
Vicka: Pregavamo come sempre, solo un po' più piano; non osavamo
cantare.
Janko: Pregavate da soli, senza la Madonna?
Vicka: Ma come senza la Madonna! La Madonna veniva sempre, soprattutto
all'inizio. Arrivava appena incominciavamo a pregare. Poche volte mancava.
Janko: E quanto tempo rimaneva con voi?
Vicka: A seconda. Delle volte anche più di dieci minuti.
Janko: Era contenta o scontenta?
Vicka: Era molto contenta. Più ancora che durante il giorno. È
una cosa che non si può descrivere.
Janko: Andavano ogni volta alcuni di voi veggenti?
Vicka: Quasi sempre; non so se proprio sempre. Forse qualche volta sono
andati anche senza di noi.
Janko: In queste occasioni, c'era qualcuno, oltre voi veggenti, che vedesse
qualcosa?
Vicka: Si, qualche volta. Tu conosci già l'episodio della sfera.
Qualcuno racconta che, mentre la Madonna veniva oppure mentre partiva, si vedeva
una luce e qualcosa come una stella... Non posso dirti con precisione perché
non sono cose che ho visto.
Janko: Quando, di solito, tornavate a casa?
Vicka: Come capitava. Dopo la mezzanotte.
Janko: Vicka, tu mi hai scritto, una volta che io ero malato, che il
31 dicembre 1982, quindi alla vigilia dell'anno nuovo, tu, Maria e alcuni altri
siete andati scalzi a Podbrdo.
Vicka: Non te l'ho soltanto scritto. Io e Maria siamo veramente andate
scalze; gli altri no. Il terreno era già ghiacciato.
Janko: E perché andare scalze in pieno inverno?
Vicka: Abbiamo regalato qualcosa alla Madonna. Lo sa solo lei.
Janko: Forse anche questo è stato causa dei disturbi alle gambe
che dopo avevi?
Vicka: Non importa. Anche se fosse, non mi dispiace.
Janko: Nessuno vi conosce bene e vi capisce a fondo.
Vicka: Non ha importanza.
Janko: Hai ragione. Adesso c'è qualcuno che va di notte a Podbrdo?
Vicka: Sì, ci siamo andate fino a due o tre mesi fa. Ora solo
qualche volta. Adesso ci andiamo di giorno, prima di andare in chiesa, almeno
al mercoledì. Qualche volta anche in altri giorni.
Janko: E perché proprio di mercoledì?
Vicka: Perché allora preghiamo lassù per un'intenzione
particolare.
Janko: Posso sapere qual è questa intenzione?
Vicka:Abbi pazienza, per ora. Non devi sapere proprio tutto. Lo tornati
dalla chiesa: ci riposiamo un poco e poi andiamo su [Pregano saprai a suo tempo.
Delle volte ci andiamo subito dopo essere per il Vescovo - vedi cap. 61].
Janko: Adesso che cosa fate quando arrivate lassù?
Vicka: Ho già detto che preghiamo, cantiamo, parliamo un po' e
poi torniamo a casa.
Janko: E la Madonna?
Vicka: La Madonna adesso non viene più. Prima veniva, ma ora non
viene più là. [In realtà la Madonna è ancora apparsa
alcune volte, dopo il luglio 1983, a Ivan e Maria, che si recavano a Podbrdo
di sera tardi, con un gruppo di preghiera].
Janko: Quanto tempo ci rimanete?
Vicka: A seconda. Però ci rimaniamo almeno un'ora.
Janko: Bene, Vicka. Molte cose mi sono divenute più chiare. Intanto
andiamo avanti.
35 - DIVIETO DI ANDARE A PODBRDO.
Janko: Vicka, come già sappiamo, verso la metà di agosto,
e precisamente il 12 agosto 1981, è stato proibito di andare a Podbrdo
dove appariva la Madonna. Sicuramente te lo ricordi.
Vicka: Certo che me lo ricordo!
Janko: Va bene, questo è facile da ricordare. Ma ti ricordi chi
ha comunicato questa proibizione?
Vicka: Non me lo ricordo esattamente. Qualcuno ce l'ha comunicato. Ma
chi è stato non me lo ricordo davvero.
Janko: Va bene. E che effetto ha avuto su dite?
Vicka: Mi sentivo molto abbattuta, anche se non sapevo che cosa significasse
tale proibizione e come sarebbe andata a finire. Ho visto le sentinelle da tutte
le parti. Che cosa si poteva fare?
Janko: Chi faceva da sentinella?
Vicka: La polizia. Quella di Ciitluk, di Mostar e altrove. C'erano anche
degli uomini del nostro paese.
Janko: Di giorno o di notte?
Vicka: Di giorno e di notte: sempre!
Janko: Ti ricordi dove si trovavano le sentinelle?
Vicka: Non lo so. Dicevano che c'erano undici o dodici posti diversi.
Janko: Bene, Vicka. E chi assegnava i posti alle sentinelle?
Vicka: Non saprei. Credo quelli di Ciitluk; chi altro? A che cosa ti
serve questo?
Janko: Hai ragione, non mi serve. Ma poiché parliamo di tutto...
Quel giorno [12 agosto] vi siete incontrati con la Madonna?
Vicka: Padre, io ti ho detto che alle volte corri troppo. Chi ti dice
che non ci siamo incontrati con la Madonna?
Janko: Non so dove e quando potevate incontrarla.
Vicka: La Madonna è più sapiente degli uomini. Noi ci siamo
incontrati, alla solita ora, dietro una casa e abbiamo incominciato a pregare.
Non sapevamo se la Madonna sarebbe venuta, ma è venuta subito. Era molto
contenta; ha pregato con noi, ci ha incoraggiato e salutato; poi se n'è
andata.
Janko: Veramente interessante. Intanto le sentinelle sono rimaste molto
a lungo?
Vicka: Certo; credo cinque o sei mesi. Solo che più tardi facevano
da sentinella soltanto gli uomini del paese. Da soli si preparavano da mangiare
e si assegnavano i posti. Dicono che venivano anche pagati, ma io non lo so.
Janko: Quando è finito tutto questo?
Vicka: Hanno visto che non serviva a niente.. Il popolo ha avuto molta
pazienza, non si è lasciato demoralizzare.
Janko: Va bene il popolo. Ma voi veggenti, come vi siete comportati?
Vicka: Ci siamo trovati meglio di prima.
Janko: Come mai?
Vicka: E molto semplice. Noi ci radunavamo, alla nostra ora, da qualche
parte e la Madonna ci appariva come prima. Anzi, più contenta di prima,
quando ci appariva sul colle. Si intratteneva più a lungo con noi. Pregava,
cantava e ci incoraggiava. Era presente poca gente; c'era meno chiasso. Che
si poteva desiderare di meglio?
Janko: La Madonna vi ha detto che avrebbe continuato a venire?
Vicka: Non diceva niente, ma noi lo sapevamo. La Madonna è la
Madonna: nessuno la sa più lunga di lei.
Janko: È proprio vero: la Madonna è la Madonna!